venerdì 9 marzo 2012

Siamo ciò che ricordiamo

 

XULIO L. VALCÁRCEL

FILM

Siamo ciò che ricordiamo
Ti chiedi che sarà stato di quella ragazza
che seguiva la sua ombra
sotto un sole inclemente
sulle pietre consunte di una piazza deserta
remota scena di un film degli anni cinquanta
Tu non eri neanche nato ma hai avuto modo di conoscere
l’espressione dei suoi occhi
la smorfia delle labbra
Era lei nella sua forma naturale
o l’interpretazione che faceva
obbedendo alle indicazioni
Dove si separavano e dove confluivano
la ragazza reale e il personaggio del film
Hai dimenticato il titolo, la musica, la trama
l’unica scena che ritorna è il pavé
della piazza e la  ragazza solitaria
che prova invano a raggiungere
la propria ombra calpestandola
Poi su un altro piano un volto che ti guarda
che era e non era il suo
Giovane enigmatica in un ambito
enigmatico che è andata perdendosi
nello scorrere degli anni e che ora esiste
non più come era – se davvero era -
ma come tu la ricordi
La ragazza del film e la ragazza reale
erano due e la stessa
ma solo quella del film sopravvive
nella fantasticheria di queste parole
La ragazza vera non esiste più
Sarà in pensione o forse morta
continuando a rincorrere la sua ombra.

(da A melancolía dos corpos)

.

Siamo ciò che ricordiamo. Siamo come ci ricordano gli altri. È quello che spesso ho pensato vedendo fotografie di tanti anni fa in cui persone a me note appaiono così diverse da come sono ora. Qualche anno fa lo psichiatra Vittorino Andreoli scrisse in un articolo per il Corriere della Sera che “La memoria delle immagini si deposita in noi ed è quella a cui leghiamo i sentimenti”. È vero, come è vero che ricordo con assoluta precisione la ragazza di cui mi innamorai a 17 anni ed è nella mia memoria ancora ferma a quell’età, benché io presuma che sia poi diventata adulta, sposata, madre, donna in carriera… Ma per il sentimento è ancora la diciassettenne di allora. Questo è il senso della poesia di Xulio Valcárcel, (Lugo, 1952) scrittore galiziano, che arriva a idealizzare la figura di un’attrice della quale neppure ricorda il nome, vista in un vecchio film in bianco e nero degli Anni ‘50: come scriveva Eduardo Galeano: “RICORDARE: Dal latino re-cordis, ripassare dalle parti del cuore”…

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LORELLA DE LUCA NEL FILM IL BIDONE © PUBBLICO DOMINIO

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LA FRASE DEL GIORNO
I ricordi si interpretano come i sogni.
LEO LONGANESI, La sua signora

2 commenti:

Vania ha detto...

...mi ha fatto sorridere questa storia/poesia, inoltre dal tuo commento mi hai fatto pensare/ricordare il ragazzino che mi piaceva da piccola,(che poi ho la stessa altezza;))

...i ricordi...sono la storia di ogni persona.

ciaoo Vania

DR ha detto...

tutti abbiamo una ragazzina/ragazzino che ci ha fatto vibrare. E tutti siamo importanti per qualcuno, ma questo è il tema di un altro post che pubblicherò tra qualche giorno con una poesia di Emily Dickinson

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