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sabato 28 febbraio 2026

La notte è di più


MARIA GABRIELA LLANSOL

TORNO A LETTO

Torno a letto.
Bevo l'acqua che sono andata a prendere in cucina
Tutto dorme.
Sono io.
Sei tu.
È la stanza.
Te lo dirò domani.
Che la notte è di più. La amo profondamente,
senza appassionarmi a lei.

(da L'inizio di un libro è prezioso, 2003)

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La notte ha una specie di densità mistica, un'atmosfera in cui non esiste la fretta del fare che accompagna il giorno. E la poetessa portoghese Maria Gabrella Llansol la apprezza come se il silenzio della stanza fosse l'unico luogo in cui l'identità incontra il momento presente.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La notte trasforma in canti le grida aspre del giorno.
NICOLÁS GÓMEZ DÁVILA, Pensieri antimoderni

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Maria Gabriela Llansol Nunes da Cunha Rodrigues Joaquim (Lisbona, 24 novembre 1931 – Sintra, 3 marzo 2008), poetessa, scrittrice e traduttrice portoghese. La sua scrittura, non lineare e non sequenziale, si svolge ai margini del linguaggio e al di fuori dell'universo istituzionale e mediatico della letteratura.


mercoledì 28 gennaio 2026

Sii completo


FERNANDO PESSOA

PER ESSERE GRANDE, SII INTERO

Per essere grande, sii intero:
niente di te esagera o escludi.
Sii completo in ogni cosa. Poni
quanto sei
nel minimo che fai.
Così in ogni lago la luna intera
splende, perché alta vive.

14-2-1933

(da Odi di Ricardo Reis, 1924 - Traduzione di Pietro Ceccucci)

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È Ricardo Reis a parlare, uno degli eteronimi del poeta portoghese Fernando Pessoa:  ispirato dalla chiarezza, dall'equilibrio e dall'ordine del suo spirito classico greco-latino, cerca di raggiungere la pace e l'equilibrio senza sofferenza, attraverso l'autodisciplina e l'epicureismo. La pienezza esistenziale è dunque il fine cui mirare, accettandosi ed essendo se stessi in ogni cosa.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La vita è un viaggio sperimentale  fatto involontariamente. È un viaggio dello spirito attraverso la materia.
FERNANDO PESSOA, Odi di Ricardo Reis

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Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – 30 novembre 1935),  poeta, scrittore e aforista portoghese, considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, diede l’avvio al Modernismo nel suo paese. In poesia si scompose in varie altre personalità, contrassegnate da diversi eteronomi, ognuno con un suo stile.


sabato 3 gennaio 2026

Futile promessa del giorno


FERNANDO PESSOA

STANCA ESSERE, SENTIRE FA MALE

Stanca essere, sentire fa male, pensare distrugge.
Estranea a noi, in noi e fuori,
frana l'ora, e tutto in essa frana.
Inutilmente l'anima piange.

A cosa serve? E cosa deve servire?
Abbozzo pallido e lieve
del sole invernale che ride sul mio letto...
Vago sussurro breve.

Delle piccole voci con cui il mattino si desta,
della futile promessa del giorno,
morta sul nascere, nella speranza assurda e remota
nella quale l'anima confida.

1° gennaio

(da Poesie inedite, 1956 - Traduzione di Luigi Panarese)

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"Sono solo, solo come nessuno mai fu, / vuoto dentro senza un prima né un poi": il poeta portoghese Fernando Pessoa, da ortonimo in questo caso e non per voce di uno dei suoi tanti alter ego, il giorno di Capodanno del 1921 è preda ancora una volta di quel "dolore dell'essere" provato nella ricerca della propria dimensione.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non sono niente. /  Non sarò mai niente. / Non posso voler essere niente. / A parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo.
FERNANDO PESSOA, Poesie di Álvaro de Campos

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Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – 30 novembre 1935),  poeta, scrittore e aforista portoghese, considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, diede l’avvio al Modernismo nel suo paese. In poesia si scompose in varie altre personalità, contrassegnate da diversi eteronomi, ognuno con un suo stile.


martedì 25 novembre 2025

Chi le ascolta?


