sabato 10 dicembre 2016

Seppure per lettera

 

HELGA MARIA NOVAKNovak

FINCHÉ ARRIVANO LETTERE D’AMORE

Finché arrivano lettere d'amore
non tutto è perduto
finché mi raggiungono abbracci
e baci seppure per lettera
non tutto è perduto
finché nei pensieri
vi chiedete dove io sia
non tutto è perduto

(da Poesia, n. 316, Giugno 2016 - Traduzione di Paola Quadrelli)

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Helga Maria Novak (1933-2013), scrittrice e poetessa tedesca, fu senza famiglia e senza patria: abbandonata dai genitori, crebbe in una famiglia adottiva prima di entrare a 15 anni nella Libera Gioventù Tedesca, l’organismo della Germania Orientale che aveva lo scopo di indottrinare i giovani al socialismo. Ma, emigrata in Islanda, dove si sposò nel 1961, divorziata e tornata in patria, fu privata della cittadinanza tedesca orientale in seguito ad alcuni scritti critici verso il regime. Visse allora per breve tempo in Islanda, di cui era cittadina per matrimonio, poi in Germania Federale e in Jugoslavia e infine a Legbad, in Polonia dove si installò definitivamente nel 1987. Helga Maria Novak scrisse poesie colme di malinconia e di nostalgia per una patria che ormai non esisteva più e che poteva essere alleviata solo dal conforto degli amici: “Scrivetemi una lettera da casa / respirate l’aria delle piazze nella mia città natale / misurate l’altezza dei tigli a Unter den Linden / (…) Guardate se ho ancora amici / dite loro che son viva son morta son viva / per l’amore del cielo / scrivetemi una lettera da casa”.

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Amendola

DOMINIQUE AMENDOLA, “DONNA CHE LEGGE UNA LETTERA SULLA SPIAGGIA”

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LA FRASE DEL GIORNO
So come gli uomini in esilio si nutrano con sogni di speranza.
ESCHILO, Agamennone

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