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sabato 21 marzo 2026

Giornata della Poesia 2026


MARIO QUINTANA

LE POESIE

Le poesie sono uccelli che arrivano
da chissà dove e si posano
sul libro che leggi.
Quando chiudi il libro, prendono il volo
come da un nido.
Non hanno pista
né approdo,
si nutrono per un attimo in ogni paio di mani
e se ne vanno.
E tu guardi, allora, le tue mani vuote,
con la meraviglia di sapere
che il loro nutrimento era già in te...

(da La mucca e l'ippogrifo, 1977)

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MARIO QUINTANA
DELL’IMPAGINAZIONE

I libri di versi dovrebbero avere ampi margini e molte pagine bianche, e abbastanza spazio libero sulle pagine stampate in modo che i bambini possano riempirle di disegni – gatti, uomini, aeroplani, case, camini, alberi, lune, ponti, macchine, cani, cavalli, buoi, trecce, stelle… – che diventerebbero poi parte integrante delle poesie.

(da Quaderno H, 1973)

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Il messaggio centrale del poeta brasiliano Mario Quintana in questi suoi versi metapoetici che ho scelto per celebrare la Giornata Mondiale della Poesia è molto simile a quello di una frase di Octavio Paz che amo molto: "Ogni lettore è un altro poeta; ogni testo poetico, un altro testo". Il significato di una poesia non è confinato nelle pagine di un libro, ma risiede piuttosto nel lettore. La poesia, semplicemente, si posa su di noi per risvegliare qualcosa che già esisteva nella nostra anima.

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VLADIMIR KUSH, "DIARIO DELLE SCOPERTE"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Un momento di poesia è sufficiente / per darci l'eternità intera.
MARIO QUINTANA, Il colore dell'invisibile

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Mário de Miranda Quintana (Alegrete, 30 luglio 1906 – Porto Alegre, 5 maggio 1994), poeta e scrittore modernista brasiliano. Divenuto noto come il poeta delle "cose ​​semplici", il suo stile è caratterizzato da ironia, profondità e perfezione tecnica. I temi principali della sua poesia includono la vita, l'infanzia perduta e il tempo.


venerdì 20 marzo 2026

Il profumo dei giacinti


AMY LOWELL

EQUINOZIO DI PRIMAVERA

Il profumo dei giacinti, come una pallida nebbia, si frappone
tra me e il mio libro;
E il vento del sud, che attraversa la stanza,
Fa tremare le candele.
I miei nervi si agitano per uno scroscio di pioggia sulla persiana,
E sono a disagio per l’erompere dei germogli verdi
Fuori, nella notte.
 
Perché non sei qui a sopraffarmi con il tuo
amore teso e urgente?

 
(da Immagini del mondo fluttuante, 1919)

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Alle 15.46 con l'equinozio ha inizio la primavera. La poetessa statunitense Amy Lowell gioca con il dogma imagista che preferisce la presentazione alla rappresentazione e si allontana dalle più classiche celebrazioni primaverili della rinascita, esplorando piuttosto un desiderio irrequieto e una profonda tensione erotica.

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IMMAGINE © O SULVIA/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Un altro caro mese, un altro marzo / se ne va con il suo equinozio in fiore.
DARIA MENICANTI, Ultimo quarto

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Amy Lawrence Lowell (Brrokline, Massachusetts, 9 febbraio 1874 – 12 maggio 1925), poetessa statunitense della scuola imagista, che promosse il ritorno ai valori classici e alla precisa immediatezza delle immagini. Vinse il premio Pulitzer, postumo, nel 1926. Suo riferimento poetico fu Ezra Pound, sua musa la compagna di vita Ada Dwyer Russell.


giovedì 19 marzo 2026

Mi è rimasto un sorriso


JOAN MARGARIT

RIFUGI

Ne ho conservati pochi: uno di questi
è il ricordo di quelle
mattine d'inverno a Girona
con le strade coperte di neve.
Il fumo di una stufa
cominciò lentamente a scrivere una futura poesia.
 
Ho pochi rifugi: gli odori
che collezionavo raccogliendo
pacchetti di tabacco vuoti dal pavimento,
quella mitica bionda che portava con sé
un profumo di nomi di film.
 
Una fotografia di mio padre sorridente
che guarda candidamente verso la macchina fotografica.
Ho smesso di ascoltarlo.
Smise di parlare e di ascoltare.
Mi è rimasto un sorriso, solo quello
nella fotografia.
Non ho bisogno di altro per non essere orfano.

 
(da Calcolo strutturale, 2005)

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Tra i rifugi del poeta catalano Joan Margarit ci sono quelli dell'infanzia e dell'adolescenza e c'è soprattutto il padre - il sorriso in una fotografia, quando non c'è più: ma basta quello a far sentire il figlio meno solo, a fargli sentire attraverso il ricordo quell'eredità e quell'appartenenza.

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BORIS SUBOTIC, "PADRE E FIGLIO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Ciò che sopravvivrà di noi è l'amore.
PHILIP LARKIN, Le nozze di Pentecoste e altre poesie

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Joan Margarit i Consarnau  (Sanaüja, 11 maggio 1938 – Sant Just Desvern, 16 febbraio 2021), poeta e architetto catalano. Si definiva poeta bilingue catalano/castigliano, disdegnava le correnti poetiche e considerava il poeta  "l’essere più realista e più pragmatico perché beve dalla realtà”.


mercoledì 18 marzo 2026

La poesia è pronta


TOMAS TRANSTRÖMER

UCCELLI MATTUTINI

Avvio il motore,
il parabrezza è coperto di polline.
Metto gli occhiali da sole.
Il canto degli uccelli si oscura.

