sabato 24 ottobre 2009

Ghiorgos Vafòpoulos

C’è un momento che delinea gran parte della poesia di Ghiorgos Vafòpoulos, poeta greco, nato nel 1903 a Ghevgéli, nell’odierna Repubblica di Macedonia, e morto nel 1996: la scomparsa della moglie. Da lì, dopo il verso luminoso di “Le rose di Mirtalide”, trae i motivi di un pessimismo e di una sofferenza che permeano le sue opere per molti anni: il suo dire assume toni arcaici e austeri, bizantineggianti, si appesantisce quasi a significare quel dolore. Ma i dolori si placano con il tempo, e infatti subentra un isolamento accettato come esilio autoimposto, un destino purificatore dove la vita diventa immobile e la visione spesso desolante.

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CANZONI SULLO STESSO RITMO

Così curvi passavamo, noi due, la mano nella mano.

Per ore camminavamo senza meta, amaro fratello, e la tristezza,
sorella amara anch'essa, ci era compagna nel cammino.

E trascinando svogliati senza scopo i nostri passi
era come se sembrassimo disperati amanti
abbandonati un mattino, così, all'improvviso, dalla loro amata.

Sembravamo come generali che in un mattino si siano svegliati
senza gloria per imboccare la strada dell'esilio.

Così curvi passavamo, noi due, illusi.

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IL PREMIO

Sono un viandante,
senza riposo, senza sonno.
Marcio giorno e notte,
notte e giorno
nella ripida strada
che circonda
questo oscuro Monte.

Non m'affanno a giungere.
So che giungerò
La strada è sicura,
se l'hai attraversata
primieramente Tu.
Riconosco le impronte dei Tuoi passi,
riconosco le impronte del Tuo Amore.

Rimani sulla cima
e mi fai cenno Tu.
Sopra il tuo capo
i piedi di un Angelo.
Sopra i piedi dell'Angelo
i piedi di Dio.

Il premio del mio viaggio sarà,
giungendo all'apice della cima,
carico dei fiori
che spuntarono al tuo passaggio,
d'appoggiare il mio capo insanguinato
sulla candida pietra dei Tuoi piedi,
sul primo scalino di Dio.

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LA ROSA

(Frammento)

Avevi inteso l'invito
della Santa Voce.
E il tuo glauco stupefatto sguardo
aveva accolto il lampeggiare
del baleno del Tuo occhio.
La mia voce?
La supplica del mio sguardo?
L'ampia circonferenza dell'Amore?
Pensiero umano.
T'eri spogliata ormai della Tua tunica...

(traduzioni di Cristino Sangiglio)

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Henri Cartier-Bresson, “Sifnos, Grecia, 1961”

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LA FRASE DEL GIORNO
Oltrepassiamo i nostri ponti dopo esserci arrivati, ce li bruciamo alle spalle e niente dimostra il cammino percorso tranne il ricordo dell'odore del fumo e la sensazione che una volta i nostri occhi hanno lacrimato.
TOM STOPPARD

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