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sabato 6 gennaio 2024

La doppiezza del cammino


MARIO LUZI

I MAGI

Non ha volto, si cela
dentro sé il tempo –
così ci confonde
esso, ci gioca
con i suoi inganni –
a volte
duramente,
duramente ci disorienta.
Ed ecco, in un frangente
prima non osservato
o in uno
sorpassato
dal flusso
e dimenticato
o in altro ancora
rimasto
oscuro dietro le dune,
qua o là,
qua o là, seme sepolto
in terra molto arida
e molto pesticciata,
potrebbe all’improvviso
il futuro disserrarsi
in luci, sfavillare il tempo
dove? da una qualsiasi parte.

Andavano cauti loro, i Magi,
occhiuto era il viaggio
in avanti
o a ritroso? procedendo
o tornando
ai luoghi
d’un’ignota profezia?
Sapevano e non sapevano
da sempre la doppiezza del cammino.
L’avvenire o l’avvenuto…
dove stava il punto?
e il segno?
da dove era possibile il richiamo?
Non è ricaduta
inerte nel passato
e neppure regressione
nel guscio delle cose già sapute
questo
ritorno della strada
spesso
su se medesima,
ma nuova
conoscenza, forse,
ed illuminazione
di un bene avuto e non ancora inteso –
dice
uno di loro
e gli altri lo comprendono
sì e no, ma sanno
ed ignorano all’unisono…
e proseguono
insieme,
vanno e vengono
insieme nel va e vieni del viaggio.

(da Frasi e incisi di un canto salutare, Garzanti, 1990)

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Ad essere in cammino verso la luce, come i Magi che si festeggiano oggi nel giorno dell'Epifania, è secondo Mario Luzi l'intera umanità, che si bilancia nel confuso gioco del tempo e percorre il cammino domandandosi se mai possa emergere un segno capace di indicare un senso oggettivo del vivere.

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ILLUSTRAZIONE © NARA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il tempo finito sgrana i germi / del nuovo, dell’intatto, e a te che vai / persona semiviva tra due gorghi / tra passato e avvenire giunge al cuore / la freccia dell’anno…
MARIO LUZI, Onore del vero

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Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.


venerdì 5 gennaio 2024

Abitare la poesia


ANNE STEVENSON

FARE POESIA

“Devi abitare la poesia
se vuoi fare poesia”.

E cosa significa “abitare”?

Significa portarla come un abito, indossare
le parole, sedendo nella luce più netta,
nella seta del mattino, nel fodero della notte;
un sentire spoglio e frondoso in un’aria che sorprende;
familiare…insolita.

E cosa significa “fare”?

Essere e diventare il clima mutevole
delle parole, il servo della musa a condizioni
atroci, intraprendere viaggi sopra voci,
evitare la collina dell’ego, il pozzo dell’afflizione,
la sirena che sussurra stampare, successo, stampare,
successo, successo, successo.

E perché abitare, fare, ereditare poesia?

Oh, è la commedia condivisa della peggiore
benedizione; il suono che guida la mano;
la parola vitale che scorre da una mente all’altra
attraverso le stanze lavate dei sensi;
una di quelle stregate, indifendibili, impoetiche
croci che pur dobbiamo portare.

(da Le vie delle parole, InternoPoesia, 2018 - Traduzione di Carla Buranello)

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"Abitare" è una parola che Anne Stevenson ama molto e che torna spesso nelle sue poesie: un senso di tranquillità, di casalingo, di comfort, di praticità e di sicurezza che permea tutto quanto. E quindi per fare poesia è necessario sentirsi a proprio agio, indossare parole comode, fare in modo che calzino bene.

