IZET SARAJLIĆ
LETTERA ALL'ANNO 2176
Cosa?
Ascolti ancora Mendelssohn?
Raccogli ancora margherite?
Festeggi ancora i compleanni dei bambini?
Dai ancora i nomi dei poeti alle strade?
E negli anni Settanta, due secoli fa, mi avevano assicurato che i giorni della poesia erano finiti, proprio come il gioco delle penitenze, o la lettura delle stelle, o i balli a casa dei Rostov. E io,
che sciocco, quasi ci credevo!
(da Seguito della conversazione, 1977)
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Nella Jugoslavia del 1976 il poeta bosniaco Izet Sarajlić si divertì un giorno a immaginare il mondo di duecento anni dopo: eccolo allora a chiedersi se le cose che si facevano allora esisteranno ancora nel 2176, soprattutto la poesia, che nel mondo degli Anni Settanta sembrava ormai superata, osteggiata dall'ideologia.
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IMMAGINE CREATA CON IA
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LA FRASE DEL GIORNO
Avendo paura / di essere definiti fuori moda / i giovani non scrivono più / poesie d’amore. / Noi vecchi / dovremo / scriverle / per loro. / Non sarà la prima volta / che il ruolo di Cristiano / viene affidato a Cirano.
IZET SARAJLIĆ
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Izet Sarajlić (Doboj, 16 marzo 1930 – Sarajevo, 2 maggio 2002), storico, filosofo e poeta bosniaco. Fondatore nel 1954 del "Gruppo 54", movimento d'innovazione poetica, fu uno fra gli organizzatori delle "Giornate poetiche di Sarajevo" nel decennio successivo. Rimasto a Sarajevo durante l'assedio, tenne un diario di guerra, pubblicato nel 1993.

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