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lunedì 24 novembre 2025

I denti del pianoforte


FRÉDÉRIC KIESEL

IL PIANOFORTE

Non credere
che i denti del pianoforte,
così bianchi, così lisci,
non mordano mai.
Di notte, quando la sala è vuota,
si vendicano.
Nei loro sogni, divorano
il pianista che li ha colpiti troppo forte.

(da Ça rime et ça rame: Anthologie thématique des poètes francophones de Belgique, 2006)

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Le poesie di Frédéric Kiesel parlano direttamente alla sensibilità del lettore, offrendo una  prospettiva originale, tenera e umoristica - in questo caso anche surreale - su un oggetto o un suo dettaglio: la sua ispirazione poetica si radica nella contemplazione degli elementi fornendo una chiave di lettura per i sentimenti e per la vita stessa.

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VLADIMIR KUSH, "SONATA AL CHIARO DI LUNA"

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  LA FRASE DEL GIORNO   

La musica non finisce chiudendo il pianoforte.
STANISŁAW JERZY LEC, Pensieri spettinati

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Frédéric Kiesel (Arlon, 24 febbraio 1923 - Bruxelles, 15 febbraio 2007), poeta, scrittore e giornalista belga. Indipendente da qualsiasi scuola di pensiero e lontano da qualsiasi progetto astratto, con pazienza, umorismo, calma e attenzione al passare del tempo, esplora la sottigliezza dei sentimenti e delle sensazioni.


sabato 8 febbraio 2025

L’acqua tra i miei palmi


LILIANE WOUTERS

UNA VOLTA, UNA SOLA VOLTA

Una volta, una sola volta,
L'acqua tra i miei palmi,
L'ombra del fico sopra la mia casa

Una volta, una sola volta,
L'acqua sulla mia lingua, il bagliore del sole
Tra le mie dita.

Ho vissuto, qualunque cosa accada,
Questo momento d'aria e di luce,
Questa pienezza di sete.

(da Diario dello scriba, 1990)

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"Io ho soltanto guardato l'acqua / che passa dicendo che tutto scorre. / Io ho soltanto cercato il fuoco / che brucia dicendo che tutto si consuma". Che accada: questo è importante, anche una sola volta. Che l'emozione esploda, che la sensazione si espanda. La poetessa belga Liliane Wouters teorizza la piena manifestazione dell'istante meraviglioso come appagamento di vita.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Povera e mortale, io sono la sovrana / del mio dominio interiore. Solo io ho / il diritto di respirare, lo spazio della / mia libertà…
LILIANE WOUTERS, Cambiare scorza

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Liliane Wouters, (Ixelles, 5 febbraio 1930 – Gilly, 28 febbraio 2016), poetessa, drammaturga, traduttrice e saggista belga di lingua francese. La sua poesia è all’insegna del “grido controllato”, rigorosa, precisa ed elegante, generalmente espressa in brevi componimenti ricchi di immagini e di musicalità.


martedì 24 settembre 2024

Al sole della tenerezza


LUCIE SPÈDE

FRUTTI

La bambina
la sua guancia mela
fresca.
Nel palmo della mia mano
si scalda
al sole
della tenerezza

(da Parole di mele, 2010)

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Un gesto di tenerezza: la mano che accarezza la guancia diventa poesia in pochissime pennellate nei versi della poetessa belga Lucie Spède, cui bastano un paio di semplici metafore, la liscia rotondità della mela e il calore del sole.

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EMILE MUNIER, "LA GIOVINEZZA"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Qualcosa di più di una preghiera è la tenerezza.
GLORIA FUERTES, Storia di Gloria

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Lucie Spède (Etterbeek, 27 settembre 1936 – 10 gennaio 2010), scrittrice e poetessa belga di lingua francese. Ha pubblicato una decina di raccolte di poesia, racconti e prosa. È stata definita “poesia fatta donna” e i suoi versi, se economizzano le parole, rivelano altresì un’ardente vita interiore.


martedì 2 aprile 2024

Guy Goffette


Il poeta belga Guy Goffette si è spento a Parigi il 29 marzo. Nato  a Jamoigne, nel sud della Vallonia, nel 1947, ha rappresentato una figura emblematica della poesia francofona contemporanea ed era un poeta la cui opera era parte di una ricerca di bellezza e verità, che esplorava i contorni dell'esperienza umana attraverso un’acuta sensibilità. Goffette ha sempre amato giocare con le forme poetiche, esprimendo una predilezione per la leggerezza e la cadenza ripetitiva del distico, ma anche per il verso quindicinale. Quella che può apparire solo una scelta formale, in realtà lo aiuta a dare profondità e musicalità alla sua poesia.