EUGÉNIO DE ANDRADE

LE PAROLE

Le parole sono come il vetro.
Alcune sono un pugnale,
un incendio.
Altre,
solo rugiada.

Arrivano segrete, piene di memoria.
Navigano insicure:
barche o baci,
le acque tremano.

Indifese, innocenti,
leggere.
Sono intessute di luce
e sono la notte.
E persino
i paradisi verde chiaro ricordano ancora.

Chi le ascolta? Chi
le raccoglie, così,
crudeli, disfatte,
nei loro gusci puri?

(da Cuore del giorno, 1958)

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Il valore delle parole, la loro polisemia, ovvero la capacità di portare più significati, soprattutto in poesia, è al centro di questa riflessione poetica di Eugénio de Andrade. Il poeta portoghese con il consueto intreccio di rigore e di emozione riconosce che In realtà sono come gusci vuoti di conchiglie che il lettore può riempire con le sue esperienze.

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VLADIMIR KUSH, "METAMORFOSI"

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  LA FRASE DEL GIORNO   

Una parola è come una nota che ne cerca un'altra per un accordo perfetto.
EUGÉNIO DE ANDRADE

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Eugénio de Andrade, pseudonimo di José Fontinhas Rato (Póvoa do Atalaia, 19 gennaio 1923 – Porto, 13 giugno 2005), poeta e scrittore portoghese, tradusse García Lorca, Borges, Saffo e Ritsos. Della sua opera José Saramago disse che è una "poesia del corpo cui si arriva attraverso una depurazione continua”.


mercoledì 15 ottobre 2025

Talento


FERNANDO PESSOA

QUESTA SPECIE DI PAZZIA

Questa specie di pazzia
che è poco chiamar talento
e che brilla in me, nell’oscura
confusione del pensiero,
felicità non mi porta;
perché, alla fine, sempre ci sarà
sole e ombra sulla città.
Ma in me non so quel che c’è.

(da Poesie, Passigli, 1994 - Traduzione di Luigi Panarese)

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La misteriosa oscurità dell'ispirazione poetica, quasi una inattesa rivelazione: Fernando Pessoa, qui nella sua versione ortonima,  esplora questa confusione creativa senza riuscire a venirne a capo, la ritiene addirittura fonte di infelicità, pur essendo necessariamente qualche sorta di talento.

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DANIEL LANNES, "RITRATTO DI FERNANDO PESSOA"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Non ho ambizione, non ho desiderio. Essere poeta non è un'ambizione, è il mio modo di essere solo.
FERNANDO PESSOA

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Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – 30 novembre 1935),  poeta, scrittore e aforista portoghese, considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, diede l’avvio al Modernismo nel suo paese. In poesia si scompose in varie altre personalità, contrassegnate da diversi eteronomi, ognuno con un suo stile.


sabato 30 agosto 2025

Sul fiume una vela


FERNANDO PESSOA

LONTANO, ALLA LUNA

Lontano, alla luna,
sul fiume una vela
che passa serena,
cosa mi rivela?

Non so, ma la mia vita
mi è divenuta estranea,
a sogno senza vedere
I sogni che ho.

Che angustia mi avvolge?
Che amore non si esprime?
È la vela che passa
Nella notte che resta.

(da Atena, n. 3, Dicembre 1924 - Traduzione di Piero Ceccucci e Orietta Abbati)

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Il turbamento interiore, quello che sarà poi espresso nel Libro dell'inquietudine, è alla base delle poesie ortonime di Fernando Pessoa: quando è lui a parlare, in prima persona, e non affida la visione poetica ai suoi alter ego, c'è questo suo danzare nel vuoto, accarezzando l'orlo del precipizio, "vietandosi di essere (ontologicamente)" come nota Leyla Perrone-Moisés.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La mia anima è quel che non ha.
FERNANDO PESSOA, Poesie

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Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – 30 novembre 1935),  poeta, scrittore e aforista portoghese, considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, diede l’avvio al Modernismo nel suo paese. In poesia si scompose in varie altre personalità, contrassegnate da diversi eteronomi, ognuno con un suo stile.


sabato 16 agosto 2025

Lo sguardo del rospo


EUGÉNIO DE ANDRADE

TEORIA DEL VERSO

Carponi non c’è poesia;
non c’è verso
per quanto rasoterra
che non aspiri all’alto: stella
o faro che illumina l’essere
della parola.
Così il rospo:
nel lento e innocente
e smisurato sguardo del rospo
le acque sono di vetro.

