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martedì 5 maggio 2026

Il tintinnio dei ciottoli


WILLIAM BUTLER YEATS

IL DICIANNOVESIMO SECOLO E OLTRE

Sebbene il grande canto non ritorni più,
c'è una gioia profonda in ciò che abbiamo:
il tintinnio dei ciottoli sulla riva
sotto l'onda che si ritira.

(da La scala a chiocciola e altre poesie, 1933)

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William Butler Yeats, con la fine dell’era romantica e vittoriana e delle sue certezze morali, constata il decadimento culturale, la frammentazione della modernità – i tempi in cui il poeta irlandese scrive hanno visto il sorgere di movimenti quali il Futurismo, il Dadaismo e il Modernismo – ed  enfatizza i fenomeni transitori rispetto alle grandi narrazioni, parallelamente alle tendenze moderniste a elevare i dettagli.

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FOTOGRAFIA © ART7ENI/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Possiamo rendere la nostra mente così immobile come acqua calma che gli esseri si radunano intorno a noi, potendo così scorgere, forse, la propria immagine, e vivere per un istante una vita più limpida, forse persino più intensa, grazie alla nostra quiete.
WILLIAM BUTLER YEATS, Il crepuscolo celtico

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Yeats_BoughtonWilliam Butler Yeats (Dublino, 13 giugno 1865 – Roquebrune-Cap-Martin, 28 gennaio 1939), poeta, drammaturgo, scrittore e mistico irlandese. Spesso indicato come W. B. Yeats, fu anche senatore dello Stato Libero d'Irlanda negli anni venti.Fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1923 “per la sua poetica sempre ispirata, che con alta forma artistica ha dato espressione allo spirito di un'intera nazione”.


lunedì 4 maggio 2026

La rosa dei tuoi capelli


CARLOS OQUENDO DE AMAT

COMPAGNA

Le tue dita sapevano acconciare i capelli come nessun altro
meglio degli esperti parrucchieri dei transatlantici
oh, e i tuoi meravigliosi sorrisi, ombrelli contro il caldo
tu, che porti un cinema sulla guancia.

accanto a te, il mio desiderio è un bambino.

quando mi dicevi che
la vita è dritta come un pezzo di carta,

e io annaffiavo la rosa dei tuoi capelli sulle tue spalle.

per questo, e per la magnolia del tuo canto

che peccato
la pioggia cade irregolare come il tuo nome

(da 5 metri di poesie, 1929)

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È surrealismo puro quello di Carlos Oquendo de Amat, poeta peruviano dalla vita breve e tormentata: una poesia d’amore in cui la modernità non nuoce al lirismo, ma lo fa emergere nuovo e diverso dalle immagini, come notò César Vallejo: “Non attira l'attenzione sul fatto che sia moderna o meno” ma solo sul fatto che è pura poesia.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Scambierei un arazzo antico / che porta / un cesto di sorrisi / con rose spensierate / e paesaggi sospesi dal mignolo / con fiumi gentili e cieli palpabili.
CARLOS OQUENDO DE AMAT, 5 metri di poesie




Carlos Augusto Luis Humberto Nicolás Oquendo de  Amat (Puno, 17 aprile 1905 – Guadarrama, Spagna, 6 marzo 1936), poeta peruviano. Legato all’avanguardia surrealista, la sua unica opera, 5 metri di poesie, un libro appunto di cinque metri di carta ripiegata a fisarmonica, esplora  la tenerezza femminile, le donne, l'amore, la città e la natura.


domenica 3 maggio 2026

Uno scrive come può


ALFONSO BREZMES

NON DISTURBARE

Uno vive come può.
La stanza della vita
è solita essere disordinata e sporca,
come al risveglio dopo
una notte agitata.

Uno scrive come può.
E se non bussi prima alla porta
corri il rischio di ritrovarti
davanti al poeta nudo,
in abiti da uomo.

(da Quando non ci sono, Einaudi, 2025 - Traduzione di Mirta Amanda Barbonetti)

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L'identità e l'autenticità del poeta: se la vita è simile a un luogo disordinato e sporco, come una camera al risveglio, altrettanto ci dice Alfonso Brezmes, lo è il processo creativo. Entrare nello spazio della scrittura senza bussare espone al rischio di trovare il poeta "nudo", spogliato dalle sue sovrastrutture e mostrato nella sua essenza di uomo comune.

