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mercoledì 1 luglio 2026

Poesie per luglio XII


Due poeti spagnoli per cantare luglio: il calore del sole a picco che secca la terra e la inaridisce, i muri bianchi di un paesaggio catalano nei versi di César Simón. E i campi di grano pronti per essere mietuti in un altro paesaggio, dipinto a colori da Max Aub.

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FOTOGRAFIA © MERIÇ TUNA/PEXELS
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CÉSAR SIMÓN
MURO CON ALBERO


Questa terra ocra.
Muri bianchi,
sporchi di rosa,
di blu.

Questi recinti con i loro cancelli
rosicchiati, con i loro muri
di fango.

Come vibra il sole
sulle buche.

Come bruciano il muro,
il cancello, come a malapena
la chioma dell'acacia
contro il cielo,
contro il cielo di luglio,
oh venti di vita
che soffiate da così lontano.


(da Erosione, 1971)

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MAX AUB

ESTATE


1

Proprio come nell'amore,
ciò che tu dai, io do.

Dopo aver dato
la sua neve per le nuvole,
il campo, fedele specchio,
dà il verde per l'azzurro.

Proprio come nell'amore,
ciò che tu dai, io do.


2

Luglio darà il suo raccolto
al sole più caldo,
miele voluttuoso
che ondeggia e cede al vento.


                                           18-3-42


(da Diario di Djelfa, 1970)

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Il mio amore era l'infinito luglio, quando potevo guardare / il sole bruciare, infinito luglio, inevitabile e spaventosamente luminoso / e confuso dal bagliore delle pietre, infinito luglio.
LIISI OJAMAA, Luglio infinito

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César Simón (Valencia, 16 agosto 1932 - 11 dicembre 1997), poeta e scrittore spagnolo. La sua opera appartiene cronologicamente alla cosiddetta "generazione del secondo dopoguerra" e  presenta uno stile di scrittura austero e uno sguardo profondo nell'analizzare ciò che trascende il quotidiano.


Max Aub Mohrenwitz (Parigi, 2 giugno 1903 – Città del Messico, 23 luglio 1972), scrittore, drammaturgo e poeta spagnolo naturalizzato messicano. Nelle sue opere tende a cogliere - col supporto e la mediazione della forma teatrale - gli aspetti ideologici, politici e umani degli avvenimenti dell'epoca che vive e a farne risaltare conflitti e contraddizioni.


martedì 1 luglio 2025

Poesie per luglio XI


Un fiume e luglio legano queste due poesie: il poeta spagnolo Álvaro Valverde  insegue la dolcezza della vita guardandola scorrere pigra nel rigoglio dell'estate; il poeta indiano Rabindranath Tagore affida il suo dono d’amore alla pioggia monsonica che ingrossa il fiume e fa verdi le piante.

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FOTOGRAFIA © SHARON ANG/PIXABAY

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ÁLVARO VALVERDE

COSÌ

Così come nel fiume
si vedono
riflesse piante e alberi
e le sponde sembrano,
per simmetria, una
terra verde rovesciata,
la luce, la brezza, l'acqua,
nelle prime ore
di questa giornata di luglio,
danno l'idea
che la vita è Dolce,
serena, questo vivere
davanti al baratro.

(da La stanza dello scirocco, 2018)

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RABINDRANATH TAGORE

PIOGGIA D’ESTATE

Perdonami se oggi sono impaziente, amore.
È la mia prima pioggia estiva. La foresta,
sulle sponde del fiume, è agitata
e i rigogliosi alberi di ipomea acquatica
tentano, con i fiori profumati, il monsone che passa.
Vedi, da ogni parte il cielo è attraversato
da lampi e il vento solleva i capelli.
Se proprio oggi ti porto il mio dono,
perdonami amore.
Il mondo dei soliti giorni
è nascosto dal vapore della pioggia,
ogni lavoro è sospeso nelle case,
desolati sono i campi.
Solo per gli occhi tuoi neri
lo scrosciare della pioggia
ritrova la sua melodia,
e, alla tua porta, vestito d’azzurro,
luglio aspetta che tu apra, coi gelsomini
pronti per le tue trecce.

(da Il dono dell'amante, 1920)

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

O luglio, tu sei come un giovinetto / ch'abbia le chiome molli e succolente  / come frutta mature; e per diletto  / tu porti ai contadini le semente.
FEDERIGO TOZZI, La zampogna verde

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Álvaro Valverde (Plasencia, 1959), poeta e scrittore spagnolo. Dopo aver insegnato e collaborato con ABC Cultural, lavora come critico di poesia a El Cultural, supplemento del quotidiano El Mundo, così come nelle riviste Turia, Cuadernos Hispanoamericanos e Clarín.


