venerdì 18 febbraio 2011

Tu Danae, io Zeus

 

LOUIS SCUTENAIRE

POESIA

Dove sono le ragazze forti che amavano tori
E dove le delicate in estasi sotto una nube
O le artiste che si dannarono per un cigno?

Stanno nelle vostre febbri stanno nelle vostre braccia
Stanno nei vostri letti stanno nei vostri libri
E siete le loro bestie e i loro spettri di bruma.

(da Anthologie du surrèalisme en Belgique, 1972 – Trad. Paola Dècina Lombardi)

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Gli appassionati di mitologia non faranno fatica a riconoscere le tre figure di donne elencate nella prima terzina di questa poesia: Pasifae, la moglie di Minosse, che con uno stratagemma si unì a un toro generando il Minotauro; Danae, madre di Perseo, fecondata da Zeus sotto forma di pioggia d’oro; Leda, madre di Clitennestra, Elena e dei Dioscuri, innamorata di un cigno.

Il surrealista belga Louis Scutenaire (1905-1987), amico di René Magritte, con il quale realizzò una simbiosi artistica corredando le sue immagini di testi, ritrova quelle donne del mito nel sogno, nella vita, ne rivede tratti nelle donne amate, nelle pagine dei libri, nei versi che si scrivono e si leggono. Ritrova in ogni uomo la personificazione di quegli animali, di quella nube divina donando al mito il suo significato antropologico, riportando nel quotidiano la sua originaria funzione sacrale, la sua interpretazione metastorica della realtà.

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Gustav Klimt, “Danae”

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LA FRASE DEL GIORNO 
Raccontare le cose incredibili come fossero reali – sistema antico: raccontare le reali come fossero incredibili - moderno.
CESARE PAVESE, Il mestiere di vivere, 11 novembre 1943

1 commento:

Vania ha detto...

....non conosco nulla..:((...ma apprezzo la foto.:))
sorry ...
ciaoo Vania

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