(da Ufficio di Pazienza, Edizioni del Bradipo, 1997 - Traduzione di Carlo Vittorio Cattaneo)

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Cos'è che ci colpisce di più in una poesia? È quella sua essenza, quel "quid" che la rende superiore, che la innalza dalla prosaicità, quell'intuizione, quella luce che la attraversa e la eleva, quel “faro che illumina l'essere” come nota il poeta portoghese Eugénio de Andrade.

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FOTOGRAFIA © LAURA SEAMAN/UNSPLASH

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Su un piatto della bilancia, un verso basta / a pesare la mia vita sull'altro.
EUGÉNIO DE ANDRADE, Ufficio di Pazienza

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Eugénio de Andrade, pseudonimo di José Fontinhas Rato (Póvoa do Atalaia, 19 gennaio 1923 – Porto, 13 giugno 2005), poeta e scrittore portoghese, tradusse García Lorca, Borges, Saffo e Ritsos. Della sua opera José Saramago disse che è una "poesia del corpo cui si arriva attraverso una depurazione continua”.


martedì 8 luglio 2025

Un verso basta


EUGÉNIO DE ANDRADE

BILANCIA

Su un piatto della bilancia, un verso basta
a pesare la mia vita sull'altro.

(da Ufficio di Pazienza, 1994)

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Il poeta portoghese Eugénio De Andrade in un'intervista parlò di suo nonno, scalpellino: "Ha usato il granito come materiale, le sue case sono ancora in piedi; suo nipote lavora con la polvere, senza alcuna intenzione di sfidare il tempo". Ed è tutto qui il senso di questi due versi: su un piatto della bilancia i poeti mettono la propria vita, sull'altro, a compensare, la propria opera, la poesia.


ILLUSTRAZIONE DI CHRISTIAN SCHLOE

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

La parola poetica è un modo di ricreare la realtà. Attraverso la poesia possiamo trasformare il mondo, dargli nuovi significati e dimensioni.
EUGÉNIO DE ANDRADE

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Eugénio de Andrade, pseudonimo di José Fontinhas Rato (Póvoa do Atalaia, 19 gennaio 1923 – Porto, 13 giugno 2005), poeta e scrittore portoghese, tradusse García Lorca, Borges, Saffo e Ritsos. Della sua opera José Saramago disse che è una "poesia del corpo cui si arriva attraverso una depurazione continua”.


martedì 24 giugno 2025

Viaggiare così


FERNANDO PESSOA

VIAGGIARE! PERDERE PAESI!

Viaggiare! Perdere paesi!
Essere altro costantemente,
non avere radici, per l’anima,
da vivere soltanto di vedere!

Neanche a me appartenere!
Andare avanti, andare dietro
l’assenza di avere un fine,
e l’ansia di conseguirlo!

Viaggiare così è viaggio.
Ma lo faccio e non ho di mio
più del sogno del passaggio.
Il resto è solo terra e cielo.

20 settembre 1933

(da Poesie, 1942)

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Viaggiare, perdere paesi, dice il poeta portoghese Fernando Pessoa, ovvero non appartenere a nessun luogo, ma essere cittadino del mondo, vagare senza meta e senza scopo su una strada infinita. Il viaggio allora è una continua autotrasformazione, un divenire dello stesso essere interiore.