Rabindranath Tagore, nome anglicizzato di Rabíndranáth Thákhur (Calcutta, 7 maggio 1861 – Santiniketan, 7 agosto 1941), poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo bengalese. Insignito del Nobel nel 1913 “per la profonda sensibilità, la freschezza e la bellezza dei versi con i quali, con consumata capacità, ha reso il proprio pensiero poetico, espresso in inglese con parole proprie, parte della letteratura occidentale”.


lunedì 1 luglio 2024

Poesie per luglio X


Il poeta spagnolo Jacobo Cortines ci conduce in un giardino di luglio, con i suoi fiori e i suoi profumi e una luna rossa come ospite d’onore. E in un giardino ci porta anche il poeta torinese Agostino Richelmy: gelsomini e insetti e un’altra luna, questa non piena.


FOTOGRAFIA © PIXABAY

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JACOBO CORTINES

RITORNO IN ESTATE

Con l’estate l’immagine ritorna alla memoria:
il giardino con gli archi di cipresso potati,
la tuberosa, la bignonia, il muro rosso e bianco,
l'albero annaffiato quando arriva il pomeriggio,
la siepe degli eucalipti, il mormorio dei pioppi,
la strada che porta alle dolci colline,
e la luna arancia rotonda in mezzo ai rami.
È luglio e la finestra è piena di gelsomini.

(da Passione e paesaggio, 1983)

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AGOSTINO RICHELMY

SERA DI LUGLIO IN GIARDINO

Si rompe il cielo al rozzo
e remoto frastuono dei decrepiti
motori e degli aerei supersonici.
Timida olezza l’aria
e nella grigia luce
vedo gl’immacolati gelsomini.
Pie corolle nel chiostro
dei loro steli attorcigliati stretti
al graticcio murale
sono sorprese or ora
dal taciturno arrivo
dei volatili insetti.
Imenotteri bruni
testé nati dalla marcida palude
sembrano modellini
di novelli elicotteri.
Sotto la luna tronca e semispenta
nel nuvolone rotto
me li figuro, mostri
pelosi che natura
mutua d’esca e diletico
pone, ganzi o lenoni,
sulle corolle intemerate
degli efebici gelsomini.

(da La lettrice di Isasca, Garzanti, 1986)

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Solo per gli occhi tuoi neri / lo scrosciare della pioggia / ritrova la sua melodia, / e, alla tua porta, vestito d’azzurro, / luglio aspetta che tu apra, coi gelsomini / pronti per le tue trecce.
RABINDRANATH TAGORE, Dono d’amore

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jacobo_cortinesJacobo Cortines Torres (Lebrija, 1946), poeta, saggista, traduttore, editore, accademico e professore universitario spagnolo. Laureato in Lettere e Filosofia, insegna Letteratura spagnola a Siviglia. Poeta riflessivo, segue la lezione dei classici e soprattutto di Petrarca.


Agostino Richelmy (Torino, 25 marzo 1900 – Collegno, 27 febbraio 1991), poeta e traduttore italiano. Attivo negli ambienti letterari del capoluogo piemontese sin dagli anni '30, Tra i suoi lavori si ricordano soprattutto le traduzioni per Einaudi: le Favole di Fedro, le Bucoliche e le Georgiche di Virgilio, e opere di Voltaire, Gustave Flaubert e Alfred de Musset.


sabato 1 luglio 2023

Poesie per luglio IX


Due poesie per luglio: la constatazione del manifestarsi della cosiddetta “bella stagione” da parte della poetessa ungherese Ágnes Nemes Nagy e le riflessioni del poeta statunitense Charles Wright in un crepuscolo californiano.

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FOTOGRAFIA © JON SULLIVAN/PIXNIO

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ÁGNES NEMES NAGY

LUGLIO

Luce e luce e macchie solari, colori profumati,
al posto del mio cuore di rigore - mazzi di fiori.
Solo per questa volta, caro mondo, ti perdonerò,
ma d'ora in poi dovrai ravvederti.

(da La notte di Akhenaton, 2004)

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CHARLES WRIGHT

CREPUSCOLO CALIFORNIANO

Sera tarda, luglio, e nessuno in casa.
Nei polmoni verdi del salice, insetti volanti e lucciole
macchiano di sangue le fronde e le ali. Aster

blu diventano elettrici sulla siepe.
Che cosa avevo in mente?
L’ultimo ronzio d’un pattino si dissolve lungo la collina di Oak Street.

Lentamente una foglia si stacca da un ramo.
Lentamente le mani incrostate dei morti s’agitano dalle loro caverne.
Una fiammella rosata è spenta nella mia bocca.

