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lunedì 24 agosto 2026

Dormo il mio amore


GONZALO ROJAS

PARAFRASI

Dormo il mio amore – palissandro, dormo
la mia nuda esiliata, col cristallo
d’una tela sul corpo;
a una puledra
faraonico olezzo, la raffronto
per le gambe slanciate del suo volo,
simili a uccelli le caviglie, senza
altri duri fermagli che i diamanti
aria sublime, rapidi i due baci
degli zoccoli snelli;
a una puledra
faraonicamente profumata.

(da Oscuro, 1977 - Traduzione di Cristina Sparagana)

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Il poeta cileno Gonzalo Rojas esegue una raffinata e sensuale riscrittura in chiave moderna del biblico Cantico dei Cantici: "A cavalla tra i carri del Faraone ti ho paragonata, amica mia", fondendo l'eros sacro e corporeo con il tema della memoria e dell'esilio - dopo il colpo di stato di Pinochet del 1973 rimase lontano dal Cile per vent'anni, rifugiandosi in Germania, Venezuela, Spagna e Stati Uniti.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Cosa si cerca, cosa si trova, / che cosa è questo: amore? La donna con la sua voragine, le sue rose, /  i suoi vulcani / o questo sole infiammato che è il mio sangue furioso / quando entro in lei fino alle ultime radici?
GONZALO ROJAS, Che si ama quando si ama?

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gonzalo_rojasGonzalo Rojas Pizarro (Lebu, 20 dicembre 1917 – Santiago del Cile, 25 aprile 2011), poeta cileno, fu professore universitario a Concepción, ottenendo anche diversi incarichi diplomatici. In seguito al golpe di Augusto Pinochet si rifugiò nella Germania Est e, più tardi, a Caracas, dove insegnò fino al rientro in patria, nel 1980.


mercoledì 13 maggio 2026

La pioggia scrive il tuo nome


JORGE TEILLIER

UN VALZER PER MATILDE

La pioggia scrive il tuo nome con lettere irregolari
sulla strada dove mi trovo
un venerdì
alla fine di un mondo

Le cose hanno l’aria sorpresa di chi è sopravvissuto
dopo che l'incendio è stato spento
ecco il terribile rumore del mattino
di chi dorme confidando di svegliarsi libero
condannato al viaggio senza fine
di chi non osa davvero guardarsi nel pozzo

Mi siederei e scriverei un valzer per te
con le foglie dei pioppi
i dischi sdolcinati suonati in tuo onore su un Wurlitzer
ma c'è il rumore delle ore, come quello degli aspirapolvere
non sono più in grado di comporre musica significativa
arrivederci, ti dico,
arrivederci
mentre la pioggia lava via tutti i nomi che ricordo.

(da Poesie inedite di Jorge Teillier, 2001)

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Il poeta cileno Jorge Teillier crea ancora una volta una delle sue atmosfere sospese e nostalgiche: nel 1965 a casa di Neruda conobbe una ballerina classica, Matilde Romo, di cui si innamorò di un amore sbilanciato e impossibile: ”Devo inventare il tuo corpo e le tue parole; / invano chiamo il silenzio dei tuoi occhi: / le isole dove dimorano i gabbiani dei sogni. / Ancora una volta sono l'orfano di ponti infiniti,/ in attesa dell'elemosina di un giorno del tuo sole, / circondato dalla pioggia e dalle rotaie dell'assenza”. Rimane una fitta corrispondenza in cui il poeta invia lettere-poesie a Matilde, arrivando infine a confessarle: “Sento talvolta che io stesso ho chiuso la porta che mi aprivi”. Una curiosità: questa poesia fu scritta nella casa di Matilde, al numero 2031 di Calle Anibal Pinto a Valdivia con la sua macchina da scrivere.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ogni donna amata ha tre nomi: / il primo / quello con cui tutti la chiamano / il secondo / il nome che qualcuno le ha dato, e che qualcuno conosce / E il terzo / il suo vero nome / quello con cui sogna davanti al fuoco / e che conosce / solo chi la ama.
JORGE TEILLIER, Poesie inedite di Jorge Teillier

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Jorge Teillier Sandoval (Lautaro, 24 giugno 1935 - Viña del Mar, 22 aprile 1996), poeta cileno della “Generazione letteraria dei ‘50”, creatore della “poesia larica”. Per lui l’importante in poesia non è l’estetica, ma la creazione del mito e di uno spazio di tempo che trascende il quotidiano.


mercoledì 18 febbraio 2026

Vecchie riviste e dagherrotipi


JORGE TEILLIER

CARTOLINA

Mi dicesti di non innamorarmi della tua sorellina,
quella che aveva ancora paura dei folletti
che escono dagli angoli per rubare le noci.
E ti risposi
che nel cielo potevo leggere il tuo nome
scritto dagli uccelli
e che le nuvole fluttuavano come oche
la domenica nel cortile di casa tua
che mi parlava nella lingua dei passeri.

