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giovedì 23 luglio 2026

Il chiurlo


MERJA VIROLAINEN

QUANDO IL CHIURLO GORGHEGGIA

Quando il chiurlo gorgheggia,
non so dove sia.
Profumo di sapone sulla pelle,
di prato:
ora le parole acquistano quasi significato.
Chi leggerà questo, un giorno?
Sai dove sono,
come ti capisco?

(da Poesia, 196 - Luglio/Agosto 2005 - Traduzione di  Viola Parente-Capková)

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Merja Virolainen, poetessa finlandese, ci trasporta in quelle terre nordiche e ci fa ascoltare la voce del chiurlo piccolo, uccello diffuso un po' ovunque nel mondo, con la sola eccezione dei deserti. Quel gorgheggio crea una sinestesia poetica e, associato ai profumi, lascia intravedere quasi il significato della poesia, il senso dello scrivere. Ma sono domande cui ancora Merja non sa rispondere.

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FOTOGRAFIA © PETR GANAJ/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Si può essere esperti di tante cose, di cinema, di meccanica, di elettronica, di statistica, di raccolta differenziata, di agricoltura, di calcio, di pallacanestro, di sport estremi, di pattinaggio in linea, di tutto, tranne forse che di letteratura, perché i grandi scrittori, i grandi libri, sono, forse, come diceva quel grande poeta russo mai esistito, Koz’ma Prutkov, inabbracciabili.
PAOLO NORI, I russi sono matti

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Merja Virolainen  (Lapua, 7 maggio 1962), poetessa e traduttrice finlandese. Costumista, ha lavorato per il circo e il teatro dei burattini prima di laurearsi in filosofia. Tra i suoi temi prediletti l’amore carnale, i ricordi d’infanzia, l’esistenza senza amore e la problematica dell’identità.


domenica 12 luglio 2026

Cose da osservare


PENTTI SAARIKOSKI

LA MIA PARTE DI PATRIA

La mia parte di patria
comune: finestre,
le posseggo da solo:
macchine, gente, una parete grigia
e una striscia di cielo,
diverse son le cose
da osservare e da ascoltare
quando è giorno nel mondo.

(da Poesia n. 195 - Giugno 2005 – Traduzione di Viola Parente Capkova e Antonio Parente)

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La casa, la piccola parte di mondo che ci appartiene: ancora di più per il poeta finlandese Pentti Saarikoski, che soffriva di disturbi psicopatologici riconducibili all’autismo o alla sindrome di Asperger, che allora non era stata ancora diagnosticata. Saarikoski esplora il contrasto tra l'isolamento dell’individuo individuale e la condivisione dello spazio pubblico.

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EDWARD HOPPER, UFFICIO IN UNA PICCOLA CITTÀ”

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Per tutta la vita ho pensato di guardare fuori  dalla finestra . E invece guardavo nello specchio.
JAROSLAV DUŠEK, Riflesso del buio del buio

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Pentti Saarikoski (Impilahti, ora nella Repubblica di Carelia, 2 settembre 1937 – Joensuu, 24 agosto 1983), poeta finlandese. Il suo corpus di opere comprende poesie e traduzioni, tra cui classici come l'Odissea di Omero e l'Ulisse di James Joyce. Superò il Modernismo con la "poesia partecipativa", una sorta di azione politica della poesia.


domenica 8 giugno 2025

Suona la luna


JYRI SCHRECK

METAMORFOSI

Nella mano del bambino, la luna,
campanella d'argento,

cade nell'erba,
               suona, scioglie

il vento,

quando la primavera se ne va,
l'allodola
      suona la luna

(da Giorni, piogge, 1962)

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Un semplice bozzetto per descrivere con poche impressioni l'arrivo dell'estate e la fine della primavera: basta poco al poeta finlandese Jyri Schreck per esprimere l'emozione di una sera di giugno in giardino, con la luna nel cielo e il vento che accarezza il prato.

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IMMAGINE © HD WALLPAPERS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Rapida passò la primavera e subito venne l'estate e se il villaggio era stato bello già prima, era adesso nel pieno splendore della sua lussureggiante ricchezza.
CHARLES DICKENS, Oliver Twist

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Jyri Matti Schreck (Tampere, 16 dicembre 1927 – Helsinki, 19 gennaio 1982), poeta, editore, drammaturgo e regista finlandese. Esordì nel 1959 con la raccolta Neve, cui seguirono Giorni, piogge (1962), L'aria dell'aquilone è verde (1966), Il tempo della farfalla nera (1970), Giorni in movimento (1973), La città e l'acero selvatico (1975).


lunedì 31 marzo 2025

Acero che si sveglia


PERTTI NIEMINEN

CHE CHIACCHIERONE

Che chiacchierone
                          questo amore mio:
non l'erba nella pioggia tiepida
                          né il fiore:
l'acero che si sveglia al vento di mezzogiorno.