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FOTOGRAFIA DA PLUM POETRY

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IL SOLE FA SCIVOLARE LA MANO

Il sole fa scivolare la mano
attraverso il fogliame del giorno
e lancia sull’ammattonato
la moneta del nostro pezzo
Assolo d’ombre e di voce
affinché vi troviamo
la forza di scambiare
il presente per il futuro
come un bambino con i suoi occhi
e somigliamo abbastanza agli uccelli
per credere all’albero fraterno
che ci spartiamo

(da Solo d’ombres, 1983 – in Poesia n. 197 Settembre 2005 – Trad. Chiara De Luca)

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L’ATTESA

Se vieni per restare, lei dice, non parlare.
Bastano pioggia e vento sopra le tegole,
basta il silenzio accumulato sopra i mobili
come polvere dopo secoli senza te.

Ancora non parlare. Ascolta ciò ch’è stato
lama nella mia carne: ogni passo, un ridere lontano,
l’abbaiare di un cane, lo sportello che sbatte
e questo treno che non finisce mai di passare

sulle mie ossa. Rimani senza parole: non c’è nulla
da dire. Lascia che la pioggia ridiventi pioggia
e il vento questa marea sotto le tegole, lascia

il cane gridare il suo nome nella notte, lo sportello
sbattere, andarsene lo sconosciuto in quel luogo vuoto
dove io morirò. Rimani se vieni per rimanere.

(da La Vie promise, 1991, Traduzione di Marcello Comitini)

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Altre poesie di Guy Goffette sul Canto delle Sirene:



  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia è un sentimento, uno strappo interiore.
GUY GOFFETTE, La Libre, 22 novembre 2021

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Guy Goffette (Jamoigne, 18 aprile 1947 – Parigi, 29 marzo 2024), poeta e scrittore belga. Yves Bonnefoy lo ha battezzato “erede di Verlaine”, capace di mantenere “le cose semplici, meravigliosamente in grado di catturare le emozioni e i desideri comuni a tutti noi”. Le sue poesie ricercano la bellezza


giovedì 29 febbraio 2024

Liegi al mattino


LUCIEN CHRISTOPHE

LIEGI

Liegi al mattino sotto le colline
ride in una sciarpa di vapori,
la più tenera e la più bella allegria
riluce nei suoi occhi beffardi.

Il tuo vestito grigio è ancora nuovo
o cara città e mia emozione.
Ti accarezzerei se il tuo fiume
Non ti accarezzasse meglio di me.

(da Poesie, 1963)

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Liegi, città francofona del Belgio, è situata sulle rive della Mosa e del suo affluente Ourthe, che scorrono tra ripide colline. Il poeta belga Lucien Christophe rende omaggio al suo aspetto aristocratico, ai bei viali che costeggiano il fiume, ai suoi meravigliosi giardini.

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JEAN CAMBRESIER, "IN RIVA ALL'ACQUA"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

In una città, come nel mare, bisogna identificarsi, per vedere realmente.
ANNA MARIA ORTESE, La lente scura

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Lucien Christophe (Verviers, 1° marzo 1891 - Watermael-Boitsfort, 10 settembre 1975), poeta e saggista belga di lingua francese. L'Accademia di Francia gli ha conferito il premio della lingua francese nel 1968 per la sua opera omnia. La sua poesia, segnata dall’esperienza della Prima Guerra mondiale, è attraversata da una vena naturista.


