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lunedì 20 gennaio 2025

Centenario di Ernesto Cardenal


Si celebra oggi il centenario della nascita di Ernesto Cardenal, uno dei poeti più influenti della letteratura latinoamericana. Autore dedito alla poesia, alla filosofia, alla teologia, alla politica e alle arti visive, caratterizzò la sua opera con un profondo impegno sociale e spirituale. Guerrigliero, sacerdote dal 1965, scrittore e traduttore, rimase fedele alla ricerca di giustizia sociale, e a quella spiritualità intensa che lo portò nel 1956 a vivere nel monastero trappista di Gethsemany, località del Kentucky. María Ángeles Pérez López, direttrice accademica della Fondazione Ernesto Cardenal, intervistata da La Jornada, ha sottolineato che celebrare il centenario di Ernesto Cardenal sottolinea la sua validità e la sua capacità di sfidare il nostro tempo”.

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DIETRO IL MONASTERO

Dietro il monastero, vicino alla strada,
c'è un cimitero di cose logore,
dove giacciono ferri arrugginiti, pezzi
di porcellana, tubi rotti, fili attorcigliati,
scatole di sigarette vuote, segatura
e zinco, plastica invecchiata, pneumatici rotti,
in attesa come noi della risurrezione.

(da Gethsemani, Ky, 1960)

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ILEANA: LA GALASSIA DI ANDROMEDA

Ileana: La Galassia di Andromeda,
distante 700.000 anni luce,
visibile ad occhio nudo in una notte limpida,
è più vicina di te.
Altri occhi solitari mi guarderanno da Andromeda
nella loro notte. Non ti vedo.
Ileana: la distanza è tempo, e il tempo vola.
A 200 milioni di miglia all'ora l'universo
si sta espandendo verso il Nulla.
E tu sei lontana da me milioni di anni.

(da Epigrammi, 1961)

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Altre poesie di Ernesto Cardenal sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO  

In poesia si può discutere di tutto: di agricoltura, di economia, di filosofia; Puoi introdurre barzellette, statistiche, aneddoti, cronache storiche. La poesia non ha limiti.
ERNESTO CARDENAL, Clarín, 29 novembre 1984

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Ernesto Cardenal Martínez (Granada, Nicaragua, 20 gennaio 1925 – Managua, 1° marzo 2020) poeta, presbitero e teologo nicaraguense. Protagonista della rivoluzione in Nicaragua del 1979, fu tra i massimi esponenti della teologia della liberazione: è stato il fondatore della comunità religiosa di Solentiname.


domenica 12 maggio 2024

Centenario di Claribel Alegría


Claribel Alegría, poetessa nicaraguense che nasceva il 12 maggio 1924, nel 2006 rilasciò un’antologia, Ars poetica, in cui racchiuse tutto il senso della sua esperienza di scrittrice, una specie di riassunto della sua vita: “Le mie preoccupazioni da adolescente, il mio viaggio a Santa Ana, la scoperta dell'amore, le mie delusioni, le mie ossessioni (la liberazione del nostro popolo, per esempio), l'esilio e, infine, il mio incontro con la vecchiaia e l'inesorabile presenza della morte. Spero che una o due poesie aiutino qualcuno a illuminare il proprio cammino o a medicare la propria ferita”. E quell’amore per la vita risalta anche nei suoi versi, in cui l’amore ricopre ogni cosa, come quel balsamo per la ferita che invocava ormai ottantenne.

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VOLO INTERROTTO

a Cristina e a Lil

Ho sognato di essere un'ala
Mi sono svegliata
con lo strappo
delle mie radici.

(da Sopravvivo, 1978)

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FUGACE SOLLIEVO

Sono una scintilla
sulla terra
un fugace sollievo
del cuore che ci pensa.

(da E questo poemario, 1999)

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RIVANGANDO RICORDI

Rivangando ricordi
mi sono imbattuta nel tuo.
Non faceva male.
L'ho tolto dalla custodia,
Ne ho scosso le radici
nel vento,
L’ho messo controluce:
era una boccia di vetro
che rifletteva pesci rossi,
un fiore senza spine
che non bruciava.
L'ho sbattuta contro il muro
e la mia sirena d'allarme ha suonato.
Chi ha spento la sua luce?
Chi ha tolto il fillo
alla lancia del ricordo
che amavo?

(da Cambiale da riscuotere e altre poesie, 1973)

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Altre poesie di Claribel Alegría sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia è scrivere e riscrivere al meglio i versi; non deve fare compromessi né essere al servizio di nessuno.
CLARIBEL ALEGRÍA

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Claribel Isabel Alegría Vides (Estelí, 12 maggio 1924 – Managua, 25 gennaio 2018), poetessa, giornalista e scrittrice nicaraguense considerata con la connazionale Gioconda Belli la maggiore esponente della Letteratura del Centro America. Fu candidata al Premio Nobel 2016.


sabato 25 novembre 2023

Una Rivoluzione


GIOCONDA BELLI

REGOLE PER UOMINI CHE VOGLIONO AMARE LE DONNE

I

L’uomo che mi ami
dovrà saper scostare il velo della pelle,
scoprire la profondità dei miei occhi
e conoscere quella che si annida in me,
la rondine trasparente della dolcezza.


II

L’uomo che mi ami
non vorrà possedermi come una merce,
né esibirmi come un trofeo di caccia,
saprà stare al mio fianco
con lo stesso amore
con il quale io starò al suo.


III

L’amore dell’uomo che mi ami
sarà forte come gli alberi del corallo
protettivo e sicuro come loro,
limpido come una mattina di dicembre.