(da China Trace, 1977 – Traduzione di Antonella Francini)



   LA  FRASE DEL GIORNO  

Doveva essere una di quelle ore mattutine nuove e riposanti come ce ne sono in luglio, in cui si manifesta dappertutto come una gioia irriflessa. Da milioni di minimi, insopprimibili movimenti, si forma, a mosaico, l’esistenza più convinta; le cose vibrano sciolte nell’aria, compenetrate le une alle altre, e la loro freschezza schiarisce l’ombra e dà al sole una luce lieve, spirituale. Allora nel giardino non ci sono più elementi essenziali; tutto è dappertutto, e bisognerebbe essere in tutto, per non perdere nulla.
RAINER MARIA RILKE, I quaderni di Malte Laurids Brigge

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Ágnes Nemes Nagy (Budapest, 3 gennaio 1922 – 23 agosto 1991), poetessa, scrittrice, educatrice e traduttrice ungherese. Con l’avvento del comunismo,le fu proibito di pubblicare dal 1949. Fu simbolo della resistenza letteraria al realismo socialista. Durante il periodo stalinista visse di borse di studio a Roma e Parigi e lavorò come insegnante.


Charles Wright (Pickwick Dam, Tennessee, 25 agosto 1935), poeta, accademico e traduttore statunitense, vincitore del Premio Pulitzer per la poesia nel 1998. Professore presso l'Università della Virginia, ha creato uno stile poetico che genera una sensazione di immediatezza e concretezza enfatizzando gli oggetti e la prospettiva personale.




venerdì 1 luglio 2022

Poesie per luglio VIII


Luglio. Due poesie intervallate da oltre un secolo: quella moderna di Pierluigi Cappello, che “si fa bambino” e vaga per i territori dell’infanzia sognando che fuori, nel sereno, ci sia il mondo sognato dentro i libri e dentro i fumetti di Corto Maltese; e poi quella incrostata di uno stile ancora ottocentesco e carducciano di Olindo Guerrini, nascosto dietro lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti, un sogno d’amore che vorrebbe tramutare una donna dalle sembianze classicheggianti o preraffaellite in una ninfa dei boschi.

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FOTOGRAFIA © HEIDIMARIA/PIXABAY

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PIERLUIGI CAPPELLO

QUESTA SIEPE

Fuori il sole è limpidissima Grecia
guardo un sereno di luglio
delle dieci di mattina
il verde lo trattiene tutto
dentro le foglioline di lauro
i giardini ben pettinati
gli azzurri, quanti dentro la parola
azzurro
a immaginare come, con il come
a marcare distanze
erano così, come questo
così diversi
i mari grandi degli idrovolanti
con uomini vestiti da marinai
l'azzurro alto del cielo e del mare
che tenevo negli occhi bambino
Croix du sud, Arc-en-ciel
Bristol Bombay, Short Calcutta
la cerimonia dell'alba
sull'argento delle carenature
perché a sud è sempre mattina
a sud è sempre sereno
e le figure negli occhi camminano
su calcagni scalzi
e stinchi sporchi ma alati
a pensarle così
a pensarmi così, farmi bambino
che dentro la testa tengo per me
come uno spicciolo nuovo
un fischio da dietro una siepe adesso che fumo
che nessun mare si alza dalla parola mare
e dietro le siepi passano macchine
che conto passare.

(da Azzurro elementare, Rizzoli, 2013)

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OLINDO GUERRINI

MERIDIES

Al sol di luglio disperatamente
friniscon le cicale;
dagli arsi prati vaporar si sente
una fragranza calda e sensuale;
nel meriggio fulgente
aleggiano l'idillio e il madrigale.

Gentil beltà da la fiorente gota,
ascolta. Ecco, risuona
nel deserto sentier la voce nota
che sì spesso d'amor teco ragiona.
Gitta l'anfora vuota,
accorri sorridendo e t'abbandona.

Egli ti dice: a che più tardi? Andiamo
de l'ombre amiche in traccia.
Il piccioletto piè posa sul ramo
che il rimoto sentier sbarra ed impaccia.
Varca sicura. Io t'amo
e ti riceverò nelle mie braccia.

Con la cupida man, senti? t'ho stretto
i fianchi baldanzosi.
Avidamente nel formoso aspetto
figgo, ardenti d'amor, gli occhi bramosi,
mentre porgendo il petto
su l'omero il gentil braccio mi posi.

Sotto la forte man che ti sostiene
come ti batte il core!
Come di fiamme le pupille hai piene!
Come le guance tue mutan colore!
Apri a l'amor che viene,
apri le braccia e de la bocca il fiore!

Vedi? Il bosco, laggiù, fido nasconde
chi nel suo sen ricetta.
A quelle oscurità fresche e profonde
il desìo non ti chiama e non ti alletta?
Vieni! Sotto le fronde,
entro l'ombre silenti amor ci aspetta!

(da Le Rime, Zanichelli, 1903)

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LA FRASE DEL GIORNO
Alla fonte del desiderio, o all’esodo? – Sfavilla / questa domanda o questo enigma. / Non danno altri indizi le stelle di luglio.
MARIO LUZI, Al fuoco della controversia




Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1º ottobre 2017), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della sua moto contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.