sabato 10 febbraio 2024

Del sale sulla coda


ACHILLE CHAVÉE

SEGUENDO IL CONSIGLIO

Seguendo il consiglio
ho messo del sale
sulla coda del meraviglioso uccello
della mia infanzia
e avendolo catturato
me ne nutro per tutta la vita

Allora sapevo di essere Zen l'uccellatore,
come una spugna viene strappata
dal fondo dell'oceano
e finisce per lavare via l'immagine della sfortuna

(da L'agenda di smeraldo, 1969)

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Scherzosamente, si dice ai bambini che, se vogliono catturare gli uccellini, devono mettere un pizzico di sale sulla loro coda. Naturalmente, al minimo avvicinarsi, al minimo movimento, l’uccellino vola via. Il poeta belga Achille Chavée parte da questo detto per eseguire un recupero dell’infanzia, per nutrirsi della sua purezza e della sua ingenuità.


DIPINTO DI FRANK GONZALES

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La nostra vita / come un chicco di grano / che germoglia / nel regno del futuro.
ACHILLE CHAVÉE, Di neve rossa

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Achille Chavée (Charleroi, 6 giugno 1906 - La Hestre, 4 dicembre 1969), poeta surrealista belga di lingua francese. Dopo la clandestinità della seconda guerra mondiale, partecipò al surrealismo rivoluzionario del gruppo “Haute nuit”. Nelle sue opere trasfigura i temi più banali della quotidianità con l'accumulo lirico delle immagini suggeritegli dalla scrittura automatica.


giovedì 25 gennaio 2024

L’aria è uguale per tutti


LILIANE WOUTERS

GRANELLI DI SABBIA

Gli innumerevoli granelli di sabbia
le stelle indomabili
e io lì dentro, e io
tra questi miliardi di esseri umani?

Guarda le linee della tua mano,
Guarda le impronte delle tue venti dita.
Nessuna è uguale. L'essere umano
è unico ogni volta.
L'aria è uguale per tutti
e l'acqua dei pozzi è la stessa
e la terra dove camminiamo.

Ma il fuoco che arde nel profondo
di te, finché ti terrà in vita,
è tuo, semplicemente tuo.

(da L'aloe, 1983)

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"Tra il nascere e il morire, un tempo da vivere" scrive la poetessa belga Liliane Wouters. E si meraviglia di questo suo essere viva e diversa da tutti quanti gli altri esseri umani, di essere un granello di sabbia tra miliardi di altri granelli, arrivando a comprendere che "Non coglierò che un granello / di sabbia del destino, / Per coglierlo, io sono nata".

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ILLUSTRAZIONE DI CATRIN WELZ-STEIN

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Qualunque cosa accada, avrò vissuto / questo momento di aria e luce, / questa pienezza di sete.
LILIANE WOUTERS, Diario dello scriba

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Liliane Wouters, (Ixelles, 5 febbraio 1930 – Gilly, 28 febbraio 2016), poetessa, drammaturga, traduttrice e saggista belga di lingua francese. La sua poesia è all’insegna del “grido controllato”, rigorosa, precisa ed elegante, generalmente espressa in brevi componimenti ricchi di immagini e di musicalità.


mercoledì 24 gennaio 2024

Due pezzi di sole


MAURICE CARÊME

IL GATTO E IL SOLE

Il gatto apre gli occhi,
Il sole vi entra.
Il gatto chiude gli occhi,
Il sole vi resta

Ecco perché, la sera,
quando il gatto si sveglia,
scorgo nel buio
due pezzi di sole

(da L'Arlecchino, 1970)


Il Tapetum lucidum è uno strato riflettente posto subito dietro la retina degli occhi di molti vertebrati. Riflette la luce verso la retina, aumentando la quantità di luce che può essere catturata dalla retina stessa, aumentando la capacità visiva in condizioni di bassa luminosità. Detto così, è, ad esempio per l’occhio del gatto, quello che si può dire scientificamente. Ma si può dire anche in poesia, come ha fatto il poeta belga Maurice Carême: negli occhi dei gatti sono imprigionati due piccoli soli.