IV

L’uomo che mi ami
non dubiterà del mio sorriso
né temerà l’abbondanza dei miei capelli,
rispetterà la tristezza, il silenzio
e con carezze suonerà il mio ventre come una chitarra
perché sgorghino musica e piacere
dalle profondità del mio corpo.


V

L’uomo che mi ami
potrà trovare in me
l’amaca dove riposare
il pesante fardello delle sue preoccupazioni,
l’amica con cui dividere i suoi segreti più intimi,
il lago dove galleggiare
senza temere che l’ancora del legame
gli impedisca di volare quando gli capiti di essere uccello.


VI

L’uomo che mi ami
farà poesia con la sua vita,
costruendo ogni giorno
con lo sguardo diretto al futuro.


VII

Ma, soprattutto,
l’uomo che mi ami
dovrà amare la gente
non come una parola astratta
estratta dalla manica,
ma come qualcosa di reale, concreto,
cui rendere omaggio con azioni
e dare la vita se è necessario.


VIII

L’uomo che mi ami
riconoscerà il mio volto nella trincea
ginocchio in terra mi amerà
mentre entrambi apriremo il fuoco insieme
contro il nemico.


IX

L’amore del mio uomo
non conoscerà la paura del donarsi,
né temerà di scoprirsi davanti alla magia
dell’innamoramento
in una piazza piena di gente.
Potrà gridare - ti amo -
o mettere striscioni sopra le case
proclamando il suo diritto a sentire
il più bello e umano dei sentimenti.


X

L’amore del mio uomo
non fuggirà le cucine,
né i pannolini del figlio,
sarà come un vento fresco
che spazza le nubi del sogno e del passato,
le debolezze che, per secoli, ci hanno tenuti separati
come esseri di diversa statura.


XI


L’amore del mio uomo
non vorrà classificarmi o etichettarmi,
mi darà aria, spazio,
alimento per crescere ed essere migliore,
come una Rivoluzione
che faccia di ogni giorno
l’inizio di una nuova vittoria.

(da La costola di Eva, 1987)


È la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne – quest’anno giunge dopo la dolorosa uccisione di Giulia Cecchettin, che tanto ha scosso il paese. Molte voci si sono alzate per dire “Basta!” e invocare soluzioni. Ma l’unica soluzione è la presa di coscienza da parte degli uomini e delle donne che questa società deve cambiare proprio a partire da loro. La poetessa nicaraguense Gioconda Belli ha sempre teorizzato questa necessità di rispetto e comprensione reciproca che ponga fine ad un perenne stato di conflittualità: “Come dirti uomo / che non ti necessito? / Non posso inneggiare alla liberazione femminile / se non ti canto / e ti invito a scoprire liberazioni con me”.

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ILLUSTRAZIONE © WRDSB

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La violenza contro le donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Ed è forse il più pervasivo. Non conosce confini geografici, culturali o di ricchezza. Finché continua così, non possiamo affermare di aver compiuto progressi reali verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace.
KOFI ANNAN, Conferenza ONU inter-agenzie, 8 marzo 1999

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Gioconda Belli (Managua, 9 dicembre 1948), poetessa, scrittrice e attivista nicaraguense. Annoverata tra le più importanti scrittrici dell’America Latina, nella sua produzione ricorrono spesso i temi della lotta sandinista e dell’emancipazione femminile e  il rapporto tra l'America precolombiana e il Sud America attuale.


mercoledì 5 luglio 2023

Il mio obbligo di cantare


JOAQUÍN PASOS

GIORNO

Per fare un giorno così pieno di radici
è bastato un albero.
Per inzupparlo nel miele dorato e inebriante
è bastata un’ape.

Accumulo pietre nel caso
ne mancasse una per costruire la torre,
conservo le anfore per quando
il liquido infine si riverserà.

Per fare un volo di nidi itineranti
oggi basta un solo uccello,
Per fare un pesce
oggi basta l'acqua.

Una grande giornata di edifici e costruzione di ponti,
un fecondo muggire di mucche
e segni di pioggia.
Giornata bruna e luminosa che mi ricorda
il mio obbligo di cantare.

(da Poesie di un giovane, 1962)

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“Il mio obbligo di cantare” dice il poeta nicaraguense Joaquín Pasos, la tensione del dire, la necessità, anzi di più, l’urgenza di esprimere con la parola, con il linguaggio che combina i diversi piani della realtà e li associa in immagini, sempre in attesa che la poesia fluisca e pronto a raccoglierne la potenza creatrice.

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HENRI MOSER, "AUTUNNO FAUVISTA"

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Se porto qualcosa da dire, scusatemi, / lungo la bella strada l'ho dimenticato. / Per una svista ho mangiato la schiuma, / perdonatemi, mi sono innamorato.
JOAQUÍN PASOS, Poesie di un giovane

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Joaquín Pasos Argüello (Granada, 14 maggio 1914 – Managua, 20 gennaio 1947),   poeta, drammaturgo e saggista nicaraguense. Membro del movimento d'avanguardia, sostenne la tendenza che divenne nota come " Anti-Parnaso ", a causa della lotta contro le forme parnassiane allora prevalenti.


sabato 25 febbraio 2023

L’acqua tenera


GIOCONDA BELLI

COME GIARA

Nei giorni buoni
di pioggia,
i giorni in cui ci amammo
totalmente,
in cui ci aprimmo
l'un l'altra
come grotte segrete;
in quei giorni, amore
il mio corpo come giara
raccolse tutta l'acqua tenera
che spargesti su di me
e adesso,
in questi giorni secchi
in cui la tua assenza duole
e screpola la pelle,
e l'acqua esce dai miei occhi
piena del tuo ricordo
a rinfrescare l'arsura del mio corpo
così vuoto e così pieno di te.

