THÉOPILE GAUTIER
ADDIO ALLA POESIA
Vieni, angelo caduto, chiudi le tue ali rosa;
togliti la veste bianca, i raggi che indorano i cieli;
devi, dal cielo, dove una volta eri solito salire,
volgerti, come una stella cadente, cadere nella prosa.
Ora i tuoi piedi d'uccello si posino sulla terra;
Non è il momento di volare: cammina!;
Chiudi in cuore il tuo tesoro di musiche;
lascia che la tua arpa si riposi.
Povero figlio del cielo, canteresti invano;
non capirebbero il tuo linguaggio divino;
Il loro orecchio è chiuso ai tuoi dolci suoni!
Ti prego: o angelo dagli occhi azzurri, prima,
di partire, trova il mio pallido amore, che adoro,
e dalle sulla fronte un lungo bacio d'addio.
(da España, 1845)
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Nel 1845 lo scrittore francese Théophile Gautier va incontro a una crisi di ispirazione poetica che lo attanaglierà per una decina d'anni. Ne è malinconica testimonianza questo sonetto. Ne emergerà con un linguaggio diverso, cristallino, in grado di liberare le emozioni esistenziali ed estetiche.
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ABBOTT THAYER, "FIGURA ALATA"
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Il critico che non ha prodotto nulla è un vile; è come un abate che corteggia la moglie di un laico: questi non può rendergli la pariglia, né battersi con lui.
THÉOPHILE GAUTIER, Madamigella di Maupin
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Pierre Jules Théophile Gautier (Tarbes, 30 agosto 1811 – Neuilly, 23 ottobre 1872), scrittore, poeta, giornalista e critico letterario francese. Attratto dalla letteratura romantica, con la raccolta di poesie Smalti e cammei (1852), liriche di forma impeccabilmente cesellata, schiuse la via alla scuola parnassiana.


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