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IOLANDA ANDRADE, "FACCIA A FACCIA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L’idea di viaggiare mi seduce per trasferimento, come se fosse l’idea giusta per sedurre qualcuno che non fossi io. Tutta la vasta visibilità del mondo percorre in un movimento di tedio colorato, la mia immaginazione desta: abbozzo un desiderio come chi non vuole più fare gesti, e la stanchezza anticipata dei paesaggi possibili affligge come un vento turpe, il fiore del mio cuore stagnante. E come i viaggi le letture, e come le letture tutto…
FERNANDO PESSOA, Il libro dell’inquietudine

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Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – 30 novembre 1935),  poeta, scrittore e aforista portoghese, considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, diede l’avvio al Modernismo nel suo paese. In poesia si scompose in varie altre personalità, contrassegnate da diversi eteronomi, ognuno con un suo stile.


sabato 14 giugno 2025

Lungo la Via Appia


EUGÉNIO DE ANDRADE

ROMA

Era d'estate, nel tardo pomeriggio,
come Adriano, Virgilio o Marco Aurelio
entravo a Roma lungo la Via Appia,
e attraverso Antinoo e tutto l'amore della terra,
giuro di aver visto la luce trasformarsi in pietra.

(da Scrittura della terra, 1974)

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La suggestione di Roma colpisce particolarmente i turisti stranieri, non abituati alla bellezza sopravvissuta alla Storia: il poeta portoghese Eugénio De Andrade, con il bagaglio della grandezza degli imperatori e dei poeti e filosofi latini, entra nella Città Eterna come colpito dalla Sindrome di Stendhal.


JOHN LINTON CHAPMAN, “VIA APPIA”

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il fascino di Roma è "Roma".
LELLO BERSANI, intervisteromane.net, 11 giugno 2000

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Eugénio de Andrade, pseudonimo di José Fontinhas Rato (Póvoa do Atalaia, 19 gennaio 1923 – Porto, 13 giugno 2005), poeta e scrittore portoghese, tradusse García Lorca, Borges, Saffo e Ritsos. Della sua opera José Saramago disse che è una "poesia del corpo cui si arriva attraverso una depurazione continua”.


sabato 22 marzo 2025

Aprire la finestra


FERNANDO PESSOA

NON BASTA APRIRE LA FINESTRA

Non basta aprire la finestra
per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi
per vedere gli alberi e i fiori.
Bisogna anche non aver nessuna filosofia.
Con la filosofia non vi sono alberi: vi sono solo idee.
Vi è soltanto ognuno di noi, simile ad una spelonca.
C’è solo una finestra chiusa e tutto il mondo là fuori;
E un sogno di ciò che potrebbe esser visto se la finestra si aprisse,
che mai è quello che si vede quando la finestra si apre.

(da Le poesie di Alberto Caeiro, Passigli, 2005)

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Alberto Caeiro, l’eteronimo cui Fernando Pessoa attribuì questi versi era l’alter ego del poeta portoghese che propugnava la non-filosofia: da buon contadino riteneva che gli esseri semplicemente "sono", e nulla più. Contrario quindi alla metafisica e all’interpretazione filosofica, considerava inesprimibile a parole la realtà. Occorre quindi uno sguardo vergine, scevro dalle idee e dai preconcetti per poterla osservare.

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HENRI MATISSE, "DONNA SEDUTA DAVANTI ALLA FINESTRA APERTA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non prendendo niente sul serio, e considerando che non ci è data, per certa, altra realtà che non le nostre sensazioni, ci rifugiamo in esse, e le esploriamo come grandi paesi sconosciuti.
FERNANDO PESSOA, Il libro dell’inquietudine

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Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – 30 novembre 1935),  poeta, scrittore e aforista portoghese, considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, diede l’avvio al Modernismo nel suo paese. In poesia si scompose in varie altre personalità, contrassegnate da diversi eteronomi, ognuno con un suo stile.


mercoledì 12 marzo 2025

C’era una volta un fiore


SEBASTIÃO DA GAMA

MADRIGALE

La mia storia è semplice.
La tua, Amore mio,
è ancora più semplice:

“C'era una volta un fiore.
Nato ai margini di un Poeta…”

Vedi quanto è semplice e bello?

(Il resto te lo racconterò più tardi;
ma così solo, così in silenzio
che solo noi due ascoltiamo).

(da Capo di Buona Speranza, 1947)

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La simbiosi Amore/Poesia è la "semplice storia" che attraversa non solo la vita e l'opera del poeta portoghese Sebastião da Gama, che dedicò questo madrigale alla moglie Joana Luísa, ma praticamente tutta la letteratura, da Catullo a Montale, attraversando Shakespeare e Leopardi.

