mercoledì 20 marzo 2013

Tre poesie di primavera

 

Due minuti dopo il mezzogiorno di oggi, 20 marzo, l’equinozio darà inizio nel nostro emisfero alla primavera. Il canto delle Sirene celebra con poesie a tema: lo spagnolo Juan Cobos Wilkins (Riotinto, 1957) posa lo sguardo sulla bellezza inebriante di questa stagione senza mancare a un accenno ai famosissimi versi dalla Terra desolata di Eliot: “Aprile è il più crudele dei mesi, genera /  Lillà da terra morta, confondendo /  Memoria e desiderio, risvegliando / Le radici sopite con la pioggia della primavera”. La divina Emily Dickinson (1830-1886) alla stessa bellezza guarda e al miracolo che ogni anno si compie - proprio su quello si focalizza il riferimento evangelico a Nicodemo (Gv, 3-3-4): “«In verità, in verità ti dico: nessuno può vedere il regno di Dio se non nasce di nuovo». Nicodemo gli domandò: «Come può un uomo rinascere quand'è vecchio? Può forse rientrare nel seno della madre e nascere?»”. Il Premio Nobel Salvatore Quasimodo (1901-1968) incrocia invece la forza dell’amore della terra con il suo amore per una donna.

 

JUAN COBOS WILKINSjuan-cobos-wilkins

UN POETA

Un poeta non deve in primavera
passare da solo per i parchi.

Sotto i rami si abbracciano le coppie
e l’erba è umida.

Non deve attraversare
da solo i parchi in primavera.

Ci sono nuvole lanceolate, voli, resti
di amore usato già in terra, e i lillà,
i lillà così dolci, come feriscono.

In primavera è pericoloso il mondo.

(da Biografía impura, 2009)

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EMILY DICKINSONBlack-white_photograph_of_Emily_Dickinson2

UN’ARIA MUTATA DELLE COLLINE

Un’aria mutata delle colline -
una luce tiria riempie il paese -
un’aurora più ampia di mattina -
un tramonto più profondo sul prato -
un’orma di piede vermiglio -
un dito purpureo sul pendio -
una mosca beffarda alla finestra -
un ragno di nuovo all’opera consueta -
un passo più energico del galletto -
un fiore atteso dappertutto -
un’ascia che suona forte nei boschi -
odore di felci su strade solitarie -
tutto ciò e altro che non so dire -
uno sguardo furtivo che conosci bene -
e il mistero di Nicodemo
l’annuale replica riceve!

(da Poesie, Mondadori, 1995)

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SALVATORE QUASIMODO220px-Salvatore_Quasimodo_1959

OGGI VENTUNO MARZO

Oggi ventuno marzo entra l’Ariete
nell’equinozio e picchia la sua
testa maschia contro alberi e rocce,
e tu amore stacchi
ai suoi colpi il vento d’inverno
dal tuo orecchio inclinato
sull’ultima mia parola. Galleggia
la prima schiuma sulle piante, pallida
quasi verde e non rifiuta
l’avvertimento. E la notizia corre
ai gabbiani che s’incontrano
fra gli arcobaleni: spuntano
scrosciando il loro linguaggio
di spruzzi che rintoccano
nelle grotte. Tu copri il loro grido
al mio fianco, apri il ponte
fra noi e le raffiche
che la natura prepara sottoterra
in un lampo privo di saggezza,
oltrepassi la spinta dei germogli.
Ora la primavera non ci basta.

(da La terra impareggiabile, Mondadori, 1958)

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423228

PETER MOTZ, “SPRING TIME”

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LA FRASE DEL GIORNO
E noi, pellegrini d'amore, sentiamo nel cuore una grande / felicità, che si spande dal calice d'ogni fiore
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GIUSEPPE VILLAROEL, La bellezza intravista

3 commenti:

Paolo ha detto...

Eh beh, sto ascoltando Michelangeli che suona Chopin e leggo poesie belle sulla mia 76esima primavera. Niente male, niente male.Regalo questa di Raffaele Carrieri:

Fra poco sarò giovane
Mi nasceranno addosso
Violaciocche, mughetti
E passeri sui capelli.
Ho argento nelle tasche,
Una cravatta nuova
E musica nei risvolti
Asole e fazzoletti.

DR ha detto...

niente male davvero: musica di altissimo livello

e grazie per il regalo

Vania ha detto...

...premio pure la poesia del Nostro Paolo:)

ciaoo Vania:)

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