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lunedì 9 febbraio 2026

Senza tempo


ELENA GARRO

LO STRANIERO

Là dove troviamo ciò che è stato perso
Là dove va ciò che è stato
Là dove i morti sono morti
e ci sono giorni in cui rinascono e ripetono
gli atti prima della loro morte
Là dove le lacrime versate sono
versate di nuovo senza lacrime
e dove labbra intangibili si cercano
e si trovano, già senza corpi
Là dove all'improvviso siamo bambini
e abbiamo una casa
dove le città sono fotografie
e i loro monumenti risiedono nell'aria
e ci sono pezzi di giardini legati agli occhi
Là dove gli alberi stanno nel vuoto
dove ci sono amori e parenti mescolati
con oggetti familiari
Là dove le feste si susseguono ai lutti,
le nascite alle morti,
i giorni di pioggia
ai giorni di sole
Là, solitario, senza tempo, senza infanzia,
cometa senza origini, estraneo al paesaggio,
vagante tra estranei
là risiedi tu,
dove risiede la memoria.

Parigi, 1951

(da Cristalli di tempo, 2016)

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La memoria ci permette di rivivere ciò che è andato perduto, trasformando l'assenza in una forma di presenza.  La scrittrice messicana Elena Garro riflette sulla sua potenza, si avventura in quelli che Sant'Agostino definì "i campi e i vasti quartieri della memoria, dove riposano i tesori delle innumerevoli immagini di ogni sorta". È lì che depositiamo le nostre esperienze, nel magazzino di ciò che siamo stati, delle persone che abbiamo incontrato.

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MICHAEL AZGOUR, "DE LA ROSA 1"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Grande è questa potenza della memoria, troppo grande, Dio mio, un santuario vasto, infinito. Chi giunse mai al suo fondo?
SANT'AGOSTINO, Confessioni

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Elena Garro (Puebla de Zaragoza, 11 dicembre 1916 – Cuernavaca, 22 agosto 1998), giornalista, sceneggiatrice e scrittrice messicana. Legata al movimento del Realismo magico, ha sempre respinto questa identificazione, considerandola un’etichetta mercantilista.


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