Olindo Guerrini, noto anche con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti e con altri nomi d'arte (Forlì, 4 ottobre 1845 – Bologna, 21 ottobre 1916), poeta e scrittore italiano, esponente della poesia realista di epoca positivista si dedicò alla lirica intimista, alla poesia dialettale e satirica tra Decadentismo e Scapigliatura.


giovedì 1 luglio 2021

Poesie per luglio VII


Due poeti centroamericani per celebrare luglio: il messicano Xavier Villaurrutía interpreta un dipinto di Paul Cézanne, precisamente una natura morta con frutta tipicamente estiva: è un’esplosione dei colori tipici del mese. Il nicaraguense Ernesto Cardenal si immerge nell’atmosfera di una sera di luglio presso l’abbazia trappista di Gethsemani, nel Kentucky.

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FOTOGRAFIA © WALLUP

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XAVIER VILLAURRUTÍA

CÉZANNE 1839-1906

Luglio scioglie in vapore
i vetri delle finestre
dell'acqua e dell'aria.
Nel girasole bianco e blu della tovaglia
i frutti assumono pose eterne
per l'occhio e per il pennello.
Con le arance dai pori aperti
le mele si colorano troppo,
e le pesche, per la loro buccia di quindici anni,
fanno voglia di accarezzarle.
Le pere grosse hanno rotolato
il loro marmo trasparente
lontano delle pere lentigginose
e delle noci rugose.
Fa caldo! Tuttavia
che peccato bere la “natura morta"
che hanno lasciato nel bicchiere.

(da Riflessi, 1926)

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ERNESTO CARDENAL

GETHSEMANI, KY

6.

Come i gufi, che vedono solo di notte, e come
il mezzogiorno è la mezzanotte dei pipistrelli,
in questa sera luminoso di luglio non sarà diversa la luce
e non sarà soltanto il buio che vediamo?
il serbatoio argenteo dell’acquedotto, il tramonto,
le rondini che volteggiano, questo libro di Suso,
l’aereo che attraversa come un pesce il cielo di luglio?

(da Gethsemany, KY, 1965)

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LA FRASE DEL GIORNO
Guardo a luglio in modo diverso da come ho sempre fatto – una volta mi sembrava arido, e secco – a stento ne ho amato qualcosa a causa della calura e della polvere.
EMILY DICKINSON, Lettera a Susan Gilbert




Xavier Villaurrutía González (Città del Messico, 27 marzo 1903 - 25 dicembre 1950), poeta e drammaturgo messicano, fu membro del gruppo vicino alla rivista Contemporanéos e vicino al Surrealismo. La sua opera poetica si distingue per l’oscurità e per immagini di abbandono e desolazione.


Ernesto Cardenal Martínez (Granada, Nicaragua, 20 gennaio 1925 – Managua, 1° marzo 2020) poeta, presbitero e teologo nicaraguense. Protagonista della rivoluzione in Nicaragua del 1979, fu tra i massimi esponenti della teologia della liberazione: è stato il fondatore della comunità religiosa di Solentiname.


mercoledì 1 luglio 2020

Poesie per luglio VI


Luglio: il mese pieno dell’estate, mese di raccolti e di canicola. Il poeta lucano Rocco Scotellaro chiede di non inaridire, di poter dare frutto egli stesso; il poeta fiorentino Franco Fortini insegue un verso di Saba annaffiando le piante del giardino e lavando via la polvere dai gradini.

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LEONID AFREMOV, "MEZZOGIORNO GRECO"

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ROCCO SCOTELLARO

ORA CHE DOMINA LUGLIO

Ancora non mi palpita una fede:
per questo mi viene la luce
e non me la sento il mattino
e so il mio giorno rapito
in un vortice inane.
Se fossi zolla!
M’avrebbe rimossa la vanga,
darei erbe e frutti
a questa stagione che sorvola.
E sono sorgente seccata
che mi scansano le greggi
ora che domina luglio.


(da È fatto giorno, Mondadori, 1954)

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FRANCO FORTINI

SABA

La mattina di luglio
e a volo l’acqua della manichetta
va su gradini e foglie
e là di certo contenta mia moglie
allegra agita lo scintillìo…

Va la memoria ad un verso di Saba.
Ma ne manca una sillaba. Per quanti
anni l’ho male amato
infastidito per quel suo delirio
biascicato, per quel rigirìo
d’esistenza…

E ora che riposano
il suo libro e il mio corpo
indifferenti
come un sasso o una pianta
o una invincibile ombra nel bosco
(nel vuoto il sole s’avventa
e un’iride ne grida) riconosco
con lo stupore di chi vede il vero
lunga la poesia, lungo l’errore.

Parevi stanca, parevi ammalata
ma t’ho riconosciuta, io che t’ho amata.