Questa domenica mi ritroverò ancora in salotto.
a sfogliare vecchie riviste e dagherrotipi
mentre suoni valzer alla pianola.

Qualcuno mi ha detto di nascosto che la primavera sta tornando.
La primavera torna ma tu non torni.
Tua sorella non crede più ai folletti.
Non sapresti come scrivere il mio nome
sulle finestre coperte di brina,
e posso solo contare i miei ricordi
come un mendicante le sue monete nel freddo dell'autunno.

(da Poesie dal paese di mai più, 1963)

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La poesia di Jorge Teillier immerge il lettore in un mondo sonnolento e nostalgico, dove a risaltare è ciò che si ricorda, è quell'atmosfera di un mondo magico e perduto che  non può ritornare mai più. Eppure, disincantato, disilluso, il poeta continua a inseguire quei ricordi, a ricercare quel bambino perduto, quel misterioso senso di felicità, come un mendicante che continui a contare i suoi pochi spiccioli.

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ALBERT CHEVALLIER, "SIGNORA CHE SUONA IL PIANO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Con te sono stato chi avrei dovuto essere.
JORGE TEILLIER, Per una città fantasma

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Jorge Teillier Sandoval (Lautaro, 24 giugno 1935 - Viña del Mar, 22 aprile 1996), poeta cileno della “Generazione letteraria dei ‘50”, creatore della “poesia larica”. Per lui l’importante in poesia non è l’estetica, ma la creazione del mito e di uno spazio di tempo che trascende il quotidiano.


lunedì 12 gennaio 2026

Alzo il bicchiere


NICANOR PARRA

ULTIMO BRINDISI

Che ci piaccia o no,
abbiamo solo tre alternative:
il passato, il presente e il futuro

E nemmeno tre,
perché come dice il filosofo,
ieri è ieri,
ci appartiene solo nella memoria:
dalla rosa che ha già perso i petali
non puoi staccarne un altro.

Le carte da giocare
sono solo due:
il presente e il domani.

E nemmeno due,
perché è un fatto assodato
che il presente non esiste,
se non nella misura in cui diventa passato,
ed è già passato...,
                        come la giovinezza.

Insomma,
tutto ciò che resta è il domani:
alzo il bicchiere
a quel giorno che non arriva mai,

ma è l'unica
cosa che abbiamo veramente.

(da Canzoni russe, 1967)

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Il poeta - anzi, antipoeta - cileno Nicanor Parra riflette sul tempo: se il passato è ormai andato, inscatolato nell'archivio di giorni e memorie, il presente è invece impegnato nella sua continua fuga, nella sua trasformazione in passato. E dunque, non possediamo che ciò che ancora non abbiamo...

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FOTOGRAFIA © PAVEL DANYLUK/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO  

E tuttavia le settimane sono corte / I mesi passano a tutta velocità / Egliannisembranovolare.
NICANOR PARRA, Canzoni russe

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nicanor-parra3Nicanor Segundo Parra Sandoval (San Fabián, 5 settembre 1914 – La Reina, 23 gennaio 2018), poeta matematico, filosofo e fisico cileno. Incarnò l’antipoesia, teorizzando il distacco dagli schemi poetici tradizionali. Fu candidato tre volte al Premio Nobel senza vincerlo mai. Ottenne il Premio Reina Sofia nel 2001 e il Premio Cervantes nel 2011.


lunedì 30 giugno 2025

Amanda Durán


Vola alta, cara poetessa. Oggi la tua poesia scorre in altri flussi, in altri spazi siderali, in altre bellezze, lì dove i tuoi versi nidificano, tra uccelli che ti aspettano, per continuare a scrivere l'infinito poema, abbracciata dalle loro ali": così la Società degli Scrittori Cileni esprime il suo rammarico per la prematura e improvvisa scomparsa di Amanda Durán, voce tra le più significative della letteratura contemporanea sudamericana. Esordì dodicenne con Zona Primavera, preceduto da una prefazione di Nicanor Parra. Le sue raccolte successive si evolvono verso l'esplorazione della corporeità, della violenza di genere che porta all'estraneità e dell'inevitabile trasformazione dell'identità. La bellezza (2017) prova a superare il lutto per la morte della madre, l’attivista Tamara Durán, nota come La Perestroika, assassinata nel 2013.