Mentre un altro compra il giornale alla stazione
vicino a un grande vagone merci
tutto rosso di ruggine che scintilla al sole.

Niente spazi vuoti qui.

Attraverso il tepore primaverile un freddo corridoio
dove qualcuno passando in fretta
racconta che lo si è calunniato
fin su in presidenza.

Da una porta sul retro del paesaggio
arriva la gazza
bianca e nera. L’uccello dell’Intero.
E il merlo si muove a zig zag
finché tutto diventa un disegno a carboncino,
tranne i vestiti bianchi sul filo del bucato:
un coro di Palestrina.

Niente spazi vuoti qui.

Stupendo sentire come la mia poesia cresce
mentre io mi ritiro.
Cresce, prende il mio posto.
Si fa largo a spinte.
Mi toglie di mezzo.
La poesia è pronta.

(da Poesia del silenzio, Crocetti, 2001 - Traduzione di Maria Cristina Lombardi)

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La poesia spesso si impone da sé, emerge dal quotidiano, addirittura si scrive con urgenza, prima che le immagini vadano sprecate, perdute, come in questi versi del Premio Nobel svedese Tomas Tranströmer.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Tuttavia, ero più interessato alle macchine a vapore che a quelle elettriche. In altre parole, ero più romantico che tecnico.
TOMAS TRANSTRÖMER

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Tomas Tranströmer (Stoccolma, 15 aprile 1931 – 26 marzo 2015), scrittore, poeta e traduttore svedese, Nel 2011 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: "perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà". La sua opera è posta tra Modernismo, Espressionismo e Surrealismo.


martedì 17 marzo 2026

Ti aspetto sempre


IDEA VILARIÑO

LETTERA III

Amore mio
non dimenticare
che ti aspetto sempre
ogni notte ti aspetto.
Sono qui
non dormo
non faccio altro che questo
ti aspetto
ti aspetto.
Suona l'una.
Poi chiudo la porta
l'amore
la speranza,
e nell'ombra
nella notte
con occhi vuoti
fisso senza vedere
senza lamentarmi
senza dolore
il muro.
Lo fisso intensamente
finché non arriva il sonno.

(novembre 1959-febbraio 1960)

(da Poesie d'amore, 1965)

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Un amore contrastato quello tra Idea Vilariño e Juan Carlos Onetti: lei passionale e riservata, lui timido e inquieto. Il poeta la abbandonò troncando la loro relazione per sposare improvvisamente un'altra, Dorothea Muhr, che restò con lui per tutta la vita. Ma Idea piombò in una dolorosa e nostalgica solitudine: "Amore, / dalle ombre, / dal dolore, / amore, / ti chiamo / dal pozzo soffocante della memoria, / senza niente che mi aiuti, niente che ti aspetti".

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ALINA SIBRERA, "SONNELLINO POMERIDIANO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Ma ti amo  / adesso, ti amo / oggi /  questo pomeriggio, ti amo / come ti ho amato altri pomeriggi / disperatamente / con amore cieco, / con rabbia /  con la più triste consapevolezza / oltre i desideri / o le illusioni / o le aspettative.
IDEA VILARIÑO, Poesie d'amore

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Idea Vilariño Romani (Montevideo, 18 agosto 1920 – 28 aprile 2009), poetessa, saggista e critica letteraria uruguaiana. Appartenne al gruppo della Generazione del ‘45 con Juan Carlos Onetti e Mario Benedetti. Le sue poesie sono spesso caratterizzate da una introspezione intima. Pur accettando i premi conferiti, rifiutò di rilasciare interviste, di fare promozione ai propri libri e di commentare la sua poetica.


lunedì 16 marzo 2026

Il battiporta


MARIO BENEDETTI

È COSI POCO

Ciò che sai
è così poco
ciò che sai
di me
ciò che sai
sono le mie nuvole
sono i miei silenzi
sono i miei gesti
ciò che sai
di me
ciò che sai
è la tristezza
della mia casa vista da fuori
sono le persiane della mia tristezza
il battiporta della mia tristezza.

Ma tu non sai
niente
al massimo
a volte pensi
che sia così poco
ciò che so
ciò che so
di te
ciò che so
cioè le tue nuvole
o i tuoi silenzi
o i tuoi gesti
ciò che so
è la tristezza
della tua casa vista da fuori
sono le persiane della tua tristezza
il battiporta della tua tristezza.

Ma tu non bussi.
Ma io non busso.

(da L'amore, le donne e la vita, 1995)

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La solitudine e la malinconia nascono spesso dall'incomunicabilità tra le persone che, pur nella vicinanza, ignorano l'altro, o quanto meno non approfondiscono e non vanno al di là di una conoscenza superficiale, incapaci - come in questi versi del poeta uruguaiano Mario Benedetti - di penetrare l'apparenza, di raggiungere la parte più profonda e autentica della personalità.