(da Composita solvantur, Einaudi, 1994)

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LA FRASE DEL GIORNO
Luglio dal gran caldo, bevi ben e batti saldo
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PROVERBIO ITALIANO




Rocco Scotellaro (Tricarico, 19 aprile 1923 – Portici, 15 dicembre 1953), scrittore, poeta e politico italiano impegnato nella lotta per miglioramento delle condizioni economiche e sociali dei contadini. La sua poesia è caratterizzata da da un'ambientazione pastorale serena, da un'armonia di immagini e visioni che esaltano la vita bucolica.


Franco Fortini, nato Franco Lattes (Firenze, 10 settembre 1917 – Milano, 28 novembre 1994), poeta, critico letterario, saggista e intellettuale italiano. La sua poesia è testimonianza anche ideologica delle lotte di classe del primo dopoguerra, voce progressista e coscienza critica del fallimento degli ideali.


lunedì 1 luglio 2019

Poesie per luglio V


Luglio: nulla si muove, tacciono anche gli uccelli. Tutto sembra annegato nella canicola. E ricerchiamo la frescura, come il poeta polacco Adam Zagajewski, seduto in un parco sulla riva di un fiume, come il poeta inglese Edward Thomas, in barca su un lago in attesa che le nuvole si aprano e giunga finalmente il refrigerio della pioggia.
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ADAM ZAGAJEWSKI

LUGLIO

Luglio, i merli hanno ormai smesso di cantare.
Sono seduto su una panchina sulla riva
di un fiume lento,
sento la lite piena d’odio di due amanti
che non conosco né mai conoscerò.

Gli sportivi sudati corrono per il viale.
Indifferentemente luccica il sole del mattino
sulla scura acqua tranquilla
che è la personificazione della passività.

Un ragazzino porta una busta di plastica
con la sfolgorante scritta Men’s Health.
Le anime non s’incontrano quasi mai,
i corpi combattono l’uno con l’altro sotto
la cortina della tenebra.

A notte giunge la pioggia delicata come un haiku.
All’alba balbettano sulla città lievi campane.
Finché noi siamo vivi.


(da Poesia, 331,  Novembre 2017 - Traduzione di Marco Bruno)

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EDWARD THOMAS

LUGLIO

Nulla si muove tranne le nuvole, e nel lago cristallino
i loro doppi e l’ombra della mia barca.
La barca stessa si agita appena quando spezzo
questo torpore di caldo e solitudine a galla
per appurare se ciò che vedo è un uccello o una foglia,
o per sapere se i boschi della sponda sono già svegli.
Sono cresciute dall’alba le lunghe ore 
– distese – , e sono passate sopra
e sotto; ho osservato le fresche canne sospese
su immagini più fresche nel cielo immaginato:
non valeva la pena di pensarci tanto;
tutto quello che dicono le tortore,  lontano,
trabocca soddisfazione dalla mente, con grande calma.

(da Poesie, 1917)

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LA FRASE DEL GIORNO
Nell'immensa afa s'annega / con me la mia miseria, il mondo, tutto.
MURIEL BARBERY, Estasi culinarie




Adam Zagajewski (Leopoli, Ucraina, 21 giugno 1945) è un poeta, scrittore e saggista polacco. Esordì nel 1972 con Komunikat. Nel 1976 aderì al Comitato per la Difesa degli Operai e la dittatura comunista gli impedì di pubblicare. Cominciò allora il suo esilio a Houston e Parigi. Tornò a risiedere a Cracovia nel 2002.

Edward-Thomas-PhotoPhilip Edward Thomas (Lambeth, 3 marzo 1878 – Arras, 9 aprile 1917), poeta, saggista e romanziere inglese. Considerato poeta di guerra, compose però anche numerose poesie dal sapore bucolico. Partito volontario allo scoppio della Prima Guerra mondiale, cadde il primo giorno dell’offensiva di Arras, la domenica di Pasqua del 1917.

domenica 1 luglio 2018

Poesie per luglio IV


Luglio: afa, torpore, assenza di vento, la terra che sembra essere ritornata d’improvviso a un’era antica in cui veniva plasmata e cotta. In questa apatia sono immersi due poeti del ‘900 italiano: Franco Fortini e Camillo Sbarbaro.

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Luglio

FOTOGRAFIA © WIOL5/PIXABAY

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FRANCO FORTINI

MATTINA DI LUGLIO

Nulla flette al largo la riga vergine
della mattina e nulla nell'aria trema
se non fili o la timida vertigine
delle fogliuzze dei salici. Chi rema
va in un medio placido sulla voragine.
I primi gridi si isolano.
Noi ci siamo venduti alla paura,
a vizi inavvertiti, alla speranza,
alla pietà.

