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martedì 19 maggio 2026

Meravigliata


ANDRÉE CHEDID

DI QUESTO AMORE ARDENTE RESTO MERAVIGLIATA

Resto meravigliata
di fronte allo sciabordio dell'acqua,
al cinguettio degli uccelli,
a queste gioie terrene.
Resto meravigliata
davanti a un amore
invincibile,
sempre presente.

Resto meravigliata
di questo amore
ardente
che non teme
né il torrente del tempo
né l'ecatombe
dei giorni accumulati.

Nel mio specchio
sbiadito
continuo a sorridermi
Resto meravigliata
È inutile
l'amore ha messo radici
una volta
per tutte
Di questo amore ardente resto meravigliata

(da La Stoffa dell'universo, 2010)

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L'amore è la grande traccia che attraversa la vita della poetessa franco-egiziana Andrée Chedid: non è un sentimento passeggero, ma qualcosa che è parte integrante dell'identità umana. Anche se anziana e malata - la poesia è del 2007 - oppone la forza e la gioia dell'amore alla fragilità fisica.

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FOTOGRAFIA © PATRICK LEUNG/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Con quali parole / possiamo afferrare le briciole / del mistero / che ci avvolge, / o l'enigma / che ci sorprende?
ANDRÉE CHEDID

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Andrée Chedid (Il Cairo, 20 marzo 1920 – Parigi, 6 febbraio 2011), poetessa e scrittrice egiziana naturalizzata francese. La sua opera è caratterizzata da una continua interrogazione sulla condizione umana e sui legami fra l'uomo e il mondo. Dalle sue pagine traspirano la sensualità e i profumi dell'Oriente ma anche il dolore che lei prova parlando della guerra che strazia il "suo" Libano.


domenica 23 febbraio 2014

Che cos’è l’inferno?

 

AHMED AL-SHAHAWI

CHE COS’È L’INFERNO?

Che cos’è l’inferno? - chiesi.

Amare
Senza eco,

Chiedere
Senza una risposta,

Scrivere
Senza avere lettori,

Dormire
Senza che nessuno riempia i tuoi sogni,

Fare voti
Senza che ci siano dei,

Avere una chiave
E non avere casa,

Aprire la mano
E non trovare una donna che la legga.


E dunque, leggendo questi versi del poeta egiziano Ahmed Al-Shahawi, che cos’è l’inferno? È il vuoto, è l’assenza, è l’aridità dei sentimenti, è la mancanza di qualcosa che inibisce i nostri sogni e i nostri desideri, è il nulla in risposta alle nostre domande. Altro che le fiamme e i contrappassi danteschi, altro che il ghiaccio della poesia di Robert Frost: l’inferno, qualche volta, è il vivere.

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hand_of_love

FOTOGRAFIA DAL WEB

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LA FRASE DEL GIORNO
L'inferno è lo stato di chi ha cessato di sperare.
ARCHIBALD CRONIN, Le chiavi del regno




Ahmed Al Shahawi (Damietta, 1960),  poeta e scrittore egiziano. Autore di molte raccolte di poesie, libri e romanzi sull'amore e la filosofia sufi, ha vinto il Premio UNESCO per la Letteratura nel 1995 e il Premio Kavafis per la Poesia nel 1998. Le sue opere sono state tradotte in molte lingue tra cui inglese, olandese, francese, spagnolo e turco.



lunedì 26 settembre 2011

Il flautista cieco


SAYED HEGAB

IMMAGINE SULLA PARETE

Da mille...
duemila...
forse tremila anni...
il flautista cieco sta sempre a mostrar se stesso
sulla parete... qui
e ci sorride spesso...
col cuore guarda lontano
e dalle dita leggere,
dalle labbra genera la melodia d’un canto.
Mi chiedo
A noi sorride o ci deride?
E la sua melodia... è un allegro canto
o è invece lutto e pianto?
Allora mi chiedo:
se il suonatore cieco... è come noi, cieco.

1969

(Traduzione di Fulvia De Luca)

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Sono un appassionato di antropologia sociale storica, cioè del conoscere come era il vivere quotidiano nelle varie epoche. Perché? – mi sono chiesto. La risposta è che amo immedesimarmi nel tempo perduto, capire i problemi cui ci si trovava di fronte e le pulsioni alle quali l’animo umano era sottomesso. Per questo mi diletto a leggere i classici greci e latini, i poeti provenzali, le poesie dell’Ottocento. È un po’ quello che capita al poeta egiziano Sayed Hegab: davanti al dipinto di un flautista cieco prova a entrare nell’ottica di quel personaggio, a chiedersi quale fosse la musica che suonava, quale il suo stato d’animo, per concludere che forse quei mille, duemila o tremila anni trascorsi non hanno influito sul sentire dell’umanità.

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FOTOGRAFIA © TOUR EGYPT

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LA FRASE DEL GIORNO
Non scrivo una poesia finché non mi assale, sebbene io dedichi tutto il mio tempo e ogni mio senso ad essa. Ma aspetto la sua cara visita.
SAYED HAGAB, Al Ahram Weekly, n. 915, 18-24 settembre 2008




Sayed Hegab (Al-Matariya, 1940), poeta e cantautore egiziano. Appartenente alla generazione letteraria degli anni '60, portò la sperimentazione nella poesia egiziana: scelse infine il dialetto, pur trasfondendovi i movimenti di rima e ritmo dell’arabo classico.