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FOTOGRAFIA © 24HORAS

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MI SONO SVEGLIATA CON IL CIELO DENTRO

Mi sono svegliata con il cielo dentro.
Qualcuno l'ha rovesciato mentre dormivo.
Vorrei sapere chi, o almeno come.
Ecco perché non ti chiamo,
perché non puoi parlare
con il cielo tutto incrostato in quel modo.
Quando apro gli occhi,
l'azzurro del cielo inizia a scorrere
come una cascata
e il mio dotto lacrimale si rompe:
non fa poi così male, ma sai, lo sai.
Nessuno vuole sbarazzarsi del cielo dopo averlo bevuto
tutto
.

(da La bellezza, 2017)

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L’EQUILIBRIO È

L'equilibrio è
un pesce
che colpisce la boccia per scappare verso l'interno.

Io senza di te / tu con me
proiettate nella fessura trasparente
sul margine
dell'acqua e dell'aria.

(da La bellezza, 2017)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia nel mio lavoro è la confessione per eccellenza. La paragono molto a un diario per l'intimità del processo, un viaggio così personale, come una ricerca perpetua di guarigione.
AMANDA DURÁN, Carajo, 23 giugno 2021

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Amanda Durán, pseudonimo di Daniela Pizarro Durán (Santiago, 1982 – 26 giugno 2025), poetessa e artista visuale cilena. Le sue poesie creano storie con situazioni controverse e complesse, che possono sembrare sgradevoli all'occhio conservatore. La bellezza (2017) è dedicata alla morte della madre, assassinata nel 2013.


domenica 11 maggio 2025

Le linee delle tue mani


MARINO MUÑOZ LAGOS

LA PRIMA VITA

Oggi è una giornata di pioggia
E tu sei qui: insieme guardiamo
la solitudine di un mondo
che non ci appartiene.

Tutto è lontano
quando piove.

Intorno al mio cuore.
le parole si raccolgono
come ciottoli bagnati.

E vorrei essere ancora dentro di te
per sentire le tue pulsazioni,
il soffio del tuo sangue,
il tuo sorprendente risveglio.

Mamma: adesso guardo il cielo
e trovo le linee  delle tue mani.

(da I volti della pioggia, 1970)

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Terrena, calda, alimentata da un umanesimo immediato”: così Omar Lara definì la poesia di Marino Muñoz Lagos. È dell’autore cileno la poesia che ho scelto per celebrare questa giornata tradizionalmente dedicata alle mamme: con raffinata sensibilità sottolinea quel legame stretto che lega ogni figlio e ogni figlia alla madre..


IMMAGINE CREATA CON IA © YAMU JAY/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Giunto, ti dico, madre, / che tu sei come il mare; che sebbene le onde / dei tuoi anni si alternino e ti mutino. / il tuo luogo è il medesimo / al passo del mio cuore.
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Diario di poeta e di mare

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Marino Muñoz Lagos (Mulchén, 19 luglio 1925 - Punta Arenas, 15 aprile 2017), poeta cileno. Dopo aver conseguito il diploma di maestro elementare, si è stabilito a Punta Arenas, a seguito delle norme della cosiddetta Legge di Difesa Permanente della Democrazia. Le sue poesie hanno per sfondo il paesaggio magellanico con tempeste e marinai.


mercoledì 30 aprile 2025

Resta, le dissi


OMAR LARA

COPRIFUOCO

- Resta,
le dissi
E
la toccai.

(da Il quaderno di Soyda, 1991)

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Sei sole parole, che con la settima del titolo raccontano un'intera storia in questa poesia del cileno Omar Lara, capace di trasformarsi in un microracconto in cui al lettore è demandato il compito di ricostruire tutto il programma successivo.

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JACK VETTRIANO, "ANGELI CADUTI"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ma ci sono amore mio / luoghi e destinazioni che sembrano essere / dall'altra parte della mappa / invisibili ma certi.
OMAR LARA, Isole galleggianti

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Luis Omar Lara Mendoza (Nohualhue, Teodoro Schmidt, 9 giugno 1941 - Concepción, 2 luglio 2021), poeta, traduttore ed editore cileno. Fondatore della rivista Trilce, vi accorpò la generazione poetica che sarà dispersa dal golpe militare del 1973. Fu esule in Perù e poi a Bucarest e Madrid. La sua poesia tratta la nostalgia del passato, l’amore e la fugacità del tempo.


mercoledì 16 aprile 2025

Un ago in un pagliaio


OMAR LARA

POTERE

Passiamo attraverso i muri
e vediamo sott'acqua,
parliamo con esseri di altre epoche
e prevediamo il futuro,
troviamo un ago in un pagliaio
e lo perdiamo, oh dio.