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FOTOGRAFIA © LICHTMAGNET/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il gatto / vuole solo esser gatto / ed ogni gatto è gatto / dai baffi alla coda, /dal fiuto al topo vivo, / dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.
PABLO NERUDA, Odi elementari

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Maurice Carême (Wavre, 12 maggio 1899 – Anderlecht, 13 gennaio 1978), poeta e scrittore belga di lingua francese. Conosciuto per il suo stile semplice e per numerose poesie per bambini, prese parte agli eventi letterari di contorno alle Olimpiadi di Anversa del 1928.


lunedì 22 gennaio 2024

Il molo degli oggetti smarriti


RENÉ PURNAL

GIOCHI DI CIRCOSTANZA

Trentasei giorni che viaggiamo,
Il treno frantuma un’aria senza tempo,
Molte più mosche che ombre,
Siamo stufi del paesaggio.

- Potresti dirmi, mia cara,
Dov'è il molo
degli  oggetti smarriti?

Ah! la luce è così perfetta!
Ah! Tutto sta diventando troppo difficile!
Cosa mi importa della vita non ancora nata?
Se non riesco a trovarvi asilo

Per i miei sogni che non esistono più?

(da Cocktail, 1922)

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René Purnal, poeta belga pubblicò solo un numero limitato di poesie tra il 1921 e il 1925. Influenzato dallo spirito Dada, rivoluzionario e nichilista, praticò però l'immagine onirica e l'insolenza che diventerà caratteristica del Primo Surrealismo. In questi versi presenta un percorso sospeso tra le difficoltà del viaggio e la bellezza effimera del sogno.

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ROBERT LADUKE, "STREAMLINE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Lasciamo che gli altri si preoccupino / Di modellare l'epoca come vogliono, / Vedo solo l'imperituro, / Io, per curarmi da questa sera..
RENÉ PURNAL, Cocktail

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René Purnal (Tournai, 24 settembre 1898 – Draveil, Francia, 3 luglio 1970), poeta belga francofono. Autore di un numero limitato di poesie tra il 1921 e il 1925, fu vicino ai Dada e ai Surrealisti, facendo prevalere l’immagine onirica. Morì solo e dimenticato in sanatorio.


martedì 3 ottobre 2023

Di fronte al mare


ESTHER GRANEK

EVASIONE

E sarò di fronte al mare
che verrà a bagnare i ciottoli.
Carezze d'acqua, di vento e d’aria.
E di luce. Di immensità.
E in me sarà il deserto.
Entrerà solo il cielo leggero.

E sarò di fronte al mare
che verrà a battere gli scogli.
A schiaffeggiarli. A sferzarli. Usando la pietra.
A colpirli. A insinuarsi. Selvaggio.
E in me sarà il deserto.
Nessun cielo tormentato entrerà.

E sarò di fronte al mare,
statua di carne e cuore di legno.
E farò il deserto in me.
Che importerà il tempo? Scuro o chiaro…

(da Dal pensiero alle parole, 1997)

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Davanti al mare è più facile raggiungere il silenzio interiore, davanti all’elemento vivo, alle onde che spazzano il litorale e che si infrangono sugli scogli. Ha ragione la poetessa belga-israeliana Esther Granek: riusciamo finalmente ad evadere dalla “pesantezza” delle nostre vite, a raggiungere la pace interiore in quella leggerezza.

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FOTOGRAFIA © ENGIN AKYURT/PIXABAY

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Nel cavo della conchiglia / venga l'ora limpida / raccoglierò il mare / e te lo offrirò.
ESTHER GRANEK, Inseguo la mia ombra

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Esther Granek (Bruxelles, (7 aprile 1927 – Tel Aviv, Israele, 9 maggio 2016), poetessa belga-israeliana di lingua francese. I suoi versi prendono in giro mode e convenzioni, seducono per la loro fantasia e libertà. Con una grazia molto personale esplora i temi della nostalgia dell'infanzia, della felicità passata, delle stagioni indimenticabili, dei sogni ad occhi aperti, della moralità e dell'amore.


sabato 26 agosto 2023

Nelle linee della tua mano


ESTHER GRANEK

RIPARO

Nelle linee della tua mano
per compiacermi voglio vedere
che niente ci separa
e che abbiamo lo stesso destino.