(da Così impegnato in questa vita, 1972)

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L'Oriente sposa l'Occidente nelle poesie del finlandese Pertti Nieminen: la delicatezza della poesia cinese riesce a porre in essere una fusione tra l'inconscio del poeta e la natura, a comunicare quella sensazione altrimenti indicibile.

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FOTOGRAFIA © J. L. KRAMER/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non ti adoro perché / sei bellissima / Adoro la tua bellezza perché /  è dentro di te.
PERTTI NIEMINEN

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Hannu Pertti Nieminen (Vaasa, 29 giugno 1929 – Vantaa, 8 novembre 2015), poeta e traduttore finlandese. Insegnante, pubblicò numerose raccolte di poesie e traduzioni finlandesi di poesie classiche cinesi e di letteratura taoista cercando di correggere le interpretazioni parzialmente errate della poesia cinese prevalenti nei paesi occidentali.


martedì 25 marzo 2025

Ciò che è simile a noi


EEVA KILPI

LA PRIMAVERA, IL FALCO

La primavera, il falco
e questo posto dove vivevamo,
tutto questo mi emoziona, disse mia sorella
mentre mangiavamo lamponi
sulle fondamenta della nostra vecchia casa.
Eravamo su una collinetta soleggiata, circondati dalla foresta.
Una lepre aveva visitato il soggiorno.
Dalla parte della camera da letto era entrato un alce.
Era una sera calda.
Era passato mezzo secolo.

Quanto amiamo tutto ciò che è simile a noi.

(da Tanti saluti, 1976)

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Con la pace di Mosca del 1940 parte della Carelia fu ceduta dalla Finlandia all'allora Unione Sovietica: 422.000 finlandesi persero le loro case e furono evacuati in Finlandia. Tra di loro la famiglia della poetessa Eeva Kilpi, che poté tornare come turista a vistare la terra natia. Questa poesia esprime tutta la nostalgia per quella patria perduta e l'emozione del ritorno riporta in vita gli antichi sapori, le antiche sensazioni di quelle che furono allora due bambine, Eeva e sua sorella Ritvaa: "Quando ho visitato Hiitola per la prima volta nella nuova era, ovviamente, come tutti coloro che viaggiano nella loro vecchia città natale, avevo lo scrigno pieno di sensazioni. Nella nostra casa vivevano degli sconosciuti. Non puoi superare una cosa del genere. Ma oggigiorno la gente sa essere amichevole e i nuovi inquilini della nostra casa sono stati ospitali. Ci hanno accolto calorosamente. Mia sorella ed io, ovviamente, abbiamo nascosto i nostri sentimenti e abbiamo pianto in segreto. E quando camminavamo da soli lungo le vecchie strade di Hiitola, tutto crollava. Quei vicoli mi sono sempre stati così cari e familiari."

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IRINA ARI, "STUDIO PER UNA CASA IN CARELIA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ricordo quella Carelia, / ricordo quel posto a Natale, / ricordo quello stesso posto / che forse non è mai esistito.
EEVA KILPI

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Eeva Karin Kilpi nata Salo (Hiitola, Carelia finlandese, oggi Russia, 18 febbraio 1928), scrittrice, poetessa e attivista femminista finlandese. La sua poesia è caratterizzata da un un’ironia di fondo e tratta i temi dell’esilio, delle relazioni umane e della natura.


domenica 16 marzo 2025

Nella terra dei venti


VÄINÖ KIRSTINÄ

SE ARRIVI NELLA TERRA DEI VENTI

Se arrivi nella terra dei venti, alla fine del mare,
ci sono pochi alberi e tanto vento gelido
da riva a riva.

Puoi guardare lontano
e non vedere nulla.

Intorno a te stridono le pianure appena nate
ancora bagnate dalla nebbia
ma limpide come un sogno

all’estremo, il mare

sotto, la terra profonda
sopra, l'ampia distesa
grida a te e alle pianure

ti guarda e ti chiede
della vita

Quando tornammo a casa
e ci appoggiammo al lungo tavolo,
potemmo vedere le semplici venature del legno
e la nostra stanchezza si trasformò nella consapevolezza
del motivo per cui eravamo dovuti andare via:
per tornare
a casa a vedere i motivi inesplorati del tavolo.

