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lunedì 23 marzo 2026

Goccia a goccia


ANESTIS EVANGELOU

INCISIONE

Quando intagliano il lentisco
con un rasoio o un coltello affilato
e lo incidono per il lungo,
versa una lacrima profumata
e la raccolgono goccia a goccia –
proprio come
un rasoio e un coltello affilato,
la mia vita è stata scolpita dagli anni,
e dalle crepe del mio corpo,
i miei pochi versi sono sgorgati goccia a goccia.

(da La visita e altre poesie, 1987)

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Il poeta greco Anestis Evangelou, per esprimere la sofferenza delle sue faticose poesie, ricorre ad un'immagine particolare: quella del mastice di Chio, ovvero la resina del lentisco, usata per secoli come gomma da masticare. Per ottenerla, occorre incedere il ramo e farne colare le gocce.

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FOTOGRAFIA © AILINALEXIO

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La poesia è una ferita aperta che scorre – / più è aperta meglio è.
ANESTIS EVANGELOU, Metodo di respirazione

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Anestis Evangelou, pseudonimo di Anestis Papadopoulos (Salonicco, 1937 - 1994),  poeta greco della seconda generazione del dopoguerra. La sua produzione poetica si distingue per i mezzi espressivi semplici, la pervasiva atmosfera di pessimismo e l'avversione del soggetto poetico verso la realtà e il sentimento di sconfitta. È in parte dedicata al sociale e in parte alla tendenza esistenziale-filosofica.


lunedì 9 marzo 2026

Innamorarci della vita


GIÒRGOS SARANDÀRIS

AMICIZIE

Ad Anastasios Drivas

Il cielo amato
Così ingenuo così gentile
Con la sua luce abbondante ci disturba
Non ci perdona
Di innamorarci della vita
Con entusiasmo

(da Come un soffio d'aria, 1999)

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L'entusiasmo umano per la vita terrena viene visto dal poeta greco Giòrgos Sarandàris come una sorta di "tradimento", una distrazione rispetto alla contemplazione dell'infinito. Il cielo del paesaggio greco, spoglio e luminoso, nella sua ingenua gentilezza, non può accettare il vigore talvolta disordinato dell'attaccamento alla vita.

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FOTOGRAFIA © ALEKSANDAR PASARIC/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Mi dirigo verso il mare / Ma guardo le stelle / Appesantire lo specchio / Dove il mio desiderio / Luccica dai tremori dell'acqua.
GIÒRGOS SARANDÀRIS

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Giòrgos Sarandàris (Istanbul , 20 aprile 1908 – Atene , 25 febbraio 1941), poeta, filosofo e saggista greco della Generazione degli anni '30. Formatosi in Italia, si ispirò alla lirica pura di Ungaretti.Trasferitosi ad Atene, partecipò attivamente al rinnovamento delle lettere greche. Morì in seguito alle sofferenze patite sul fronte albanese, combattendo contro gli Italiani.


domenica 8 febbraio 2026

A piccoli passi


ANESTIS EVANGELOU

A PICCOLI PASSI

A piccoli passi attraversi la memoria,
la musica lontana, i suoni di un altro mondo,
come te, ferita silenziosa e sempre aperta
per chi ha abbandonato la propria casa o l'ha persa inspiegabilmente,
per chi non ha un posto dove posare il capo,
come quando ti versano una medicina nel bicchiere
e non assapori più altro che amarezza,
come un bambino a cui viene strappato il giocattolo
e lasciato a mani vuote in un corridoio deserto –
a piccoli passi attraversi la memoria,
fai gocciolare una nuvola nel cuore, offuschi il giorno,
avvolgi i volti nella nebbia, tormenti
gli ultimi sogni che ci restano.

(da Descrizione dello sfratto, 1960)

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Quella presentata del poeta greco Anestis Evangelou è la situazione di chi ha perso per sfratto la casa e tutti i ricordi ad essa legati: "Chi avrebbe potuto immaginare / lo sfratto violento dalla casa ancestrale, / con i vecchi mobili gettati per strada, rotti, / quando il bambino giocava ancora spensierato / nei primi mesi d'estate?". Tutto è perduto, e, se certo è possibile ricominciare altrove, "Non ho una vecchia foto per riscaldare il ricordo".