(da L’occhio della donna, 1990 – Traduzione di Emilio Coco)

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Il corpo come serbatoio di piacere e di felicità da ammassare per quando ci saranno giorni bui, per quando sarà l’assenza a regnare e soltanto il ricordo potrà placare la sofferenza e la lontananza, come l’acqua che dà sollievo a terra inaridita: la poetessa nicaraguense Gioconda Belli gioca con questa bella immagine dei giorni di pioggia e dei giorni secchi e trasforma in pianto l’acqua della passione.

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RAQUEL STOKES, "OFELIA"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Solo l'amore resisterà / alimentando silenziosamente la lampada accesa, / il canto annodato nella gola, / la poesia annodata nella gola, / nella carezza del corpo abbandonato.
GIOCONDA BELLI, Linea di fuoco

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Gioconda Belli (Managua, 9 dicembre 1948), poetessa, scrittrice e attivista nicaraguense. Annoverata tra le più importanti scrittrici dell’America Latina, nella sua produzione ricorrono spesso i temi della lotta sandinista e dell’emancipazione femminile e  il rapporto tra l'America precolombiana e il Sud America attuale.


giovedì 8 dicembre 2022

Come smeraldi


PABLO ANTONIO CUADRA

LA COLLANA DI SMERALDI

Come smeraldi che foro
come smeraldi che infilo
il mio canto

Come smeraldi che foro
come smeraldi che infilo
la mia vita.

La mia vita e il mio canto
infilo.

(da Il giaguaro e la luna, 1959)

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— Odi il mio canto? / — Il mio canto è il mio cuore / e tuttavia / il mio canto sarà ancora canto / quando il mio cuore sarà cenere” fa dire il poeta nicaraguense Pablo Antonio Cuadra a Mictlán, la divinità che sovrintende all’«Ade» della mitologia azteca. Come tutti i veri poeti Cuadra non separa vita e poesia: è consapevole che non è possibile situarle su due piani diversi, ma che si intrecciano indissolubilmente. Così, infila le poesie e infila i giorni come se fossero smeraldi sulla stessa cordicella.

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ILLUSTRAZIONE DI PABLO ANTONIO CUADRA PER "LA COLLANA DI SMERALDI"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

È necessario tornare / alla fonte del canto: / ritrovare la poesia delle cose ordinarie.
PABLO ANTONIO CUADRA

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Pablo Antonio Cuadra Cardenal (Managua, 4 novembre 1912 – 2 gennaio 2002), poeta, saggista, drammaturgo e critico letterario nicaraguense. Fondatore della rivista Vanguardia ed editore del quotidiano La Prensa, si oppose sia all’invasione statunitense sia alla dittatura di Somoza.


martedì 7 giugno 2022

Sulle acque profonde


PABLO ANTONIO CUADRA

LA SIRENA

Non mi sono tappato le orecchie con la cera
né ho legato il mio corpo all’albero maestro.
Ho voluto amarla nelle sue acque
e dolcissimo fu il mio
canto tra gli scogli.
I miei desideri, remi senza mani,
inseguirono la sua schiuma.
Quante volte, navigante,
ho pesato la gioia e il dolore dei miei sogni
sulla bilancia dei suoi seni!
Ma sempre più a fondo.
Finché è salita la luna e ho guardato la sirena
galleggiare come Ofelia
sulle acque profonde.

(da Poesie con un crepuscolo sulla schiena, 1949)

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Il poeta nicaraguense Pablo Antonio Cuadra è un Odisseo che ce l’ha fatta: lui, seguendo la teoria di Oscar Wilde secondo cui “l’unico modo di liberarsi da una tentazione è cedervi”, non si è legato all’albero maestro, non si è turato le orecchie con la cera, ma si è buttato a capofitto tra le braccia della Sirena, cantando anzi con lei e per lei, ricavandone però alla fine soltanto un’illusione.

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RAFAL OLBINSKI, "SIRENA"

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LA FRASE DEL GIORNO
Io non sono niente. / A parte questo, ho tutti i sogni dell'uomo.
PABLO ANTONIO CUADRA, Poesie con un crepuscolo sulla schiena




Pablo Antonio Cuadra Cardenal (Managua, 4 novembre 1912 – 2 gennaio 2002), poeta, saggista, drammaturgo e critico letterario nicaraguense. Fondatore della rivista Vanguardia ed editore del quotidiano La Prensa, si oppose sia all’invasione statunitense sia alla dittatura di Somoza.


martedì 22 marzo 2022

Farfalle e usignoli


GIOCONDA BELLI

I PORTATORI DI SOGNI

In tutte le profezie
sta scritta la distruzione del mondo.

Tutte le profezie raccontano
Che l’uomo creerà la propria distruzione.

Ma i secoli e la vita che sempre si rinnova
Hanno anche generato una stirpe di amatori e sognatori;
uomini e donne che non sognano la distruzione del mondo,
ma la costruzione di un mondo pieno di farfalle e usignoli.

Già da bambini erano segnati dall’amore.
Al di là delle apparenze quotidiane
conservavano la tenerezza e il sole di mezzanotte.
Le madri li trovavano piangenti per un uccellino morto
e più tardi trovarono anche molti di loro
morti come uccellini.

Questi esseri convissero con donne traslucide
e le resero gravide di miele e figli nutriti
da un inverno di carezze.

Fu così che proliferarono nel mondo i portatori di sogni
ferocemente attaccati dai portatori di profezie
che annunciano catastrofi.