(da La pianura, 1961)

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La poesia drammatizza, concretizza, unisce le cose allo stesso modo di un sogno e apre le domande del sé interiore in una forma percettibile” spiegò in un’intervista il poeta finlandese Väinö Kirstinä. È quello che fa anche questa lirica dove sembra non accada nulla se non la descrizione di una terra lontana e desolata, tra mare, ghiacci e praterie; eppure nasce lì, meditando sull’esistere, la consapevolezza di occupare un luogo nel mondo.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Quando guardo questi prati, le dico tra me: «Vedi?... Vedi?». E penso che veda. Spero che, più in là, anche lei arrivi a vedere e a sentire in queste praterie una cosa di cui ho smesso di parlare con gli altri; una cosa che qui esiste perché non esiste nient'altro e che si può notare grazie all'assenza di altre cose.
ROBERT M. PIRSIG, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta




Väinö Antero Kirstinä (Tyrnävä.29 gennaio 1936 – Helsinki, 23 settembre 2007), poeta, giornalista, traduttore e critico finlandese. I suoi lavori hanno temi naturalistici, sin dall’esordio con La pianura nel 1961. Oltre alla sua produzione poetica, che coniuga il modernismo e il surrealismo e si avvicina al dadaismo, tradusse Apollinaire, Baudelaire, Bréton e Malraux.


lunedì 9 dicembre 2024

Una spezia


EEVA KILPI

DOPO CHE IL GIORNALISTA SE NE SARÀ ANDATO

Dopo che il giornalista se ne sarà andato,
intervisterò la pianta di cumino del mio giardino:
“Come hai deciso di diventare una spezia?”

(da Tanti saluti, 1976)

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La banalità delle domande dei giornalisti viene ironicamente presa in giro dalla poetessa finlandese Eeva Kilpi, che, abituata a sentirsi chiedere “Perché ha iniziato a scrivere poesie?”, si trasforma da intervistata con le solite domande a intervistatrice delle erbe del giardino.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Per me il segreto della scrittura è che trascrivo immediatamente l'idea, perché l'idea prende forma e cambia quando è nella mia mente. Quando un pensiero mi viene in mente, ha la forma di pura espressione, ed è quella che volevo catturare.
EEVA KILPI, Jano Lehti, n. 6, 2017

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Eeva Karin Kilpi nata Salo (Hiitola, Carelia finlandese, oggi Russia, 18 febbraio 1928), scrittrice, poetessa e attivista femminista finlandese. La sua poesia è caratterizzata da un un’ironia di fondo e tratta i temi dell’esilio, delle relazioni umane e della natura.


sabato 9 novembre 2024

La forza dietro gli sguardi


EEVA KILPI

PROPRIO QUANDO AVEVO IMPARATO A VIVERE SENZA DI LUI

Proprio quando avevo imparato a vivere senza di lui
mi passò per la testa l'idea:
a quest'uomo io non rinuncio.

E le lenzuola scoppiarono in fiori.
"Questa è la realtà", ha detto
e i sogni sono svaniti.

Tale, dunque, era la forza dietro gli sguardi
che per anni
ci eravamo educatamente lanciati.

(da Canto d’amore e altre poesie, 1972)

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Gli uomini, nelle poesie di Eeva Kilpi, sono tratteggiati in maniera piatta e incidentale - si può dire che siano come un elemento sullo sfondo, anche quando come in questo caso sono protagonisti. A risaltare è l'emozione della poetessa finlandese, capace di essere contemplativa e istintiva quasi nello stesso momento.

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FÉLIX VALLOTTON, "LA MENZOGNA"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Una passione costante in me. Questo è esattamente il modo in cui volevo vivere. Non un attimo sprecato, un sentimento pieno, sono qui, adesso, non desidero nulla.
EEVA KILPI

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Eeva Karin Kilpi nata Salo (Hiitola, Carelia finlandese, oggi Russia, 18 febbraio 1928), scrittrice, poetessa e attivista femminista finlandese. La sua poesia è caratterizzata da un un’ironia di fondo e tratta i temi dell’esilio, delle relazioni umane e della natura.


lunedì 16 settembre 2024

Nella coppa delle betulle


PETER SANDELIN

NUVOLE CHE VIAGGIANO FURTIVE

Nuvole che viaggiano furtive
nella coppa delle betulle?
No, un uomo che va per il sentiero
e le contempla.