(da I buoni giorni, 1972)

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A cosa serve tanta forza? A che serve il potere se riusciamo finalmente a trovare la rarità che ricerchiamo - la felicità, la salute, l'amore - e per caso, dabbenaggine o destino, la perdiamo? Il poeta cileno Omar Lara usa la bellissima metafora dell'ago nel pagliaio per esemplificare questa moderna parabola..


IMMAGINE GENERATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

È un dato di fatto che non salirò mai sulle vette / delle Grandi Montagne dell'Himalaya; / È scritto che gli uomini lì diventano dei / e il potere temibile della natura diminuisce gli esseri / e le loro passioni a una dolce indolenza.
OMAR LARA, Le buone maniere

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Luis Omar Lara Mendoza (Nohualhue, Teodoro Schmidt, 9 giugno 1941 - Concepción, 2 luglio 2021), poeta, traduttore ed editore cileno. Fondatore della rivista Trilce, vi accorpò la generazione poetica che sarà dispersa dal golpe militare del 1973. Fu esule in Perù e poi a Bucarest e Madrid. La sua poesia tratta la nostalgia del passato, l’amore e la fugacità del tempo.


martedì 11 marzo 2025

Ora del tè


NICANOR PARRA

DOMANDE ALL’ORA DEL TÈ

Questo indistinto signore assomiglia
A una figura da museo di cere;
Guarda attraverso le tendine logore:
Che vale di più, l’oro o la bellezza?
Vale di più il ruscello che si muove
O la pianta ben salda sulla sponda?
In lontananza si ode una campana
Che apre un’altra ferita, o che la chiude:
È più reale l’acqua della fonte
O la ragazza che si specchia in essa?
Non si sa, ormai la gente non fa altro
Che costruire castelli di sabbia:
Conta di più il bicchiere trasparente
O la mano dell’uomo che lo crea?
Si respira una fragile atmosfera
Di cenere, di fumo, di tristezza:
Ciò che è stato una volta non sarà
Più così, dicono le foglie secche.
Ora del tè, pane tostato, burro,
E tutto avvolto come in una nebbia.

(da Poesie e antipoesie, 1954 – Traduzione di Matteo Lefèvre)

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L’antipoesia concepita dal poeta cileno Nicanor Parra respinge la lirica impegnata, trasferisce la poesia nell’ambito del colloquiale e del quotidiano. Se gli esseri umani vivono nell’incertezza e si pongono domande, sull’amore, sul tempo, sulla memoria, sul dolore, l’uomo che beve il tè in un vecchio locale e che è un alter ego del poeta ironicamente pone solo riflessioni estetiche senza altra risposta che il dubbio, suggerendo che tutti non fanno altro che costruire castelli di sabbia.

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PAMELA CARTER, “FRAGOLE, ARANCE E TÈ”

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il poeta non adempie alla sua parola / se non cambia i nomi delle cose.
NICANOR PARRA, Versi da salotto

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nicanor-parra3Nicanor Segundo Parra Sandoval (San Fabián, 5 settembre 1914 – La Reina, 23 gennaio 2018), poeta matematico, filosofo e fisico cileno. Incarnò l’antipoesia, teorizzando il distacco dagli schemi poetici tradizionali. Fu candidato tre volte al Premio Nobel senza vincerlo mai. Ottenne il Premio Reina Sofia nel 2001 e il Premio Cervantes nel 2011.


lunedì 10 febbraio 2025

Ora abitiamo la nostalgia


MARINO MUÑOZ LAGOS

PARLIAMO DI TE

Ogni volta che tornerò
ti incontrerò.
E dovremo ricominciare da capo
alla scoperta della favola del bosco,
capirci con le parole
che ci porta la pioggia
e aprire la notte
con un lampo di lucciole.
E ricordare il tuo nome,
il tuo nome di mele e strade,
dell'eucalipto profumato delle farmacie,
di piccole e azzurre lontananze.
E dovremo tornare
alle stazioni ferroviarie
che esistono solo nel cuore
e aspettare quel treno notturno
che attraversa gli inverni
per andare insieme a quella città silenziosa
dove il sole matura presto
e le stelle scendono
fino a sfiorarci i capelli.
Era un'altra epoca. Non ne dubito.
Ora abitiamo la nostalgia
come se fosse una vecchia casa.
Una stanza chiusa che non ci permette di vedere
oltre le mani.
Così
Io ti ascolto, tu mi ascolti
Ti amo, tu mi ami.
E siamo di nuovo
quello che eravamo ieri.
Una specie di luce tra le reti del destino
Come uno che si sveglia, ritorno
a quando il tuo corpo si è girato verso il mio
e l'amore cresceva lentamente
in un bagliore rotondo
e cristallino.
E in mezzo a due mondi tremanti
quelle gocce di luce
attraverso l'oscurità.

