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sabato 17 gennaio 2026

Vero come la luce


CARLOS PUJOL

ODISSEA, III

Non ho inventato nessuna di queste cose,
né la guerra di Troia né i naufragi
dell'astuto Odisseo né l'oscuro
amore di Circe;
né quell'andirivieni tra giganti,
sirene e altri mostri della vita.
Ho sentito cantare tutto,
ho solo tessuto la trama di parole
a cui ho voluto dare ali o musica,
per dire che l'avventura esiste.
Ho preferito che tu non sapessi il mio nome;
ho risposto "Omero, il cieco"
se qualcuno voleva sapere chi fossi.
"Quello che racconti è successo davvero?"
mi chiedono sempre. Io rispondo sempre:
"Per me è vero come la luce."

(da Gli avventurieri, 1996)

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A parlare è naturalmente Omero, in questi versi del poeta spagnolo Carlos Pujol, che traduce in poesia la questione omerica: è infatti incerto chi compose realmente Iliade e Odissea, sembra che siano racconti orali tramandati da una società che ancora non conosceva la scrittura. E lo stesso Omero potrebbe anche non essere nemmeno esistito. Ma l'avventura poetica quella esiste, quella è "vera come la luce".

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JACQUES-LOUIS DAVID, "OMERO RECITA I SUOI VERSI AI GRECI"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Omero è il padre e il perpetuo principe di tutti i poeti del mondo.
GIACOMO LEOPARDI, Zibaldone

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Carlos Pujol Jaumandreu (Barcellona, 1936 - 16 gennaio 2012), poeta, traduttore, editore e storico della letteratura spagnolo. Insegnante di Letteratura francese all’Università di Barcellona tradusse, Balzac, Baudelaire, Simenon e Voltaire, ma anche Orwell, Emily Dickinson e Jane Austen, esordì nel 1981 con L’ombra del tempo.


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