(da Eri tu?, 1973)

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La scrittura del poeta finlandese di lingua svedese Peter Sandelin è dominata nel decennio dei Settanta dalla riflessione interiore e dalla natura, temi spesso trattati in poesie brevissime che assumono talora i toni degli haiku o dei tanka giapponesi.  Il principio guida è un'unione delle impressioni sensoriali con la scarsità formale che cattura il presente sottolineandone contemporaneamente l’essenza effimera. Qui punta l'attenzione del lettore sull'uomo e sulla sua opera di contemplazione, che è poi l'attività del poeta.

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OLEG RIABCHUK, "BETULLE ARGENTATE"

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   LA FRASE DEL GIORNO  

L’inadeguatezza della poesia / è il terreno su cui cammino.
PETER SANDELIN, La città del subconscio




Peter Johan Sandelin (Jakobstad, Finlandia, 30 maggio 1930 - Helsinki, 16 febbraio 2019),  poeta e artista visivo finlandese-svedese. Debuttò come poeta nel 1951 con Ur svalans loggbok inserendosi nella tradizione modernista prendendo a modello Gunnar Björling e Rabbe Enckell.


venerdì 13 settembre 2024

Settembre è lei


JYRI SCHRECK

A UNA RAGAZZA SULLA SPIAGGIA

Onda verde,
e una nuvola contro la sera,
Nausicaa. Settembre
è lei, luna crescente e
piena, così brillante..

(da Tarda primavera, inizio autunno: poesie scelte 1959-1982, 1982)

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La dolce bellezza di settembre è capace di fare innamorare: la natura di fine estate, dice il poeta finlandese Jyri Schreck, è come una ragazza sulla spiaggia, una Nausicaa che ci accoglie e ci ospita, che ci rifocilla dal naufragio. Basta a commuoverci lo splendore della luna, così bianca nel cielo terso che conduce verso l'autunno.

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FOTOGRAFIA © JEAN BEAUFORT/PUBLIC DOMAIN PICTURES



   LA FRASE DEL GIORNO  

Non accendere la lampada, / lascia che il mazzo di margherite si illumini / nella penombra estiva della stanza.
JIRY SCHRECK

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Jyri Matti Schreck (Tampere, 16 dicembre 1927 – Helsinki, 19 gennaio 1982), poeta, editore, drammaturgo e regista finlandese. Esordì nel 1959 con la raccolta Neve, cui seguirono Giorni, piogge (1962), L'aria dell'aquilone è verde (1966), Il tempo della farfalla nera (1970), Giorni in movimento (1973), La città e l'acero selvatico (1975).


mercoledì 11 settembre 2024

L’amore rimane in loro


EEVA KILPI

GLI INNAMORATI SI OFFRONO REGNI

Gli innamorati si offrono regni,
nuove patrie, continenti e lingue rare.
Quando si separano, i doni restano con loro,
sono irreversibili
e l’amore rimane in loro,
come la letteratura, le competenze linguistiche,
le poesie e i racconti
che hanno composto insieme
nella lingua di ognuno.
Allora l'amore allarga il mondo
e, anche quando scompare,
suscita pace e comprensione.
Nuovi cuori si stanno aprendo,
c'è ancora qualcosa da condividere
con i prossimi amori.

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L’amore finito è definitivamente andato, bruciato, cancellato? No, dice la poetessa finlandese Eeva Kilpi. C’è una sorta di “amore per l’amore”, di memoria amorosa, che rimane sottotraccia, che si trasforma in ricordo e in esperienza, che continua a camminare con noi trasportando il suo bagaglio di rancore, malinconia, tristezza, rimpianto o nostalgia.