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RUTH DEALY, SFRATTATI"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ah, che / specchio terrificante è la poesia. / Non ha pietà.
ANESTIS EVANGELOU, Gli haiku

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Anestis Evangelou, pseudonimo di Anestis Papadopoulos (Salonicco, 1937 - 1994),  poeta greco della seconda generazione del dopoguerra. La sua produzione poetica si distingue per i mezzi espressivi semplici, la pervasiva atmosfera di pessimismo e l'avversione del soggetto poetico verso la realtà e il sentimento di sconfitta. È in parte dedicata al sociale e in parte alla tendenza esistenziale-filosofica.


lunedì 2 febbraio 2026

La sedia vuota


GEORGIOS DROSINIS

ASPETTANDOTI

Per te ho la sedia vuota vicino a me
e per entrambi il bicchiere pieno.
L'ora della sera risveglia il desiderio;
so che non verrai, eppure ti aspetto.

Se la porta scricchiola nel vento...
se un ramo secco si muove fuori nel giardino...
se il passo di uno sconosciuto passa per strada, — io desidero...
So che non verrai — eppure ti aspetto.

Il giorno si fa buio, freddo e desolato,
la mia candela accesa gocciola lacrime.
E provo la gioia di un martire:
sapere che non verrai, e aspettarti.

(da Idilli, 1884)

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La vana attesa, la lontananza, la separazione dall'amata, il dolore dell'assenza, ma non c'è disperazione in questa poesia di Georgios Drosinis: il poeta greco si crogiola nella malinconia dell'attesa, nella speranza della solitudine.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Hai fede quando ogni tuo sogno / lo accendi sull'altare del voto / e se uno qualsiasi dei tuoi voti è impossibile, /  aspetti che il miracolo accada.
GEORGIOS DROSINIS, Occhi chiusi

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Georgios Drosinis (Atene, 9 dicembre 1858 – 3 gennaio 1951), poeta e letterato greco. Rappresentante, insieme a Kostis Palamas, della cosiddetta nuova scuola ateniese, ne diresse per un decennio (1888-98) l'organo ufficiale, il periodico Hestía. Abbandonò via via la lingua pura in favore di un linguaggio più popolare e trattando in versi di scorrevole facilità argomenti leggiadri ed elegiaci.


domenica 4 gennaio 2026

La bellezza delle donne


TITOS PATRIKIOS

ROSE PERENNI

La bellezza delle donne che cambiarono la nostra vita
più profondamente di cento rivoluzioni
non si perde, non si cancella con gli anni
per quanto sfumano i tratti
per quanto cambiano i corpi.
Resta nei desideri un tempo suscitati
nelle parole giunte anche se in ritardo
nell’esplorazione incerta della carne
nei drammi mai dichiarati
nel riflesso delle separazioni, nelle identificazioni totali.
La bellezza delle donne che cambiano la vita
resta nelle poesie scritte per loro
rose perenni che effondono sempre lo stesso profumo,
rose perenni, come da secoli cantano i poeti
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(da La resistenza dei fatti, Crocetti, 2007 – Traduzione di Nicola Crocetti)

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Il tempo passa, cambiano le relazioni, cambiano gli uomini e cambiano le donne: ma – dice il poeta greco Titos Patrikios – per quanto si possa invecchiare, ingrigire, accumulare rughe, resta la bellezza, resta l’amore cantato nei versi, resta la passione, sono immortalati nelle poesie, sottratti alle ingiurie del tempo.

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FOTOGRAFIA © GEORGE HODAN/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO  

E i nostri corpi / restano il confine che di continuo cambia / tra le cose andate / e quelle che vengono.
TITOS PATRIKIOS, La resistenza dei fatti

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Títos Patríkios (Atene, 21 maggio 1928), scrittore e poeta greco. Confinato per tre anni dalla dittatura militare sull’isola di Makronissos e poi esule a Parigi e Roma, ha trasposto nei suoi versi l’esperienza di prigionia ed esilio. La sua opera è critica verso il mondo ma ritiene necessaria la lotta in difesa dei valori anche attraverso la poesia.


mercoledì 24 dicembre 2025

Il campanile suona Natale


STELIOS SPERANTZAS

NATALE

Nel nostro angolo
il camino acceso è rosso.
Cadono ciuffi di neve
sulla finestra.
 