(da Una volta per sempre, Mondadori, 1963)

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CAMILLO SBARBARO

AFA DI LUGLIO. IL CANTO CHE NON VARIA

Afa di luglio. Il canto che non varia
delle cicale; il ciel tutto turchino;
intorno a me, nel gran prato supino,
due fili d'erba immobili nell'aria.

Un sopor dolce, una straordinaria
calma m'allenta i muscoli. Persino
dimentico di vivere. Mi chino
coi labbri ad una bocca immaginaria…

E sento come divenute enormi
le membra. Nel torpore che lo lega,
mi pare che il mio corpo si trasformi.

Forse in macigno. Rido. Poi mi butto
bocconi. Nell'immensa afa s'annega
con me la mia miseria, il mondo, tutto.

(Da Resine, Caimo, 1911)

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LA FRASE DEL GIORNO
Meglio si affronta il tempo quando è folto, / mezza giornata basta a sbaraccarlo. / Ma ora ai primi di luglio ogni secondo sgoccia / e l’idraulico è in ferie.
EUGENIO MONTALE, Diario del ’71 e del ‘72




Franco Fortini, nato Franco Lattes (Firenze, 10 settembre 1917 – Milano, 28 novembre 1994), poeta, critico letterario, saggista e intellettuale italiano. La sua poesia è testimonianza anche ideologica delle lotte di classe del primo dopoguerra, voce progressista e coscienza critica del fallimento degli ideali.


Camillo Sbarbaro (Santa Margherita Ligure, 12 gennaio 1888 – Savona, 30 ottobre 1967),  poeta, scrittore e aforista italiano. Nelle sue poesie seppe coniugare un’osservazione della natura e un’analisi anche introspettiva della psicologia umana con uno stile secco e acuto.


sabato 1 luglio 2017

Poesie per luglio III


Luglio giorno e notte: Angelo Barile, poeta ligure di Albissola Marina, si rosola al sole della spiaggia e nella canicola osserva in contrasto la freschezza di una ragazza;  Mario Luzi guarda il cielo notturno e non trova nelle stelle risposte ai suoi tormenti (Non dice cosa sfolgora / in lei la notte di luglio), ma soltanto la vita che continua con i suoi ritmi e le sue stagioni.


Gilliland

DIPINTO DI TIM GILLILAND.

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ANGELO BARILE

ESTIVA

In quest'ora di nude
forme, di lingue di fiamma, noi siamo
le tristi salme che bruciano in riva
a un mare fermo come una palude.
Dal nostro rogo
guardiamo a te ventilata fanciulla!

Nel mezzogiorno vitreo di luglio
sulla spiaggia che brulica t'apparti
innamorata.
Ti stendi nella vampa
come nel letto giovanile, ancora
fresco di sogni;
e il capo che hai liberato, la guancia
che sa di mare,
posi nel taglio d'ombra d'una chiglia.

Sui margini di fuoco
ad ora ad ora
chiudi improvviso
apri netto il respiro delle ciglia.
Ed ogni volta, a quel battito senti
un àsolo che viene
da refrigeri d'anima, ti tocca
in viso
la brezza intermittente dei pensieri
che ti stormiscon nei verdi recinti:

giuocano all'angolo della tua bocca.

(Da Quasi sereno, Neri Pozza, 1957)

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MARIO LUZI

ALLA FONTE DEL DESIDERIO, O ALL’ESODO?

Alla fonte del desiderio, o all’esodo? – Sfavilla
questa domanda o questo enigma.
Non danno altri indizi le stelle di luglio.

Né osa più a fondo la mente interrogarsi.
Vacilla nella sua dubbia fiamma, lei.
O non è la vita, non è il suo ritmo?

(da Al fuoco della controversia, Garzanti, 1978).

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LA FRASE DEL GIORNO
Ma / d’un tratto conosciamo, appena scoppia luglio, la vena / che brucia nella tenda, e da quella luce / – blocco di sole su lenzuola calde e peste – / il mondo ardente in cui cammineremo.
KATE CLANCHY, Samarcanda





Angelo Barile (Albissola Marina, 12 giugno 1888 – Albisola Capo, 20 maggio 1967),  poeta italiano. Sottotenente di fanteria durante la Prima guerra mondiale, fu poi antifascista. La sua poetica, sullo sfondo dell’amato borgo marino, è fortemente influenzata dalla fede cattolica e quindi dalla sua visione profondamente religiosa della vita.

Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.


venerdì 1 luglio 2016

Poesie per luglio II

 

Due poeti contemporanei per rendere l’atmosfera del mese di luglio, spesso afoso, sospeso tra le lunghe sere dell’inizio, ancora prossime al solstizio e quelle più brevi che preannunciano già malinconicamente agosto. Elio Pecora racconta un amore estivo, dolce come il tramonto che descrive José Lupiáñez: un lento precipitare di un giardino nell’oscurità della notte.