Li hanno chiamati illusi, romantici, pensatori di utopie,
hanno detto che le loro parole sono vecchie
– e in effetti lo erano
perché antica è la memoria del paradiso nel cuore dell’uomo –
gli accumulatori di ricchezze li temevano
e lanciavano eserciti contro di loro,
però i portatori di sogni tutte le notti facevano l’amore
e continuava a germinare il loro seme nel ventre di quelle
che non solo portavano i sogni ma li moltiplicavano
e li facevano correre e parlare.

In questo modo il mondo generò nuovamente la propria vita
così come aveva generato quelli
che inventarono il modo di spegnere il sole. –

I portatori di sogni sopravvissero ai climi gelidi
ma nei climi caldi quasi sembravano sbocciare
per generazione spontanea.
Forse le palme, i cieli azzurri, le piogge torrenziali
avevano qualcosa a vedere con questo,
la verità è che come laboriose formichine
questi esemplari non smettevano di sognare e di costruire bei mondi,
mondi di fratelli, di uomini e donne che si chiamavano compagni,
che insegnavano l’uno all’altro a leggere,
si consolavano nelle morti
si curavano e aiutavano fra loro, si volevano bene, si appoggiavano
nell’arte di amare e nella difesa della felicità.

Erano felici nel loro mondo di zucchero e vento
e da ogni parte venivano a impregnarsi del loro alito
e dei loro sguardi luminosi
e in ogni direzione partivano quelli che li avevano conosciuti
portando sogni
sognando profezie nuove
che parlavano di tempi di usignoli e di farfalle
in cui il mondo non sarebbe finito in un’ecatombe
ma, al contrario, gli scienziati avrebbero progettato
fontane, giardini, giochi sorprendenti
per rendere più gioiosa la felicità dell’uomo.

Sono pericolosi – stampavano le grandi rotative
Sono pericolosi – dicevano i presidenti nei loro discorsi
Sono pericolosi – mormoravano gli artefici di guerra
Bisogna distruggerli- stampavano le grandi rotative
Bisogna distruggerli – dicevano i presidenti nei loro discorsi
Bisogna distruggerli – mormoravano gli artefici di guerra.

I portatori di sogni conoscevano il loro potere
e perciò non si sorprendevano.
E sapevano anche che la vita li aveva generati
per proteggersi dalla morte annunciata dalle profezie.
E perciò difendevano la loro vita anche con la morte.
E perciò coltivavano giardini pieni di sogni
e li offrivano in dono con grandi nastri colorati;
e i profeti dell’oscurità passavano notti e giorni interi
controllando tutti i passaggi ed i sentieri,
cercando quei carichi pericolosi
che non hanno mai potuto intercettare,
perché chi non ha occhi per sognare
non vede i sogni né di giorno né di notte.

E nel mondo si è scatenato un gran traffico di sogni
che i trafficanti della morte non riescono a bloccare;
e dappertutto ci sono quei pacchi con grandi nastri colorati
che solo questa nuova stirpe di veri esseri umani può vedere
e i semi dei loro sogni non si possono scoprire
perché sono racchiusi in rossi cuori
o in ampie vesti di maternità
dove i piedini sognatori caprioleggiano
nei ventri che li portano.

Dicono che la terra dopo averli partoriti
scatenò un firmamento di arcobaleni
e soffiò fecondità nelle radici degli alberi.

Noi sappiamo solo che li abbiamo visti
Sappiamo che la vita li generò
per proteggersi dalla morte che annunciano le Profezie

(da La costola di Eva, 1987)

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Veniamo da due anni di pandemia, siamo ancora immersi nella guerra tra Russia e Ucraina, il carburante è alle stelle e fa temere per i rifornimenti di merci, l’inflazione galoppante rischia di trasformarsi nella temuta stagflazione. Eppure siamo ancora in grado di sperare nel futuro – l’azione che diventa non reazione, ma creazione, come teorizza la poetessa nicaraguense Gioconda Belli: è più facile abbattersi, abbandonarsi alla litania dei media, consegnarsi allo sconforto; ma sopravvive chi sogna, chi pensa che è possibile vincere l’immanenza con la trascendenza del sogno, anche se molti la chiamano utopia.

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MARC CHAGALL, "IL SOGNO DI GIACOBBE"

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LA FRASE DEL GIORNO
Il futuro è una costruzione che si realizza nel presente, e per questo concepisco la responsabilità verso il presente come l’unica responsabilità seria verso il futuro.
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GIOCONDA BELLI, Il paese sotto la pelle




Gioconda Belli
(Managua, 9 dicembre 1948), poetessa, scrittrice e attivista nicaraguense. Annoverata tra le più importanti scrittrici dell’America Latina, nella sua produzione ricorrono spesso i temi della lotta sandinista e dell’emancipazione femminile e  il rapporto tra l'America precolombiana e il Sud America attuale.

domenica 20 febbraio 2022

Due stelle ardenti


PABLO ANTONIO CUADRA

INTERIORITÀ DI DUE STELLE ARDENTI

                                 A Mario Cajina Vega

A chi ha combattuto per la Libertà
hanno dato una stella, vicino
alla luminosa madre morta di parto.
- È stato grande il tuo dolore? – domanda
il Guerriero.
      - Non tanto quanto la gioia
di dare un nuovo uomo al mondo.
-E la tua ferita – dice lei -
è stata profonda e straziante?
                      - Non tanto
quanto la gioia di dare all’uomo un mondo nuovo.
- E hai conosciuto tuo figlio?
                      - No!
- E hai conosciuto il frutto della tua lotta?
                                   - Sono morto prima.
- Dormi? –domanda il Guerriero.
- Sogno – risponde la madre.
 