(da I volti della pioggia, 1971)

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Marino Muñoz Lagos è il cantore del passato: le sue poesie passano attraverso il vaglio del tempo perduto e giocoforza attraversano la lente della nostalgia, questa casa affollata di ricordi in cui abitiamo ma dalla quale non possiamo uscire. È un tempo in cui tutto era più bello, in cui ogni cosa era più semplice e genuina. Ma era davvero un'altra epoca e tutto quello che ne rimane non sono che quelle rade gocce di luce filtrate attraverso il buio.

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IMMAGINE © STOCKSNAP/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Eppure è affascinante viaggiare / verso quei porti / dove i bar diventano / gli azzurri pontili della nostalgia.
MARINO MUÑOZ LAGOS, I volti della pioggia

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Marino Muñoz Lagos (Mulchén, 19 luglio 1925 - Punta Arenas, 15 aprile 2017), poeta cileno. Dopo aver conseguito il diploma di maestro elementare, si è stabilito a Punta Arenas, a seguito delle norme della cosiddetta Legge di Difesa Permanente della Democrazia. Le sue poesie hanno per sfondo il paesaggio magellanico con tempeste e marinai.


domenica 2 febbraio 2025

Giorni di un azzurro intenso


CECILIA CASANOVA

CI SONO GIORNI

Ci sono giorni
che uno ha
propensione per la bellezza
Giorni di un azzurro
intenso
come una stoviglia
Giorni veramente soprannaturali
che ti fanno venire voglia di parlare
anche con gli sconosciuti
e leggere le linee delle loro mani
Giorni in cui incontriamo Dio
e possiamo
benedire
i genitori
e i lupi
che più di una volta
abbiamo incontrato
per la strada
Ci sono giorni
che non si tocca
terra
Giorni adatti per volare
per amare
ed essere amati
Perché l'amore
è il fondamento
la ragione
per cui
a volte
non si sa
che fare
della felicità.

(da Di enigmi e premonizioni, 1975)

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I versi concisi della poetessa cilena  Cecilia Casanova raccontano di quelle giornate che talora capitano in cui “ci sentiamo divinamente”, dove tutto ci affascina, dal cielo azzurro allo splendore dei prati primaverili o del mare estivo e quella predisposizione d’animo si trasmette a ogni cosa, ci migliora. Giorni in cui l’amore rende addirittura superflua la felicità.

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RAOUL DUFY, "LA BAIE DES ANGES"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Voglio restare tra le cose. / Stabile, fluida. / Ovunque / esista la luce.
CECILIA CASANOVA, Ogni giorno.

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Cecilia Casanova (Santiago del Cile, 2 ottobre 1926 – 2 novembre 2014), poetessa cilena. Autrice di poesie spesso brevissime ma chiare e intense, è stata accostata ad Emily Dickinson per la sua sensibilità nei confronti della natura e per la ricerca dell’immenso nel quotidiano.


venerdì 24 gennaio 2025

Giocherò con le trecce


CECILIA CASANOVA

RITORNO ALL'INFANZIA

Giocherò con le trecce
sul bordo del mio vestito.

Mi rannicchierò nello scialle della nonna
annusando la sua lana
conservata così bene nel suo colore lilla.
felice di ritornare all'infanzia.

La casa era mia.
perché non entrare?
Non mi faranno nulla i ritratti
appesi alle pareti
né il pianoforte inumidito dal tempo.

Togliti le scarpe. No.
Sali sul divano con le scarpe e salta
sui tuoi sette anni, sui tuoi dodici, sui tuoi diciotto.

Ruba il miele dalla dispensa
ed esci silenziosa.
Non ti vedranno!

(da I giochi del sole, 1969)

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C'è una sorta di "mito" dell'infanzia, un periodo che probabilmente ci rimane impresso nella memoria grazie alle sue scoperte e alla sua spensieratezza. Cesare Pavese scrisse nel suo diario: “L'infanzia non è soltanto l'infanzia vissuta, ma l'idea che ce ne facemmo nella giovinezza, nella maturità, ecc. Per questo appare l'epoca più importante: perché è la più arricchita dai ripensamenti successivi”. La poetessa cilena Cecilia Casanova vi ritorna, attraversando il ricordo, con la sua sensibilità.