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ILLUSTRAZIONE DI CHRISTIAN SCHLOE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia deve cantare o parlare, quasi naturalmente. Altrimenti diventa noiosa.
ANNE STEVENSON, The Cortland Review, Novembre 2000

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Anne Stevenson (Cambridge, Regno Unito, 3 gennaio 1933 – Durham, 14 settembre 2020), poetessa statunitense. Nata in Inghilterra, scelse di ritornarvi dopo avere vissuto dall’età di sei mesi nel Michigan e avervi ottenuto la laurea. Ha pubblicato una dozzina di raccolte di poesie e saggi su Sylvia Plath ed Elizabeth Bishop.


giovedì 4 gennaio 2024

Un frastaglio di palma


EUGENIO MONTALE

ECCO IL SEGNO

Ecco il segno; s'innerva
sul muro che s'indora:
un frastaglio di palma
bruciato dai barbagli dell'aurora.

Il passo che proviene
dalla serra sì lieve,
non è felpato dalla neve, è ancora
tua vita, sangue tuo nelle mie vene.

(da Le occasioni, Einaudi, 1939)

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Di questo Mottetto di Eugenio Montale, l'ottavo, i critici notano in particolare "l'intimità tra l'io e il tu": il poeta, che si bilancia tra l'assenza materiale della donna amata - Clizia, l'amore puro - e la sua presenza spirituale, ritrova nel mondo reale il segno smarrito nel primo Mottetto, e lo ritrova in due forme, dapprima quella visiva di una foglia di palma che si tinge nel chiarore dell'alba, poi quella acustica del passo di lei che proviene dalla serra.

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FOTOGRAFIA © KIKATANI/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L’anima che dispensa / furlana e rigodone ad ogni nuova / stagione della strada, s'alimenta / della chiusa passione, la ritrova / a ogni angolo più intensa.
EUGENIO MONTALE, Le occasioni





Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981), poeta e scrittore italiano, Gli fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura nel 1975 “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”, ovvero la “teologia negativa” in cui il "male di vivere"  si esprime attraverso la corrosione dell'Io lirico tradizionale e del suo linguaggio.


mercoledì 3 gennaio 2024

Per registrare


THEODORE ENSLIN

NOTE PER UN FREDDO INIZIO

Se questi fiocchi di neve
(allegre convenzioni)
significano qualcosa,
o quelle oche inverosimili
sopra le nuvole
(riunite lì per i riti mattutini —
quando volare verso sud è considerazione secondaria
rispetto
alle stagioni, cosa che non riguarda
le oche e i fiocchi di neve);
se, ripeto,
queste cose hanno un senso,
e io sono qui
per registrare o fare ciò che si può
del loro movimento bianco e grigio:
sono vivo. È inverno.
Ed è bello camminare veloce
in una giornata fredda.

(da L'opera proposta, 1958)

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“Se queste cose hanno un senso” si chiede il poeta statunitense Theodore Enslin, camminando nel freddo inverno di un inizio d’anno. Hanno un senso perché è vivo e può osservarle, ma hanno un senso soprattutto perché le può registrare e annotare nei suoi versi, trarne poesia – ed egli stesso affermava del resto che la sua era “una vita nell’arte” e nella natura, così come quella di Thoreau.

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FOTOGRAFIA © JAMES WHEELER/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia non dovrebbe essere semplicemente un gioco, non dovrebbe essere fatta semplicemente per muovere queste cose, ma il colore, la scelta delle parole creano un’atmosfera nella lettura di questa poesia che corrisponde a ciò che la poesia dice, a quello che potrebbe essere il suo stato d’animo.
THEODORE ENSLIN, Conjunctions, 19 febbraio 2007

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Theodore Vernon Enslin (Chester, Pennsylvania, 25 marzo 1925 – Milbridge, Maine, 21 novembre 2011), poeta statunitense associato alla rivista Origin. Tra i più musicali poeti dell’avanguardia, la natura e il paesaggio del Maine costituiscono parte integrante della sua poesia, così come il suo isolamento, sia geografico che in termini di distanza dalla moda letteraria e dall'accademia.


martedì 2 gennaio 2024

Poesie per gennaio X


Due poeti statunitensi per il mese di gennaio: Millen Brand ne narra la pioggia che scioglie la neve, diffondendosi in una miriade di gocce che simulano le gemme;  W.S. Merwin è invece sorpreso dal ritorno delle stelle dopo tanta pioggia e si abbandona a riflessioni metafisiche.