Nelle linee della tua mano
cercando scopro
I segni beneauguranti
di ciò che mi si addice.

Nel cavo del tuo palmo
dove la mia mano si accoccola
trovo il mio rifugio
morbido e calmo. Come un balsamo.

(da Ballate e riflessioni a modo mio, 1978)

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Il sogno d’amore della poetessa belga-israeliana Esther Granek è quello di condividere il destino, di realizzare nell’unione una simbiotica fusione in cui trovare riparo, in cui sentirsi al sicuro.


IMMAGINE © BING IA

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  LA FRASE DEL GIORNO   

Sembra che per fiorire / devi innanzitutto definire te stesso.
ESTHER GRANEK, Sintesi

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Esther Granek (Bruxelles, (7 aprile 1927 – Tel Aviv, Israele, 9 maggio 2016), poetessa belga-israeliana di lingua francese. I suoi versi prendono in giro mode e convenzioni, seducono per la loro fantasia e libertà. Con una grazia molto personale esplora i temi della nostalgia dell'infanzia, della felicità passata, delle stagioni indimenticabili, dei sogni ad occhi aperti, della moralità e dell'amore.


lunedì 20 febbraio 2023

Giardiniere dell’istante perduto


GUY GOFFETTE

O. MANDEL’ŠTAM

Al lettore sconosciuto
ho designato non il verso liscio
ma la sua cesura
questa breccia nel muro dei venti
dove resto
un mazzo di rose in mano
giardiniere dell’istante perduto
e ragioniere infinito
della luce inconsolabile
sotto la palpebra del cieco.

(da Elogio di una cucina di provincia, 1988)

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Il poeta russo Osip Mandel’štam è molto apprezzato dai “colleghi”: sul blog c’è già il tributo di Adam Zagajewski; Paul Celan lo definì con sole tre parole: “Mandel’štam: / vetro, fiato, scritto”. Questo è il tributo del poeta belga Guy Goffette, che fa suoi certi stilemi del russo.

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M. A. REILLY, "OSIP MANDEL’ŠTAM"
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  LA FRASE DEL GIORNO 

I poeti hanno sempre ragione. La storia è dalla loro parte.
OSIP MANDEL’ŠTAM

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Guy Goffette (Jamoigne, 18 aprile 1947) poeta e scrittore belga. Insegnante, libraio, editore, vive e lavora a Parigi. Yves Bonnefoy lo ha battezzato “erede di Verlaine”, capace di mantenere “le cose semplici, meravigliosamente in grado di catturare le emozioni e i desideri comuni a tutti noi”.


domenica 5 febbraio 2023

Del tuo passaggio


LILIANE WOUTERS

COSA RESTA?

Cosa resta del tuo passaggio, Ulisse?
Il canto greco che ci abbeverò,
Ulisse! Così avrei potuto dire
Cesare o Annibale. Scivola il tempo
lento sul corso delle loro gesta,
tram non chiamato Desiderio ma
Nebel. Nebel und Nacht. E la fama?
Ho freddo fin nelle ossa. È appassito
il mio bell’arancio. Tutto passa.
Tutto è passato. Siamo ancora là
come vi furono Cesare, Ulisse,
la Regina. Quale? Tutto svanisce
(scorre, diceva un altro con ragione).
E io dico: del tuo passaggio, Ulisse,
(o Dupont), cosa resta? Le stagioni
di una volta, con o senza le nevi.
I tratti di Ulisse (o di Durand). Saffo
ci ha lasciato soltanto un po’ di erba,
la pulzella Giovanna solo cenere.
Chiudila qui, non pensarci, Liliane.
Lo so. Ma vedo i miei giorni fuggire
e presto sarò nel corteo dei Cesari,
degli Ulissi, dei Dupont, preposti
a cercare le nevi di una volta.

(da L’aloe, 1983)

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La poetessa belga Liliane Wouters medita sul passaggio del tempo – anzi, sul suo  scorrere secondo  il celebre panta rei eracliteo. Tutto svanisce, tutto viene inghiottito dal suo flusso: Ulisse, Cesare, Annibale, Saffo, re e regine, eroi ed eroine. Da notare due riferimenti: il “Tram chiamato Desiderio” è naturalmente il dramma di Tennessee Williams, “Nacht und Nebel” qui curiosamente rovesciato è il nome in codice delle “direttive per la persecuzione delle infrazioni contro il Reich o contro le forze di occupazione nei territori occupati.