Sunset Garden


DOUGLAS MORGAN, “SUNSET GARDEN”


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ELIO PECORA

A LUGLIO CONOBBI L’AMORE

A luglio conobbi l’amore
di sera, in mezzo alla gente,
amore con occhi curvi
e brevi consunte parole.
Da quanto attendevo incredulo.

Nell’aperta città
andammo a spegnere il sole
incontro a tramonti viola,
amore senza memoria
raccolto per tante giornate
traverso un quieto dolore
scoperto alfine più lieve,
felicità rivelata,
amore, farfalla tremula.

Io chiedevo la sosta
al mio continuo penare,
ora sazio la sete
alla fontana più fresca.
E prego questo amore
che viva dentro i miei giorni
e i silenzi mi sciolga
di fitte parole,
io canterò il motivo
ritrovato nel canto.

T’ho lungamente atteso
amore con occhi curvi
e quando sei venuto
alla mia porta socchiusa
ho scordato il pianto
e i lunghi tormenti:
del tuo respiro di miele
ho colma la bocca.

Amore di un mese e di sempre
dolcemente consumami
il cuore e il canto. Tu
felicità ritrovata,
ruscello, còlto geranio,
adolescenza incantata,
amore fiorito
ti porto nelle strade
perché gli invidiosi sappiano
l’amore che conobbi
a luglio in mezzo alla gente.
Amore, clarino dell’anima.

.

... 


JOSÉ LUPIÁÑEZ

GIARDINO

Sottile è questa sera di luglio,
immobile,
abbarbicata alle colonne
che si alzano
sull'erba soffice.

Sottile è questa sera di luglio
che tramonta dolcemente,
come le mani
che non si curano del sole,
né fanno caso
al passare delle ore...

Che tristezza il continuo
urtare dei corpi
contro questa pace infinita,
per perdersi ardenti
nella trama dimenticata
del cielo meraviglioso...

(Seduti sulla panchina del parco
presagiamo la notte
oltre la luce calma,
nuda, sorpresa
nella sua stessa penombra
silenziosa):

Le parole, la gente,
nel suo nuovo colore
la sera stessa adesso,
il nostro amico che tace:
tutto svanisce al margine degli alberi,
tutto è oscurità che risale
blu, velata,
così come il Giardino
chiuso, si scioglie nell'oblio
per perdersi
nell'avventura del sogno.

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Siamo ai primi di luglio e già il pensiero / è entrato in moratoria
.
EUGENIO MONTALE, Diario del ‘71 e del ‘72


Elio Pecora (Sant'Arsenio, 5 aprile 1936), poeta italiano. La sua poesia è caratterizzata da un’ironia spesso malinconica, volta a scrutare fenomeni come fossero un teatro interiore. La più recente e intensa attività poetica è rappresentata da versi vigorosi e altri di smagliante, pensosa leggerezza.


José Lupiáñez Barrionuevo (La Línea de la Concepción, 1955), poeta e scrittore spagnolo. Partito da poesie dal tono elegiaco in cui la parola abbaglia non solo per l'intensità della sua bellezza, ma anche per la sua profondità, è passato a una fase più sperimentale e barocca per approdare a una maggiore purificazione verbale, con una predominanza di un certo simbolismo e un più marcato disincanto esistenziale.


mercoledì 1 luglio 2015

Altre due poesie per luglio

 

Due grandi poeti italiani leggono luglio, mese che dovrebbe essere “febbricitante” con la sua afa e il suo solleone – quest’anno “Flegetonte” promette il suo clima di lava - e che inizia la sospensione di molte attività che culminerà nell’ozio di agosto. Eugenio Montale la prende con ironia e filosofia. Mario Luzi è più riflessivo: l’ardere del giorno diventa anche un quasi delirante interrogarsi senza trovare risposte a conferma del montaliano “ritmo della mente che si dislenta”.


Etretat

.FELIX VALLOTTON, “LE 14 DE JULLIET A ÉTRETAT”


EUGENIO MONTALE

I PRIMI DI LUGLIO

Siamo ai primi di luglio e già il pensiero
è entrato in moratoria.
Drammi non se ne vedono,
se mai disfunzioni.
Che il ritmo della mente si dislenti,
questo inspiegabilmente crea serie preoccupazioni.
Meglio si affronta il tempo quando è folto,
mezza giornata basta a sbaraccarlo.
Ma ora ai primi di luglio ogni secondo sgoccia
e l’idraulico è in ferie.

(da Diario del ’71 e del ’72, Mondadori, 1973)

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MARIO LUZI

FONTE? - QUEL FEBBRICITARE

Fonte? - quel febbricitare
celeste. O è sfacimento?
Non dice cosa sfolgora
in lei la notte di luglio...
                                        punta
su tutto il perimetro
dei monti
                 quelle mute fiamme.

Stelle? o la loro lontananza?
la loro luce ingannevole,
la loro dubbia presenza?
O è, che unico vacilla, il fuoco interno, la mente?