Il paese resta sveglio
tutta la notte
e il campanile
suona  Natale.
 
Vieni, tu che
stasera lodano gli Arcangeli,
prendi il nostro pane,
che ha un buon profumo e taglialo.
 
Vieni, il nostro piccolo angolo
ti aspetta.
Ti ho fasciato, mio ​​Cristo,
per tenerti al caldo.

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È questa poesia di Stelios Sperantzas un canto che, musicato, i bambini greci conoscevano bene, insegnata nelle scuole con un'altra opera dello stesso autore, “Neve sul campanile”: "E andiamo avanti / con lanterne accese. / E andiamo avanti, / avvolti nel calore". È infatti su quel calore che punta Sperantsas, quel calore buono che è non solo quello delle case dove ci si ritrova - e dove c'è un posto per il Bambino - ma anche quello nel cuore delle persone.

E allora, amici lettori del Canto delle Sirene, Buon Natale!

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO  

Nella santa notte di Natale - chi non lo sa? - / dei Magi ogni anno a mezzanotte brilla la stella. / E chi la trova tra le altre stelle e non la perderà / seguendola può raggiungere un'altra Betlemme.
GEORGIOS DROSINIS, Elleniki Demiurghia, Anno II, n. 45, Natale 1949

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Stelios Sperantzas (Smirne, 1888 – Atene, 6 giugno 1962), poeta e scrittore greco. Medico e professore universitario, fu scrittore prolifico: poeta tradizionale, emotivo, particolarmente sensibile ai temi patriottici e alla letteratura per l’infanzia, cui  dedicò gran parte della sua opera.


giovedì 28 agosto 2025

Due sedie di legno


GHIANNIS RITSOS

POI FECE NOTTE

Poi fece notte
due sedie di legno
sulla luna
sulle sedie
loro due
scalzi
l’uno di fronte all’altra
toccandosi appena
gli alluci.

(da Erotica, Crocetti, 1981 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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Il poeta greco Ghiannis Ritsos riesce con poche parole a ricreare a ricreare l'atmosfera di una stanza: la luna, due sedie di legno, due amanti a piedi nudi nella notte seduti sulle sedie. E in quello sfiorarsi degli alluci è racchiusa tutta la sensualità, tutta la complicità di un amore che non ha bisogno di discorsi o di sguardi, solo di quella minima fisicità. che, come scrive Efi Katsourou, "fa avvenire ogni piccola e grande resurrezione dell'esistenza". 

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il tuo corpo è infinito. Il tuo corpo / è un tenue petalo di rosa in un bicchiere d’acqua chiara.
GHIANNIS RITSOS, Parola carnale

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


mercoledì 18 giugno 2025

Le aride isole del passato


GEORGIOS ATHANAS

NOSTALGIA

Riportami ai vecchi tempi,
cuore nostalgico,
e lasciami lì solo
come un naufrago giunto
nell'ora in cui un fulmine balenò
e si afferrò a uno scoglio.

Infelice cuore umano,
non sarai mai soddisfatto!
Mentre gioisci
dei tuoi fiori presenti,
desideri ardentemente
le aride isole del passato.

(da Sequenza, 1929)

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La nostalgia è uno stato d’animo venato di malinconia che causa lo struggimento dovuto al desiderio di un luogo lontano dove si è stati, o anche meglio di un tempo oramai perduto con tutte le sue mode e le sue situazioni – basti pensare alle vecchie pubblicità e alle fotografie degli anni della gioventù che inondano i social. Bellissima è l’immagine scelta dal poeta greco Georgios Athanas: un naufrago aggrappato allo scoglio del passato, illuminato per un attimo solo dal lampo. Eppure, quel naufrago del rimpianto vive in un presente fiorito…

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FOTOGRAFIA © JARMOLUK/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La nostalgia è il desiderio di non si sa che. Esiste l’oggetto del desiderio, ma non ci sono le parole per dirlo.
ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY, Terra degli uomini

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Georgios Athanas, pseudonimo di Georgios Athanasiadis-Novas (Lepanto, 9 febbraio 1893 – 10 agosto 1987), poeta, scrittore, politico e giornalista giornalista greco. Fu primo ministro nel 1965 e membro dell'Accademia di Atene. Le sue poesie hanno un forte rapporto con la provincia. Nei suoi temi, si trovano elementi lirici e linguistici tratti dalla tradizione della Rumelia, regione storica dei Balcani meridionali.


giovedì 29 maggio 2025

Un boccone di notte


GHIANNIS RITSOS

IL TUO CORPO TAGLIATO

Il tuo corpo tagliato
da una lama di luce –
per metà carne,
per metà ricordo.