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DIPINTO DI RAFAL OLBINSKI
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  LA FRASE DEL GIORNO 

Che mi importano luogo, durata, / se continuo ad assicurarmi / di serbare per sempre l’istante.
LILIANE WOUTERS, L’aloe

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Liliane Wouters, (Ixelles, 5 febbraio 1930 – Gilly, 28 febbraio 2016), poetessa, drammaturga, traduttrice e saggista belga di lingua francese. La sua poesia è all’insegna del “grido controllato”, rigorosa, precisa ed elegante, generalmente espressa in brevi componimenti ricchi di immagini e di musicalità.



lunedì 23 gennaio 2023

Le betulle


LUCIE SPÈDE

RITRATTO

Le betulle
hanno  occhi
bracciali
rughe
brividi per l'acqua gelida
che scorre sotto la loro pelle
bianca e grigia

(da Parole di mele, 2010)

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Ritratto di betulla in un esterno: la poetessa belga Lucie Spède, sempre parca di parole e misurata, dipinge un acquarello invernale con poche pennellate antropizzando gli alberi e attribuendovi caratteristiche, ornamenti e sensazioni umane.

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KEN CRAWFORD, "BETULLE IN INVERNO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

E vede, biondo, con un volto sorridente, / una betulla bianca davanti al suo portico, / e si rallegra di essa, come una ragazza amata / con la sua bellezza inesprimibile.
YURI VERKHOVSKY




Lucie Spède (Etterbeek, 27 settembre 1936 – 10 gennaio 2010), scrittrice e poetessa belga di lingua francese. Ha pubblicato una decina di raccolte di poesia, racconti e prosa. È stata definita “poesia fatta donna” e i suoi versi, se economizzano le parole, rivelano altresì un’ardente vita interiore.


giovedì 21 luglio 2022

Le conosco tutte


LUCIE SPÈDE

EVE

Ogni Fedra
Penelope
e Pasifae

ogni Sultana
Shahrazād
e Salomè

ogni Montaigu
Melisande
Montespan
e Melusina

ogni Eloisa
Agnese
Giovanna
e Messalina

ogni Labé
Viviana
Rossana
ogni Pizia
ed Emma

ogni Teresa di Lisieux
Desqueyroux
d'Avila

ogni Sarah
Duncan
e Colette

ogni Violetta
Leduc, Violain
Vivien

ogni Andromaca
Blandina
ogni monaca
ogni sgualdrina

le conosco tutte
nelle mie gambe di ferro
e nella mia anima di lino.

(da Eve, poesie, 1986)

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Il femminile appartiene ad ogni donna, dice la poetessa belga Lucie Spède, e lo fa mettendo in fila un elenco che, sin dal titolo, presenta molte sfaccettature diverse di donne: eroine, personaggi letterari, scrittrici, poetesse, protagoniste di opere liriche, della scena teatrale, del cinema, del mito, della storia, della mistica, fino alle opposte anonime della penultima strofa.

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FOTOGRAFIA © KELLEPICS/PIXABAY

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LA FRASE DEL GIORNO
Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?
VIRGINIA WOOLF, Una stanza tutta per sé




Lucie Spède (Etterbeek, 27 settembre 1936 – 10 gennaio 2010), scrittrice e poetessa belga di lingua francese. Ha pubblicato una decina di raccolte di poesia, racconti e prosa. È stata definita “poesia fatta donna” e i suoi versi, se economizzano le parole, rivelano altresì un’ardente vita interiore.


giovedì 21 ottobre 2021

Werner Lambersy


Lunedì scorso è morto a Parigi alla soglia degli ottant’anni il poeta belga Werner Lambersy: nato da famiglia di lingua fiamminga, scelse di scrivere in francese come atto di resistenza e di ribellione contro il padre, arruolatosi nelle SS e rimasto in prigione durante la gioventù di Werner, emblema inconscio che guidò tutta la sua scrittura. Lambersy importò dai suoi viaggi in Oriente una visione cosmogonica nella sua poesia: i culti greci e romani, le filosofie indiane e giapponesi, il senso pratico del pensiero cinese a dispetto di ogni speculazione intellettuale. Riuscì così ad amalgamare la cultura occidentale, qualificando con essa il suo stile, e quella orientale, attingendo al formalismo e al paradossale.