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IRINA REDINE, "BAMBINA CON MARGHERITE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Nella triste distanza degli anni / ricordo la mia infanzia come un sogno, / di lente rondini nel cielo, in volo, / dei bei giorni andati, ormai perduti.
MARÍA CRISTINA URSIC, Mano fugace

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Cecilia Casanova (Santiago del Cile, 2 ottobre 1926 – 2 novembre 2014), poetessa cilena. Autrice di poesie spesso brevissime ma chiare e intense, è stata accostata ad Emily Dickinson per la sua sensibilità nei confronti della natura e per la ricerca dell’immenso nel quotidiano.


mercoledì 2 ottobre 2024

Sul rigo


CECILIA CASANOVA

DAL PENTAGRAMMA DEI FILI DELLA LUCE

Le rondini
allineate sul rigo
provano la loro fuga
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(da Il suono delle stelle, 1998)

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Antonio Machado ebbe un'intuizione simile guardando sul filo "serie cornacchie quiete e taciturne, / gelide, nere note / scritte sul pentagramma di febbraio". La poetessa cilena Cecilia Casanova immagina le rondini pronte a partire sui fili del telefono - immagine ormai desueta, appartenente al secolo scorso - come note su un rigo musicale.

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FOTOGRAFIA © ADINA VOICU/PIXABAY

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   LA FRASE DEL GIORNO   

O rondini! È pur dolce ai nostri cuori / questa vostra partenza agile e gaia,
MARINO MORETTI

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Cecilia Casanova (Santiago del Cile, 2 ottobre 1926 – 2 novembre 2014), poetessa cilena. Autrice di poesie spesso brevissime ma chiare e intense, è stata accostata ad Emily Dickinson per la sua sensibilità nei confronti della natura e per la ricerca dell’immenso nel quotidiano.


giovedì 22 agosto 2024

Lo stanco tilbury


JORGE TEILLIER

TWILIGHT

Si trova ancora sotto il melo
lo stanco tilbury dei nonni.
Chi coglierà quelle mele
dove splende ancora un sole d’altri tempi?
La recinzione sta marcendo.
Le ortiche invadono il giardino.
Qualcuno guarda il tilbury
e lo distingue appena
nella luce tremolante
tra la sera e la notte.

Matrimoni e funerali.
Un pomeriggio intero a combattere il fango
quando andammo nella città appena fondata.
Un viaggio da ubriachi nella penombra frusciante
schivando i rami pazzi.
Viaggiamo e viaggiamo
pur sapendo che tutto non può che finire
in una squallida casa miserabile da dove guardi
quella luce ostinata lottare contro la notte.

Chi raccoglierà le mele
dove può ancora vivere un sole d’altri tempi?
Le ortiche invadono il giardino.
il giorno non riesce a rifugiarsi in casa.
Per fuggire dall'oscurità c'è solo uno stanco tilbury
che non si stanca mai di combattere la notte.

(da Il cielo cade con le foglie, 1958)

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Un sole d'altri tempi è quello che risplende nella memoria, tematica principale del poeta cileno Jorge Teillier. Quel sole che ora batte su un'obsoleta carrozza leggera a due ruote che fu dei nonni, abbandonata sotto un melo a sua volta abbandonato come la casa in rovina nel villaggio.

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IMMAGINE GENERATA CON INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ciò che conta non è la casa di tutti i giorni / ma quella nascosta in un angolo dei sogni.
JORGE TEILLIER, Morti e meraviglie

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Jorge Teillier Sandoval (Lautaro, 24 giugno 1935 - Viña del Mar, 22 aprile 1996), poeta cileno della “Generazione letteraria dei ‘50”, creatore della “poesia larica”. Per lui l’importante in poesia non è l’estetica, ma la creazione del mito e di uno spazio di tempo che trascende il quotidiano.


lunedì 19 agosto 2024

Potremmo incontrarci


CECILIA CASANOVA

SAI?

Senti,
potremmo incontrarci in una piazza
o in un bar
per ricordare quanto ci amavamo.
Sai?
I miei ricordi sono diventati sbiaditi
e vederti
sarebbe come ritoccarli.