Illuminazione obliqua,
il grande letto
intero,
il tepore lontano,
e la coperta rossa.

Chiudo la porta,
chiudo le finestre.
Vento con vento.
Unione inespugnabile.

Con la bocca piena
di un boccone di notte.
Ahi, l’amore.

(da Erotica, Crocetti, 1981 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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"La notte ti spoglia. Le sue mani tremano. Tutto nudo, il tuo corpo brilla nell'ombra": un raggio di luce che filtra dalle persiane accostate e va a illuminare un corpo di donna disteso su un letto dalla coperta rossa: nella memoria di Ghiannis Ritsos questa fugace immagine notturna diventa poesia ed è bellissima la chiusa, con quel "boccone di notte" giunto ad appagare la fame.

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IMMAGINE © WALLPAPERFLARE

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Giungono notti più lunghe. / Piante carnivore / avvolgono la casa, / avvolgono il letto. / Le tue labbra assenti / mi suggono.
GHIANNIS RITSOS, Erotica

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


domenica 20 aprile 2025

Le campane suonano


STELIOS SPERANTZAS

RESURREZIONE

Resurrezione. E piena di gioia,
la mia anima è sbocciata come un giglio.
E apro le ali del desiderio,
in alto nella luminosa
alba azzurra, per diventare anch'io una stella.

Resurrezione. Le campane suonano.
E tutti gli alberi fioriscono ovunque.
In questo mondo
coloro che seminano odio imparino ad amare e dicano:
«Oggi Cristo è risorto».

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Domenica di Pasqua. Affido gli auguri per questa giornata di festa al poeta greco Stelios Sperantzas, che associa la pienezza della gioia spirituale a quella della primavera, e chiude i suoi versi con il tradizionale saluto pasquale ortodosso, “Xριστός Aνέστη” (Christòs anèsti), ovvero “Cristo è risorto”.

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PIERO DELLA FRANCSCA, "RESURREZIONE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Schiudete i cuori: in essi erompa intera / di questo dì l’eterna giovinezza; / io passo e canto che vita è bellezza, / passa e canta con me la primavera.
ADA NEGRI, Maternità

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Stelios Sperantzas (Smirne, 1888 – Atene, 6 giugno 1962), poeta e scrittore greco. Medico e professore universitario, fu scrittore prolifico: poeta tradizionale, emotivo, particolarmente sensibile ai temi patriottici e alla letteratura per l’infanzia, cui  dedicò gran parte della sua opera.


martedì 18 marzo 2025

La primavera ha sempre fretta


KIKÍ DIMULÀ

INCONGRUAMENTE

Tutte le mie poesie sulla primavera
non hanno mai fine.

È perché la primavera ha sempre fretta,
è perché il mio umore è sempre in ritardo.

Ecco perché costringo
quasi ogni mia poesia sulla primavera
a finire
in una stagione autunnale.

(da In contumacia, 1958)

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"Coltivo fiori, / le emozioni sbocciano in me / e mi sento molto bene / in questo viaggio senza fine, / stando qui": la poetessa greca Kikí Dimulà amava la primavera e prolungava il piacere della sua presenza fino a lasciarsi distrarre dal suo splendore: "Mi trasformo in una piccola Terra naturale, / sdraiata, distesa / faccia a faccia / con l'universo che è in armonia con tutto".