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AMÉRICA MÉNDEZ, "PABLO STRIEBECK"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Forse la poesia – scriverla o leggerla – è un modo per confrontarci con aspetti della nostra realtà che non possiamo o non vogliamo vedere.
ALFONSO BREZMES, El Cuaderno, Marzo 2024

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Alfonso Brezmes (Madrid, 1966), poeta spagnolo, fotografo e funzionario statale. La sua poesia è al tempo stesso colta e popolare, tanto da farlo apprezzare sia da critici e lettori tradizionali sia da un più largo pubblico. Il suo immaginario si nutre di riferimenti letterari (Baudelaire, Rilke…) ma anche di cinema e di cultura pop.


sabato 2 maggio 2026

Una fantasia passeggera


TED KOOSER

LO SCIVOLO GIGANTE

Accanto all'autostrada, lo scivolo gigante
con le sue ondulazioni arrugginite emerge
dalle erbacce. Non lo usano più
da una generazione. La biglietteria
si piega dal lato dove si sono spostate le monetine
nel corso degli anni. Una rete metallica tiene fuori
i bambini e gli ubriachi. Campanule blu
si arrampicano fino a metà delle scale, grappoli luminosi
di risate. Chiamatela una fantasia passeggera,
questo scivolo da cui ormai nessuno scivola più.
Quelle urla sono tutte volate verso est
su un vento che non smetterà mai di soffiare
dalle Montagne Rocciose attraverso le pianure,
dove le cose si animano per un po',
Foglie brillanti su una recinzione, che poi scompaiono.

(da Un mondo alla volta, 1985)

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Un parco divertimenti abbandonato, uno di quei grandi scivoli che costellano l’America: il poeta Ted Kooser cattura strati di movimento in quell’immobilità assoluta che è già diventata preda della terra, che si si riprende i suoi spazi con l’erba e le campanule. È un tempo perduto che però continua a esistere sotto forma di memoria e di fantasia: Kooser, come spesso capita nella sua poetica, trasforma questo oggetto delle Grandi Pianure americane in una profonda meditazione sulla vita e sulla perdita.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Nel mio lavoro, cerco di osservare attentamente le cose ordinarie per capire se nascondono qualcosa di speciale. Cerco di creare qualcosa di quanto più perfetto possibile con le parole.
TED KOOSER, PBS NewsHour, 21 ottobre 2004

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Ted Kooser (Ames, Iowa, 25 aprile 1939), poeta statunitense. È stato Poeta laureato alla Libreria del Congresso dal 2004 al 2006. Le sue poesie sono caratterizzate da uno stile semplice e colloquiale e hanno spesso come temi il Midwest, l’amore, il tempo e la famiglia.


venerdì 1 maggio 2026

Poesie per maggio XII


Due poesie brevissime, due poetesse italiane del secondo Novecento per celebrare questo maggio: la forza e la dolcezza della vita per Daria Menicanti, le sensazioni di una piazza dove il lungo crepuscolo cala sugli ippocastani per Lalla Romano.

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FOTOGRAFIA © HILAL CAVUS/PEXELS

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DARIA MENICANTI

MAGGIO

Il grano maggese spinge su per gli steli
– su da dentro ogni stelo gonfiandosi doloroso –
una buia spiga di molle zucchero caldo
e quella obbediente sù striscia a tentoni cercando

 
(da Altri amici, 1986)

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LALLA ROMANO

PIAZZA

Nella piazzetta antica è sempre maggio. Di sera,
la terra umida, scura; il cielo chiaro,  soave.
E tutt’intorno i grandi ippocastani  fioriti.

 
(da Fiore, 1941)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

E il rosso vivo / è dei rosai di Maggio! // Ben venga Maggio / e il gonfalon selvaggio!
GIOVANNI PASCOLI, Poesie varie

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Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


Graziella Romano, detta Lalla (Demonte, 11 novembre 1906 – Milano, 26 giugno 2001), poetessa, scrittrice, giornalista e aforista italiana. Dopo l'esordio poetico si affermò come narratrice dalla vocazione insieme intimista e realista con il romanzo Maria (1953). Nel segno della memoria sono i successi della maturità ai quali è seguito un più spoglio autobiografismo.