giovedì 27 settembre 2012

Il gioco della memoria


NGUYEN BAO CHANBao

MEMORIA

La memoria gioca a “io-vedo”
Con le cose che uno ricorda

Trova una bambola di legno
E sogna un bosco

Raccoglie una conchiglia
E ascolta le onde dell’oceano

Vede i raggi del sole che nasce
E risente la dolcezza dei baci

Sfiora la pelle nuda
E arde delle braci dell’amore

Sorseggia la rugiada della notte
E soffre di nuovo un’antica sete

Tocca il fiume
E le onde si allontanano

Si nasconde
E scopre il cielo

Gira su se stessa
E cade nell’abisso...

.

C’è un gioco che si fa di solito con i bambini piccoli per far prendere loro dimestichezza con le parole: si dice “io vedo” e si nomina un oggetto nella stanza, che il bambino va poi a prendere. La memoria si comporta allo stesso modo, dice la poetessa vietnamita Nguyen Bao Chan (Haiphong, 1969): crea collegamenti tra oggetti fisicamente presenti e le nostre emozioni sepolte in qualche parte remota di noi, le trae alla luce, le rinnova, lasciandoci però talvolta preda di esse.

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JAN SACCA, “THREASURES III”

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LA FRASE DEL GIORNO
Penso sempre che ogni cosa durerà in eterno, ma non è mai così. In realtà, niente esiste per più di un istante, tranne ciò che custodiamo nella memoria
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SAM SAVAGE, Firmino

2 commenti:

Vania ha detto...

...interessante questa poesia...la terrò a memoria.:)))

ciaooo Vania :)

DR ha detto...

le sinapsi sono misteriose

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