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DISSE AL MARE

Disse al mare
ritirati

e alle isole e ai venti

e tutte le cose
si ritirarono

Disse al vento: vattene

E sapeva
che avrebbe dovuto guardare
questo all’infinito

allora lasciò entrare
in sé
il nuovo inizio
di cui ignorava tutto

se non
un brivido d’amore
la cui luce sembra di fronte

(da L’arco e la campana, 1988)

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ED È DI VIVERE

Ed è di vivere
che si tratta

Di agitarsi senza fretta

Ritmi e cadenze
senza rompere l’onda

Essere la velocità esatta
con cui si muove il suono
essere nelle condizioni
della magnifica luce

(da L’eternità è un battito di ciglia, 2004)

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ANNIBALE

Attraversa le Alpi
con gli elefanti

davanti la tazza di caffè
per questa mattina
nevosa

sento
barrire le loro sirene di
nave

che scambiano
l’azzurro per l’oceano e
l’orizzonte per

il limite dell’Africa

questo mi fa
venire voglia di tornare
a letto

per sognare l’Italia
delle tue gambe

l’Umbria e la Toscana
dei tuoi fianchi

e a Roma
in mezzo al tuo Tevere

(da La perdita di tempo – Non possiamo spendere i centesimi, 2015)

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Di Werner Lambersy sul Canto delle Sirene:

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LA FRASE DEL GIORNO
Solo / quelli che ascoltano / il fiume ripetersi / conoscono una poesia infinita.
WERNER LAMBERSY, Komboloi




Werner Lambersy, (Anversa, 16 novembre 1941 – Parigi, 18 ottobre 2021), poeta belga di lingua francese. Scelse di non scrivere in fiammingo per protestare contro il padre nazista. La sua poesia, raccolta in più di 70 opere, è influenzata dalle filosofie orientali, in particolare dell’India e del Giappone.


martedì 5 ottobre 2021

L’autunno nei boschi


MAURICE CARÊME

L’AUTUNNO

L'autunno nei boschi
suona l'armonica.
Che gioia nelle foglie!
Danzano al braccio
del vento che le porta via.
Dicono che sono morte,
ma nessuno ci crede.
L'autunno nei boschi
suona l'armonica.

(da La lanterna magica, 1947)

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Maurice Carême è poeta dalle parole semplici ma non forzatamente facili, sorrette da una gioia di vivere che non manca però di una certa serietà riflessiva - questa attenzione all’elementarità deriva probabilmente al fatto che fino al 1943 insegnò alle scuole primarie. Dunque, così rappresenta la danza delle foglie d’autunno, il loro veleggiare e vorticare nei boschi, sospinte dal vento, così piene di vita nonostante si siano staccate dall’albero.

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FOTOGRAFIA © KIDI

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LA FRASE DEL GIORNO
In autunno le forme acquistano una plastica maturità – la primavera è pittrice, l'autunno è scultore.
ERNST JÜNGER, Il contemplatore solitario




Maurice Carême (Wavre, 12 maggio 1899 – Anderlecht, 13 gennaio 1978), poeta e scrittore belga di lingua francese. Conosciuto per il suo stile semplice e per numerose poesie per bambini, prese parte agli eventi letterari di contorno alle Olimpiadi di Anversa del 1928.


domenica 5 settembre 2021

Sul mare grigio


MAURICE CARÊME

PIOGGIA SUL MARE

Sul mare grigio piove con grande dolcezza.
Non c’è più né porto né mare né cielo.
Si direbbe che la pioggia fugga a sorpresa
dalle mani stesse di Dio.

