venerdì 8 novembre 2013

Una nuova geometria

 

ARMANDO ROMERORomero

SUL CANAL GRANDE

Basta imbrogliarsi con i ponti
perché dal groviglio
nasca una nuova geometria.
Questa immagine peregrina
rintraccia il mio andare
tra calli allagate,
scivola sulle acque,
e si trasforma in filo
di cangiante superficie.
Vedo laggiù il triangolo
di quei ricordi
che spezzano il verso.
Accarezzo la figura fugace
che apre l’occhio all’orizzonte.
Rifletto sulla stanchezza
dell’eterno
negli archi che risalgono
le parole.
È il perdono del fuoco
al cerchio del poema
che alla fine sbroglia
quell’unico ponte
che dalla vita ci divide.

(da Versi liberi per Venezia, Sinopia, 2010 - Traduzione di Alessandro Mistrorigo)

.

“Venezia è piccola, puoi permetterti di perderti senza mai uscirne davvero. Male che ti vada, finirai sempre su un orlo, una riva davanti all’acqua, di faccia alla laguna” scrive Tiziano Scarpa. Succede a ogni turista che si avventuri per le calli di Venezia. Succede anche al poeta colombiano Armando Romero (Cali, 1944). E subito pensa che così in fondo è anche il procedimento di stesura di una poesia: è uno smarrirsi, un deviare, un perlustrare differenti percorsi che ogni svolta costringe ad analizzare per poi fonderli in un tragitto personale fatto di ricordi e di sogni, di eventi e di emozioni che consenta di decifrare la propria vita.

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Venezia-2

FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
E non c’è poesia / che non nasca dalla poesia / che si compone quotidianamente / nei meandri di Venezia.
ARMANDO ROMERO, Versi liberi per Venezia

1 commento:

Vania ha detto...

..interessante "geometria":)

ciaoo Vania:)

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