FERREIRA GULLAR
ANNO NUOVO
Mezzanotte. Fine
di un anno, inizio
di un altro. Guardo il cielo:
nessun segno.
Guardo il cielo:
l’abisso supera lo
sguardo. Lo stesso
stupefacente silenzio
della Via Lattea, come
un ectoplasma
sopra la mia testa:
niente lì indica
che sta iniziando un nuovo anno.
E non inizia
nel cielo o sulla terraferma
del pianeta:
inizia nel cuore.
Tutto comincia con la speranza
di una vita migliore
che tra le stelle
non si sente né si vede
né può esistere:
che questa è una cosa umana,
questo insetto
stellare
che sogna
(e combatte)
(da Rumori, 1987)
.
Un giorno che subentra a un altro, un'ora che succede a un'altra, un minuto che si tramuta in quello successivo. Eppure diamo grande importanza a questo evento, a questo mutare della cifra finale di un anno in quella successiva. A quel sentimento del tempo dedica la sua riflessione ontologica il poeta brasiliano Ferreira Gullar, sempre attento alla sua corrosione della materia immediata delle cose.
Amiche e amici che leggete il Canto delle Sirene, auguri di un lieto e sereno 2026.
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FOTOGRAFIA © CIRCE DENYER/PDP
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LA FRASE DEL GIORNO
Capodanno, / tanta attesa, e allora? / Solo un altro giorno.
IZUMI HŌRŌ
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Ferreira Gullar, pseudonimo di José Ribamar Ferreira (São Luís, 10 settembre 1930 – Rio de Janeiro, 4 dicembre 2016), poeta e scrittore brasiliano. Tematiche ricorrenti nella sua opera sono la riflessione sulla genesi della poesia e sulla corrosione del tempo che sottomette gli esseri al dolore e alla morte. È un poeta concreto e metafisico, quotidiano ed esistenziale allo stesso tempo. La realtà lo sollecita e questa realtà è la sua materia poetica.
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