RABINDRANATH TAGORE
ORME EVANESCENTI
Un movimento incessante
fluisce dall'alba al tramonto
gruppi di pellegrini
con abiti diversi
camminano, chi piange, chi ride,
vogliono lasciare il loro nome
sulla polvere della terra,
ma quando sarà trascorso il giorno
le loro impronte voleranno via
insieme alla polvere.
(da Gitanjali, 1912)
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La poetica di Rabindranath Tagore è ben rappresentata da questi versi: l'esistenza vi appare come un flusso continuo di energia vitale e spirituale che non conosce interruzioni: quello scorrere di pellegrini verso il tempio si cancella ogni notte per rinnovarsi al mattino.
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FOTOGRAFIA © MICHELE SCARAMUZZI/PEXELS
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LA FRASE DEL GIORNO
Tu mi hai fatto senza fine / come hai voluto. / Tu continui a vuotare / questo fragile vaso / e sempre lo riempi di nuova vita.
RABINDRANATH TAGORE, Gitanjali
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Rabindranath Tagore, nome anglicizzato di Rabíndranáth Thákhur (Calcutta, 7 maggio 1861 – Santiniketan, 7 agosto 1941), poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo bengalese. Insignito del Nobel nel 1913 “per la profonda sensibilità, la freschezza e la bellezza dei versi con i quali, con consumata capacità, ha reso il proprio pensiero poetico, espresso in inglese con parole proprie, parte della letteratura occidentale”.

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