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FOTOGRAFIA © ENGIN AKYURT/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Chi vuole amarmi, mi prenda, / senza preoccuparsi di chiedermi  / quanto valgo. / — Ti basti questa gioia / di sapere che mi possiedi, / sapere che valgo / più di quanto tu possa immaginare.
SEBASTIÃO DA GAMA, Serra-Mãe

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Sebastião Artur Cardoso da Gama (Azeitão, 10 aprile 1924 – Lisbona, 7 febbraio 1952), poeta e docente portoghese. La sua opera è legata alla Serra da Arrábida , dove visse e che assunse come motivo poetico primario (fin dal suo libro d'esordio, Serra-Mãe, 1945), e alla sua tragedia personale, causata dalla tubercolosi che lo colpì.


venerdì 21 febbraio 2025

Il suo profumo


ALBANO MARTINS

SE IL TEMPO FOSSE UN FIORE

Se il tempo
fosse
un fiore, il suo
profumo
sarebbe
questa luce
che scende
dalle scogliere
del giorno.

(da Antologia poetica, 2000)

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Albano Martins, poeta portoghese, nei suoi versi dà valore alla bellezza sensoriale, all'emozione che sa estrinsecarsi apparendo dal nulla, ed è spesso nel rapporto tra uomo e natura che questo accade: la luce - per sinestesia - diventa in questo caso pura poesia, finendo con l'essere grazie al simbolismo caro all'autore, il profumo del tempo.

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FOTOGRAFIA © ICON0

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Sulla carta bianca /  sono presenti alcune / tracce di inchiostro / indecifrabili. E / queste / sono solo / uno dei capitoli del libro / in cui si legge / tutto e non si scrive / nulla.
ALBANO MARTINS, Scritto in rosso

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Albano Dias Martins (Fundão, 6 agosto 1930 – Vila Nova de Gaia, 6 giugno 2018), poeta portoghese. Fu uno dei fondatori della rivista Árvore e collaboratore di Colóquio-Letras e Nova Renascença. La sua poesia mostra  una maggiore attenzione alla parola, alla ricerca di un'espressione raffinata e non discorsiva, che trova nella brevità e in un certo minimalismo nominale una forma originale.


mercoledì 12 febbraio 2025

Attraversando il sogno


SEBASTIÃO DA GAMA

STIAMO ATTRAVERSANDO IL SOGNO

Stiamo attraversando il sogno,
commossi e silenziosi.

Arriviamo? Non arriviamo?

Che ci siano frutti o no,
andiamo verso il sogno.
Basta la fede in ciò che abbiamo
basta, la speranza in ciò
che forse non avremo.
Basta che diamo la nostra anima,
con la stessa gioia,
a ciò che non conosciamo
e a ciò che fa parte del nostro quotidiano.

Arriviamo? Non arriviamo?

─ Partiamo. Andiamo. Siamo.

(da Stiamo attraversando il sogno, 1953)

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Il poeta portoghese Sebastião da Gama ci invita ad abbandonarci fiduciosi al sogno, a non richiuderci sul nostro quotidiano, ma a volare con la fantasia, ad affidarci alla speranza di qualcosa di più grande, senza timore dell’ignoto.

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DIPINTO DI SHAWN CARGILL


  LA FRASE DEL GIORNO 

Il sogno non è soltanto una comunicazione (magari una comunicazione cifrata), ma anche un’attività estetica, un gioco dell’immaginazione, che è di per sé un valore. Il sogno è la prova che immaginare, sognare ciò che non è accaduto, è tra i più profondi bisogni dell’uomo.
MILAN KUNDERA, L’insostenibile leggerezza dell’essere

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Sebastião Artur Cardoso da Gama (Azeitão, 10 aprile 1924 – Lisbona, 7 febbraio 1952), poeta e docente portoghese. La sua opera è legata alla Serra da Arrábida , dove visse e che assunse come motivo poetico primario (fin dal suo libro d'esordio, Serra-Mãe, 1945), e alla sua tragedia personale, causata dalla tubercolosi che lo colpì.


