lunedì 3 dicembre 2012

In questa fotografia

 

JOAQUÍN GIANNUZZI

MA NON MI RICORDO

Per sempre al sicuro dall’erosione,
avevo vent’anni in questa fotografia.
Ma non mi ricordo, non so che accadde qui
né come accadde.
Quel ragazzo un po’ sciocco,
con tutti i capelli a posto
e tutta la luce a disposizione.
Dove andava, che cosa faceva dentro la sua pelle.
Il tragitto è piombato nel buio. Da qui
il tempo è un sogno disordinato.
So soltanto che non avevo scommesso
su questo che mi succede, ora che ho freddo e sono diventato
un volto che invecchia e cambia aspetto.

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Il tempo che scorre inarrestabile, l’ora che fugge e non ritorna. È proprio vero quello che dice Dante nel canto IV del Purgatorio: “Vassene 'l tempo e l'uom non se n'avvede”. Il poeta argentino Joaquín Giannuzzi (1924-2004) coglie questa distanza improvvisa in una fotografia ritrovata di lui ventenne – anche a noi capita di sorridere con indulgenza e una punta di nostalgia rivedendoci in vecchie foto, con abiti fuori moda e un corpo più o meno differente. Quei punti fermi sulla linea del tempo servono a farci rendere conto della nostra esistenza su quel segmento, a comprendere la precarietà delle cose.

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FOTOGRAFIA © THE VISUAL WORLD OF SAM STEWARD

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LA FRASE DEL GIORNO
O figliuolo il meglio d'altri tempi / non era che la nostra giovinezza!
GUIDO GOZZANO, La via del rifugio

2 commenti:

Vania ha detto...

...a parte la poesia...che è uno spaccato di "qualsiasi Vita"....mi piace molto e condivido "l'espressione/dicitura" tua...."punti fermi sulla linea del tempo servono a farci rendere conto della nostra esistenza su quel segmento, a comprendere la precarietà delle cose"...che ho sempre pensato.:)

ciaoo Vania

DR ha detto...

per me quello sono le fotografie, e pensandoci, non può essere altrimenti

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