sabato 31 ottobre 2009

José Watanabe

Peruviano di nascita e passaporto, José Watanabe, nato a Trujillo nel 1945 e morto a Lima nel 2007, ha una caratteristica che lo differenzia dai poeti del suo paese: quel cognome è non solo indice della sua discendenza giapponese (il padre) ma anche di uno stile di vita orientale che gli consentì di controllare le manifestazioni emotive e di valutare con una visione differente la realtà. Buddhismo e taoismo sono alla base della sua osservazione pura del mistero naturale, di cui coglie l’innocente bellezza.

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Tre pietre bianche sulla sabbia.
Un uomo venne a sedersi su una di esse, stanco.
Guardò le altre due senza volerlo, posò soltanto
gli occhi sulla loro superficie come nell’aria.
La sua mente stava galleggiando in un'ora antica.

Non scelte per essere contemplate, guardate
senza idee, le pietre
non sarebbero state mai ricordate da quest'uomo.
Quando se ne andò,
le tre pietre rimasero immacolate sulla sabbia.

(da “Poemas ineditos”, 2008)

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QUESTIONE DI FEDE

Com’era la luce dell’alba
quando Abramo, uomo di fede incrollabile,
salì sul monte Moriah
tenendo per mano il suo unigenito Isacco?

Doveva essere una luce di un azzurro profondo
come quella di questa mattina: in quell’azzurro
Abramo immaginava
il sangue vibrante di suo figlio sul coltello.

Vibra di più il sangue nell’azzurro.
Lo so perché la mia pelle, ora così sola,
secerne sangue sul palmo della mia mano:
il primo miracolo del mio giorno, o castigo,
por aver voluto salire la china della montagna
con una ragazza (più figlia che sposa).
Lei, al primo sole, scappò spaventata,
mi negò
il suo giovane corpo per il sacrificio
e io non ho potuto dimostrarle
la mia fede nevrotica in Dio.

(da “La piedra alada”, 2005)

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L’ADULTERA

La frase, la limpida precisione della sua logica,
hanno fermato la rivolta.

Essi,
abbandonando tranquillamente la pietra impugnata,
hanno obbedito senza essere in grado di opporsi
all'ordine delle parole: guardarsi
nel profondo di se stessi.

Nel cerchio silenzioso
il miracolo cominciò a realizzarsi. Dicono
che compie prodigi incredibili. Questo,
così essenziale,
forse è il meno proclamato, il fatto
che accetteremo le nostre viltà
onestamente.

Per quel miracolo
non fui lapidata. Come se fossero trascorsi secoli
le pietre violente caddero dalle mani
convertite in morbida sabbia.

(da “Habitó entre nosotros”, 2002)

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LA BROCCA

La brocca
rimase per un attimo
in silenzio
inclinata
come una donna pensierosa.
Ha poi continuato fino a rompersi
sul pavimento
come una donna pensierosa.

(da “Bandera detrás de la niebla”, 2006)



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LA FRASE DEL GIORNO
Una notte era nuvoloso, non si vedeva quasi nulla e, all’improvviso, tra la nebbia, vidi delle bandiere. Per me, questa è l’immagine della poesia, la bellezza che ognuno vede nella nebbia quotidiana.
JOSÉ WATANABE, intervista a “La República”, 18/12/2006

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