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FOTOGRAFIA © OSTSEEWELLEN/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO 

A volte non mi sento / così solo / se immagino, / o meglio, se so  / che oltre la mia / e la tua solitudine, / ci sei di nuovo, / anche se ti stai solo chiedendo / cosa verrà / dopo la solitudine.
MARIO BENEDETTI, Poesie di altri

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Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia, noto come Mario Benedetti (Paso de los Toros, 14 settembre 1920 – Montevideo, 17 maggio 2009), poeta, saggista, scrittore e drammaturgo uruguaiano. Figlio di immigrati italiani, fece parte della Generazione del’45. Nel 1973 fu costretto all’esilio dal golpe militare. Rientrò nel 1983.


domenica 15 marzo 2026

Questo posso fare


DULCE MARÍA LOYNAZ

PREZZO

Tutta la vita era
sulle tue labbra pallide...
Tutta la notte era
nel mio bicchiere tremante...

E io, vicino a te,
con il vino in mano,
non bevevo né baciavo...

Questo posso fare: questo valgo.

(da Versi 1920-1938, 1938)

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"Io sono ciò che non rimane / né ritorna. Sono qualcosa / che, dissolto in ogni cosa, / non è in nessun luogo…": la poetessa cubana Dulce María Loynaz stabilisce il prezzo per il suo amore, ed è quello che si paga con il desiderio, con l'attesa che è essa stessa piacere, per citare la spesso citata frase di Gotthold Ephraim Lessing resa celebre dalla pubblicità del Campari.

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LILLYA NIKOLOVA, "DONNA CON BICCHIERE DI VINO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Se mi ami, non mi dividere: / amami tutta… o non amarmi!
DULCE MARÍA LOYNAZ, Versi 1920-1938

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Dulce María Loynaz (L'Avana, 10 dicembre 1902 – 27 aprile 1997), scrittrice e poetessa cubana. Il suo romanzo Giardino (1951) fu precursore del Realismo magico sudamericano. Figlia del generale Enrique Loynaz del Castillo, dopo la Rivoluzione cubana si isolò dalla vita sociale ma non volle abbandonare l’isola. Ottenne il Premio Cervantes nel 1992.


sabato 14 marzo 2026

Tutto ciò che la seduce


AMALIA GUGLIELMINETTI

LE SEDUZIONI

Colei che ha gli occhi aperti ad ogni luce
e comprende ogni grazia di parola
vive di tutto ciò che la seduce.

Io vado attenta, perché vado sola,
e il mio sogno che sa goder di tutto,
se sono un poco triste mi consola.

In succo io ho spremuto ogni buon frutto,
ma non mi volli saziare e ancora
nessun mio desiderio andò distrutto.

Perciò, pronta al fervor, l’anima adora
per la sua gioia, senza attender doni,
e come un razzo in ciel notturno ogni ora

mi sboccia un riso di seduzioni.

(da Le seduzioni, S. Lattes e C., 1909)

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Audace e anticonformista, Amalia Guglielminetti, amica e amante di Guido Gozzano, era un'anima vivace, curiosa e indipendente, che sapeva nutrirsi delle seduzioni della vita, camminando sola e godendo di ogni emozione senza mai saziarsi: una donna libera, moderna per il suo tempo, attenta e consapevole, che trovava consolazione nel sogno e nell'esperienza personale, a simboleggiare una vita vissuta pienamente.

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ELABORAZIONE IA DI UN'IMMAGINE DI AMALIA GUGLIELMINETTI

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Poiché, se alcun le sue treccie ha disfatte, / od impresse d'un morso la sua gola, / o lasciò le sue labbra più disfatte, // ella è pur sempre quella che va sola.
AMALIA GUGLIELMINETTI, Le seduzioni

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Amalia Guglielminetti (Torino, 4 aprile 1881 – 4 dicembre 1941), scrittrice e poetessa italiana. L'accento più profondo della sua poesia è in quel senso di tristezza e di tedio, in cui alla fine si conchiude la sterile pena della carne, alla quale in realtà la poetessa soggiace come vittima, mentre s'illude di dominarla per deliberata volontà di esperienza.


venerdì 13 marzo 2026

La sabbia nella clessidra


ANA BLANDIANA

CONDIZIONE

Sono
simile
alla sabbia nella clessidra
che
può essere tempo
solo
cadendo

(da Il terzo sacramento, 1969, in Raccolta d'angeli, Bompiani, Bompiani, 2025 -Traduzione di Mauro Barindi)

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La sabbia di una clessidra è tempo solo finché è in movimento, ovvero mentre cade: usa questa similitudine la poetessa rumena Ana Blandiana per esprimere la condizione della sua esistenza - quando scrive questi versi è una giovane donna nella Romania sottomessa alla feroce dittatura comunista di Ceausescu. Fermare la caduta significherebbe negare la propria essenza e trasformarsi in materia inerte, poiché  l'essere umano realizza se stesso solo attraverso il consumarsi. La vita non è un possesso statico, ma un processo di trasformazione continua.

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IRINA KUZNETSOVA, "CLESSIDRA”

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Ma – lo senti? – il tempo si sta dispiegando in me / E tutto ciò che so essere passato sarà reale.
ANA BLANDIANA, Poesie

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Ana Blandiana, pseudonimo di Otilia Valeria Coman (Timișoara, 25 marzo 1942), poetessa romena, sostenitrice dei diritti civili in Romania .Prima della rivoluzione del 1989, famosa dissidente e sostenitrice dei diritti dell'uomo, ebbe il coraggio di contestare in numerose interviste e dichiarazioni pubbliche il dittatore Nicolae Ceaușescu.


giovedì 12 marzo 2026

Perché tarda tanto l’alba?