(da Il giaguaro e la luna, 1959)

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Il Guerriero e la Madre: due protagonisti per questa moderna favola in versi del poeta nicaraguense Pablo Antonio Cuadra. Morti entrambi, l’uno in battaglia, l’altra di parto, riassumono però in sé i valori più alti: la libertà e la vita. E di quei valori brillano nel ricordo di chi resta: anche se non sono riusciti a vedere il frutto del loro sacrificio, esso non è stato inutile perché ha spalancato le porte al futuro e alla speranza.

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FOTOGRAFIA © ALCHETRON

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LA FRASE DEL GIORNO

Senza amore non grida il petto nell’universo, / senza amore non giunge agli altri la nostra voce.

PABLO ANTONIO CUADRA, Canto temporale




Pablo Antonio Cuadra Cardenal (Managua, 4 novembre 1912 – 2 gennaio 2002), poeta, saggista, drammaturgo e critico letterario nicaraguense. Fondatore della rivista Vanguardia ed editore del quotidiano La Prensa, si oppose sia all’invasione statunitense sia alla dittatura di Somoza.


domenica 30 gennaio 2022

Voglio parlarti d’amore


CLARIBEL ALEGRÍA

ANCHE SE PER UN MOMENTO

a Bud

Ora,
mentre il fiume di ossidiana
ci riflette,
voglio parlarti d’amore,
del nostro amore,
dei vari fili
della sua trama,
dell’amore che si tocca
e che è ferita
e anche volo
e risveglio.
Senza l’amore,
il verde delle foglie
non avrebbe senso,
né il lampione della strada
che illumina l’acqua,
né l’immagine ondeggiante
della chiesa.
Il mio amore è la ciotola
dove hai lasciato una moneta,
la moneta che mi dice che esisto,
la treccia che le parole forgiano,
il vino,
il mare oltre la tavola,
le incomprensioni,
i giorni
in cui ci rendiamo conto
di non essere più uno,
che siamo irrimediabilmente
lontani.
Ieri,
dal mio esilio,
ho inventato che arrivavi.
Sono uscita al gelo,
ho spaventato pinguini,
ho spostato le stelle
appostandomi al tuo sbarco.
Volevo aiutarti a piantare bandiere,
festeggiare in ginocchio
il miracolo.
Sono rimasta qui
con i miei segnali.
Sei sorpreso dalla mia vertigine?
Parlo di questo:
del gioioso dolore
di sapere che è vero,
che all’improvviso è vero,
che non sono sola,
che siamo insieme sotto l’albero
la mano nella mano,
che ci riflette il fiume,
che adesso,
in questo istante,
in questa ora,
anche se per un momento,
tu sei con me.

(da Unica via, 1965)

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La lontananza dell’amato si impregna nei versi della poetessa nicaraguense Claribel Alegría del “naturalismo ontologico” che caratterizza gran parte della sua poesia: gli elementi dell’ambiente naturale – il fiume, in questo caso, con i suoi riflessi, le sue sponde e i suoi lampioni – si mescolano alla condizione relativa all’essere. Due note: il Bud cui è dedicata è il giornalista Darwin J. "Bud" Flakoll, sposato da Claribel Alegría a Washington nel 1947, e la poesia è quella scelta dai loro quattro figli per la lettura durante le esequie della poetessa, nel 2018.

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LEONID AFREMOV, "CITTÀ IN RIVA AL LAGO"

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LA FRASE DEL GIORNO
Che strano ospite / questo amore / più mi svuota / più mi riempie.
CLARIBEL ALEGRÍA, E questa poesia-fiume




Claribel Isabel Alegría Vides (Estelí, 12 maggio 1924 – Managua, 25 gennaio 2018), poetessa, giornalista e scrittrice nicaraguense considerata con la connazionale Gioconda Belli la maggiore esponente della Letteratura del Centro America. Fu candidata al Premio Nobel 2016.


venerdì 26 novembre 2021

Il verde fervore


PABLO ANTONIO CUADRA

GEROGLIFICO SULLA PARETE DI UN TEMPIO MAYA

Sono, forse – come i Maya -
             la bianca
             slanciata
             intatta
             rovina
soffocata dal tempo
             o sono
        il verde fervore
che nasconde templi
             vuoti
         e città
dolcemente perdute?
             Nel geroglifico
          del puro esistere
              i miei segni
       vengono dall’oblio
     e vanno verso l’ineffabile

(da Il giaguaro e la luna, 1959)

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È certamente una impegnativa dichiarazione della propria teoria estetica e della propria poetica quella che fa Pablo Antonio Cuadra. Vale la pena considerare ciò che scrisse di lui un altro poeta, Thomas Merton, suo traduttore inglese: “La poesia di Cuadra non deve la sua vitalità alla meditazione sentimentale e romantica del 'passato indigeno', ma affonda le sue radici in un formidabile e vivo presente indigeno in cui il passato batte ancora con energia invincibile. Cuadra si ispira alle ceramiche precolombiane Chorotega del suo paese, tanto che lui stesso afferma che le sue poesie furono scritte per essere incise nell'argilla. Rifiuta categoricamente di vedere l'eredità indigena dell'America Centrale come una questione archeologica, e la sua poesia evita tutta l'archeologia per dare solo ciò che ancora vive e lotta per emergere dall'indio che porta in sé”.

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FOTOGRAFIA © CAHAL PECH

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LA FRASE DEL GIORNO

So che è eterno / o poesia / il passeggero.