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ILLUSTRAZIONE DI CATRIN WELZ-STEIN

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   LA FRASE DEL GIORNO  

Dentro di noi c’è una forte carica / di allegria, amore, bontà e forza / da dividere anche con gli altri.
EEVA KILPI, Canto d’amore e altre poesie

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Eeva Karin Kilpi nata Salo (Hiitola, Carelia finlandese, oggi Russia, 18 febbraio 1928), scrittrice, poetessa e attivista femminista finlandese. La sua poesia è caratterizzata da un un’ironia di fondo e tratta i temi dell’esilio, delle relazioni umane e della natura.


sabato 31 agosto 2024

Come terra straniera


PENTTI SAARIKOSKI

IO AMO TE

Io amo te
come terra straniera
un ponte e la scogliera
come romita sera che sa di libri
cammino verso di te nel mondo
sotto le atmosfere
tra due luci
il mio pensiero scolpito e te

(da Cosa è successo davvero, 1962 – Traduzione di Viola Capkova e Antonio Parente)

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“Io amo te / come terra straniera”: amare è sempre imbarcarsi verso un luogo diverso, imparare a conoscerne gli orizzonti e il linguaggio. Lo sa bene il poeta finlandese Pentti Saarikoski, che però riesce a trovare un punto di comunicazione, un ponte capace di collegarlo a questa terra.

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TOMASZ OLBINSKI, "INDIRIZZO SCONOSCIUTO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Cos'è l'amore? / Il bisogno di uscire da se stessi.
CHARLES BAUDELAIRE, Diario intimo

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Pentti Saarikoski (Impilahti, ora nella Repubblica di Carelia, 2 settembre 1937 – Joensuu, 24 agosto 1983), poeta finlandese. Il suo corpus di opere comprende poesie e traduzioni, tra cui classici come l'Odissea di Omero e l'Ulisse di James Joyce. Superò il Modernismo con la "poesia partecipativa", una sorta di azione politica della poesia.


martedì 28 febbraio 2023

Quell’amore


MÄRTA TIKKANEN

AMORE E AMORE

Amore e amore -
come se l'amore fosse uno solo
unico
un amore dalla forma certa
stabilita e approvata

l'amore tra due
che si fondono l'uno nell'altro
finché nessuno di loro si distingue più
l'amore tra due
che voltano le spalle al mondo

l'amore che rende irraggiungibili
e irresponsabili
l'amore che è murato
e si sente autosufficiente
l'amore che conosce il suo valore
solo quando lascia fuori gli altri

Quell'amore non è mai stato mio
quell'amore è morto

(da La storia d'amore del secolo, 1978)

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Fa una specie di compendio d'amore la poetessa finlandese Märta Tikkanen. Questi sono i tipi, ci dice: quelli che si fondono e diventano una cosa sola, quelli che si isolano egoisticamente lasciando il mondo all'esterno, quelli che si allontanano, che non conoscono responsabilità, eccetera. A lei è toccato un marito alcolizzato cui ha voluto stare vicino, tenendo insieme la famiglia e attraversando insieme la tempesta con resilienza.

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FOTOGRAFIA © RICHARD TUSCHMAN

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  LA FRASE DEL GIORNO 

L'amore è fisica, il matrimonio è chimica.
ALEXANDRE DUMAS FIGLIO

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Märta Eleonora Tikkanen nata Cavonius (Helsinki, 3 aprile 1935), poetessa finlandese di lingua svedese. Giornalista di Hufvudstadsbladet dal 1956 e in seguito insegnante di svedese, è celebre soprattutto per la raccolta autobiografica La storia d’amore del secolo e per il romanzo Gli uomini non possono essere stuprati.


mercoledì 28 dicembre 2022

Pioggia triste


SIRKKA TURKKA

CADE QUESTA PIOGGIA TRISTE

Cade questa pioggia triste
     sembra che la tua assenza pianga
        e non capisco come può essere.
La pioggia è così triste, così assurda
     che te la offro
        tutta intera.
In essa sei, lontano amore mio,
     tanto sicuro quanto i segni del destino
        custoditi nella mia mano.
     Leggili e vattene presto
           da qui.
Se non capisco quello che scrivo
     né te, né la pioggia,
        è perché ti amo.

(da Torna, piccola Sheba, 1986)

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Piove, bello / lontano amore mio / e la vita intera è per me / un atto assurdo” scrive la poetessa finlandese Sirkka Turkka. L’atmosfera grigia e malinconica, tipicamente autunnale, contrasta con il ricordo dei tempi in cui l’amato era presente: “Di quel tempo ricordo soltanto / la luce dell’acqua, / il sorriso sul tuo volto / come lì in primavera. Una volta / è stata primavera”.

