ALBERICO SALA
LA SABBIA ROSSA
L'Africa che inseguivi con le rondini,
la freccia madida nel bungalow (primizie
sono rimaste nel ventre dell'isolotto),
è arrivata con la pioggia sul terrazzo.
Sabbia rossa del Sahara, petrolio e sangue.
Ha volato sette giorni. Ora, blocca le uscite,
minaccia la moquette, da asciugare con il fon.
Nella notte ambrosiana, presso la luna,
bruciano i fari della torre di guardia.
Maggio 1973
(da Chi va col lupo, Rusconi, 1975)
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Nei mesi primaverili non è raro che giunga con la pioggia la sabbia del Sahara, in Lombardia è capitato pochi giorni fa con un acquazzone di aprile: è un fenomeno per cui la pioggia, a causa della presenza di finissime particelle di sabbia del Sahara portata dal vento per lunghe distanze, assume una colorazione rossa e, una volta asciugata, lascia un sottile strato polveroso sulle superfici. A uno di questi eventi si riferisce il poeta Alberico Sala: è l'Africa sognata e ricordata da un viaggio a giungere nella casa milanese con quella sabbia rossa.
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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA
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La sabbia è un po' come la bellezza: la riconosciamo quando la vediamo o la tocchiamo, ma sembra difficile da descrivere.
MICHAEL WELLAND, Sabbia: la storia infinita
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Alberico Sala (Vailate, 11 marzo 1923 - 25 novembre 1991), scrittore, poeta e critico d'arte italiano. Fu giornalista e critico cinematografico all’Eco di Bergamo, Corriere d’informazione, al Corriere della sera e al Giorno. Tra i suoi temi la vita familiare, la pianura bergamasca e la condizione del vivere moderno.

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