PABLO ANTONIO CUADRA, Il giaguaro e la luna




Pablo Antonio Cuadra Cardenal (Managua, 4 novembre 1912 – 2 gennaio 2002), poeta, saggista, drammaturgo e critico letterario nicaraguense. Fondatore della rivista Vanguardia ed editore del quotidiano La Prensa, si oppose sia all’invasione statunitense sia alla dittatura di Somoza.


martedì 6 luglio 2021

Sappiate essere ciò che siete


RUBÉN DARÍO

FILOSOFIA

Saluta il sole, ragno, non essere astioso.
Tu, rospo, rendi grazie a Dio, perché sei.
Sul granchio peloso sono spine di rosa
e sui molluschi reminiscenze di donne.

Sappiate essere ciò che siete, enigmi, essendo forme;
lasciate la responsabilità alle Norme,
esse la rimanderanno all’Onnipotente…
(Suona, grillo al chiaro di luna, e danzi l’orso).

(da Canti di vita e di speranza, 1905)

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In questi petali secchi c’è più filosofia / di quella che può darti la tua saggia biblioteca” in altri versi dice una donna anziana al poeta nicaraguense Rubén Darío. La supremazia della natura genera un ottimismo che permea entrambe le strofe, l’armonia è assicurata dal demiurgo che governa l’universo: “Mentre intessete, o cuori tenebrosi, / conciliaboli d'odio e di miseria, / l'organo dell'Amore diffonde le sue note. / Cantano. Udite: «La vita è dolce e seria»”.

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FOTOGRAFIA © JON SULLIVAN
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LA FRASE DEL GIORNO
Cerco una forma che il mio stile non può scoprire, un bocciolo di pensiero che vuole essere una rosa.
RUBÉN DARÍO, Prose profane e altre poesie




Félix Rubén García Sarmiento, conosciuto con lo pseudonimo Rubén Darío (Metapa, 18 gennaio 1867 – León, 6 febbraio 1916), poeta modernista, giornalista e diplomatico nicaraguense. Rilevante nell'opera di Darío il suo contributo al rinnovamento della poesia latino-americana, grazie all'introduzione di metriche e motivi provenienti dalla poesia francese del tempo.


sabato 12 giugno 2021

La terra promessa


CLARIBEL ALEGRÍA

ARS POETICA

Io,
poetessa di mestiere,
condannata tante volte
a essere corvo
non mi cambierei mai
con la Venere di Milo:
mentre lei regna sul Louvre
e muore di noia
e si impolvera
io scopro il sole
ogni giorno
e tra valli
vulcani
e bottini di guerra
intravedo la terra promessa.

(da Fughe, 1993)

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Non la fama, non la bellezza, non il potere: nulla di tutto ciò vale per la poetessa nicaraguense Claribel Alegría: ciò che davvero conta è la possibilità di abbandonarsi alla poesia, di penetrare con i suoi strumenti la maglia spessa del reale per riuscire a scorgere per un attimo il mondo misterioso che nasconde.


ILLUSTRAZIONE DI CHRISTIAN SCHLOE

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è per me qualcosa di sacro. Essere un poeta è molto difficile. Devi ascoltarne la voce, seguirla. Non mettere mai la poesia al servizio di qualcosa.
CLARIBEL ALEGRÍA




Claribel Isabel Alegría Vides (Estelí, 12 maggio 1924 – Managua, 25 gennaio 2018), poetessa, giornalista e scrittrice nicaraguense considerata con la connazionale Gioconda Belli la maggiore esponente della Letteratura del Centro America.


martedì 14 aprile 2020

Come io ti ho amata


ERNESTO CARDENAL

PERDENDOTI

Perdendoti, io e te abbiamo perso:
io, perché tu eri quella che io amavo di più
e tu perché io ero quello che ti amava di più.
Però di noi tu perdi più di me:
perché io potrei amare le altre come amavo te,
però nessuno ti amerà come io ti ho amata.


(da Epigrammi, 1961)

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Un po’ caustico e presuntuosetto come tutti gli epigrammi, con un punto di vista assolutamente unilaterale – del resto è proprio il genere letterario che contempla queste caratteristiche, si pensi a Marziale per esempio. Così il poeta nicaraguense Ernesto Cardenal riecheggia un celebre carme di Catullo, quello indicato con il numero 87: “Nessuna donna potrà dire «Sono stata / amata» / più di quanto io ti ho amato, Lesbia mia. / Nessun legame avrà mai quella fedeltà / che nel mio amore io ti ho portato”.
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HENRI CARTIER-BRESSON, "CAFFÈ, GERMANIA, 1962"

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LA FRASE DEL GIORNO
E se l’amore che dettò questi versi tu lo disprezzi / altre sogneranno con questo amore che non era per loro
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ERNESTO CARDENAL, Epigrammi




Ernesto Cardenal Martínez (Granada, Nicaragua, 20 gennaio 1925 – Managua, 1° marzo 2020) poeta, presbitero e teologo nicaraguense. Protagonista della rivoluzione in Nicaragua del 1979, fu tra i massimi esponenti della teologia della liberazione: è stato il fondatore della comunità religiosa di Solentiname.

sabato 28 marzo 2020

L’autobus della Greyhound


ERNESTO CARDENAL

VIDI MOLTI ANNI FA

Molti anni fa da un autobus in Virginia o Alabama vidi
una ragazza bianca, con i blue jeans,
seduta su una scala ad affettare mele
(la madre chiamava da dentro) e
un’altra ragazza con i blue jeans
dipingeva di bianco la veranda della casa
- E guardarono verso l’autobus che passava e accelerava.
Il tempo è passato come l’autobus della Greyhound
ma sono rimasti, a dispetto degli anni, la vernice
fresca nella veranda
                                 il pennello gocciolante
la mano sulla mela, gli sguardi
di anni fa, una mattina, Virginia o Alabama
lo stato l’ho dimenticato.


