mercoledì 10 marzo 2010

Una poesia di Picasso

PABLO PICASSO

SENZA TITOLO

lingua di fuoco sventaglia il suo viso nel flauto la coppa
che cantando corrode la pugnalata dell'azzurro
così grazioso
che seduto in un occhio del foro
iscritto nel suo capo adorno di gelsomini
aspetta che gonfi le vele il pezzo di cristallo
che ammantellato nel fendente a due mani
gocciolando carezze
divide il pane fra il cieco e la colomba color lilla
e assale con tutta la sua cattiveria le labbra del limone in fiamme
il corno contorto
che spaventa coi suoi gesti di addio la cattedrale
che sviene fra le sue braccia senza un olé.
mentre scoppia nel suo sguardo la radio di prima mattina
che fotografando nel bacio una cimice di sole
si mangia l'odore dell'ora che cade
e trapassa la pagina che vola
distrugge il rametto che porta infilato nell'ala che sospira
e la paura che sorride
il coltello che salta dalla gioia
lasciando ondeggiare ancora oggi come vuole e in qualsiasi modo
al momento esatto e opportuno
sull'orlo del pozzo
il grido della rosa
che gli getta la mano
come un'elemosina.

28 novembre 1935

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Pablo Picasso è autore di una mezza dozzina di poesie, scritte alla fine del 1935. André Breton le elogiava in maniera esagerata: in realtà non sono che esercizi di scrittura automatica. Chiaramente non è con versi come questi che il grande pittore ha influenzato i poeti surrealisti: è solo con la sua eccellente attività figurativa che ha profondamente segnato il movimento. Leggendo la poesia, l’impressione che si ha è proprio quella di una delle scomposizioni tipiche dei suoi dipinti: le parole si disperdono, come rami tagliati che si uniscano ad altre parti del tronco, o meglio come i vari tratti di un viso che vadano a disporsi lungo la faccia secondo un ordine che non è quello canonico. Ma se nei dipinti il risultato è armonico, nei versi dà l’impressione di un’accozzaglia di analogie che precipitano velocemente.

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Pablo Picasso, “Femme à la fleure”, 1932

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LA FRASE DEL GIORNO
L’arte è una menzogna che ci permette di conoscere la verità.
PABLO PICASSO

2 commenti:

concetta t. ha detto...

verissimo , mentre la leggevo ho pensato anch'io alle scomposizioni delle figure ma, da profana, credevo di non aver ben interpretato...
i quadri però sono belli!!!
ho visto una mostra a ct, anni fa , quando ancora si proponeva qualcosa...

DR ha detto...

è per questo che non è una vera poesia, ma un esercizio di scrittura automatica, in cui le frasi non arrivano dal pensiero cosciente del poeta ma dal suo subconscio

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