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giovedì 1 maggio 2025

Poesie per maggio XI


Due poesie su maggio:  in quella di Daria Menicanti protagonista è la periferia cittadina, che abbandona il suo grigio per rivestirsi di erbe e farfalle, di quel sole "allegro e biondo" che stende i suoi tappeti di "caldo oro leggero"; Sibuilla Aleramo si lascia ammaliare dal fiore che è la regina di maggio, la rosa, in grande profusione nei giardini di Ravello, sulla costiera amalfitana.

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IMMAGINE © PDP

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DARIA MENICANTI

PERIFERIA

Dopo tanta ombra maggio
davvero: strade gialle
calde erbose ospitali
e perfino farfalle
e un incenso d’acacia
nelle case.

1962

(da Un nero d’ombra, 1969)

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SIBILLA ALERAMO

IL ROSETO DI RAVELLO

Fra quante mai visioni
ne' suoi giri lenti la sorte ci compone,
tanto avara e pur generosa tanto,
insuperata rimarrà
la visione di ieri,
delle rose a Ravello,
ieri lassù di mezzo maggio
nel giardino aperto su l'infinito,
oh silenzio squisito, oh incenso!
Sfolgoravano dai mille cespi.
Ed ogni rosa
in sua essenza preziosa
chiedeva d'essere adorata
e ognuna i nostri sguardi smarrivano
nel profuso bel firmamento,
terrestre firmamento di corolle
così tessute tutte d'ebbrezza,
così allucinanti di colori o bianche
tutte morbide boccheggianti misteriose!
Forse non mai,
oh amato,
tanto negli occhi noi ci somigliammo.
È il mare
giù giù a picco ed arcuato,
a dare
con la sua saliente gioia
tale dovizia veemente
al vasto roseto incantato,
o è il monte
con la postura tranquilla
de' suoi casolari
ignari
nell'aria che brilla?
Per la meraviglia tacita odorosa
di quell'unica ora, pareva,
per noi soli, noi due dal mondo lontani,
le rose
alte sugli innumerabili steli raggiavano,
più abbagliante la luce della vita facevano,
Gioia dal mare veniva
e pace dal monte
alle estatiche corolle.
Oh Ravello, Ravello,
nel sole grande di mezzo maggio
incenso ai nostri confusi cuori!

(da Momenti, Bemporad, 1921)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La stagione preferita del mondo è la primavera. Tutto sembra possibile a maggio.
EDWIN WAY TEALE, A nord con la primavera

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Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio detta Rina (Alessandria, 14 agosto 1876 – Roma, 13 gennaio 1960), scrittrice e poetessa italiana. Attiva nell’impegno femminista, esordì con il romanzo autobiografico Una donna. La relazione con il poeta Dino Campana generò un importante carteggio e numerose poesie.


mercoledì 1 maggio 2024

Poesie per maggio X


È la tiepida luminosità di maggio che scivola dolce sulle acque del Tevere a ispirare il poeta lucano Leonardo Sinisgalli. Quella stessa luce nell’acqua che il poeta catalano Josep Maria López-Picó ravvisa nel riflesso del volo di un uccello, effimera immagine così simile a un ricordo.


FOTOGRAFIA © SPALLA67/PIXABAY

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LEONARDO SINISGALLI

IL TEVERE

Il Tevere scivola più lento del miele,
maggio va adagio. La luce d’oro
trabocca dalle cime.
Biondo e morbido l’olio della luce
si riversa quaggiù.

(da La vigna vecchia, Mondadori, 1956)

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JOSEP MARIA LÓPEZ-PICÓ

MAGGIO

Ombra di volo nell'acqua
lasci la chiara gioia
scivolando ancora più veloce ,
la traccia del ricordo
dell'attimo che fu immagine.

