venerdì 21 agosto 2009

Aloha, Hawaii

 

© Eisenhower Archives

Il 21 agosto del 1959, cinquantacinque giorni dopo il referendum di adesione, le Hawaii diventarono il 50° stato degli USA. Le isole, patria dell’attuale presidente Barack Obama e luogo natale dell’attrice australiana Nicole Kidman, erano territorio associato all’Unione già dal 1896, dopo il rovesciamento della regina di origine polinesiana Liliuokani da parte di ricchi imprenditori bianchi.

Agli Stati Uniti di fine Anni Cinquanta le Hawaii portarono in dote la loro identità multietnica e multirazziale e la ferita allora ancora aperta dell’attacco giapponese alla flotta americana ormeggiata a Pearl Harbor il 7 dicembre del 1941.

1.283.388 abitanti sparsi sui 16.759 kmq delle otto isole distanti 4.000 km dal territorio continentale della California. Isole dai nomi che fanno pensare a un oceano azzurro e limpido sul quale si affacciano montagne vulcaniche, palme e grattacieli, a collane di fiori, a ragazzi che cavalcano le onde con i loro surf: Maui, Oahu, Molokai, Kaho’olawe, Lanai, Nihau, Kanai e naturalmente Hawaii.

E un melting pot che vede insieme animisti e cristiani, buddhisti ed ebrei, bianchi, asiatici, neri e nativi, tutti accomunati da una sorta di calma zen che consente la pacifica convivenza in quel piccolo paradiso: la flemma “cool” di Obama dicono derivi proprio dalla sua infanzia trascorsa a Honolulu.

Aloha, Hawaii…

Tramonto a Waikiki © Hamish2k (GNU License)

 

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LA FRASE DEL GIORNO
Le Hawaii non sono uno stato della mente ma uno stato di grazia.
PAUL THEROUX

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