giovedì 10 novembre 2011

Tutto l’oro del mondo

 

JORGE TEILLIER

DAREI TUTTO L’ORO DEL MONDO

Darei tutto l'oro del mondo
per sentire ancora nella mia camicia
le fredde monete della pioggia.

Per sentire rotolare il cerchio di ferro
nel quale un ragazzo a piedi nudi
infila il sole su un ponte.

Per vedere apparire
cavalli e comete
nei posti vuoti della mia gioventù.

Per odorare ancora
i buoni figli della farina
nascosto sotto il grembiule del tavolo.

Per gustare
il latte dell'alba
che riempie pozzi dimenticati.

Non so quanto darei
per riposare nella terra
con le fredde monete d'argento della pioggia
negli occhi chiusi.

.

Jorge Teillier (1935-1996) è un poeta cileno noto per avere fondato la “poesia larica”, ovvero la poesia rivolta ai Lari, agli antenati, con un occhio costantemente rivolto all’etica e all’estetica del passato, visto come un paradiso perduto in contrasto con la modernità del tempo presente. A trionfare in questa operazione della memoria e della nostalgia sono l’infanzia, il rispetto delle tradizioni, i valori della provincia e del villaggio, i miti ancestrali, la natura primordiale. La poesia viene a dipingere così un’età dell’oro a cui il poeta e il lettore possono accedere per trovare un mondo migliore.

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EDWARD LAMSON HENRY, “HOURS OF CHILDHOOD”

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LA FRASE DEL GIORNO
Questa era la felicità: disegnare nella brina figure senza senso sapendo che nulla sarebbe durato.

JORGE TEILLIER

2 commenti:

Vania ha detto...

..la frase del giorno mi ricorda il detto..."si stava meglio quando si stava peggio".

...la poesia...ottimi frammenti.
ciaooo Vania

DR ha detto...

in effetti il passato è un po' come il nostro paradiso perduto

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