venerdì 16 marzo 2012

Sui ponti di marzo


FEDERICO GARCÍA LORCA

SERENATA

(Omaggio a Lope de Vega)

Lungo le sponde del fiume
la notte si sta bagnando
e sui seni di Lolita
i rami muoion d’amore.

I rami muoion d’amore.

Nuda canta la notte
sopra i ponti di marzo.
Lolita lava il suo corpo
con acqua salata e nardi.

I rami muoion d’amore.

La notte d’anice e argento
risplende sopra i tetti.
Argento di rivi e specchi.
Le tue cosce bianche d’anice.

I rami muoion d’amore.

(da Libro de poemas, 1921 – Traduzione di Valerio Nardoni)

.

C’è tutta la musicalità creata ad arte da Federico García Lorca (1898-1936) in questi versi che danno l’impressione di un canto popolare gitano: sembra quasi di sentire in sottofondo qualcuno che pizzica le corde di una chitarra a tempo di flamenco. E prorompe tutto il rigoglio di primavera, con le caratteristiche immagini surrealiste del poeta spagnolo: la notte con tutti i suoi nuovi profumi di fiori e di terra, il fiume che scorre come un fluire di vetri rotti nei quali si rispecchiano i raggi della luna. E l’amore, l’amore di Lolita, che sorge con violenza nella serenata al chiaro di luna, come la sua bellezza.

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ANDRÉ DERAIN, “CHARING CROSS BRIDGE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il giorno mi rigira. / E la notte mi copia / in tutte le sue stelle
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FEDERICO GARCÍA LORCA, Libro de poemas

2 commenti:

Vania ha detto...

...bello quello che hai scritto.."la musicalità gitana..... hai ragione ....questa "sensazione/seduzione".

...però letto questo ora mi vengono in mente anche le donne del sud "donne veraci" con tutto il loro "ardore/passione" ...diverse dalla volgarità di adesso.

ciaooo Vania

DR ha detto...

la passione che scorre nel sangue...

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