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FOTOGRAFIA © WAL 172619/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La primavera ammalia il desiderio dell'anima.
GERASIMOS MARKORAS

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Vasiliki “Kikí” Dimulà nata Radou (Atene, 19 giugno 1931 – 22 febbraio 2020), poetessa greca. Impiegata a lungo presso il Banco di Grecia, fu ammessa all’Accademia di Atene nel 2002. La sua poesia tratta l’assenza, la perdita, la società, la solitudine e il tempo con la personalizzazione di concetti astratti e l’uso insolito di parole comuni, spesso con un velo di amara ironia.


lunedì 10 marzo 2025

Centenario di Manolis Anagnostakis


Manolis Anagnostakis, poeta greco di cui oggi ricorre il centenario della nascita, è considerato uno dei poeti più importanti emersi in Grecia dopo la  generazione modernista di Ghiorgos Seferis, Odysseas Elytīs e Ghiannis Ritsos. Fu protagonista nei movimenti poetici esistenzialisti sorti durante e dopo la guerra civile greca, teorizzando l'intervento dinamico della poesia nella vita. La sua opera fu in gran parte ispirata dalla dolorosa esperienza della guerra ed espresse la visione popolare di lotta, libertà e democrazia - per questo venne anche definito "il poeta della sconfitta".

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L'AMORE È LA PAURA

L’amore è la paura che ci unisce agli altri.
Quando hanno soggiogato i nostri giorni e li hanno appesi come lacrime
Quando insieme a loro sono morte pietosamente deturpate
Le nostre ultime forme di sentimenti infantili
Cosa trattiene la mano che gli uomini porgono?
Sa stringere con la forza là dove la ragione ci fuorvia
Quando il tempo s’è fermato e il ricordo è stato sradicato
Come un’assurda affettazione al di là di ogni senso?
(E loro tornano indietro un giorno senza una ruga nel cervello
Trovano le loro mogli e i loro figli cresciuti
Vanno nei negozietti e nei caffè del quartiere
Leggono ogni mattina l’epos della quotidianità).
Moriamo forse per gli altri o perché così vinciamo la vita
O perché così sputiamo a uno a uno sui simulacri da nulla
E per un attimo nella loro mente asciutta passa un raggio di sole
Qualcosa come un pallido ricordo di una preistoria animale.
Vengono giorni in cui non sai più su cosa contare
Storie d’amore e imprese finanziarie
Non trovi specchi per gridare il tuo nome
Semplici propositi di vita garantiscono un’attualità
Tedio, nostalgie, sogni, contratti, raggiri
E se penso è perché l’abitudine è più accessibile del rimorso.

Ma chi verrà a trattenere l’impeto della burrasca che scende?
Chi conterà le gocce a una a una prima che muoiano al suolo
Prima che si confondano con il fango come le voci dei poeti?
Mendicanti di un’altra vita disertori dell’Attimo
Cercano una notte inaccessibile i loro sogni putridi.
Perché il nostro silenzio è l’esitazione tra la vita e la morte.

(da Stagioni 3, 1951 - Traduzione di Filippomaria Pontani)

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POETICA

— Voi tradite ancora una volta la Poesia, mi dirai,
La manifestazione più sacra dell’Uomo
La usate di nuovo come mezzo, come bestia da soma
Delle vostre oscure aspirazioni
Pienamente coscienti del danno che causate
Col vostro esempio ai più giovani.

– Dimmi tu che cosa non hai tradito
Tu e i tuoi simili, per anni e anni,
Avete svenduto uno per uno i vostri beni
Sui mercati internazionali e nei bazar popolari
E siete rimasti senza occhi per vedere, senza orecchie
Per ascoltare, le bocche sigillate, senza parlare.
In nome di quali sacri valori umani ci accusate?

Lo so: di nuovo sermoni e discorsi retorici, dirai.
Ebbene sì! Sermoni e discorsi retorici.

Bisogna piantare le parole come chiodi

Ché non le prenda il vento.

(da Il bersaglio, 1971 - Traduzione di Vincenzo Orsina)

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Altre poesie di Manolis Anagnostakis sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Sento la poesia come un modo per esprimermi perché non potrei farlo diversamente. Perché i tempi erano stati così duri, che solo esprimendo il proprio dolore si poteva sopportarlo.
MANOLIS ANAGNOSTAKIS

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Manolis Anagnostakis (Salonicco, 10 marzo 1925 - Atene, 23 giugno 2005), poeta e critico greco in prima linea nei movimenti di poesia esistenzialista sorti durante e dopo la guerra civile greca alla fine degli anni '40. Fu un leader tra i suoi contemporanei e influenzò la generazione di poeti successiva.


giovedì 27 febbraio 2025

I miei scritti più segreti


KONSTANTINOS KAVAFIS

SEGRETI

Da quanto ho fatto e da quanto ho detto
non cerchino di capire chi fui.
C'era un ostacolo che modificava
il mio modo di agire e di vivere.
C'era un ostacolo che spesso mi bloccava
quando stavo per parlare.
Le mie azioni meno evidenti
e i miei scritti più segreti –
questi soltanto mi sveleranno.
Ma forse tanti sforzi e tante cure
per conoscermi non valgono la pena.
In futuro - in una società migliore –
qualcun altro fatto come me
certo ci sarà e agirà liberamente.