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FOTOGRAFIA © PUBLICDOMAINSNET

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L’amore è solo un forestiero. / E avvolgo il mio vuoto / attorno a te come una seconda pelle, la mia stessa oscurità, / quella carica che batte.
SIRKKA TURKKA, Torna, piccola Sheba

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Sirkka Turkka (Helsinki, 2 febbraio 1939 – Lohja, 23 ottobre 2021), poetessa finlandese. Vincitrice del Premio Finlandia nel 1987 e del Premio Eino Leino nel 2000. La sua poesia, molto attenta al tema della natura e dell’esistenza umana, segue percorsi tortuosi che accompagnano l'illusione della parola.


mercoledì 23 marzo 2022

Una panchina in giardino


EDITH SÖDERGRAN

UN DESIDERIO

Di tutto il nostro mondo sereno
voglio solo una panchina in giardino
dove un gatto si crogiola al sole.
Mi siederò lì
con una lettera in grembo,
solo con una breve lettera.
Questo è il mio sogno…

(da Poesie, 1916)

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Quella della poetessa finlandese di lingua svedese Edith Södergran è la rivendicazione di un piccolo mondo, di una semplice gioia di nulla, la tranquillità di un momento da dedicare a se stessa per goderne la pace, dimenticando il mondo esterno e la malattia: è lì che la sua anima assetata potrà finalmente bere.

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EDWIN AUSTIN ABBEY, "DONNA SU UNA PANCHINA"

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LA FRASE DEL GIORNO
Il fuoco interiore è la cosa più importante che l'umanità possiede.
EDITH SÖDERGRAN




Edith Södergran (San Pietroburgo, 4 aprile 1892 – Roščino, 24 giugno 1923) poetessa finlandese di lingua svedese. Navigando tra Simbolismo ed Espressionismo con influssi nietzschiani, diede il via al Modernismo in salsa scandinava. Morì di tisi a 31 anni.


domenica 5 dicembre 2021

Centenario di Eeva-Liisa Manner


Eeva-Liisa Manner, poetessa e drammaturga, nata il 5 dicembre di cento anni fa a Helsinki, contribuì a dare una svolta fondamentale al lirismo finlandese, consolidando il sorgere del Modernismo dopo la Seconda guerra mondiale: ne sviluppò infatti i caratteri più distintivi adattandoli alla sensibilità nordica, ai grandi spazi aperti.


FOTOGRAFIA © DAMA
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LA MIA STANZA ODORA DI FORESTA

La mia stanza odora di foresta,
arrossisce sempre prima
al tramonto del sole.

Il cuore delle pareti di sequoia si sta oscurando,
la luce rifratta è fredda.

La sera è rossa e vecchia
come uno spettro di ferro.

(da Così le stagioni sono cambiate, 1964)

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NADA

"No se puede vivir sin amar."
'Sí, se puede” ho detto
e mi sono vestita di nero
per l'ultimo ballo in maschera.

E la mia bocca era piena di polvere
come se avessi pianto, la gola secca -
anche se non piango da mezzo secolo.

Compañeros, non voglio i vostri cieli -
le luci infami, i falsi amici
le strade per baciare, le bugie
di specchi volanti.

Voglio rompere il sigillo, l'ultimo,
quella luna che non dà luce,
la notte dove non brilla niente.

(da Acque ferme, 1977)

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Di Eeva-Liisa Manner sul Canto delle Sirene:

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LA FRASE DEL GIORNO.
Sia dura la prosa, susciti pure inquietudini / Ma la poesia è un’eco che si ascolta quando la vita è muta.
EEVA-LIISA MANNER




Eeva-Liisa Manner (Helsinki, 5 dicembre 1921 – Tampere, 7 luglio 1995), poetessa finlandese. Nota anche con lo pseudonimo di Anna Septembre, scrisse quindici raccolte poetiche, drammi, commedie, racconti e romanzi, portando un tocco di sensibilità trascendente al Modernismo che contribuì a diffondere in Finlandia.


lunedì 2 agosto 2021

Per far danzare le ragazze


MERJA VIROLAINEN

SONO RAGAZZA, CHE BELLO!

Sono ragazza, che bello
appena ascesa in terra
coi capelli sabbiosi di sparto,

c’è un porticciolo cosciente della propria
essenzialità
che sogna di me,

le alghe si ergono incantate,
l’erba storna sorride,
gli occhi dei fiori si aprono,

uno spiffero scrupoloso dimentica
di soffiare sulla bua del pino sulla riva,

arrivo incespicando,
l’inciampo fa sobbalzare cavolaie,
ballerine, sacchi di vermi,
sorvolo al galoppo la rocambola,

sprizza la gioia, punzecchia
in ogni graffio:
no, questo è davvero
troppo, che bello!