MARIO LUZI

LIED-AUBADE

Ma tu dimmi, ti prego,
perché tarda tanto
l’alba.
Dove
sono,
non li sento
ancora
quei rari
che dichiarano:
è giorno, e ne ripetono
l’annuncio, e ne ribattono
forte
il conio da selce a selce
allegramente scarpinando.
Non li sento, non ci sono.
E gli uccelli persi
nell’universo loro, muti,
fino a quando?

(da Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, Garzanti, 1994)

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Il canto dell'alba è protagonista di questa poesia di Mario Luzi. In realtà è la sua attesa, perché è ancora notte e non ci sono né i rumori dei lavoratori che si incamminano nella strada né il cinguettare degli uccelli. Resta solo questa sospensione nel buio,  questo essere in bilico tra il silenzio dell'oscurità e la speranza dell'alba.

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FOTOGRAFIA © SKYLAR KANG/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Alba, ti aspettiamo / sapendo e non sapendo / quel che porterai con te / nella tua ripetizione antica / e nel tuo immancabile / antico mutamento.
MARIO LUZI, Viaggio terrestre e celeste di SImone Martini

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Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.


mercoledì 11 marzo 2026

Lina de Feria


La poetessa cubana Lina de Feria, una delle voci più importanti dell’isola, è morta all’Avana lunedì scorso. Aveva 80 anni. La sua poetica si discosta dal realismo convenzionale, addentrandosi in un "doppio timbro allucinato" che impiega enumerazioni alla rinfusa e un flusso di pensiero quasi automatico. La sua poesia non cerca di essere compresa attraverso una logica lineare, ma piuttosto attraverso una "geometria della parola" che si connette con l'incomprensibile e il catartico. José Prats Sariol indica “la solitudine come un senso di ricerca interiore, di riconoscimento attraverso questioni spirituali incerte alla ricerca dell’autenticità”. Tra i suoi temi l’esplorazione dell’identità femminile, la cosmogonia dell’isola e il rapporto dell’individuo con la storia.

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FOTOGRAFIA © EL SOL DE IQUIQUE


VERSO TE

Un cipresso è a volte il violino meglio suonato dall'artista
che solleva il viso dallo svenimento
e la silhouette è perfetta in controluce
sotto il cipresso stavo perdonando un dolore
grave
e taciturno
e nella coltre del cielo tra gli astri
ho visto stelle sparse rotolare
la strana dose malinconica del mio coraggio
perché sento ancora che posso essere audace con le mie mani
quando, sopraffatta tra le tue,
creo un secondo sole tra i pianeti.

(da I vetri che ti trafiggono, 2015)

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IL BAGNO PRODIGIOSO

Narciso ha copiato il proprio volto
mentre scruta la notte, un ammasso
di camini rotti.
L'assenza di un orologio gli permette
di inalare l’odore di pesce dei mari.
Sulla tabula rasa,
sull'arido sentiero verso la discesa,
Narciso impone la sua natura infernale alla vita
e cade all'indietro
nel bagno prodigioso del pomeriggio.

(da I vetri che ti trafiggono, 2015)

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Ogni realtà supera ogni finzione / e nell'apocalittico / bellezza e orrore si adattano / non più ai rimedi del mondo / ma al sapore degli esuli / alla campana che scuote chi ancora dorme / alla poesia delle enigmatiche profondità delle cose.
LINA DE FERIA, Le poesie dell’alchimia

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Lina de Feria Barrio (Santiago di Cuba, 8 agosto 1945 – L’Avana, 9 marzo 2026), poetessa cubana. La sua poesia esprime una voce ermetica e metaforica. Il suo stile è prevalentemente affettivo e spirituale, privilegiando l'emozione rispetto al ragionamento puramente logico.


martedì 10 marzo 2026

Le tue mani nelle mie


ANTONIO GAMONEDA

LE TUE MANI ESISTEVANO

Un giorno il mondo rimase in silenzio;
gli alberi, in alto, erano profondi e maestosi,
e noi sentivamo sotto la nostra pelle
il movimento della terra. Soavi le tue mani nelle mie
e io sentii la gravezza e la luce
e tu che mi vivevi dentro il cuore.
Tutto era verità sotto gli alberi,
tutto era verità. Io capivo
tutte le cose come si capiscono
un frutto con la bocca, una luce con gli occhi.

(da Esenti, 1960 - Traduzione di Valerio Nardoni)

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Il poeta spagnolo Antonio Gamoneda esprime un momento in cui il mondo esterno e quello interiore si fondono, nel quale si "realizza" attraverso il sentimento amoroso il significato del mondo. Ma non con il pensiero, che non è in grado di afferrarlo appieno, quanto piuttosto con i sensi, con le sensazioni.

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FOTOGRAFIA © LETICIA CURVELO/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

So che in ogni volto si vede il mondo.
ANTONIO GAMONEDA, Blues castigliano

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Antonio Gamoneda (Oviedo, 30 maggio 1931), poeta spagnolo. Figura emblematica della letteratura europea, la sua opera è stata riconosciuta tardivamente come una delle più grandi voci della poesia spagnola contemporanea. Sebbene cronologicamente appartenente alla generazione degli anni cinquanta, la sua opera di fatto è rimasta isolata da qualsiasi tendenza poetica.


lunedì 9 marzo 2026

Innamorarci della vita


GIÒRGOS SARANDÀRIS

AMICIZIE

Ad Anastasios Drivas

Il cielo amato
Così ingenuo così gentile
Con la sua luce abbondante ci disturba
Non ci perdona
Di innamorarci della vita
Con entusiasmo

(da Come un soffio d'aria, 1999)

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L'entusiasmo umano per la vita terrena viene visto dal poeta greco Giòrgos Sarandàris come una sorta di "tradimento", una distrazione rispetto alla contemplazione dell'infinito. Il cielo del paesaggio greco, spoglio e luminoso, nella sua ingenua gentilezza, non può accettare il vigore talvolta disordinato dell'attaccamento alla vita.