(da Stazione Termini, 2024)

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Se "l'amore / è come le stagioni. / Il nostro / ha già preso il suo colore", come scrive la poetessa cilena Cecilia Casanova nella poesia immediatamente successiva a questa nella raccolta Stazione Termini, allora è chiaro che con il passare del tempo il suo ricordo è destinato a svanire, a sbiadire come le foglie d'autunno che con l'inverno seccano e perdono forma e colore. L'antidoto? Ma un nuovo incontro, naturalmente.

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ROGER WILKERSON, "SIDEWALK CAFÉ"

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  LA FRASE DEL GIORNO   

Né lui / né io / ci siamo resi conto / che la nostra amicizia era piena / di curve. / Raddrizzarla / sarebbe stato sacrilegio.
CECILIA CASANOVA, Stazione Termini

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Cecilia Casanova (Santiago del Cile, 2 ottobre 1926 – 2 novembre 2014), poetessa cilena. Autrice di poesie spesso brevissime ma chiare e intense, è stata accostata ad Emily Dickinson per la sua sensibilità nei confronti della natura e per la ricerca dell’immenso nel quotidiano.


mercoledì 31 luglio 2024

Se tu fossi qui


CECILIA CASANOVA

CARTOLINA

Se tu fossi qui, a parlare di tante cose,
sicuramente sarebbe l'alba.
Ma la mia vicina sono secoli che annaffia le sue piante
la sera, che continua con lo stesso colore.
C'è una zanzara pesante, sonnolenta,
ferma sulla finestra.
Forse tutto è solo una cartolina
o il coperchio di una scatola di cioccolatini
con tanti nastri.

(da I giochi del sole, 1963)

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Attimi che fuggono come piccoli frammenti di specchio rimandando ciascuno un diverso pezzo di realtà: Cecilia Casanova racconta la lontananza anche attraverso questi momenti non condivisi che forse in un ménage neppure si noterebbero, inghiottiti dalla routine, ma che l'assenza dell'amato rende visibili e dolorosi.

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LOUIS MARCOUSSIS, "NATURA MORTA CON FINESTRA"

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Se te ne vai / il mio cuore / la stanza degli ospiti / più esclusiva / non sarà mai più / occupata.
CECILIA CASANOVA, Stazione Termini

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Cecilia Casanova (Santiago del Cile, 2 ottobre 1926 – 2 novembre 2014), poetessa cilena. Autrice di poesie spesso brevissime ma chiare e intense, è stata accostata ad Emily Dickinson per la sua sensibilità nei confronti della natura e per la ricerca dell’immenso nel quotidiano.


giovedì 18 luglio 2024

Gli archi dell’amore


ALFONSO CALDERÓN

DONNA ADDORMENTATA

Sei sola sulla spiaggia,
amore mio,
e il tuo corpo accarezzato dai venti
ricorda i singhiozzi della schiuma.

Sei sola, ma nella tua solitudine
sogni vergini ti circondano,
e l'architettura seducente del mare
che avvolge onde come corpi posseduti.

Sogni, ma i sogni, amore mio
sono gli archi dell'amore,
e poi nel ricordo
resterà solo un profumo sulle labbra assorte,
il sapore di un pianeta che giace tremante,
come la pioggia, dolce,
come il silenzio, dolce,
come l'oblio, assoluto.

(da Primo consiglio agli arcangeli del vento, 1949)

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Sono molti i poeti che descrivono l’amata addormentata (o l’amato). C’è quel mistero in chi dorme, quell’essere altrove pur rimanendo lì con il corpo. L’amata del poeta cileno Alfonso Calderón dorme su una spiaggia e fluttua nella sua solitudine nei territori oscuri del sogno: “Tu che conosci il caldo accento delle piume / e il calore infinito nascosto nella neve / cerca di penetrare questo vago futuro di sogno / in un prodigio di linfa o di rosa adolescente”.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Continuo a pensare alla necessità di una vita interiore, quella che ci permetta di lasciare alle spalle le esigenze del mondo contemporaneo ed entrare, un po' storditi, nella pace di un nuovo giorno.
ALFONSO CALDERÓN, Ritorno in Sicilia




Alfonso Calderón Squadritto (San Fernando, 21 novembre 1930 – Santiago, 8 agosto 2009), scrittore, poeta e accademico cileno. Nel 1949 pubblicò la sua prima raccolta di poesie, Primo consiglio agli arcangeli del vento. La sua produzione letteraria abbraccia vari generi: poesia, memoria, romanzo, saggio e, soprattutto, quel genere ibrido, frammentario e residuo che è il diario.

mercoledì 19 giugno 2024

Tace una parola


CECILIA CASANOVA

RITORNA

Al telefono mi dici
che la via dove abiti
si chiama Roger de Flor
che vedi il mare
che gli alberi sono in fiore.
Il tuo entusiasmo
mi impedisce di essere triste
e nel profondo di me
tace una parola.