(da Poesie del porto, 1911)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

E mille piccoli musici / ormai esultano sugli abeti lontani: / è arrivato maggio! è maggio! è maggio!
HELJO MÄND, Il sentiero conduce alla strada

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Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981), poeta,  saggista e critico d'arte italiano. Noto come Il poeta ingegnere per il fatto che lavorò per Olivetti e Pirelli e per aver fatto convivere nelle sue opere cultura umanistica e cultura scientifica. Fondò e diresse la rivista “Civiltà delle macchine”.


Josep Maria López-Picó (Barcellona, 14 ottobre 1886 – 18 maggio 1959), poeta catalano. Orientato dapprima verso una lirica di forte impronta francese, si sottrasse gradatamente a ogni influenza straniera aderendo alla corrente letteraria nota come Novecentismo, movimento estetico in opposizione al Modernismo.



martedì 2 maggio 2023

Poesie per maggio IX


Tutto il mio essere è in fiore” dice il poeta-sacerdote David Maria Turoldo: come non può esserlo nel rigoglio del florido maggio? come non indugiare nel verde, nelle sere fattesi tiepide, nella dolcezza del lunghi tramonti come il poeta parmense Attilio Bertolucci?

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FOTOGRAFIA © MUHAMMED SHAMIL/FLICKR

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DAVID MARIA TUROLDO

INNO ALLA VITA IMMORTALE

Ora tutto il mio essere è in fiore;
il sangue a fiotti germoglia
al bacio di questo
primo sole di maggio:
ora anche le pietre
sono in amore, o Primavera.

Iddio come un uccello
tiene suo nido fra queste
selve: noi siamo piantagioni
di carne, maturate nel solco delle case
ed Egli canta tra i nostri rami.

E noi pure cantiamo:
la vita è pianto che ora
trasuda dai nostri rami
gonfi  d’allegri sogni
soavi di profondo amore.
Smateriate le cose sono
in gioiose doglie…

(da Io non ho mani, Bompiani, 1948)

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ATTILIO BERTOLUCCI

NON È

Non è questo che i miei occhi intenerisce
il finire d’un giorno
come tanti ve ne furono e tanti
ne torneranno nella pianura, che maggio
è nell’aria ormai, e il sole dura
così a lungo meravigliandoci
del suo indugio sul verde?

(da Le poesie, Garzanti, 1990)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Maggio va adagio. La luce d’oro / trabocca dalle cime.
LEONARDO SINISGALLI, La vigna vecchia

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David Maria Turoldo, al secolo Giuseppe Turoldo (Coderno, 22 novembre 1916 – Milano, 6 febbraio 1992), presbitero, teologo, filosofo, scrittore e poeta italiano, membro dell'Ordine dei servi di Maria. Fu sostenitore delle istanze di rinnovamento culturale e religioso della Chiesa, di ispirazione conciliare.


Attilio Bertolucci (San Prospero Parmense, 18 novembre 1911 – Roma, 14 giugno 2000), poeta italiano. Le sue opere poetiche sono il risultato di una felice contaminazione tra eredità ermetica e capacità di tradurre ogni astratta eleganza in un discorso poetico naturale.


domenica 1 maggio 2022

Poesie per maggio VIII

La natura che si rigenera: maggio trasforma i fiori di aprile in puro rigoglio. Lo notano due poeti statunitensi: William Carlos Williams osserva il fiorire di una pianta di robinia con i suoi profumatissimi grappoli bianchi; Emily Dickinson si stupisce ancora una volta della bellezza della primavera osservando un arbusto lussureggiante.

