domenica 30 maggio 2010

Adélia Prado

Si respira qua e là un’aria alla Emily Dickinson nei versi della poetessa brasiliana Adélia Prado (Divinopolis, 1935), casalinga prestata alla poesia dopo i quarant’anni. Ma è solo l’aspetto esteriore, la tematica di certe poesie ad avvicinarla alla solitaria Emily. La Prado riversa nella sua poetica cose e atmosfere di una donna che cura la casa, che si occupa dei figli e del marito, che sente lo scorrere del tempo, che vive l’erotismo. Donna e madre, donna e moglie, donna e poetessa. La Prado osserva – è quello che fanno i poeti – anzi, setaccia addirittura nel minimalismo quotidiano per trovare qualche cosa degno di essere salvato, di essere raccontato. È una cercatrice d’oro che invece delle pepite va a caccia di emozioni.


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DALL'ANIMA


È nato nel mio giardino un cespuglio
che fa fiori gialli.
Ogni mattina vado lì per sentire il ronzio
dell'insetteria in festa.
Ci sono ronzii di ogni tipo:
di grossi, di sottili, di apprendisti e di maestri.
È zampa, è ala, è bocca, è becco,
è granello di polvere e polline nel falò del sole.
Sembra che l'alberello chiacchieri.


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DOLORI

Oggi mi sono sentita triste,
ho sofferto tre tipi di paura
accresciuti da un fatto irreversibile:
non sono più giovane.
Ho discusso di politica, di femminismo,
dell'opportunità della riforma penale,
ma alla fine dei discorsi
toglievo dalla tasca il mio pezzetto di specchio
e mi si riempivano gli occhi di lacrime:
non sono più giovane.
Le scienze non mi hanno soccorso,
né ho per definitivo conforto
il rispetto dei giovani.
Ho aperto il Libro Sacro
in cerca di perdono per la mia carne superba
e lì era scritto:
"Fu per fede che anche Sara, nonostante l'età avanzata,
è stata capace di avere una discendenza..."
Se qualcuno mi fissasse, ho insistito ancora,
in un quadro, in una poesia...
e fossero oggetto di bellezza i miei muscoli flosci...
Ma non voglio. Esigo il destino comune delle donne sulle tinozze,
di quelle che mai vedranno i loro nomi stampati e tuttavia
sorreggono i pilastri del mondo, perché anche se vedove degne
non rifiutano il matrimonio, anzi trovano il sesso gradevole,
condizione per la normale gioia di legare un nastro sui capelli
e pulire la casa al mattino.
Una tale speranza imploro a Dio.

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CANICOLA

A mezzogiorno, riversa l'amore
i sogni più freschi e intriganti;
sto dove stanno i torrenti.
Attorno alla grande casa spazia un cortile senza recinzione,
pieno di banani, solo banani,
alti come palme.
Arrivo al bordo del mare increspato di correnti,
gorghi azzurri.
C'è un pericolo sotto la fascia esigua
che è di sabbia ed è bianca.
Voglio bracciali
e la compagnia del maschio che ho scelto.


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Adélia Prado


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LA FRASE DEL GIORNO
Mia madre trovava lo studio / la cosa più fine del mondo. / Non lo è. / La cosa più fine del mondo è il sentimento.
ADÉLIA PRADO

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