JOSÉ MANUEL CABALLERO BONALD
DIDATTICA
Se guardi un orologio e aspetti impassibile
che passi un minuto,
finalmente capirai in cosa
consiste l'eternità.
Fermati, viaggiatore,
ascolta
quei battiti perentori, quell'incommensurabile
spostamento del tuo cuore
che lascia, per istanti, un grande vuoto abisso
tra l'effimero e il permanente.
L'istante che passa occupa tutto il tempo.
Non c'è fine né inizio:
solo tutto e niente equidistanti.
(EMPEDOCLE, Polemos)
(da Diario di Argónida, 1997)
.
Il poeta spagnolo José Manuel Caballero Bonald svolge una meditazione lirica sulla percezione del tempo, tema centrale della sua opera, e lo fa inserendo un suggerimento, quell'accenno ad Empedocle, filosofo greco che concepiva la realtà come un continuo "polemos", una guerra o una lotta in cui la vita stessa nasce da un equilibrio dinamico tra le forze opposte di unione e disunione. Caballero Bonald legge paradossalmente l'eternità nell'istante: l'eternità non è una quantità infinita di tempo, ma la consapevolezza assoluta di un singolo secondo che si dilata.
.

MIHAI CRISTE, “IL NAUFRAGIO DELTEMPO”
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LA FRASE DEL GIORNO
Il tempo si cela già / come un errore di battitura sul bordo di una pagina bianca.
JOSÉ MANUEL CABALLERO BONALD, Diario di Argónida
.
José Manuel Caballero Bonald (Jerez de la Frontera, 11 novembre 1926 – Madrid, 9 maggio 2021), poeta e scrittore spagnolo. Di famiglia cubana, studiò Astronomia e poi Lettere e Filosofia. Militante antifranchista, appartenne a l gruppo poetico dei ‘50. Nel 2012 vinse il Premio Cervantes. È noto per il suo stile barocco e ampolloso.

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