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FOTOGRAFIA © SUSANNE JUTZELER/PEXELS
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MILLEN BRAND

PIOGGIA A GENNAIO

Questo tetto silente nella neve
si affretta a un suono che viene e va
furtivo. La pioggia e il vento setacciano
le pergole (non c'è la rosa estiva).
Gli alberi spogli a righe bianche o acciaio
splendono gocce grigie - fredde gemme
cadono e crescono e ancora cadono e crescono
mai pentite del diluvio di foglie.

(da Poetry, Gennaio 1934)

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W.S. MERWIN

GENNAIO

Così, dopo settimane di pioggia
di notte le stelle invernali
molto più lontane nel cielo
senza che le avessimo viste
nella luce stanno ancora formando
gli elementi pesanti
che quando se ne saranno andate
voleranno alte come polvere
molto più fine di un capello
e si riconosceranno
viaggiando nel buio
a grande velocità, diventando
i nostri corpi nel nostro tempo
alzando lo sguardo dopo la pioggia
insieme nella notte.

(da L'allievo, 2001)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Gennaio è qui, / con occhi che splendono ardenti, / un guerriero coperto di ghiaccio / cavalcante un etereo destriero di neve.
EDGAR FAWCETT, La maschera dei mesi

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Millen Brand (Jersey City, New Jersey, 19 gennaio 1906 – New York, 19 marzo 1980), scrittore e poeta statunitense. I suoi romanzi, The Outward Room (1938) e Savage Sleep (1968) si rivolgevano agli istituti di salute mentale e al loro tempo furono bestseller.  È stato anche autore di Local Lives, libro di poesie sugli olandesi della Pennsylvania e di un resoconto sulla marcia della pace da Nagasaki a Hiroshima.


William Stanley Merwin (New York, 30 settembre 1927 – Haiku, Hawaii, 15 marzo 2019), poeta statunitense, autore di oltre trenta libri di poesia, traduzioni e prosa. Sostenitore del movimento contro la guerra, si distingueva per lo stile delle sue narrazioni caratterizzate con maestria unica dall'uso del discorso indiretto e assenza di punteggiatura. Vinse il Pulitzer nel 1971 e nel 2009.


lunedì 1 gennaio 2024

Tempo per la vita


ELLI MICHLER

TI AUGURO TEMPO

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
 
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per contare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
 
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

(da Dedicato a te, 1989)

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L’augurio di Capodanno è quello della poetessa tedesca Elli Michler: avere tempo, che sembra essere la cosa più preziosa in quest’epoca in cui viviamo freneticamente le nostre giornate. Più che di avere altro tempo, di saper usare quello che abbiamo a disposizione, un tempo più “sostenibile”, con riduzione degli inutili sprechi.

Auguri per un sereno 2024.

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FOTOGRAFIA © ANNCAPICTURES/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Conoscere il vero valore del tempo; afferrare, cogliere, e godere di ogni momento di esso.
PHILIP STANHOPE IV CONTE DI CHESTERFIELD

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Elli Michler (Würzburg, 12 febbraio 1923 – Heilbronn, 18 novembre 2014), poetessa tedesca. Attenta alla profondità emotiva interiore, affronta diversi argomenti nelle opere: l’amore, la nostalgia, la paura, la trasformazione dell’uomo, il mutamento del tempo nella persona, il senso della vita.



domenica 31 dicembre 2023

Un puro guizzo d’aria


MARIA LUISA SPAZIANI

MUORE L’ANNO

Sulla tua pietra non c’è scritto un nome.
Sei stato una leggenda, un puro guizzo d’aria,
fuoco folletto che dà forma a un sogno
e fiamma inesorabile contro ogni ramo secco.