(da Poesie d'amore e della memoria, Newton, 2006 - Traduzione di Paola Maria Minucci)

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Una specie di autoritratto emerge da questa "poesia nascosta" di Konstantinos Kavafis, scritta nel 1904. Un po’ come Jorge Luis Borges, che scrisse “Suppongo che le parole essenziali / che mi esprimono stanno in quelle pagine / che mi ignorano, non in ciò che ho scritto”, è nel non detto che deve emergere la sua personalità, ci dice il poeta greco, è in quello che non ha saputo o che non ha potuto dire, ma che rimane segreto, custodito, e che i posteri - mutata la società -sapranno leggere senza pregiudizi.

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ILLUSTRAZIONE DA TUMBLR

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Arte della Poesia, mi appello a te, / che sai qualcosa di rimedi, e tenti / di alleviare la pena con Fantasia e Parole.
KONSTANTINOS KAVAFIS, Poesie

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Konstantinos Petrou Kavafis, (Alessandria d'Egitto, 29 aprile 1863 – 29 aprile 1933), poeta e giornalista greco. Pubblicò 154 poesie, spesso ispirate all'antichità ellenistica, romana e bizantina, percorre, mirando al sublime, i vari gradi di un'esperienza estetica congiunta alla pratica dell'amore omosessuale.


mercoledì 5 febbraio 2025

Bella donna


GHIANNIS RITSOS

LA BELLEZZA

Bella donna,
porta la mano sinistra
dietro la nuca,
alza i capelli verso la luna.
I suoi capelli
mi sfiorarono le ginocchia.
Esisto.

Atene, 11.3.1985

(da Il loggione, Aiora, 2018 – Traduzione di Maria Caracausi)

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"Mi duole in petto la bellezza" scrisse Ghiannis Ritsos in una sua poesia, Sera grigia. E ancora, in Parola carnale, ribadisce: "Come sei bella. La tua bellezza mi spaventa. Ho fame di te. Ho sete di te". Quella bellezza è il dolore, il vorticare dei sensi, la fame, la sete. In una parola è ciò che come il maglio di Anacreonte - "Ancora Eros m’ha colpito: con un gran maglio, come un fabbro" - investe e fa sentire vivo il poeta.

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DIPINTO DI LISETH VISSER

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Al centro del verso / tu e tu. /  Il tuo respiro riempie / tutte le parole, /  tutto il silenzio.
GHIANNIS RITSOS, Erotica

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


lunedì 3 febbraio 2025

Scorgeremo i mandorli fiorire


GHIORGOS SEFERIS

LEGGENDA, XXIII

Ancora un poco
e scorgeremo i mandorli fiorire
brillare i marmi al sole
e fluttuare il mare.

Ancora un poco
solleviamoci ancora un po’ più su.

(da Poesie, 1963 – Traduzione di Filippo Maria Pontani)


“La nostra terra è chiusa. Chiusa / dalle nere Simplègadi. Nei porti, la domenica, / quando scendiamo a prendere un po’ d’aria, / vediamo rischiarirsi nel crepuscolo / legni rotti da viaggi interminati, / corpi che più non sanno come amare” scrive il poeta greco Ghiorgos Seferis, Premio Nobel 1963. nella decima poesia di questa Leggenda. Eppure, alla fine, nonostante tutto, anche in quella terra dove “A occidente si mescola il mare a una catena di montagne. / Ci soffia da mancina lo scirocco e c’impazza, / questo vento che spoglia della carne le ossa”, dove la storia ellenica e tutti i suoi miti sono un richiamo costante, arriverà la consolazione della primavera.