(da Poesie del vago e del simpatico, 2010)

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La cosa geniale di questa poesia di Cecilia Casanova, che per il resto sarebbe una normale poesia d’amore, è quel titolo urlato al lettore ma taciuto all’amato. “Ritorna” lo dice a noi che leggiamo, ci fa complici di quel suo tormento di anteporre alla propria la felicità di chi si ama, di quella sua necessità di tacere ciò che più desidera mentre si macera nell’assenza.

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ILLUSTRAZIONE DI OLIVER BRABBINS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L'amore / è come le stagioni. / Il nostro / ha già preso il suo colore.
CECILIA CASANOVA, Stazione Termini

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Cecilia Casanova (Santiago del Cile, 2 ottobre 1926 – 2 novembre 2014), poetessa cilena. Autrice di poesie spesso brevissime ma chiare e intense, è stata accostata ad Emily Dickinson per la sua sensibilità nei confronti della natura e per la ricerca dell’immenso nel quotidiano.


domenica 16 giugno 2024

Puro e diafano


PEDRO PRADO

IL MIO AMORE

Il mio amore era tanto puro e diafano che tu non lo vedevi.
Che fare? mi dissi.
Lo intorbidai.

(da Karez I Roshan, 1922)

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Pedro Prado, poeta cileno, era noto per le sue poesie in prosa, spesso leggibili come parabole o insegnamenti. Ma, per gioco, con l’amico Antonio Castro Leal, sull’onda della popolarità dell’orientalismo nata in seguito alla vittoria del Premio Nobel per la Letteratura da parte dell’indiano Tagore nel 1913, pubblicarono una serie di versi attribuendoli all’oscuro poeta afgano Karez-I-Roshan. Riconoscibile è però il tono lirico e sentenzioso di Prado e la sua ironia.

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ILLUSTRAZIONE © ALANA JORDAN/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Sono – disse il poeta passando attraverso l’allegra moltitudine – come la luna dimenticata del mezzogiorno. Quando la tristezza, al pari della notte, arriva, questa gente avverte la mia presenza: a somiglianza della luna, solo allora comincio a brillare per gli uomini.
PEDRO PRADO, Karez I Roshan




Pedro Prado Calvo (Santiago, 8 ottobre 1886 - Viña del Mar, 31 gennaio 1952), scrittore, pittore e architetto cileno , vincitore del Premio Nazionale di Letteratura nel 1949.Autore di poesie in prosa, come romanziere fuse la struttura popolare dell’esotismo con le vette creative e poetiche dell'Imagismo, raggiungendo la profondità filosofica.


giovedì 30 maggio 2024

Quella pioggia


JORGE TEILLIER

PRIMA DELLA PIOGGIA

Ricordo le tue parole
mentre spesse nuvole si addensavano
preparando la pioggia
quella pioggia che si nascondeva per giorni e giorni
da qualche parte nella memoria
in qualche posto sconosciuto nel mondo
a coronare i sogni
Ricordo le tue parole
Stavi parlando di conigli e ciliegie
di passeri che mangiavano
nel palmo della tua mano
Di città enormi
dall'altra parte dell'oceano
dove i bar erano pieni
di gente sconosciuta.
Ricordo le tue parole
e ricordo ancora di più il tuo silenzio
che si univa al grande silenzio
che precede la pioggia
E poi come fuggimmo
improvvisamente tenendoci per mano
come fuggimmo senza sapere dove
assordati dal fragore della pioggia

(da Lo sognai o fu realtà, 2003)

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Quello che il poeta cileno Jorge Teillier ama più fare nei sui versi: una incursione nei territori della memoria che assume i toni leggeri e sbiaditi del ricordo. La pioggia estiva che scoppia improvvisa da grigi nuvoloni, gli innamorati sorpresi che fuggono mano per la mano cercando un riparo.

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FOTOGRAFIA © OLEG M. KULISHOV/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Piove, piove, piove / Vorrei che piovesse sempre!
PABLO DE ROKHA

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Jorge Teillier Sandoval (Lautaro, 24 giugno 1935 - Viña del Mar, 22 aprile 1996), poeta cileno della “Generazione letteraria dei ‘50”, creatore della “poesia larica”. Per lui l’importante in poesia non è l’estetica, ma la creazione del mito e di uno spazio di tempo che trascende il quotidiano.