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lunedì 23 febbraio 2026

Il chiaro di luna


CLAUDE McKAY

CANZONE DELLA LUNA

Il chiaro di luna irrompe sulle torri della città,
e cade sul cemento di pietra e d’acciaio,
spargendo la luce splendente come fiori orlati di bianco
sulle rovine d’una bufera portata dal vento.

Sui panni dietro il caseggiato
che pendono come fantasmi da esili fili,
alle belle cose viventi indifferente,
incongruo e strano splende il chiaro di luna.

Qui nessun incanto per la tua presenza,
o luna, folle luna, ripiega la veste che trascini,
il suo argento sembra così antico e severo
contro il bagliore d’un globo elettrico.

Vai a spargere la tua bellezza sui volti ridenti
di fiori felici dai mille colori,
che aspettano in punta di piedi negli spazi selvaggi
per bere il tuo vino a grandi sorsi di rugiada.

1922

(da Poesia n. 219, Settembre 2007  - Traduzione di Antonella Francini)

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Il poeta giamaicano Claude McKay descrive una luce lunare che, anziché portare magia, appare fuori posto e quasi "austera" nel grigio contesto metropolitano di New York, contrapponendo la fredda architettura cittadina alla bellezza vibrante della natura.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Azzurra la luna / si alza sopra i tetti / e la città con lei.
JOSÉ TOLENTINO DE MENDONÇA, Il papavero e il monaco

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Festus Claudius "Claude" McKay (Clarendon, 15 settembre 1890 – Chicago, Illinois, 22 maggio 1948) scrittore e poeta giamaicano-americano. Fu una figura centrale nell'Harlem Renaissance:  le sue poesie sfidavano l'autorità bianca celebrando al contempo la cultura giamaicana e lottavano contro il razzismo.


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