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FOTOGRAFIA © ALEKSANDAR PASARIC/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Mi dirigo verso il mare / Ma guardo le stelle / Appesantire lo specchio / Dove il mio desiderio / Luccica dai tremori dell'acqua.
GIÒRGOS SARANDÀRIS

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Giòrgos Sarandàris (Istanbul , 20 aprile 1908 – Atene , 25 febbraio 1941), poeta, filosofo e saggista greco della Generazione degli anni '30. Formatosi in Italia, si ispirò alla lirica pura di Ungaretti.Trasferitosi ad Atene, partecipò attivamente al rinnovamento delle lettere greche. Morì in seguito alle sofferenze patite sul fronte albanese, combattendo contro gli Italiani.


domenica 8 marzo 2026

La donna comune


JUDY GRAHN

VERA, DALLA MIA INFANZIA

Imprecare solennemente, promettere come un giuramento a te
che in qualche modo sei diventata una vecchia pallida;
imprecare, come se un giuramento potesse avvolgerti
le spalle
come un cappotto nuovo:
Per i tuoi 28 dollari a settimana e il bastardo del capo
che non ti sei mai permessa di odiare;
e il lavoro, tutto il lavoro che facevi a casa
dove non venivi mai pagata;
Per la tua bocca che si è fatta sempre più sottile
fino a scomparire come se ti fosse andata di traverso,
guardando il liquore forte ridurre il tuo bravo marito
a una barzelletta macabra.
Per lo strano neo, come un terzo occhio
proprio in mezzo alla tua fronte;
per la tua religione che insisteva sul fatto che le persone
sono bellissimi uccelli dorati e devono essere preservate;
per la tua tenacia persistente
e il tuo parlare semplice e schietto:
la donna comune è comune
come il buon pane,
comune come quando non potevi andare avanti
ma lo facevi.
Per tutto il mondo che non sapevamo di avere sempre
avuto in comune
la donna comune è comune come il miglior pane
e crescerà
e diventerà forte -- te lo giuro
te lo giuro sulla mia testa
te lo giuro sulla mia testa
di donna
comune

(da Le poesie della donna comune, 1970)

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Vera, un'immigrata indiana negli Stati Uniti del dopoguerra, assurge a simbolo di tutte le donne comuni in questo 8 marzo: è una delle tante raccontate dalla poetessa statunitense Judy Grahn.

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JOSINE VIGNON, "SIGNORA ELEGANTE CON GLI OCCHI AZZURRI"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Nate sotto una stella nera, / le donne hanno dato alla luce / il mondo.
ANNA ŚWIRZCZYŃSKA, Sono una donna

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Judy Rae Grahn (Chicago, Illinois, 28 luglio 1940),  poetessa e scrittrice statunitense.  Femminista molto stimata nei circoli underground prima di raggiungere la fama pubblica, esordì nel 1970 con Le poesie della donna comune. Una delle principali influenze nella sua opera è la Teoria Metaformica, che fa risalire le radici della cultura moderna ad antichi riti mestruali.


sabato 7 marzo 2026

Poesia d’inappartenenza


EUGENIO MONTALE

XENIA, I, 14

Dicono che la mia
sia una poesia d’inappartenenza.
Ma s’era tua era di qualcuno:
di te che non sei più forma, ma essenza.
Dicono che la poesia al suo culmine
magnifica il Tutto in fuga,
negano che la testuggine
sia più veloce del fulmine.
Tu sola sapevi che il moto
non è diverso dalla stasi,
che il vuoto è il pieno e il sereno
è la più diffusa delle nubi.
Così meglio intendo il tuo lungo viaggio
imprigionata tra le bende e i gessi.
Eppure non mi dà riposo
sapere che in uno o in due noi siamo una sola cosa.

(da Satura, Mondadori, 1971)

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Sul "tu" montaliano, che i critici hanno ritenuto il rifugio di un "io" poetico incerto ironizza lo stesso Eugenio Montale: "I  critici ripetono, / da me depistati,  / che il mio tu è un istituto.  / Senza questa mia colpa avrebbero saputo / che in me i tanti sono uno anche se appaiono / moltiplicati dagli specchi". Ma il Premio Nobel va oltre, negli Xenia che glorificano la memoria di Mosca, la moglie morta: quell'inappartenenza evidenziata dai critici non è un ripiegamento sull'interiorità, ma è un'apertura destinata a lei, a Drusilla, l'unica dei due capace di "vedere" la realtà seppure molto miope: "Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio / non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. / Con te le ho scese perché sapevo che di noi due / le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, / erano le tue".