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FOTOGRAFIA © MAY HOKKAIDO/PIXABAY

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

LA ROBINIA IN FIORE

Tra
i
verdi

tesi
vecchi
chiari

rami
rotti
torna

bianco
dolce
Maggio

(da Un giovane martire e altre poesie, 1935)

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EMILY DICKINSON

ROSA – PICCOLO – E PUNTUALE

Rosa - piccolo - e puntuale -
Aromatico - umile -
Celato ad Aprile -
Schietto a Maggio -

Caro al Muschio -
Noto al Poggio -
Vicino al Pettirosso
In ogni Anima umana -

Piccola ardita Bellezza -
Adornata da te
La natura ripudia -
L'antichità -

(da Poesie, 1890)

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LA FRASE DEL GIORNO
Ora la luminosa stella del mattino, presagio del giorno, / viene danzando da oriente e porta con sé / il maggio fiorito che lancia dal suo grembo verde / il ranuncolo giallo e la pallida primula.
JOHN MILTON




WilliamsWilliam Carlos Williams (Rutherford, New Jersey, 17 settembre 1883 – 4 marzo 1963), poeta, scrittore e medico statunitense. Fece parte degli “Altri” con Man Ray e Duchamp, divenendo uno dei principali esponenti del Modernismo americano. Per “Quadri da Bruegel e altre poesie” ottenne nel 1963 un Premio Pulitzer postumo.


Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 –15 maggio 1886), poetessa statunitense, è considerata tra i migliori lirici del XIX secolo. La sua vita fu priva di eventi esteriori: dopo i trent'anni scelse un volontario isolamento nella casa paterna. La sua poesia spazia dalle piccole cose della vita quotidiana – la natura, le stagioni – ai grandi temi dell’anima innestati sul tema della solitudine.


sabato 1 maggio 2021

Poesie per maggio VII


Maggio è un mese dolce, sospeso tra le piogge di aprile e il caldo dell’estate: un mese ottimale, nel quale Emily Dickinson colloca addirittura il Paradiso. La pioggia di maggio è invece vita per la fertile primavera: così la sente un’altra poetessa statunitense, Jane Hirshfield, immedesimandosi con il verde che accoglie l’acqua.

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FOTOGRAFIA © SEAGUL/PIXABAY

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EMILY DICKINSON

C’È UN MATTINO AGLI UOMINI INVISIBILE

C’è un mattino agli uomini invisibile
Le cui fanciulle su un più remoto prato
celebrano il loro serafico maggio
E per tutto il giorno, con balli e giochi,
e capriole che non potrei mai descrivere
Impiegano il giorno festivo.
Qui a passo leggero, si muovono i piedi
che non camminano più per le strade del paese
Né presso il bosco si incontrano
Qui sono gli uccelli che cercavano il sole
quando la conocchia dell’anno passato oziosa pendeva
E i bordi dell’estate erano confinati.
Mai vidi una così meravigliosa scena
Mai un tale cerchio su un tale prato
Né così sereno insieme
Come se le stelle in una qualche notte d’estate
Alzassero i loro calici di Crisolito
E festeggiassero fino a giorno
Come te ballare – Come te cantare
Popolo sul mistico prato
Io chiedo, ogni nuovo mattino di maggio.
Aspetto le tue lontane – Fantastiche campane
Che mi annuncino in altre valli
A una diversa aurora!

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JANE HIRSHFIELD

PIOGGIA A MAGGIO

Il ferro annerito
della stufa
si raffredda ticchettando
alle prime gocce
che iniziano a incontrare il tetto.
È tardi: la notte
s'è fatta scura così
come un frutto -
un sùbito
aroma di pere riempie la stanza.

Giusto prima dell'alba
ritorna più forte
un bianco, costante rullio di pioggia diurna
preso nel secchio profondo della luna.
Una luce di latta ammaccata
trabocca di oceano e cielo,
colle che s'apre sul colle davanti,
e mi sveglio a un semplice desiderio,
ciò che voglio da quest'ora comune,
da questa terra comune
che in passato fu sposa del tempo:
sentire come un granchio sente l'onda,
forte come un secondo cuore;
vedere come una cosa verde vede il sole,
con l'attenzione esclusiva dell'amore cieco.

(da Gravità e Angeli, 1988)

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LA FRASE DEL GIORNO
Che cosa c’è di così dolce e caro / come un prospero mattino di maggio?
WILLIAM WATSON, Ode a maggio




Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 –15 maggio 1886), poetessa statunitense, è considerata tra i migliori lirici del XIX secolo. La sua vita fu priva di eventi esteriori: dopo i trent'anni scelse un volontario isolamento nella casa paterna. La sua poesia spazia dalle piccole cose della vita quotidiana – la natura, le stagioni – ai grandi temi dell’anima innestati sul tema della solitudine.