(da Antologia poetica, 2005)

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La forza di un ricordo che si imprime nella memoria senza motivo, così, per cromatismo o luce, per la forza di un momento – come successe a Luciano Erba in India (“Era un sari di un verde più acceso / dell’erba dei campi e delle risaie / passavo in fretta, ma proprio per questo / sentii la pena di quanto ci sfugge / sia pure se in un raggio di verde / l’istante sembra avvicinarsi all’eterno”), anche per il poeta nicaraguense Ernesto Cardenal l’attimo si dilata, diventa ricordo indelebile che dura nel tempo.

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EDWARD HOPPER, "SOLE A BROOKLYN"

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LA FRASE DEL GIORNO
Ragazze che un giorno / leggerete l’emozione di questi versi / e sognerete un poeta. / Sappiate che li ho fatti io / per quelle come voi / ed è stato vano.
ERNESTO CARDENAL, Epigrammi




Ernesto Cardenal Martínez (Granada, Nicaragua, 20 gennaio 1925 – Managua, 1° marzo 2020) poeta, presbitero e teologo nicaraguense. Protagonista della rivoluzione in Nicaragua del 1979, fu tra i massimi esponenti della teologia della liberazione: è stato il fondatore della comunità religiosa di Solentiname.


mercoledì 4 marzo 2020

Ernesto Cardenal



Il 1° marzo è morto a 95 anni nell’ospedale di Managua dove era ricoverato da cinque giorni per problemi cardiaci il poeta nicaraguense Ernesto Cardenal. Nato nel 1925, era sacerdote – esponente della teologia della liberazione, fu sospeso a divinis da Giovanni Paolo II e riabilitato da Papa Francesco - e attivista del Fronte sandinista: entrato in Managua con le truppe rivoluzionarie che abbatterono Anastasio Somoza, divenne ministro della Cultura di quel governo. La sua poesia giocoforza “militò” in quel contesto sociale e politico: parla di oppressione nella società contemporanea e invita al cambiamento sociale, alla denuncia delle ingiustizie e al riscatto cristiano. Il suo stile subisce l’influenza dei Cantos di Ezra Pound.

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SALMO 1

Fortunato l’uomo che non segue le direttive del Partito
e non partecipa alle sue manifestazioni
e non si siede allo stesso tavolo con i gangsters
o con i Generali nel Consiglio di Guerra
Fortunato l’uomo che non spia il suo fratello
o denuncia il suo compagno di scuola
Fortunato l’uomo che non legge gli annunci pubblicitari
e non ascolta le loro radio
e non crede nei loro slogan
Sarà come un albero piantato accanto a una fonte.


(da Salmi, 1964 - Traduzione di Antonio Melis)

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CANTICA 4 – ESPANSIONE (frammento)

                 Nascevano, crescevano e morivano le stelle.
E la galassia andava acquistando forma di fiore
come oggi la vediamo nella notte stellata.
La nostra carne e le nostre ossa vengono da altre stelle
e anche forse da altre galassie,
siamo universali,
e dopo la morte contribuiremo a formare altre stelle
e altre galassie.
                Di stelle siamo fatti e alle stelle torneremo.

                Treno più acuto man mano che si avvicina.
E gli oggetti celesti più azzurri nell'avvicinarsi
                e più rossi nell'allontanarsi.
                         Perché è nera la notte...
È nera a causa dell'espansione dell'universo.
Altrimenti tutto il cielo brillerebbe come il sole.
E non ci sarebbe nessuno per vedere quella notte.
                         E le galassie verso dove muovono?
In espansione come il fumo che il vento disperde.
                 La seconda legge della termodinamica:
Questo costante fluire della luce verso le tenebre.
                 Dell'amore verso l'oblio.
Lui aveva 20 anni, lei 15 o circa 16.
Illuminazione nelle strade e nel cielo. Il cielo
                 quello di Granada.
                             Fu l'ultimo addio,
e fu allora che lui declamò Neruda per lei:
                            «... i versi più tristi questa notte».
«La notte è stellata
                             e tremano azzurri gli astri in lontananza».
Due esseri si separarono per sempre.
                             Non ci fu nessun testimone di quell'addio.
                   Le due direzioni sempre più divaricate
come stelle che si muovono verso il rosso.
Ho pensato a te, di nuovo, perché la notte è stellata
e vedo tremare gli astri lassù in quella luce azzurra.


(da Cantico cosmico, 1989 - Traduzione di Martha Canfield)

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LA FRASE DEL GIORNO
Tutte le cose si amano. Tutta la natura è protesa verso un tu. Tutti gli esseri viventi sono in comunione.

ERNESTO CARDENAL, Canto d’amore




Ernesto Cardenal Martínez (Granada, Nicaragua, 20 gennaio 1925 – Managua, 1° marzo 2020) poeta, presbitero e teologo nicaraguense. Protagonista della rivoluzione in Nicaragua del 1979, fu tra i massimi esponenti della teologia della liberazione: è stato il fondatore della comunità religiosa di Solentiname.


martedì 7 gennaio 2020

Il tempo bruciato


CLARIBEL ALEGRÍA

ASSENZA

Ciao
ho detto guardando la tua fotografia
e si è gelato il saluto
sulle mie labbra.
Un’altra volta la pugnalata,
sapere che è inutile;
il tempo bruciato
della tua assenza.