giovedì 6 febbraio 2025

Maria Teresa Horta


La scrittrice e poetessa portoghese Maria Teresa Horta è morta martedì scorso a Lisbona all'età di 87 anni, dopo una vita dedicata alla difesa dei diritti delle donne e della democrazia in Portogallo. La notizia è stata diffusa dall’editrice Dom Quixote, che ha salutato “una delle personalità più notevoli e ammirevoli del nostro tempo, una riconosciuta paladina dei diritti e della libertà delle donne, in un'epoca in cui non era sempre facile accettarlo". Era nota come una delle famose "tre Marie" perché, insieme a Maria Isabel Barreno e a Maria Velho da Costa, nel 1972 aveva pubblicato il libro "Nuove lettere portoghesi", uno sguardo critico al regime che scosse la dittatura e per la quale fu processata. Nella sua lunga carriera letteraria ha saputo combinare perfettamente la tenace lotta per le cause difese con la brillantezza della sua scrittura.


FOTOGRAFIA © AHCRAVO

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AMORE MIO

Amore mio amore mio
mio profondo segreto

mio segreto angolo
mio travaglio
più assetato

Amore mio
amore mio
mia sete più
pura

mio corpo
mia invenzione

mio futuro lamento
mia grande tenerezza

(da Mia signora di me, 1967)

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SENSI

Io oso la passione
non la respingo

Ascolto i sensi senza la paura attorno
tocco la tenerezza della rosa
metto l’onda nel deserto

A tutto ciò che è impossibile
apro e strappo il cuore
Sotto colloco la mano
per cogliere l’incerto

Scopro l’amore
nel calore dell’imboscata
infrango regole e impedisco

Scambio il sogno degli dei
con un piccolo niente

Disobbedisco al precetto
e disordino la passione
Tesso e ricamo il mio rovescio
e sbaglio la ragione

(da Inquietudine, 2006)

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Altre poesie di Maria Teresa Horta sul Canto delle Sirene:



  LA FRASE DEL GIORNO 

La passione può far male, ma è la cosa più meravigliosa.
MARIA TERESA HORTA, Expresso, 8 agosto 2017

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Maria Teresa Horta (Lisbona, 20 maggio 1937 – 4 febbraio 2025), scrittrice e poetessa portoghese. Ha studiato Lettere e Filosofia presso l'Università di Lisbona.  Fece parte del Movimento Femminista del Portogallo. Ha saputo combinare perfettamente la tenace lotta per le cause difese con la brillantezza della sua scrittura.


domenica 12 gennaio 2025

La medesima canzone


ALBANO MARTINS

LA MEDESIMA CANZONE

La sensazione che hai
è che tutto quello
che dici lo hai già letto
in altri libri. Ma poi pensi:
anche
il sole e gli uccelli ripetono
ogni giorno
la medesima canzone.

(da Scritto in rosso, 1999)

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"Tutto è stato detto e noi arriviamo troppo tardi dopo settemila anni che ci sono degli uomini che pensano" chiosava Jean de La Bruyére in uno dei suoi Caractères già nel XVII secolo. Eppure, come dice il poeta portoghese Albano Martins, c'è la necessità di dirlo, così come il sole sorge nuovo ogni mattina e come gli uccelli ripetono i loro cinguettii.

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DIPINTO DI SHELLY JAMES

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia è vita. Non posso concepire l'una senza l'altra, la prima senza la seconda. Né sono concepibili il frutto senza il fiore, l’albero senza la radice.
ALBANO MARTINS, Creara en Salamanca, 16 maggio 2013

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Albano Dias Martins (Fundão, 6 agosto 1930 – Vila Nova de Gaia, 6 giugno 2018), poeta portoghese. Fu uno dei fondatori della rivista Árvore e collaboratore di Colóquio-Letras e Nova Renascença. La sua poesia mostra  una maggiore attenzione alla parola, alla ricerca di un'espressione raffinata e non discorsiva, che trova nella brevità e in un certo minimalismo nominale una forma originale.


martedì 7 gennaio 2025

Al di là del porto


FERNANDO PESSOA

AL DI LÀ

Al di là del porto
c'è solo l'ampio mare...
Mare eterno assorto
nel suo mormorare...
 
Come è amaro stare
qui, amore mio...
Guardo il mare ondeggiare
e un leggero timore

prende in me il colore
di voler avere
una cosa migliore
di quanto sia vivere...