Jane Hirshfield (New York, 24 febbraio 1953), poetessa, saggista e traduttrice statunitense. La sua poesia, influenzata dallo Zen e dal buddhismo, esplora i rapporti personali e quelli con gli elementi naturali con particolare interesse al legame tra inquinamento ambientale e umanità.


venerdì 1 maggio 2020

Poesie per maggio VI


Maggio è il trionfo della primavera, il mese delle foglie verdi e del rigoglio, dei matrimoni e delle gite – no, non quest’anno, con la reclusione da Covid-19 che forse si allenterà nel corso delle settimane e si trasformerà lentamente e finalmente in “Fase 2”. Ma possiamo assaporare comunque il dolcissimo tepore di maggio, il suo profumo di rosa, come cantato da Diego Valeri e Pierluigi Cappello.
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FOTOGRAFIA © FTD
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DIEGO VALERI

MAGGIO, ETERNO AMOR DEL MONDO

Maggio, eterno amor del mondo,
per guardarti, per goderti
si vorrebbe trattenerti
arrestando il giro tondo.
Lascia almeno che odoriamo
le tue rose inebrianti,
benedici tutti quanti
con quel tuo fiorito ramo!

(da Il girotondo dei dodici fratelli, in Il campanellino, 1928)

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PIERLUIGI CAPPELLO

QUANDO SI È SCARSI DI RAGIONE O SENNO

Quando si è scarsi di ragione o senno
càpita che si scambino
fischi per fiaschi
- fa’ che càpiti –
nei sereni di maggio
di’ pure che un usignolo più un usignolo
sommato a un altro usignolo
è una manciata di spiccioli d’oro
gettata nell’aria chissà da chi
chissà per chi
magari fra i tanti per te
quando sei solo.


(da Azzurro elementare, Rizzoli, 2013)

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LA FRASE DEL GIORNO
Maggio, di primo mattino /  la mente gira su stessa come / un bel prisma un bel cristallo un poco / stordito dalla luce.
BARTOLO CATTAFI, L’osso, l’anima




Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni, tranne nel periodo 1943-45 quando riparò in Svizzera come rifugiato politico.


CappelloPierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1º ottobre 2017), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della sua moto contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.


mercoledì 1 maggio 2019

Poesie per maggio V


Maggio è uno dei mesi più belli dell’anno, rigoglioso, verdeggiante, dolcemente languido nei suoi pomeriggi, come in quello in cui il crepuscolare romano Sergio Corazzini sosta nei pressi di un fontanile lombardo, nella campagna della madre cremonese; e ancora maggio è mese ebbro di luce, come nei versi del poeta siciliano Bartolo Cattafi, alle prese con la carta moschicida.

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FONTANILE NEL CREMASCO © CREMA NEWS

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SERGIO CORAZZINI

ACQUE LOMBARDE

Acque serene ch’io corsi sognando
ne la dolcezza de le notti estive,
acque che vi allargate fra le rive
come un occhio stupito, a quando a quando,

o nostalgiche acque di sorgive
mormoranti nel verde un sogno blando,
acque lombarde ch’io vo’ sospirando
sempre, tanto il ricordo in cor mi vive,

di voi l’anima dice acque stagnanti
ne’ verdi piani de la Lombardia,
di voi fonti gioconde scintillanti

a’ dolci soli del fiorito maggio
e su voi la sognante anima mia
muove per suo spiritual viaggio.


