mercoledì 15 dicembre 2010

L’immensa solitudine di Salinas

 

PEDRO SALINAS

XXXIX

Il modo tuo d'amare
è lasciare che io t'ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sanno offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole, abbracci
mi diranno che sei esistita
che mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Perché non debba mai scoprire
con domande o carezze
l'immensa solitudine
d'essere solo ad amarti.

(da “La voce a te dovuta”, 1933)

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Pedro Salinas, poeta nato a Madrid nel 1891, fu un austero professore di letteratura, critico, saggista, traduttore di Proust, intellettuale. Insegnò giovanissimo alla Sorbona, poi a Siviglia, a Madrid, a Cambridge. Eppure è universalmente noto per le sue poesie d’amore, in particolare quelle di “La voce a te dovuta”, dove di volta in volta passa in rassegna le sue emozioni e tutta la gamma dell’innamoramento: dolcezze e tormenti, inganni e disinganni, vani timori, delusione dell’abbandono, paura. Dietro quelle poesie c’è una donna: si chiamava Katherine Prue Reding ed era una studiosa americana trentacinquenne. Salinas la incontrò a Madrid nella primavera del 1932 e con lei percorse quell’amore travolgente e devastante, durato poco più di un anno: fu Katherine a porvi fine quando la moglie di Salinas, Margarita, tentò il suicidio.

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Fotografia © EasyArt

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LA FRASE DEL GIORNO
Al di là di te ti cerco. / Non nel tuo specchio / e nella tua scrittura, / nella tua anima nemmeno. / Di là, più oltre. 
PEDRO SALINAS, La voce a te dovuta

2 commenti:

Vania ha detto...

...che Meraviglia.
...quanto dolore...quanto Amore.
ciao Vania

DR ha detto...

amore e dolore indissolubilmente uniti

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