sabato 6 febbraio 2010

Idea Vilariño

Idea Vilariño, uruguayana di Montevideo nata nel 1920 e scomparsa nel 2009, poetessa, saggista, traduttrice, apparteneva alla “Generazione del ‘45”, come Mario Benedetti e come Juan Carlos Onetti, del quale si innamorò derivandone gran parte della sua poesia: Mi sono innamorata dell’ultima persona di cui avrei dovuto… eravamo fatti di una materia impossibile da legare. Non ha mai capito l’abc della mia vita, non mi ha mai capito come essere umano, come persona…. Ancora mi chiedo perché ho sopportato tanto, perché sono tornata sempre. (…) Una notte mi chiamò, disperato, chiedendomi che andassi da lui. Io ero con qualcuno che mi amava e lo lasciai per andare a passare una notte con lui. E ricordo che l’unica cosa che abbiamo fatto è stato quella di metterci schiena contro schiena, a leggere un libro, lui il suo, io un altro. Il mattino dopo lo presi dalla testa e gli dissi: sei un asino, Onetti, sei un cane, una bestia. E me ne sono andata”. Nove notti d’amore, come disse la stessa Vilariño, e una vita di passione e solitudine.

..

INFINE

Al Nicaragua

Ho dato un pugno
due
alla parete.
Non ho potuto respirare per un momento.
Ho detto una parolaccia.
Ne ho detta un’altra.
Alla fine sono rimasta zitta
alla fine mi sono abbandonata immobile contro un quadro
cercando di vivere
di respirare
e mi sono detta
alla fine
Dio
è successo
infine
oggi
il diciannove
del mese di luglio del sessantanove.

(da “Pobre Mundo”, Poesia completa, 2008)

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SCRIVO PENSO LEGGO

Scrivo
penso
leggo
traduco venti pagine
ascolto le notizie
scrivo
scrivo
leggo.
Dove sei?
Dove sei?

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SAI

Sai
hai detto
mai
sono stato felice come questa notte.
Mai. E me lo hai detto
nello stesso momento
in cui ho deciso di non dirti
sai
forse mi sbaglio
ma credo
ma questa mi pare
la notte più bella della mia vita.

(da “Poesias de amor”, Poesia completa, 2008)

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QUESTO

La mia stanchezza
la mia angoscia
la mia gioia
la mia paura
la mia umiltà
tutte le mie notti
la mia nostalgia dell'anno
millenovecentotrenta
il mio senso comune
la mia ribellione.
Il mio disprezzo
la mia crudeltà e il mio dolore
il mio abbandono
le mie lacrime
la mia agonia
irrevocabile e dolorosa la mia eredità
la mia sofferenza
insomma
la mia vita infelice.

(da “Nocturnos”, Poesia completa, 2008)

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LA FRASE DEL GIORNO
Non abusare delle parole / non prestar loro / troppa attenzione.
IDEA VILARIÑO, Poesia completa

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