(da Dolcezze, Tipografia operaia romana, 1904)

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BARTOLO CATTAFI

ARCIPELAGHI

Maggio, di primo mattino
la mente gira su stessa come
un bel prisma un bel cristallo un poco
stordito dalla luce.
Dal soffitto si stacca
neroiridato ilare il festone
delle mosche,
posa su grandi carte azzurre
riparte e lascia
ronzando isole minime, arcipelaghi
forse d’Africa o d’Asia.
Intanto in cielo sempre più si svolge
la mesta bandiera della luce.
Prima di sera l’unghia
scrosta l’isole
le immagini superflue.
Le carte ridiventano deserte.


(da L’osso, l’anima, Mondadori, 1964)


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LA FRASE DEL GIORNO
Porta il vento di maggio l’odore / del fieno, il cielo immobile splende. / Gli occhi stanchi colpisce di lontano / il rosso papavero in mezzo al tenero grano.
ATTILIO BERTOLUCCI, Fuochi in novembre




Sergio Corazzini ( Roma, 6 febbraio 1986 - Roma, 17 giugno 1907), poeta italiano. Crepuscolare, assorbì qualche lezione del Simbolismo e dal Decadentismo. Morì di tisi a soli 21 anni. Pubblicò sei opere tra il 1904 e il 1906: Dolcezze, L'amaro calice, Le aureole , Piccolo libro inutile, Elegia e Libro per la sera della domenica.


Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


martedì 1 maggio 2018

Poesie per maggio IV


La dolcezza delle sere è una delle caratteristiche del mese di maggio: fatate, magicamente sciolte nella lunghezza dei tramonti. Così il poeta veneto Diego Valeri. La poetessa ferrarese Giovanna Bemporad trova invece in quella stessa dolcezza evocativa di un’antica memoria felice un velo di malinconia.

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Maggio

DIPINTO DI THOMAS KINKADE

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DIEGO VALERI

IN UNA SERA DI MAGGIO

S’è spento il sole. Fra la terra bruna
e il cielo scialbo spande i sui sottili
incantamenti una falce di luna,
tende il silenzio i tremuli suoi fili.
Vola a perdersi in te, piccolo amore,
vola de’ miei pensier la teoria;
a te cantano piane dal mio cuore
le campane del sogno: Ave Maria...

(da Monodia d’amore, 1908)

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GIOVANNA BEMPORAD

INTARSIO

Lontana teoria di voci stanche,
già votate al silenzio, e nella sera
è un profumo indistinto di viole.

Torna memoria in me degli svaniti
mesi di maggio, quando s’impigliava
spensierato il mio riso nel silenzio
della vasta terrazza (già canora
di passeri, fiammante di gerani…)

e un silenzio infinito è sopra il riso
dell’universo.

O morte nella vita
la certezza che insinua in noi da vivi
quanto sia vano esistere. Che spero
se il presente sarà più presto andato
che non raggiunto, e più vicina l’ora?

(da Esercizi, Garzanti, 1980)

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LA FRASE DEL GIORNO
Terrei / sempre Maggio imprigionato nell'anima.
LUIS LÓPEZ ANGLADA




Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni, tranne nel periodo 1943-45 quando riparò in Svizzera come rifugiato politico.


Giovanna Bemporad (Ferrara, 16 novembre 1928 – Roma, 6 gennaio 2013), poetessa e traduttrice italiana. Amica di Pasolini e Ungaretti, è famosissima per la sua traduzione dell’Odissea. I suoi versi sono raccolti in Esercizi, ripubblicati più volte con aggiunte dal 1948 al 1980.


lunedì 1 maggio 2017

Poesie per maggio III

 

Maggio, mese delle rose e del rigoglio, è probabilmente uno dei preferiti di tutti. I poeti spagnoli Jorge Guillén e Luis López Anglada ne assaporano l’arrivo gustandone la dolcezza e la speranza, la soavità delle sere e lo splendore fiorito e assolato del giorno.


Maggio

.FOTOGRAFIA © THE GREEN REVOLUTION

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JORGE GUILLÉN

I TRE TEMPI

Rapida la sera
vibrò come quelle
d'allora - ricordi? -
intime ed immense.

