sabato 10 novembre 2012

Corpi diversi

 

HOMERO ARIDJIS

POESIA

Pensavi
che l’amore era buono
e che volavi
in due corpi
che erano il tuo
e non erano il tuo
al contempo

che la terra era aria
piena di letti e di porte
piena di chiavi e di zeri

e che la città
con le sue pozzanghere e i suoi cani
era un cielo infinito per il tuo volo

pensavi
che il tuo corpo
diverso dal suo corpo
non era il tuo
se ti staccavi un istante
dal suo abbraccio
dal suo sole e dal suo suolo

.

Come sarà finita questa storia narrata dal poeta messicano Homero Aridjis (Michoacán, 1940)? Si sarà conservata quella visione dell’amore totalizzante – il celebre “duo in carne una” di biblica memoria? Oppure si sarà perduta l’incantata visione dettata dall’amore fisico, che fa credere di volare sopra la città? O ancora non sarà che nel momento in cui uno degli amanti, staccatosi dal corpo dell’altro per verificare dall’esterno che in realtà l’amore ci rende davvero tutt’uno con l’altro, non sia volato via come un solitario palloncino?

.

JINDRA NOEWI, “LOVERS IN ETERNAL KISS”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Lo spazio non si muove con il corpo, / rimane al suo posto; / ma a volte / il mio spazio è il tuo corpo
.
HOMERO ARIDJIS

3 commenti:

Paolo ha detto...

Ahimè, poi l'incanto finisce. Il più probabile dei finali ( triste y final )è che staccandosi per mirare ecc.ecc. si pensi: ma porc.., questo/a chi è?

DR ha detto...

Ahimè, anch'io propendo per il finale del disincanto

Vania ha detto...

...bè..io il finale non lo so...ma mi ha ricordato...
http://www.youtube.com/watch?v=Vb8MIToONGs

:)
ciaoo Vania

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