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IMMAGINE © ART TOWER/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Le corde si son rotte: solo strie sulla bocca del pozzo / sono memoria di felicità.
GHIORGOS SEFERIS, Poesie

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Ghiorgos Seferis, pseudonimo di Gheorgios Seferiadis (Vourla, Turchia, 13 marzo 1900 - Atene, 20 settembre 1971), poeta, saggista e diplomatico greco, premio Nobel per la letteratura nel 1963 con la seguente motivazione: “Per la sua scrittura distinta, ispirata da un profondo sentire per il mondo della cultura ellenica”.


lunedì 13 gennaio 2025

La signora luna


GEORGIOS ATHANAS

LUNA

Ricordo anche questa sera!
Nel fitto giardino,
mentre dormivano oscuramente,
entrò la signora luna
e svegliò per un momento
l'usignolo e il gelsomino
e il ruscello torbido
che è diventato tutto d'oro!

Ricordo anche questa sera!
Le stelle alte nel cielo
danzano il kalamatianos
con la signora luna
e il mare sussurra
il suo suono mentre si riposa
e ringrazia la signora
e questo fiore le dona!

(da L'inizio del mattino, 1919)

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Due sere nella memoria del poeta greco Georgios Athanas, cucite insieme dalla luna e dall'acqua: la prima va in scena in un giardino dove scorre un ruscello, tinto d'oro dai raggi lunari; la seconda vede protagonista il mare che dona alla luna il fiore delle stelle che danzano un tipico ballo greco.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Sorge dalle parti dell'Oriente la luce bionda della luna d'oro. La scia che lascia nel fiume largo apre serpenti nel mare.
FERNANDO PESSOA, Il libro dell'inquietudine

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Georgios Athanas, pseduonimo di Georgios Athanasiadis-Novas (Lepanto, 9 febbraio 1893 – 10 agosto 1987), poeta, scrittore, politico e giornalista giornalista greco. Fu primo ministro nel 1965 e membro dell'Accademia di Atene. Le sue poesie hanno un forte rapporto con la provincia. Nei suoi temi, si trovano elementi lirici e linguistici tratti dalla tradizione della Rumelia, regione storica dei Balcani meridionali.


giovedì 9 gennaio 2025

Le navi mercantili


KOSTAS OURANIS

PENSO ALLE NAVI MERCANTILI

Penso alle navi mercantili
che sono invecchiate e ora, incrinate,
senza un solo turno in coperta,
marciscono sulle banchine, ancorate.

Le navi mercantili che viaggiavano
verso i cinque continenti dei mari
- da Murmansk, il mare ghiacciato,
abbiamo visto le paludi dell'Amazzonia.

Penso ai vecchi marinai
che nelle lunghe sere d'inverno
con pazienza e amore - per i nipoti
(o per loro?) - costruiscono piccole navi,

e non possono più viaggiare,
ma ogni giorno vanno al porto
e, disoccupati, inutili e addolorati
come se avessero perso qualcosa, cercano.

(da Poesie, 1953)

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"I loro occhi, che avevano visto cicloni e naufragi, /  osservavano con desiderio, con nostalgia, / mentre sollevavano le ancore pesanti e scricchiolanti / e con calma, in gran numero, passavano davanti ai fari": la nostalgia è una delle cifre principali della poetica di Kostas Ouranis. Il poeta greco, navigando sulle onde della tristezza, compie un volo immaginario in cui il passato si trasforma in un mito ormai irraggiungibile ma non per questo dimenticato.

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FOTOGRAFIA © WALLPAPERCRAFTS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La somma degli angoli di cui ho nostalgia è certamente superiore a 360.
STANISŁAW JERZY LEC, Pensieri spettinati

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Kostas Ouranis, pseudonimo di Clearchos Niarchos (Istanbul, 12 febbraio 1890 –  Atene, 12 luglio 1953), poeta, scrittore e giornalista greco. Le sue poesie sono intrise di malinconia intensa e pervasiva, nostalgia, noia, desiderio di fuga, sentimento di impazienza e amarezza, nonché un senso di insoddisfazione classico della generazione del periodo tra le due guerre.


lunedì 6 gennaio 2025

Una chiesa deserta


ÁNGELOS VLÁCHOS

LA PICCOLA CHIESA

In alto sul monte c'è
una chiesa deserta,
la sua campana risuona,
non ha cantore né prete.