Della tua storia non resta conclusione,
non ci sarà una chiave per tutto il tuo mistero.
Eri un pesce stellante dal fondale profondo,
il segno misterioso di una progenie estinta.

Muore l’anno su strade nebbiose d’acquario,
a chi potrò fare gli auguri? e come potrò crederci ancora?
Già le radici si svegliano, già sfiorano il tuo sguardo di terra.
E tu mia radice che cresci soltanto nel buio di me.

31 dicembre 1977

(da Geometria del disordine, Mondadori, 1981)

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Un altro anno che finisce, un altro nodo su quel "filo rosso" che è la vita. Il 1977 di Maria Luisa Spaziani fu un anno abbastanza importante: pubblicò Transito con catene, aveva da poco compiuto 55 anni e si affacciava sulla scena letteraria come un'autrice tra le più affermate. Eppure, resta in quell'anno che va via qualcosa di non detto, di misterioso.

Buon 2024, amici del Canto delle Sirene! Che sia lieto e... poetico

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IMMAGINE © BOLIVIA INTELIGENTE/PIXABAY

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Suonate il vecchio, suonate il nuovo, / Suonate, campane felici, attraverso la neve: / L'anno sta finendo, lasciatelo andare; / fate uscire il falso, fate entrare il ​​vero.
ALFRED TENNYSON

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Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), poetessa italiana formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana. La sua poesia è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive.






STATISTICHE DEL CANTO DELLE SIRENE PER L’ANNO 2023

VISITE: 138.000

IMPRESSIONI TOTALI: 1.760.000

VISUALIZZAZIONI: 542.753

TEMPO MEDIO SUL SITO: 1:54 (+2,5%)


LE DIECI PRINCIPALI CHIAVI DI RICERCA
(escludendo “Il canto delle sirene” e simili):

  1. ipse valere opto
  2. mi sono rivolto mi sono voltato indietro
  3. il poeta è un fingitore
  4. il rombo del tuono nel cielo nuvoloso
  5. ildegarda di bingen
  6. scordato strumento cuore
  7. si chiamava mohammed sceab
  8. accade che le affinità d’anima
  9. mio blu dicevi
  10. l’isola non trovata gozzano

RECORD DI VISITE: 781, il 21 marzo)
(il più basso 185 il 22 luglio)


I POST PIÙ LETTI IN ASSOLUTO NEL 2023

  1. Un lungo amore (Catullo, Carme 76)
  2. L’Isola-Non-Trovata (Guido Gozzano, La più bella)
  3. Il poeta è un fingitore (Fernando Pessoa, Autopsicografia)
  4. Montale, il vento e le bandiere (Eugenio Montale, Altri versi: Vento e bandiere)
  5. La stringi tra le braccia (Gabriel Ferrater, Fede)
  6. Apollo e Dafne
  7. Mi sono voltato indietro (Giorgio Caproni, Rivelazione)
  8. Si chiamava Moammed Sceab (Giuseppe Ungaretti, In memoria)
  9. Anche se non piovesse (Kakinomoto no Hitomaro, Il rombo del tuono)
  10. La sfogliatrice di Pascoli (Giovanni Pascoli, Ultimo canto)


I POST PIÙ LETTI TRA QUELLI SCRITTI NEL 2023

  1. Donna di marine (Giorgio Caproni, Donna che apre riviere)
  2. Non stancarsi d’amare (Angelo Maria Ripellino, Vivere è stare svegli)
  3. Centenario di Eugenio de Andrade
  4. Assomigli al mare (Lêdo Ivo, Mare femminile)
  5. Si sbagliò la colomba (Rafael Alberti, La colomba)
  6. Un pizzico di sale (Jane Hirshfield, Le conversazioni che ricordo di più)
  7. Centenario di Wisława Szymborska
  8. Uno stormo di colombe (Richard Aldington, Spensieratezza)
  9. Kevin Ireland
  10. Un odore scomparso (Fernando Bandini, Latte che trabocca)