Era quell'aroma
di maggio e di giugno
con i benefici congiunti
di fiori e di fronde.

Fisso nel ricordo
vidi come preservi,
cuore pur assente
dal sole, un tempo eterno.

Le rose godute
il tuo stupore accrescono,
incessante in alto
estasi al futuro.

Di nuovo impazienti,
le gioie trascorse
su labbra con sete
vanno da un Oggi a un Sempre.

(da Poesia spagnola del ‘900 – Traduzione di Oreste Macrì)

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LUIS LÓPEZ ANGLADA

LE PRIMAVERE CHE MI RESTANO

Le primavere che restano voglio
che trovino sveglia la mia allegria.
Non so quante saranno. Ma terrei
sempre Maggio imprigionato nell'anima.

Come quell'olmo di Machado, aspetto
comunque il mio turno di miracolo.
Non mi negate un sogno. Altrimenti
mi rimarrebbe soltanto Gennaio.

Qualcuno dice che tutto è diverso,
che i tempi sono cambiati e davanti
ci sono solo il ricordo e la cenere,

ma io, nel caso, quando giunge Maggio
distendo l'anima al sole, perché
prenda quanta più speranza è possibile.
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LA FRASE DEL GIORNO
Ben venga Maggio e il gonfalon selvaggio! / Ben venga primavera / Che vuol ch'uom s'inamori.
ANGELO POLIZIANO, Rime




Jorge Guillén Álvarez (Valladolid, 18 gennaio 1893 – Malaga, 6 febbraio 1984), poeta e scrittore spagnolo, membro della generazione del '27.  Considerato iniziatore della poesia pura assommando le esperienze di  Jiménez, Valéry e Mallarmé, compose liriche con un'acuta attenzione formale, giungendo a uno stile incisivo, che suscita immagini attraverso una sintassi allusiva e musicale. 

domenica 1 maggio 2016

Poesie per maggio II

 

Maggio, dopo la timida pubertà di marzo e il rigoglioso fiorire di aprile, è l’estasi della primavera: ne raccontano la speranza e il vigore il poeta lucchese Enrico Pea e lo scrittore urbinate Paolo Volponi.


Maggiociondolo

FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA.



ENRICO PEA

MAGGIO, CHE PORTI LE SPERANZE E I FIORI

Maggio, che porti le speranze e i fiori
per fare ghirlandette alla Regina;
che porti le farfalle luminose,
che porti il pane, frutto di stagione,
mattini rugiadosi, notti chiare
perché nel cielo migrino le stelle;
Maggio, che sai le fole di mill'anni,
dimmi, conosci dove alberghi pace?

(da Fole, 1910)

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PAOLO VOLPONI

NELLE NOTTI PRIME DI MAGGIO

Nelle notti prime di maggio
verginità dell'universo
io sento il lembo caldo
della tua apertura,
l'ansia schietta
del tuo largo fiato.
E dilato il mio corpo
sui boschi,
e mi tendo.

(da Il ramarro, 1948)

 

...

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LA FRASE DEL GIORNO
Maggio, il gaudioso maggio, fascia il mondo, / ed il lontano cielo e le mie carni / e l'anima di luci e di colori / inusati, ci inonda di profumi / e di sorrisi
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FEDERICO DE MARIA




Enrico Pea (Seravezza, 29 ottobre 1881 – Forte dei Marmi, 11 agosto 1958),  poeta, scrittore e drammaturgo italiano. Dopo i primi lavori di poesia e di teatro con echi dannunziani, evidenti nella sensuale ricerca di risalto verbale e di vocaboli rari e ricordi pascoliani, nell'attenzione alle cose e al paesaggio agresti), si è affermato come narratore attratto dal gusto per l'intrigo e il peccato.

