martedì 2 novembre 2010

Nel cimitero dell’autunno


LIONELLO FIUMI

ANTICIPAZIONE

Pel bosco l'autunno buttava fortune
di ori moribondi
nella fossa comune.
Gramaglie violette addobbavan gli sfondi.

Ma tu spaccasti i ricci col piede.
Le castagne sbuzzavano vivaci,
occhi da palpebre tenaci.
Felice, ridevi del riso che cede.
I tuoi denti anticipavano il bucaneve.

Sul cimitero dell'autunno e della sera
noi mettemmo una macchia lieve
di primavera.

(da “Sopravvivenze”, Alpes, 1931)

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L’autunno avvampa, ormai le piante hanno indossato i loro ultimi colori prima del lungo sonno invernale e presto saranno spogli scheletri nel grigiore delle nebbie, nel biancore delle nevi. Questa poesia del trentino trapiantato a Parigi Lionello Fiumi (1894-1973), che usa l’analogia del cimitero per simboleggiare la stagione più triste dell’anno, serve anche a ricordare la giornata di oggi, il 2 novembre, in cui si commemorano i defunti. Una preghiera, un pensiero laico, un fiore virtuale per tutti quelli che ricordiamo e che ci mancano.

Quel loro ricordo, una memoria di giornate in cui fummo felici, basta ad accendere una fiammella nel dolore dell’assenza, così come la bellezza di una donna e il suo sorriso felice fanno pregustare a Lionello Fiumi la speranza della nuova primavera.

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Dimageonald Ayres, “Autumn wood”

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LA FRASE DEL GIORNO
Busso alla porta dei ricordi. Ed ecco, / da cenere di tempo, / mi balzi tu, a colori vivaci.
LIONELLO FIUMI, E la vita si ostina

3 commenti:

Vania e Paolo ha detto...

...ogni volto...una lacrima e un sorriso.
ciao Vania

la belle auberge ha detto...

grazie Daniele, per il ricordo e per questa bellissima poesia

ciao eugenia

DR ha detto...

oggi è giornata di ricordi e di riflessioni, ben lontana dal paganesimo della cosiddetta "festa" di Halloween

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