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RAFAL OLBINSKI, "RACCONTI D'INVERNO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Non torba m’ha assediato, ma gli eventi / Di una realtà incredibile e mai creduta. / Di fronte ad essi il mio coraggio fu il primo / Dei tuoi prestiti e forse non l’hai saputo.
EUGENIO MONTALE, Satura

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Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981), poeta e scrittore italiano, Gli fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura nel 1975 “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”, ovvero la “teologia negativa” in cui il "male di vivere"  si esprime attraverso la corrosione dell'Io lirico tradizionale e del suo linguaggio.


venerdì 6 marzo 2026

Rare gocce


ALESSANDRO PARRONCHI

IL POCO RAGGIO IN NOI DISCESO DALLE STELLE

Il poco raggio in noi disceso dalle stelle
trova sempre meno specchi in cui riflettersi,
si condensa in qualche goccia ... I volti amati
sono queste rare gocce nella notte
soffocata e senza spazio.
Quelli allora non li turbi mai tempesta,
sian felici nel silenzio o ad un respiro
di parole consuete. Ma così
sono solo se pensati da lontano.
Tu, bambina, la gioia di vederti
non è senza una punta di tormento
che prevede il futuro ignoto, e sempre
è vivo e disperato chi conosce
l'allegria che mi dai pari all'angoscia.

(da Coraggio di vivere, Garzanti, 1961)

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L'angoscia del poeta fiorentino Alessandro Parronchi è quella di spazio e tempo "pronti a consumarsi / in un mondo di ciechi all'improvviso" in una sospensione tra il finito e un irraggiungibile infinito, capace di annientare i suoi affetti, i volti amati che sono luce in un mondo buio, in particolare la figlia.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il mondo a cui da poco hai aperto gli occhi / non è, piccina mia, quale vorrei / che fosse... E tu, non guardarlo così, / come se - troppo presto!  - lo capissi.
ALESSANDRO PARRONCHI, Coraggio di vivere

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Alessandro Parronchi (Firenze, 26 dicembre 1914 – 6 gennaio 2007), poeta, storico dell'arte e traduttore italiano. Con il suo stile ricercato è passato da un ermetismo  incantato a un intimismo che trae giovamento dalla consolazione della memoria: per questo le sue poesie sono oggetto di un meditato lavorio con cui il ricordo media l’emozione.


giovedì 5 marzo 2026

L’avvicinarsi della primavera


JOHN MONTAGUE

11 RUE DAGUERRE

Di notte, a volte, quando non riesco a dormire
Vado alla porta dell'atelier
e annuso l'odore di terra del giardino.

Emana un aroma delicato,
soprattutto ora, con l'avvicinarsi della primavera,
quando i viticci verdi si intrecciano

attraverso l'humus, disperatamente fragili
mentre passano
sui pezzi di terra scura e indurita.

C'è una luce bianca sui ciottoli
e nel condominio di fronte –
su tutti e quattro i piani: silenzio.

In quella quiete – tenue ma luminosamente precisa,
una luce perfetta – noto che
le punte del ciliegio appena innestato

sono di un nero lucido e compatto.

(da Una luce perfetta, 1967)

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Nel 1961 il poeta irlandese John Montague e la moglie francese Madeleine lasciarono Dublino per trasferirsi a Parigi. Trovarono casa al numero 11 di Rue Daguerre, non lontano dall'abitazione di Samuel Beckett. È lì che il poeta coglie l'arrivo della primavera in una notte insonne: il lento movimento della natura, il risveglio della terra ma soprattutto quella "luce perfetta".

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  LA FRASE DEL GIORNO 

A volte vedo il presente / come un giorno luminoso, o una collina, / l'unico modo per dire qualcosa / nel modo più chiaro possibile.
JOHN MONTAGUE, Una luce perfetta

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MontagueJohn Patrick Montague (Brooklyn, New York, 28 febbraio 1929 – Nizza, 10 dicembre 2016), poeta irlandese, è uno dei poeti anglofoni più noti della seconda metà del ‘900. Nel 1998 fu il primo a occupare la nuova Ireland Chair of Poetry, nel 2010 fu insignito della Legion d’Onore.


mercoledì 4 marzo 2026

In silenzio


KENNETH REXROTH

IN SILENZIO

Sdraiato qui, in silenzio, accanto a te,
La mia guancia contro le tue gambe sode e tranquille,
La musica calma di Boccherini
Ci avvolge nel silenzio,
Mentre il sole lascia i tetti e se ne va
Laggiù sul Pacifico, silenzioso
Così silenzioso il sole si muove oltre noi,
Così silenzioso come il sole se ne va sempre,
Così silenziosi, i nostri corpi, logorati dal
Tempo e dalle penitenze dell'amore, i nostri
Cervelli rannicchiati, silenziosi nei loro gusci, dormienti,
I nostri cuori lenti, silenziosi, affidabili
Nei loro ritmi intrecciati, il battito
Nella tua coscia che mi accarezza la guancia. In silenzio.

(da In difesa della Terra, 1956)

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Un momento di tranquilla intimità degli amanti: giacciono in silenzio sul letto mentre il giorno sta svanendo e il sole cade nell'oceano. Il poeta statunitense Kenneth Rexroth sottolinea più volte quello stato di quiete usando ben undici volte l'aggettivo "quiet" e  una sola volta "calm" riferito alla musica di Boccherini che si diffonde nella stanza. Un'ora di luce dorata in cui tutto sembra essere d'oro nella naturale connessione dei corpi, divenuti solo "battito".