Tutto si è raccolto in rosso
per ricevere me, proprio me:

l’acetosa fa spazio
nella sua marsina, s’inchina,
il canneto sussurra di me, bruisce,
le maestà in altoparlanti fogliose
frangono l’infinito discorso ufficiale,

le lepri ondose si precipitano dal mare
per far danzare le ragazze!

(da Sono ragazza, che bello!, 2003 - Traduzione di Antonio Parente)

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Una femminilità prorompente, ormonale, divampa anche nel ritmo di questi versi della poetessa finlandese Merja Virolainen: una presa di coscienza del corpo nella sua dimensione naturale, in un mondo di erbe e fiori che sembra fatto su misura per l’energia impetuosa delle ragazze, amplificata dall’antica religione pagana nordica.

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FOTOGRAFIA © PIXNIO

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LA FRASE DEL GIORNO
Non devi smettere di essere una ragazzina per diventare una donna. Hai solo bisogno di pensare quali persone vuoi avere intorno la prossima volta che decidi di far vedere la ragazzina che è in te.
JESSICA QUELLER, Gossip Girl, Stagione 4, episodio 7




Merja Virolainen  (Lapua, 7 maggio 1962), poetessa e traduttrice finlandese. Costumista, ha lavorato per il circo e il teatro dei burattini prima di laurearsi in filosofia. Tra i suoi temi prediletti l’amore carnale, i ricordi d’infanzia, l’esistenza senza amore e la problematica dell’identità.


domenica 18 luglio 2021

Ti ricordi di me?


TUA FORSSTRÖM

PENELOPE

1

Sono la moglie, reclusa.
Gli anni sono fuggiti come acqua,
una ci si abitua. È successo
che mi sono separata dalla mia attesa
e ho guardato i miei Pretendenti, negandoti.
Ho dimenticato me, ho dimenticato
le notti sotto le tue mani
come ci si dimentica di un sogno
finché non ritorna. Tanti anno sono passati
come istanti. C’è
un’attesa tale che ci si separa.


2

Quello che chiamiamo tempo
è talvolta addestrarsi
ai dubbi, alle assenze.
Quello che chiamiamo tempo
è forse infine rinunciare
Io dimentico! Dimentico
il suo nome!
La guerra deforma.
La memoria diminuisce.
Recludersi o essere reclusa
alla fine è uguale. Ma
che dire dell’abbraccio negato
come acqua versata?


3

Ossa capelli piume squame!
Gli anni passano allegri e si fa notte
Inviolabili sono le leggi dei minerali
nella terra, le superfici colorate si staccano:
sul volto incustodito che era quello del sogno
sul volto incustodito che era la maschera incustodita
dei sogni


4

Un corpo è uno scrigno che contiene
reliquie, ossa come porcellana
Io non sono ancora
vecchia, questo mi dà fastidio!
Tesso una tela. Stanotte
ho sognato una nave che andava alla deriva
verso una costa lontana
Ti ricordi di me? Chi
ritorna è sempre un altro
con le ombre della guerra sulla fronte,
con cicatrici d’oltremare
incise sul corpo
Chi ritorna com’era?
Quello che si perde è vero:
quello che si perde lo si serba
per sempre. Un’attesa,
un uomo. Ti ricordi di me?
Fai in fretta, se puoi.

(da I parchi, 1992)

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Ancora Penelope. Dopo il rimpianto letto da Ghiannis Ritsos, la nostalgia su cui ha puntato lo sguardo Katerina Anghelaki-Rooke, l’affermazione dell’indipendenza femminile sognata da Carol Ann Duffy, ecco una lettura psicologica da parte della poetessa finlandese Tua Forsström: è una Penelope che si macera nei dubbi, che si dibatte nell’ansia dell’attesa, incerta se cedere e dimenticare o resistere e mantenere viva la speranza del ritorno di Odisseo, irresolutezza che si propagherà del resto anche al ritorno dell’eroe omerico, prima della scena del riconoscimento nel libro XXIII dell’Odissea: “Creatura mia, il cuore nel mio petto è attonito: / non riesco né a dirgli parola, né a interrogarlo, / né a guardarlo nel viso. Ma se è davvero / Odisseo che in patria è tornato, oh molto bene / e facilmente potremo conoscerci: abbiamo per noi / dei segni segreti, che noi sappiamo e non gli altri”.