(da Il mondo che non vedo, Rizzoli, 2013 - Traduzione di Piero Ceccucci e Orietta Abbati)

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Sono isole fortunate, / sono terre che non hanno sito, / ove il Re dimora aspettando. / Ma, se ci andiamo svegliando, / tace la voce, e c’è solo il mare”: c'è un'ansia di eternità frustrata nei versi di Fernando Pessoa quando agisce da ortonimo, senza i suoi poeti-personaggi. Resta quell'inquietudine, quell'aspettativa così metafisica: “Quanto sento se vago così, incorporeo e umano, con il cuore fermo come una spiaggia, e tutto il mare di tutto, nella notte in cui viviamo, che batte forte, satirico, e si calma, nella mia eterna passeggiata notturna in riva al mare!

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FOTOGRAFIA © DOMINIK RH/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il molo, le navi, l'azzurro del cielo - / sarà tutto questo come lo vede Dio?
FERNANDO PESSOA, Poesie ortonime

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Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – 30 novembre 1935),  poeta, scrittore e aforista portoghese, considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, diede l’avvio al Modernismo nel suo paese. In poesia si scompose in varie altre personalità, contrassegnate da diversi eteronomi, ognuno con un suo stile.


giovedì 19 dicembre 2024

Centenario di Alexandre O’Neill


Alexandre O'Neill, poeta portoghese di discendenza irlandese, nacque il 19 dicembre 1924 a Lisbona. Fondatore del movimento surrealista lusitano con Cesariny e Domingues, nelle sue poesie combina un atteggiamento di avanguardia vicino al concretismo con l''influenza della tradizione letteraria del Portogallo. I suoi giochi di parole pongono in risalto il lato surreale del vivere e sferzano il paese e i suoi abitanti con una satira intensa, distruggendo l'immagine neorealista del proletariato e contrapponendovi la meschinità e il dolore della vita quotidiana, con l'umorismo e l'ironia come unici mezzi a disposizione per contrastarli.

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FOTOGRAFIA © TERESA PATRÍCIO GOUVEIA

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CANZONE

Che esca l’ultima stella
dall’avarizia della notte
e la speranza venga a bruciare
venga a bruciare nel nostro petto

E anche i fiumi escano
dalla pazienza della terra
È nel mare che l’avventura
ha le sponde che merita

E escano tutti i soli
imputriditi nel cielo
di quelli che non vollero vedere
– ma che escano in ginocchio

E che dalle mani escano gesti
di trasformazione pura
Fra il reale e il sogno
saremo noi la vertigine

(da Tempo di fantasmi, 1951 - Traduzione di Antonio Tabucchi)

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PRETESTI PER EVADERE

A una luce pericolosa come acqua
di sogno e di assalto
salendo al tuo corpo reale
ti ricordo
e sei la stessa
tenerezza quasi impossibile da sopportare.
Perciò chiudo gli occhi
(L' amore mi fa recuperare incessantemente il potere
di provocazione È così  che ti faccio ardere trionfalmente
dove e quando voglio. Mi basta chiudere gli occhi)
 
Perciò chiudo gli occhi
e invito la notte al mio letto
la invito a ridiventare commovente
familiare concreta
come un corpo decifrato di donna

E con la forma desiderata
la notte si sdraia con me
ed è la tua assenza
nuda tra le mie braccia

Sperimento un grido
contro il tuo silenzio
sperimento un silenzio
Entro ed esco
le mani pallide in tasca

Fischietto alle piccole speranze
che vengono a lambirmi le dita

Mi perdo nel tuo ritratto
ore ed ore di seguito

E al trotto della gelosia faccio il bilancio
faccio il bilancio della vita

(da Nel Regno di Danimarca, 1958 - Traduzione di Joyce Lussu)

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Altre poesie di Alexandre O’Neill sul Canto delle Sirene:

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   LA FRASE DEL GIORNO   

C'è un momento in cui, dopo aver saputo tutto, devi disimpararlo. È lo stesso con la scrittura.
ALEXANDRE O'NEILL, Una cosa così

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Alexandre Manuel Vahia de Castro O'Neill de Bulhões, (Lisbona, 19 dicembre 1924, – 21 agosto 1986), poeta portoghese. Fu tra i fondatori del gruppo surrealista del suo paese, unendo però al tipico linguaggio metaforico l’influsso sarcastico e satirico del neorealismo.


domenica 15 dicembre 2024

Tra il suono e il silenzio


ALBANO MARTINS

FORSE

Sì, hai detto, ma poi
hai corretto: forse. Questo
è l'unica parola
chi non ha una casa. Che vive
nell'intervallo
tra il suono e il silenzio.