Paolo Volponi (Urbino, 6 febbraio 1924 – Ancona, 23 agosto 1994), scrittore, poeta e politico italiano, senatore della Repubblica Italiana nel corso di due legislature. Partito da una posizione tardoermetica e neorealista, approdò al poemetto narrativo, propedeutico alla sua attività di romanziere.


venerdì 1 maggio 2015

Altre due poesie per maggio

 

I versi eleganti e leggeri dello scrittore irlandese James Joyce e quelli evocativi e vagamente bucolici del poeta parmense Attilio Bertolucci introducono il mese di maggio, sospeso tra il rigoglioso fiorire di aprile e la maturità delle messi di giugno. Un mese rosso di papaveri e di ciliegie e verde del fogliame ormai completo e dei prati fiorenti.


Papaveri

.FOTOGRAFIA © PAVEL PRONIN


JAMES JOYCE

VENTI DI MAGGIO

Venti di maggio, che danzate sul mare,
ballando un gioioso girotondo
di solco in solco mentre sulle creste
la spuma vola a farsi ghirlanda
di archi d’argento che attraversano l’aria,
avete visto il mio amore da qualche parte?
       Ahimè! Ahimè!
       Venti di maggio!
Amore è triste se il suo amore è assente.

(Winds of May, da Musica da camera, 1907)

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ATTILIO BERTOLUCCI

CONVALESCENTE

Ancora vita il tuo dolce rumore
dopo giorni bui e muti riprende.
Porta il vento di maggio l’odore
del fieno, il cielo immobile splende.
Gli occhi stanchi colpisce di lontano
il rosso papavero in mezzo al tenero grano.

(da Fuochi in novembre, 1934)

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LA FRASE DEL GIORNO
Maggio / è nell’aria ormai e il sole dura / così a lungo meravigliandoci / del suo indugio sul verde.
ATTILIO BERTOLUCCI, La lucertola di Casarola




James Augustine Aloysius Joyce (Dublino, 2 febbraio 1882 – Zurigo, 13 gennaio 1941), scrittore, poeta e drammaturgo irlandese. Benché la sua produzione letteraria non sia molto vasta, è stato di fondamentale importanza per lo sviluppo della letteratura del XX secolo, in particolare della corrente modernista. 

Attilio Bertolucci (San Prospero Parmense, 18 novembre 1911 – Roma, 14 giugno 2000), poeta italiano. Le sue opere poetiche sono il risultato di una felice contaminazione tra eredità ermetica e capacità di tradurre ogni astratta eleganza in un discorso poetico naturale.


giovedì 1 maggio 2014

Maggio: due poesie

 

Maggio: la primavera copiosa e giubilante riversa a piene mani il suo verde sotto il sole, lo trapunge di papaveri rossi e fiordalisi, lascia nell’aria una nevicata di semi di pioppi. Il poeta spagnolo José María Valverde descrive una sera di maggio che parla all’anima, la poetessa milanese Antonia Pozzi si lascia stregare lungo un canale dalle foglie azzurre degli eucalipti.


springtimeredpoppies

PETER ELLENSHAW, “SPRINGTIME, RED POPPIES”



JOSÉ MARÍA VALVERDE

SERA DI PRIMAVERA, I

Queste sere, Signore, son tutte tue, per certo,
ordite della tua sostanza, della tua carne dorata.
È primavera, ma ignoro se aprile o maggio;
si scorda il transito del tempo, morte lenta,
come bocca insaziata. Così sarà l'eterno,
l'uguale di questa sera, copiosa, giubilante,
che non s'aliena in cerca di perfezione, immota.
E tanta in queste ore eternità si stempera,
che non so dei miei anni. Forse sono il fanciullo
cui primavera d'augurii feriva,
forse un uomo io sono con il mondo nel petto,
o un vecchio stanco, che contempla la vita
come un frutto rotondo, sollecito all'appello del suolo.
E il mondo è una candida comunione delle terre,
lo spazio si cancella, ferita rimarginata,
fatto lieve canzone, lume degli orizzonti.
Sento stendersi intorno pianure, come cori
che intonano un'identica nota senza varianti:
la luce del sole, che affratella i monti e le valli
solo in una presenza, fatta musica d'anima.
È come sempre. Come ieri, come domani.