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SASSAN TABATABAI, "L'ATTESA DI PENELOPE"

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LA FRASE DEL GIORNO
Che cos'è l'attesa? Una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio. Che cos'è la sua realizzazione? Una freccia che oltrepassa il bersaglio
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SØREN KIERKEGAARD, Diario




Tua Birgitta Forsström (Porvoo, 2 aprile 1947), poetessa e scrittrice finlandese di lingua svedese. Vincitrice del Nordisk råds litteraturpris nel 1998 per la raccolta di versi Dopo aver passato una notte tra i cavalli, nel 2019 è stata eletta all'Accademia svedese.


mercoledì 3 febbraio 2021

Perforare l’universo


HELENA SINERVO

DONNE MERAVIGLIOSE NEL PARCO

Ha aperto e chiuso il cancello
ed è entrata nel parco
la visiera del casco aperta,
la giacca di pelle aperta

ha guardato come l'altra
scendeva dalla moto,
e la metteva sul suo cavalletto
vicino al luogo dove giocano i bambini

Gli alberi facevano ombra a loro,
alle bici nelle rastrelliere,
dietro sui tetti, il sole
sciacquava le lenzuola

Ha guardato gli attrezzi
le recinzioni di filo metallico,
le finestre aperte
la gente sui balconi

i solchi profondi del cielo
che con le guance incavate
aspettava il temporale autunnale
dopo una lunga e intensa calura

Lei guardava e si domandava
perché proprio questo parco
e non qualcun altro,
che strane coincidenze

l’avevano portata qui
attraverso paure e desideri
ad ascoltare gli echi
accanto al recinto di sabbia

Che forza ha scelto
il quartiere sudato,
e poi parcheggiare qui
sotto gli aceri

togliersi il ​​casco
e sorridere,
e, mentre le cornacchie gracchiano,
perforare l'universo

(da Odi per l’orecchio, 2003)

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La poetessa finlandese Helena Sinervo ricostruisce un’atmosfera pezzo dopo pezzo – un cortile, un parco giochi, gli aceri che fanno ombra in una giornata calda che però minaccia temporale -  raccontandoci quello che vede, per realizzare una sorta di puzzle in cui a deflagrare, insieme al gracchiare rauco delle cornacchie, è l’emozione della memoria.

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DIPINTO DI DAVID UHL

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LA FRASE DEL GIORNO
Il passato deve essere osservato un po' più da lontano che dalla spiaggia all'orizzonte. Qualcosa  appare,  qualcosa no, il resto è immaginazione.
HELENA SINERVO




Helena Sinervo (Tampere, 17 febbraio 1961) poetessa, scrittrice e traduttrice finlandese. Ha pubblicato tre romanzi, tre libri per bambini e undici raccolte di poesia, ottenendo nel 2004 il Premio Finlandia per la narrativa. Tra gli altri ha tradotto Elizabeth Bishop, Yves Bonnefoy e Stéphane Mallarmé.


mercoledì 30 settembre 2020

Piogge ostinate dappertutto


MÄRTA TIKKANEN

NEL BEL MEZZO DI UNA BASSA PRESSIONE

Nel bel mezzo di una bassa pressione
piogge ostinate dappertutto
le nuvole temporalesche si ammassano oltre il bosco
la pioggia attende il momento di iniziare a scaricarle

Come all’inizio di un’ubriachezza
lunghi giorni umidi ovunque
ma riesci a dormire quando cadi nel sonno

Non è mai così calma casa nostra

(da La storia d’amore del secolo, 1978)

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La poetessa finlandese di lingua svedese Märta Tikkanen dovette affrontare nella sua vita il problema dell’alcolismo del marito, che raccontò nella raccolta La storia d’amore del secolo. Il paragone tra la tempesta e l’ubriachezza calza perfettamente: agli inizi è solo una minaccia che si profila lontana, poi esplode in tutto il suo fragore.

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FOTOGRAFIA © MICHAEL OLSEN/UNSPLASH

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LA FRASE DEL GIORNO
Questa società / vive / della nostra cattiva coscienza.
MÄRTA TIKKANEN, La storia d'amore del secolo




Märta Eleonora Tikkanen nata Cavonius (Helsinki, 3 aprile 1935), poetessa finlandese di lingua svedese. Giornalista di Hufvudstadsbladet dal 1956 e in seguito insegnante di svedese, è celebre soprattutto per la raccolta autobiografica La storia d’amore del secolo e per il romanzo Gli uomini non possono essere stuprati.