Ogni onda si muove con un tale silenzio
che la si intuisce dal candore della schiuma,
bagliore mal trattenuto di un’ala d’angelo
di cui si stendono le ali.

(da Ça rime et ça rame, antologia tematica dei poeti francofoni del Belgio, 1985)

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La pioggia che cade sul mare: il poeta belga di lingua francese Maurice Carême rileva l’emozione malinconica che dipinge ogni cosa di un uniforme grigiore cancellando le forme e le distanze, costringendo ad aguzzare la vista per scorgere le onde, divenute soltanto un diafano bagliore.

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FOTOGRAFIA © WALLHERE

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LA FRASE DEL GIORNO
Sembra che si sentano / piovere gli anni / che portano via dolcemente / le acque del tempo.
MAURICE CARÊME




Maurice Carême (Wavre, 12 maggio 1899 – Anderlecht, 13 gennaio 1978), poeta e scrittore belga di lingua francese. Conosciuto per il suo stile semplice e per numerose poesie per bambini, prese parte agli eventi letterari di contorno alle Olimpiadi di Anversa del 1928.


mercoledì 14 luglio 2021

Il colpo di straccio


LILIANE WOUTERS

RICORDI

Ricordi, sono i miei amici
così cari, partiti in fretta,
ricordi, sì, è la parola,
questi volti nelle fotografie,
questi destini che tessono la loro storia
in segreto intorno alla mia vita.

Sulla lavagna della mia memoria
non ritrovi più i loro tratti:
il colpo di straccio del passato
li ha cancellati per sempre.

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Oblio e memoria: la poetessa belga Liliane Wouters medita con un amaro fatalismo su questi elementi legati al passato, ricordando il passaggio nella sua vita di persone che le sono state care e contemporaneamente quell’incompletezza del vivere che è caratteristica di fondo della sua poetica: “Luogo, durata, ah, che mi importa, / tutto va sullo stesso treno. / Non coglierò che un granello / di sabbia del destino, /per coglierlo, io sono nata”.

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ÉDOUARD VUILLARD, "LA SIGNORA VUILLARD A COLAZIONE A LA TOQUADE"

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LA FRASE DEL GIORNO
Scrutare una foto fa male: / come rovistare nella sabbia.
LILIANE WOUTERS




Liliane Wouters, (Ixelles, 5 febbraio 1930 – Gilly, 28 febbraio 2016), poetessa, drammaturga, traduttrice e saggista belga di lingua francese. La sua poesia è all’insegna del “grido controllato”, rigorosa, precisa ed elegante, generalmente espressa in brevi componimenti ricchi di immagini e di musicalità.


domenica 21 giugno 2020

Un granello di sabbia


LILIANE WOUTERS

CHE MI IMPORTANO LUOGO, DISTANZA

Che mi importano luogo, durata,
se continuo ad assicurarmi
di serbare per sempre l’istante.
Secondo o secoli, quanto
il vento trascina sulla sua strada.
Luogo, durata, ah, che mi importa,
tutto va sullo stesso treno.
Non coglierò che un granello
di sabbia del destino,

Per coglierlo, io sono nata.


(da L’aloe, 1983)

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C’è un’ossessione dello scorrere del tempo e del senso della vita nei versi della poetessa belga Liliane Wouters: “Niente, niente, nemmeno se detraiamo / Le vacche magre, gli anni da cani. / Avrò vissuto quel giorno, quel secondo. /Era troppo poco, ma non era niente”. Immersa nel perenne presente dell’istante, si strugge in questa fuga del secondo nell’eternità.

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FOTOGRAFIA © SINTHEX/PIXABAY

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LA FRASE DEL GIORNO
Gli innumerevoli granelli di sabbia / le stelle indomabili / e io là dentro, e io / tra questi miliardi di umani?
LILIANE WOUTERS




Liliane Wouters, (Ixelles, 5 febbraio 1930 – Gilly, 28 febbraio 2016), poetessa, drammaturga, traduttrice e saggista belga di lingua francese. La sua poesia è all’insegna del “grido controllato”, rigorosa, precisa ed elegante, generalmente espressa in brevi componimenti ricchi di immagini e di musicalità.