Un fioco candelabro
e una croce di pietra
soltanto adornano
la povera chiesetta.

Ma il viandante che passa
si ferma e si inginocchia
e con grande riverenza
bacia la croce bianca.

Sulla croce c'è
un’icona segreta
scritta da Dio con il sangue
e adorata dal popolo.

(da Nea Estia, n. 539 - Natale 1949)

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La piccola chiesa di montagna ha il valore delle piccole cose e della semplicità: come nell’umile chiesa dell’Ave di Diego Valeri, è qui, secondo il poeta greco Ángelos Vláchos, che si manifesta il divino, nella tranquilla e povera casa della tradizione.

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ERIC SLOANE, "CHIESA DI CAMPAGNA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Dio è vicino a ciò che è piccolo, ama ciò che è spezzato.
DIETRICH BONHOEFFER

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Ángelos Vláchos (Atene, 25 marzo 1838 – 19 luglio 1920), poeta e letterato greco.  Contribuì notevolmente, e in molti campi, alla rinascita della cultura neoellenica con opere originali e con traduzioni dall'inglese, francese, tedesco, italiano. Rinnovò la scena greca introducendovi l'atto unico e modi farseschi prossimi al vaudeville.


sabato 4 gennaio 2025

Diversamente


GHIANNIS RITSOS

ANCHE LA RIPETIZIONE

Anche la ripetizione
è un rinnovamento.
I tuoi capelli
sciolti da un lato
parlano diversamente.

(da Corpo nudo, 1980)

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La ripetizione può diventare routine. Ma, anche leggermente modificata si trasforma in minimo rinnovamento - si pensi ad esempio ai tanti disegni di Escher o alle riproduzioni di Andy Warhol. Quello che il poeta greco Ghiannis Ritsos riesce a trovare nella quotidianità dell'amata ripetuta giorno dopo giorno.

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IMMAGINE © LINNAEA MALLETTE/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Quando i Greci dicevano che ogni conoscenza è ricordare, dicevano che ogni esistenza, che è, è stata; quando si dice che la vita è una ripetizione, si dice; in realtà, ciò che è stato, ora entra in esistenza. Se non si ha la categoria del ricordo o della ripetizione, tutta la vita si dissolve in un rumore vuoto e senza senso.
SØREN KIERKEGAARD, Ripetizione




Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


lunedì 16 dicembre 2024

Il vecchio specchio


KONSTANTINOS KAVAFIS

LO SPECCHIO DELL'INGRESSO

La casa lussuosa aveva nell’ingresso
un grande specchio molto antico;
comprato almeno ottant’anni fa.

Un ragazzo bellissimo, lavorante di un sarto
(la domenica atleta dilettante),
stava lì con un pacco. Lo consegnò
a qualcuno di casa, che rientrò
a prendere la ricevuta. Il lavorante del sarto
restò solo ad aspettare.
Si avvicinò guardandosi allo specchio,
s’aggiustò la cravatta. Cinque minuti dopo
portarono la ricevuta. La prese e se ne andò.

Ma il vecchio specchio che durante
la sua lunga esistenza aveva visto e visto
migliaia di oggetti e volti,
ora gioiva il vecchio specchio
fiero di aver accolto in sé
per pochi istanti la bellezza perfetta.

(Traduzione di Filippomaria Pontani)

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Lo specchio nell'ingresso di una casa lussuosa come in una fiaba si trasforma in un essere vivente capace di apprezzare, ammirare e deliziarsi con la bellezza. Per il poeta greco Konstantinos Kavafis quel puro riflesso della bellezza e della gioventù diventa nella memoria una perfetta gioia.

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DAVID HOCKNEY, "SPECCHIO, SPECCHIO DELLE MIE BRAME"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La bellezza è l'eternità che si contempla in uno specchio. / Ma tu sei l'eternità, e tu sei lo specchio.
KHALIL GIBRAN, Il Profeta

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Konstantinos Petrou Kavafis, (Alessandria d'Egitto, 29 aprile 1863 – 29 aprile 1933), poeta e giornalista greco. Pubblicò 154 poesie, spesso ispirate all'antichità ellenistica, romana e bizantina, percorre, mirando al sublime, i vari gradi di un'esperienza estetica congiunta alla pratica dell'amore omosessuale.