venerdì 16 ottobre 2009

Li Po

Li Po, noto anche come Li Bai e Li Bo in seguito alla traslitterazione in caratteri occidentali degli ideogrammi cinesi, fu tra i più grandi poeti della dinastia T’ang: visse tra il 701 e il 765, tanto da essere conosciuto come “immortale poeta”. Alla base della sua poesia un distacco dalla mondanità, vissuto attraverso il Tao e il rifugio nella natura, ma anche una smodata passione per il vino, tanto che secondo la leggenda Li Po sarebbe morto affogato dopo che, ubriaco, si era sporto dalla barca per abbracciare il riflesso della luna, cadendo in acqua.

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SEDUTO, DA SOLO, SULLA MONTAGNA JIN TING

Gli uccelli se ne sono andati, volando in stormi
Si allontana, lentamente, una nuvola solitaria
Guardandoci l'uno l'altra ci si stanca
Soli tu e io, montagna Jin Ting.

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DOMANDA E RISPOSTA SULLA MONTAGNA

Mi chiedi perché io viva nelle montagne azzurre.
Sorrido e non rispondo, il cuore tranquillo.
i fiori di pesco se ne vanno lontano, galleggiando leggeri sul torrente.
È un altro mondo, diverso da quello degli uomini.

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BEVENDO DA SOLO SOTTO LA LUNA

Se al cielo non piacesse il vino
in cielo non ci sarebbe la stella del vino.
Se alla terra non piacesse il vino
sulla terra non ci sarebbe la fonte del vino.
E se al cielo e alla terra piace
non c'è nulla di disdicevole ad amarlo.
Si dice che il vino chiaro si può paragonare al santo
e quello scuro al saggio.
Ai santi e ai saggi piace bere.
Perché cercare allora l'immortalità?
Con tre bicchieri si comunica con il Tao,
con un moggio ci si fonde con la natura.
Incontro il piacere solo nel vino
ed è inutile dirlo al sobrio.

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SOTTO LA LUNA, UN FESTINO SOLITARIO

Seduto lì tra i fiori, con la brocca di vino –,
festino solitario, privo di amici intimi –,
elevo il mio boccale e invito il chiar di luna.
Insieme all'ombra, poi, saremo in tre,
giacché la luna non si negherà al bere.
E mentre l'ombra seguirà il mio corpo,
intanto, al fianco suo, io scorterò la luna.
La via della gaiezza termina a primavera;
mentre la luna ondeggia, al mio canto, qua e là.
Ed ha un sussulto l'ombra, fremendo, alla mia danza.
Da sobri, noi viviamo di una gioia comune;
quando poi, nell'ebbrezza, ciascuno si disperde.
Noi tre, per sempre uniti, vagando senza affetti,
infine, in lontananza, saremo alla Via Lattea.

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A YUE ZHONG, GUARDANDO AL PASSATO

Quando Gou Jian, re de Yue, tornò dalla conquista di Wu
i guerrieri rientrarono nelle loro case, vestiti di broccato.
Cortigiane come fiori riempivano i palazzi di primavera.
Ora non resta che il volo delle pernici grigie.

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Fotografie: © Wikipedia

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LA FRASE DEL GIORNO
Un poeta osa essere solo un po’ chiaro e non chiarissimo… Scosta il velo dalla bellezza, ma non lo toglie. Un poeta del tutto chiaro è un’inezia che abbaglia.
E.B. WHITE, One man’s meat, 1942

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