(da Palinodie, palinsesti, 2006)

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Il poeta portoghese Albano Martins gioca con le parole, le analizza, le corteggia per scoprirne il significato recondito. "Forse" è certamente l'espressione del dubbio, in equilibrio tra il vuoto e il pieno, tra il silenzio e la parola stessa.

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AKIANE KRAMARIK, "DECISIONE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Di questi tempi, in un certo senso, non so che cosa voglio; forse non voglio quel che so e voglio quel che non so.
MARSILIO FICINO

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Albano Dias Martins (Fundão, 6 agosto 1930 – Vila Nova de Gaia , 6 giugno 2018), poeta portoghese. Fu uno dei fondatori della rivista Árvore e collaboratore di Colóquio-Letras e Nova Renascença. La sua poesia mostra  una maggiore attenzione alla parola, alla ricerca di un'espressione raffinata e non discorsiva, che trova nella brevità e in un certo minimalismo nominale una forma originale.


venerdì 22 novembre 2024

Si coglie un fiore


NUNO JÚDICE

COME SI FA LA POESIA

Per parlare in che modo si ottiene la poesia,
la retorica non serve. Si tratta di una cosa semplice, che non
ha bisogno di raffinatezze e di formule. Si coglie
un fiore, per esempio, ma che non si tratti di quei fiori che crescono
in mezzo ai campi, né di quelli che si vendono nei negozi
o nei mercati. È un fiore di sillabe, i cui
petali sono le vocali, e lo stelo una consonante. Si mette
nel vaso della strofa e lo si lascia stare. Perché non muoia,
basta un pezzo di primavera nell’acqua, che si va
a cercare nell’immaginazione, quando c’è un giorno di pioggia,
o si fa entrare dalla finestra, quando l’aria fresca
della mattina riempie la stanza di azzurro. Allora,
il fiore si confonde con la poesia, ma non è ancora
la poesia. Perché nasca, il fiore ha bisogno
di trovare colori più naturali di quelli
che la natura gli ha dato. Possono essere i colori del tuo
volto – il suo candore, quando il sole scende su di te –,
o il fondo dei tuoi occhi in cui tutti i colori
della vita si confondono, con la luminosità della vita. Poi,
verso quei colori sulla corolla, e li vedo scendere
sulle foglie, come la linfa che scorre nelle
vene invisibili dell’anima. Posso, allora, cogliere il fiore,
e ciò che ho in mano è questa poesia che mi hai data.

(da La casa della poesia, I Quaderni del Bardo Edizioni, 2023 – Traduzione di Emilio Coco)

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La poesia è fatta di parole, certo, dice il poeta portoghese Nuno Júdice, ma non bastano le parole per fare una poesia; occorrono altri elementi: la spontaneità, l'emozione, ma soprattutto quel "quid" che crea davvero una poesia, quella vividezza che va oltre il reale, il fattore insondabile che consente di parlare all'anima.

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FOTOGRAFIA © TAPECIARNIA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

I poeti lavorano / questa materia. Le loro dita estraggono / il caso da dentro chi va / loro incontro, e sanno che l’improbabile / si trova nel cuore dell’istante, / nell’incrocio di sguardi che / la parola della poesia traduce.
NUNO JÚDICE, La materia della poesia

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Nuno Manuel Gonçalves Júdice Glória (Mexilhoeira Grande, 29 aprile 1949 – Lisbona, 17 marzo 2024), poeta, romanziere e saggista portoghese. Eesponente di spicco di quella poetica del "ritorno al reale" che si è andata delineando negli anni Settanta come reazione agli sperimentalismi dei decenni precedenti.