mercoledì 24 marzo 2010

Ricette letterarie - 10

Marmellata di banane

ARUNDATHY ROY
Il dio delle piccole cose

 

“Il dio delle piccole cose” è un meraviglioso romanzo che dipinge l’India alla fine degli Anni Sessanta intrecciando le vicende di una famiglia, che un tempo aveva una florida fabbrica di conserve, a un amore impossibile perché negato dalle convenzioni, dalle leggi non scritte che considerano alcune persone “intoccabili”.

Conserve, dunque, e in particolare questa “marmellata di banane” che viene messa al bando dalla FPO, la Food Product Organization, perché non riesce a classificarla: “Troppo liquida per essere marmellata, troppo densa per essere gelatina. Una consistenza ambigua, dissero, inclassificabile. Stando ai loro libri”. A ricopiare la ricetta è Estha, il bambino protagonista con la sorella Rahel, la madre Ammu e la nonna Baby Kochamma. Immaginate allora questo bel quaderno di ricette nero con la costola bianca. Immaginate la scrittura incerta e giocosa di un bambino che si diverte ad usare le due calligrafie che conosce – naturalmente non usa i caratteri latini, ma quelli dell’alfabeto indiano:

MARMELLATA DI BANANE

Schiacciate le banane mature. Aggiungete acqua fino a coprire il tutto e cuocete a fuoco molto alto finché la polpa non si ammorbidisce.
Spremetene il succo filtrando con una garza.
Pesate un'uguale quantità di zucchero e tenetelo da parte.
Cuocete il succo finché non è diventato rosso acceso e si è ridotto di circa la metà.

Preparate l'Addensante (Pectina) nel modo seguente:
Proporzione 1:5
ossia: 4 cucchiaini da caffè di Pectina per 20 cucchiaini di zucchero.

Aggiungete l'Addensante al succo concentrato. Cuocete per pochi minuti (5).
Cuocete a fuoco vivo e avvolgente.
Aggiungete lo zucchero. Cuocete finché non ottenete una consistenza spalmabile.
Raffreddate lentamente.
Speriamo che sarete soddisfatti di questa ricetta.

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Estha si trova nei locali delle Conserve Paradiso, dove vi sono le immense tinozze in cui la frutta attende in salamoia il turno di essere trattata e le marmellate già cotte si raffreddano. Un Posto per Pensare, tra i lime galleggianti in soluzione salina, i manghi riempiti di curcuma e peperoncino, le damigiane di aceto, la pectina, i conservanti, le borse di iuta con l’aglio e le cipolline, le montagnette di pepe fresco, le bucce di banana, gli scaffali, le bottiglie vuote. “La marmellata scottava ancora, e sull’appiccicosa superficie rossa morivano lentamente dense bolle rosa. Piccole bolle di banana che annegavano nella marmellata, e nessuno che andasse in loro aiuto”. Estha pensa alla cuginetta Sophie Mol che proprio in quel momento viene accolta nella veranda davanti e che segnerà un destino nelle vite di tutti, pensa all’Uomo delle Aranciate che lo ha molestato nei bagni di un cinema, pensa, pensa: “Mentre Estha mescolava la marmellata densa pensò Due Pensieri, e i Due Pensieri che pensò erano questi: a) A Chiunque può succedere Qualsiasi Cosa. E b) Meglio essere preparati. Pensati questi pensieri, Estha Da Solo si sentì felice con le sue piccole perle di saggezza. Mentre la bollente marmellata magenta girava, Estha diventò un Mago Mescolatore col ciuffo disfatto e i denti disuguali, e poi diventò le Streghe di Macbeth. Fuoco che brucia bolle di banana”.

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.Fotografia © Scottish Friction

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LA FRASE DEL GIORNO
Colui che non si preoccupa di quello che mangia non saprà preoccuparsi di niente altro.
SAMUEL JOHNSON

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