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Mi chiedi cosa pensassi / prima di essere amanti. / Facile risponderti. / Prima di incontrare te, / non avevo niente a cui pensare.
KENNETH REXROTH, Le poesie d'amore di Marichiko

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Kenneth Charles Marion Rexroth (South Bend, Indiana, 22 dicembre 1905 – Santa Barbara, California, 6 giugno 1982), poeta statunitense. Figura centrale nella poesia di San Francisco dal 1930 al 1970, visse attivamente la Beat Generation, verso cui fu critico. Gran parte della sua poesia è d’amore o erotica, influenzata dai lirici greci antichi e da Tu Fu, poeta cinese dell’VIII secolo.


martedì 3 marzo 2026

Seta in fiamme


JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

NEBBIOSO, IN ELEGANTE LANGUORE

Nebbioso, in elegante languore, si specchiava
il cielo viola nel rosso mogano;
dentro, il grigio aveva carne e seta in fiamme;
la sera arrivò il profumo delle mimose...

Un desiderio impossibile di lussi sensuali
trasportava, tra le visioni, l'anima malinconica,
...il desiderio di arrivare prima... o di non arrivare mai...
non so dove... per cosa!... a non so che ora...

La felicità stava arrivando - ma senza dirmi nulla-
accanto a me... Era non so chi... L'ombra
dolce del crepuscolo fece fiorire il suo sogno,
e mi guardò a lungo, tra le sue rose...

(da Malinconia, 1912)

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Il poeta spagnolo Juan Ramón Jiménez sta attraversando i Pirenei in treno per raggiungere San Sebastián - dopo un temporale, dalle parti di Laruns è ormai calata la sera che mescola i colori del tramonto con quelli della tempesta ormai allontanatasi. Quei colori, quei profumi, quell'atmosfera di primavera si inseriscono nel sogno amoroso del poeta.

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FOTOGRAFIA © MAREK PIWNICKI/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Apollo infiamma le lire fraterne / in un tramonto musicale dorato / come farfalle in fiamme...
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Labirinto

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JimenezJuan Ramón Jiménez (Palos de Moguer, 24 dicembre 1881 - San Juan, Portorico, 29 maggio 1958), poeta spagnolo premiato con il Nobel nel 1956, fu uno dei principali esponenti della Generazione del ’14 e del Modernismo. La sua ricerca poetica lo portò a privilegiare la poesia nuda ed essenziale, fatta solo di immagine e di parola al di là della musicalità esteriore.


lunedì 2 marzo 2026

Candida foglia


CORRADO GOVONI

NEVE

Eri candida foglia volando
e sul ramo fioristi senza sole
o vita più breve del fiore del mandorlo
non soffri uno sguardo di rosa
e subito cadi e t'infanghi.

(da Canzoni a bocca chiusa, Vallecchi, 1938)

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Corrado Govoni attraversò la prima metà del Novecento praticando il crepuscolarismo, la sperimentazione futurista delle poesie visive e il surrealismo, per approdare in maturità a toni più elegiaci e quasi epigrammatici, come in questi versi in cui paragona la neve ai fiori del mandorlo, per la medesima leggerezza e fugacità.

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  LA FRASE DEL GIORNO 

È passato tanto tempo da quando mi hai scritto, ricordo che stavano cadendo le foglie – e ora cade la neve – chi considera diverse le due cose? non sono le foglie sorelle della neve?
EMILY DICKINSON, Le lettere

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Corrado Govoni (Tàmara, 29 ottobre 1884 – Lido dei Pini, 20 ottobre 1965), poeta e scrittore italiano. Dopo una prima esperienza crepuscolare aderì al futurismo, staccandosene in seguito per proseguire su una strada più personale, capace di coniugare toni crepuscolari, liberty e simbolisti.


domenica 1 marzo 2026

Poesie per marzo XII


Due poetesse italiane, due icone del paesaggio italiano: Maria Luisa Spaziani ricorda il marzo milanese che tinge di luce il Duomo di Milano; Sibilla Aleramo è affascinata dal fiorire rosa dei peschi sulle grigie scogliere di Capri.

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FOTOGRAFIA © SAKOMAR

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MARIA LUISA SPAZIANI

IL DUOMO

 
Quando stavo a Milano il Duomo aveva trent’anni di meno,
valchiria folle marzo galoppava,
un cielo di struggente acquamarina
mi rideva in pupille di pochi ricordi.
 
Ragazzetta la quercia del collegio
stringevano sul cuore trenta cerchi di meno,
la torre Velasca brillava nuova di zecca
riflettendo tramonti da isole papuasiche.
 
Come un cero la linguetta di fuoco,
ogni guglia scalare reggeva il suo santo.
Li vedevo sorridere, con la mia vista d’aquila,
palpebrare e ripetermi di sì.
 
Sotto tre lune piene ruotanti tutte insieme
per me fioriva fitto sul sagrato
un prato di narcisi su cui danzava Rimbaud.
Avevo qualche aureola in più, nel marzo di Milano.

 
(da La stella del libero arbitrio, Mondadori, 1986)

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SIBILLA ALERAMO

CAPRI

Più irreale appari,
isola, più ancora,
Capri sognata,
ch'è marzo,
con la sparsa nota di rosa,
infinita,
dei peschi tuoi in fiore,
più irreale,
oh cosa di macigno nell'etere del Tirreno,
ch'è marzo,
e contro il grigio e l'oro
— di grigio e d'oro son le rupi —
ne l'aria,
oh di mare,
traspare
questa spersa tua nota, di rosa....

 
(da Momenti, Bemporad, 1921)

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Mutevoli ombre / creano le nubi sui monti / ed il vento affatica / agli alberi i rami novelli.
LALLA ROMANO, Giovane è il tempo

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Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), poetessa italiana formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana. La sua poesia è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive.


Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio detta Rina (Alessandria, 14 agosto 1876 – Roma, 13 gennaio 1960), scrittrice e poetessa italiana. Attiva nell’impegno femminista, esordì con il romanzo autobiografico Una donna. La relazione con il poeta Dino Campana generò un importante carteggio e numerose poesie.


sabato 28 febbraio 2026

La notte è di più


MARIA GABRIELA LLANSOL

TORNO A LETTO

Torno a letto.
Bevo l'acqua che sono andata a prendere in cucina
Tutto dorme.
Sono io.
Sei tu.
È la stanza.
Te lo dirò domani.
Che la notte è di più. La amo profondamente,
senza appassionarmi a lei.

(da L'inizio di un libro è prezioso, 2003)

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La notte ha una specie di densità mistica, un'atmosfera in cui non esiste la fretta del fare che accompagna il giorno. E la poetessa portoghese Maria Gabrella Llansol la apprezza come se il silenzio della stanza fosse l'unico luogo in cui l'identità incontra il momento presente.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La notte trasforma in canti le grida aspre del giorno.
NICOLÁS GÓMEZ DÁVILA, Pensieri antimoderni

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Maria Gabriela Llansol Nunes da Cunha Rodrigues Joaquim (Lisbona, 24 novembre 1931 – Sintra, 3 marzo 2008), poetessa, scrittrice e traduttrice portoghese. La sua scrittura, non lineare e non sequenziale, si svolge ai margini del linguaggio e al di fuori dell'universo istituzionale e mediatico della letteratura.


venerdì 27 febbraio 2026

Centenario di Elisabeth Borchers


Il 27 febbraio di cento anni fa nasceva a Homberg, cittadina tedesca al confine con il Belgio, la poetessa Elisabeth Borchers. Traduttrice per le case editrici Luchterhand prima e Suhrkamp und Insel poi, intendeva la poesia come espressione di matura esperienza intellettuale. Le sue opere, pubblicate in una carriera poetica silenziosa e discreta, si avvalgono del dono della concisione ed evocano percezioni ed esperienze del tutto soggettive e altamente generali.

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LA GRANDE OPPORTUNITÀ

La sera, troviamo relax in immagini fugaci,
la storia della giustizia,
l'epico triangolo.
Lì, con l'assassino,
se ne va l'ingiustizia del giorno.
Lì, il desiderio viene insegnato e soddisfatto.
Lì, ci sentiamo a misurai.
Quando tutto è finito
e la bella protagonista china il capo
sulla tomba del padre invasa dalle erbacce,
andiamo a dormire.
Il mattino dopo
sorge
incontaminato.

(da Nuove poesie, 1976)

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COSA SERVE PER CREARE IL PARADISO?

Un'attesa, un giardino,
un muro intorno,
un cancello con molte serrature e sbarre,
una spada, una lama di luce mattutina,
un fruscio di foglie e ruscelli,
un flauto, un'arpa, un cinguettio,
uno sbuffare (di tipo delizioso),
aromi balsamici e fragranze,
molto sempreverde e nero infinito,
nessun tormento, lamento, speranza,
nessun sì, nessun no, nessuna contraddizione,
un grido di gioia,
ogni genere di dondolio e ondata,
il trastullo di un otto d'oro,
un oggi e nessun domani,
il passatempo della meraviglia,
un testamento di neve calda,
chi viene, chi se ne andrebbe di nuovo?
Lo chiederemo.

1986

(da Tutto parla, tace e chiama, 2002).


Un’altra poesia di Elisabeth Borchers sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia ha una sua realtà – e se non raggiunge la sua realtà, non è una poesia, ma al massimo un qualche tipo di informazione.
ELISABETH BORCHERS, FAZ, 18 agosto 1960

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Elisabeth Borchers (Homberg, 27 febbraio 1926 - Francoforte sul Meno, 25 settembre 2013), scrittrice e poetessa tedesca. Durante la seconda guerra mondiale ha vissuto in Alsazia. Ha scritto romanzi, poesie e opere teatrali. Scrisse anche per bambini e tradusse dal francese.


giovedì 26 febbraio 2026

Piccolo passero


JOSÉ JIMÉNEZ LOZANO 

EVOLUZIONE

Piccolo passero,
Sei stato un dinosauro.
Ti ringrazio
di essere ora così minuscolo.

(da Uccelli, 2000)

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Guardiamo un passero, un fringuello, un corvo, e forse non ce ne rendiamo conto, ma quel loro incedere su due zampe, molto spesso goffo, deriva dal passo dei dinosauri, di cui sono i discendenti nel corso dell'evoluzione. Il poeta spagnolo José Jiménez Lozano, esprime con ironia il ringraziamento a un passero per la sua piccola taglia.

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FOTOGRAFIA © MAGDA EHLERS/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L'evoluzione è deriva, devianza, creazione, ed è interruzioni, perturbazioni, crisi.
EDGAR MORIN, Dove va il mondo?

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José Jiménez Lozano (Langa, 13 maggio 1930 – Valladolid, 9 marzo 2020), poeta e scrittore spagnolo, Premio Cervantes nel 2022. La sua opera riflette i paesaggi della vasta pianura castigliana, con orizzonti immensi che invitano al pensiero, alla riflessione e persino al misticismo che ispirò Giovanni della Croce e Teresa d'Avila.