domenica 28 febbraio 2010

Ghiorgos Stoiannìdis

 

Nato a Xànthi nel 1912, Ghiorgos Stoiannìdis, collaborò con le principali riviste letterarie greche. La sua esperienza poetica è particolare: da una poesia di sensibilità lirica che canta i sentimenti e l’idilliaca visione della vita passa a uno scavo psicologico che affronta i temi dell’ansia e del dolore, delle inspiegabili domande dell’esistenza. A questo profondo mutamento corrisponde anche una variazione nello stile, che da ricco e luminoso si fa nudo e tagliente, spesso venato da un gusto amaro e ironico. È lo stesso Stoiannìdis a commentare questa improvvisa cesura: “C’è sempre un altro al mio posto / lo guardi e non lo riconosci”. La poesia diventa così l’ancora di salvezza, l’unica cosa che ci può salvare: “Amore mio, / non esistono più miracoli / solo sarchiando la cenere / scopri la poesia. / Mentre pian piano le mie ginocchia viaggiano / verso la felicità della poesia”.


FANCIULLA DAL FRESCO VESTITO

Fanciulla dal fresco vestito,
diafana gloria del delicato azzurro,
fanciulla della bionda rugiada
che insegui i calici del vento,

fanciulla che sogno, tenue seta del sonno,
primaverile sussurro sopra rami lunari,
fanciulla della nuda acqua, dove il cigno si spezza le ali,
bianca come il turgido seno, fredda come il tuo cuore!

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IN UN BICCHIERE

In un nudo bicchiere
sino all'alba porto la mia sete.

Le mie dita si sono distese per dormire,
s'intrecciano a pregare
all'ombra del tuo viso.
(Lanuggine di buon giorno spento
dondola afflitta).

Converso: da terra straniera
l'ospite bussa alla mia porta.

Chi sarà?

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BRILLANO I FERMAGLI DEL SOLE

Brillano i fermagli del sole
nella cintura di mezzogiorno.
Ritorna dal sonno del mare
con lampi di ciottoli,
con germinazioni ciarliere,
con un petto dove il cielo apre il suo colore.

Ritorna insonne,
come una viola in un'acqua senza nuvole,
sollevando una manciata di campane,
biondo coltello solcato di luce,
candido dente in bocca di favo.

Chiara come la radice di fanciullo
irradia al di là di ogni attimo
mille occhi,
per appendere rami innevati,
boccioli di rose
in un filo che trema
come la voce dei passeri.

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FOTOGRAFIA © MANUCO.

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LA FRASE DEL GIORNO
Universo che mi spazia e m’isola, poesia.
ALFONSO GATTO, Poesia

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