(Traduzione di Oreste Macrì)

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ANTONIA POZZI

GLI EUCALIPTI

Alti gli eucalipti lungo l'argine
effusi al piede
in uno sgorgo acceso di papaveri –
Crepitano le foglie péndule
nel vento –
qualcuna cade
imbiancata
dalla calura –
lungo il canale profondo naviga –
piccola falce –
come la prima luna
nell'aria oscura –

16 maggio 1933

(da Parole, 1939)

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LA FRASE DEL GIORNO
Io mi sentivo libera e leggera / come quei fiocchi bianchi di pelurie / che si sprigionano dai pioppi, in maggio / e cercan l'alto come delle preci.
ANTONIA POZZI, Parole




jose_maria_valverdeJosé María Valverde Pacheco (Valencia de Alcántara, 26 gennaio 1926 – Barcellona, 6 giugno 1996), poeta, linguista, traduttore, saggista e critico letterario spagnolo. Lettore di spagnolo dell'Università di Roma nel 1949, fu poi professore di estetica all'Università di Barcellona e di Letteratura spagnola all'Università della Virginia, e a Trent, In Canada


Antonia Pozzi (Milano, 13 febbraio 1912 – 3 dicembre 1938), poetessa italiana. Laureatasi in Filologia con una tesi su Flaubert, si tolse la vita dopo una contrastata storia d’amore. Il suo diario poetico Parole fu pubblicato postumo, nel 1939: composto a partire dai diciassette anni, riflette un'amara e inquieta sensibilità in cui si avverte l'influsso della lirica di Rilke.



mercoledì 1 maggio 2013

Due poesie per maggio

 

“L’accordo dell’azzurro rarefatto e quello del verde”: Pierluigi Cappello definisce i colori che sventolano come gonfaloni nel mese di maggio. Lo stesso verde delle colline dell’Ellade, lo stesso azzurro del mare Egeo cantato dal poeta greco Ghiannis Ritsos.

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PIERLUIGI CAPPELLO

NEL MESE DI MAGGIO

Dal mio giardino si vedono così e non si possono spiegare
l’accordo dell’azzurro rarefatto e quello del verde
che sale e si fa spazio in certe mattine di maggio
quando il calore viene sulle braccia scoperte
e tocca il tendine d’azzurro e il tendine di verde
che credevamo spenti, nella nostra testa di oggi,
tanti anni fa. In mattine così, la terra si piega
e si anima in cose inanimate come i sassi
nel brulichìo nascosto dalle foglie, nel nostro
essere muti e felici di non avere un nome.

Forse daremo un nome a questa luce sugli occhi,
alla rondine scolpita dall’aria mentre passa,
all’ombra durata un battito sulle nostre mani;
forse saremo infanzia e chiuderemo il pericolo
nel nome del pericolo e allontaneremo le nostre spalle
dalla città abbagliata e splenderanno amate dal caso
e dal vento le nostre impronte quando qualcuno chiuderà
il cancello dietro a noi, e ci guarderà partire.

(da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti, 2010)

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GHIANNIS RITSOS

E LA POESIA

Come salgono bene gli alberi sui colli.
Maggio ha rinverdito tutto quanto. Dietro gli alberi
le casette bianche discutono tra loro
qualcosa di bianco e calmo - arrivi di navi,
arrivi di turisti, di uccelli, di amori. «E io - disse -,
io parto, parto». E la poesia
ha la bocca chiusa con una croce di cera.

(da Il funambolo e la luna, Crocetti, 1984 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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Maggio

FOTOGRAFIA © WALLPAPERWEB

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LA FRASE DEL GIORNO
Ma sempre rifiorisco / con questa pioggia interna, / come i cortili verdi di maggio / e rido perché amo il vento e le nuvole / e il passo degli uccelli canori
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GIOCONDA BELLI




Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della sua moto contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.


Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.