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Il doloroso fardello dell’assenza della persona amata è spesso presente nei versi della poetessa nicaraguense Claribel Alegría. È un ricordo continuo che come un filo lega il gelo del sorriso e il deserto arido del tempo trascorso senza di essa.

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EDVARD MUNCH, "DONNA SOLA"
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LA FRASE DEL GIORNO
Il bacio di ieri / ha aperto la porta / e tutti i ricordi / che ho creduto fantasmi / caparbi si sono alzati / /a mordermi.
CLARIBEL ALEGRÍA, E questo poemario




Claribel Isabel Alegría Vides (Estelí, 12 maggio 1924 – Managua, 25 gennaio 2018), poetessa, giornalista e scrittrice nicaraguense considerata con la connazionale Gioconda Belli la maggiore esponente della Letteratura del Centro America.

giovedì 26 dicembre 2019

Conoscere la notte


PABLO ANTONIO CUADRA

LA NOTTE È UNA DONNA SCONOSCIUTA

Domandò la ragazza al forestiero.
- Perché non passi? Nella mia casa
il fuoco è acceso.

Rispose il pellegrino: – Sono un poeta,
voglio solo conoscere la notte.

Lei, allora, sparse cenere sul fuoco
e avvicinò nel buio la sua voce al forestiero:
- Toccami! – disse –. Conoscerai la notte!


(da Il giaguaro e la luna, 1959)

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Una favoletta, o almeno è quello che sembra a prima vista questa poesia di Pablo Antonio Cuadra, gloria letteraria del ‘900 nicaraguense. In realtà vi è sottilmente personificato il mistero che tenta il poeta, l’ignoto che lo invita continuamente a cercare di comprenderlo.

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ARTHUR HACKER, "LA TENTAZIONE DI PARSIFAL"

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LA FRASE DEL GIORNO

Solo due strade ha l’amante stanco: / quella del tuo volto, che impedisce il riposo. / quella del tuo cuore che lo offre. / Cerco la parole che penetri il tuo sangue!

PABLO ANTONIO CUADRA, Il giaguaro e la luna




Pablo Antonio Cuadra Cardenal (Managua, 4 novembre 1912 – 2 gennaio 2002), poeta, saggista, drammaturgo e critico letterario nicaraguense. Fondatore della rivista Vanguardia ed editore del quotidiano La Prensa, si oppose sia all’invasione statunitense sia alla dittatura di Somoza.


domenica 24 novembre 2019

La voce che mi insegue


CLARIBEL ALEGRÍA

POESIA

A Juan Ramón Jiménez

Inconfondibile
è la voce
che mi insegue
che non si scolla da me
che tesse insonnie.
Come la pioggia
cade
come il vento
solo questa voce ascolto
mi possiede
lascia cadere avanzi di pane
e fugge via.


(da Voci, Samuele Editore, 2015 - Traduzione di Zingonia Zingone)

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“Il profeta, come il poeta, si ritrova tra le mani e sulle labbra un messaggio sconvolgente con il quale deve convivere e che non può tacere a chi gli è compagno in umanità. E al poeta, come al profeta, è richiesto un atto di obbedienza e di sottomissione affinché la sua parola divenga energia creatrice, linguaggio promotore di storia” scriveva Enzo Bianchi su Avvenire del 13 aprile 2008. È quella stessa voce profetica che detta e insinua, che fa balenare la luce nel buio, a inseguire la vita della poetessa nicaraguense Claribel Alegría.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
Mi succede qualcosa e mi chiedo “perché?”, e cerco risposte che posso trovare solo attraverso la scrittura e soprattutto attraverso la poesia, che è trasparente.
CLARIBEL ALEGRÍA, Blog del Goethe Institut, 16 luglio 2014




Claribel Isabel Alegría Vides (Estelí, 12 maggio 1924 – Managua, 25 gennaio 2018), poetessa, giornalista e scrittrice nicaraguense considerata con la connazionale Gioconda Belli la maggiore esponente della Letteratura del Centro America.


domenica 17 novembre 2019

Le tue ferite


CLARIBEL ALEGRÍA

AFFETTI

A Juan Gelman

Poiché ho imparato ad amarmi
posso sanguinare
con le tue ferite.


(da Sopravvivo, 1978)

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Il 26 agosto 1976 a Buenos Aires, durante la dittatura militare, furono sequestrati dall’esercito i figli del poeta Juan Gelman: la diciannovenne Nora Eva e il ventenne Marcelo Ariel, con la nuora incinta María Claudia García Irureta Goyena, anche lei diciannovenne, finirono nella lunga lista dei “desaparecidos”. Di Marcelo saranno ritrovati resti; la figlia partorita in prigionia da María Claudia, Macarena, potrà riunirsi al nonno solo nel 2000, scegliendo di cambiare il suo cognome in Gelman García. La poetessa nicaraguense Claribel Alegría scrisse questi versi quando ormai appariva chiaro che la situazione dei ragazzi volgeva a una tragica conclusione: un atto di empatia verso l’amico poeta, una condivisione del dolore.

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DIPINTO DI BANSKY

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LA FRASE DEL GIORNO
Sono una scintilla / sulla terra / un sollievo fugace / del cuore che ci pensa.
CLARIBEL ALEGRÍA




Claribel Isabel Alegría Vides (Estelí, 12 maggio 1924 – Managua, 25 gennaio 2018), poetessa, giornalista e scrittrice nicaraguense considerata con la connazionale Gioconda Belli la maggiore esponente della Letteratura del Centro America.