(da Per il battesimo dei nostri frammenti, Garzanti, 1985)..

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LA FRASE DEL GIORNO
Ah, disse Luglio – / Dov’è il Seme - / Dov’è il Germoglio – / Dov’è il Maggio?
EMILY DICKINSON, Poesie




Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981), poeta e scrittore italiano, Gli fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura nel 1975 “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”, ovvero la “teologia negativa” in cui il "male di vivere"  si esprime attraverso la corrosione dell'Io lirico tradizionale e del suo linguaggio.

Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.


martedì 1 luglio 2014

Luglio: due poesie

 

“C’è un feroce rosso cane / che a muti passi va per il cielo” in una poesia di Diego Valeri. Eccolo qui il rosso cane di luglio, con la sua canicola e le sue sere lunghe che portano i giorni allo spasimo: esce dai versi di Philip Larkin (1922-1985), poeta inglese, e si affaccia nel tramonto in un’altra lirica dello spagnolo Antonio Machado (1875-1939).


Bruno-Saetti-small

BRUNO SAETTI, “PAESAGGIO CON SOLE”


PHILIP LARKIN

LUNGHI GIORNI DEL LEONE

Lunghi giorni del leone:
si schiudono in bianca foschia,
a mezzogiorno ti scontri
con un maglio infuocato –
ogni seme piantato
ora è in pieno rigoglio,
ogni germoglio
in piena fioritura,
messe abbagliante –
o lunghi giorni del leone!

(da Collected Poems, 1988 - Traduzione di Silvio Raffo)

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ANTONIO MACHADO

VERSO UN TRAMONTO RADIOSO


Verso un tramonto radioso
andava il sole d’estate,
era tra nubi di fuoco, come tromba gigante
dietro quei pioppi verdi là lungo i margini del fiume.
Dentro ad un olmo suonava senza tregua la cesoia
della cicala canora, il monoritmo allegro,
tra metallo e legname,
che è la canzone estiva.
In un giardino all'ombra
giravano i secchielli della noria sonnolenta.
Sotto i rami nell’ombra si udiva il suono dell'acqua.
Era una sera di luglio, luminosa e polverosa.
Andavo per la mia strada,
nel solitario crepuscolo della campagna assorto.
E pensavo: «Bella sera, nota della lira immensa,
tutto sdegno ed armonia;
bella sera, tu allevi la povera malinconia
di questo angolo vano, oscuro angolo che pensa!»
Sotto l'orbite del ponte passava l'acqua increspata.
Lungi dormiva la città,
coperta da una magica campana d'oro diafano.
Sotto le luci del ponte scorreva l'acqua ondeggiante.
E gli ultimi rossori coronavan le colline,
macchiate di olivi grigi e di nerastre querce.
Camminavo annoiato,
sentendo l'antica angoscia che fa il cuore pesante.
E così malinconica sotto le arcate del ponte
scorreva l’acqua in penombra,
come dicesse passando:
«Come la povera barca
si libera dall'albero della riva, oh viandante,
si canta: non siamo niente.
Ci attende il mare immenso dove va il povero fiume».
Sotto le luci del ponte scorreva l’acqua in penombra.
(Pensavo: l’anima mia!)
E mi trattenni un momento,
nella sera, a meditare...
Che è questa goccia nel vento
che urla al mare: sono il mare?
L’aria vibrava assordata
dalle elitre cantanti che fanno sonoro il campo,
come fosse seminato
di dorate campanelle.
Nell'azzurro folgorava
una stella diamantina.
Caldo il vento soffiava
sconvolgendo il cammino.
Nella sera polverosa
tornavo verso la città.
Giravano i secchielli nella noria sonnolenta.
Sotto i rami nell’ombra ascoltavo l'acqua cadere.

(da Solitudini, 1903 - Traduzione di Claudio Rendina)

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LA FRASE DEL GIORNO
L’Estate si affaccia dalla sua torre di bronzo / attraverso le scintillanti sbarre di luglio
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FRANCIS THOMPSON, A Corymbus for the Autumn




Philip Larkin (Coventry, 9 agosto 1922 – Londra, 2 dicembre 1985), scrittore, poeta e critico musicale britannico. Esordì con Il meno ingannato nel 1955 rivelandosi poeta lirico moderno, esponente del cosiddetto Movement. Le sue poesie hanno un linguaggio diretto, colloquiale, senza oscurità, stile misurato e rifiuto del sentimentalismo.


Antonio Cipriano José María y Francisco de Santa Ana Machado Ruiz (Siviglia, 26 luglio 1875 – Collioure, 22 febbraio 1939), poeta e scrittore spagnolo. Dall’iniziale modernismo caratterizzato da una propensione all'introspezione intimista, passò a lasciare maggiore spazio a temi legati alla terra e alla tradizione spagnola, con una sottile vena malinconica.