sabato 17 marzo 2012

Per lungo giro di anni

 

LEONARDO SINISGALLI

NELLA MIA STANZA COME SOPRA UN ATLANTE

Nella mia stanza come sopra un atlante
ho cercato i tuoi mari e i tuoi monti.
T'ho attratta con un crine,
t'ho estinta con un soffio.
Ho resistito ai tuoi vortici, alle piene
improvvise, ai letargici inganni.
Per lungo giro di anni
tra le rughe e gli specchi,
nella spoglia di un fiore,
sul lobo di un orecchio,
dove esita la sfera,
dove il filo si spezza.

(da La vigna vecchia, 1956)

.

“Mi sono seduto per terra / accanto al pagliaio della vigna vecchia. / I fanciulli strappano le noci / dai rami, le schiacciano tra due pietre. / lo mi concio le mani di acido verde, / mi godo l'aria dal fondo degli alberi”: con la raccolta La vigna vecchia, del 1956, Leonardo Sinisgalli (1908-1981) torna al ricordo, torna alla terra e ai suoi oggetti. Recupera, ormai alla soglia dei cinquant’anni, quello che resta della sua infanzia: fa ritorno alla Lucania natia, alle campagne polverose dove trova ormai soltanto solitudine e ridiventa come il fanciullo di Baudelaire, “il bimbo, amante di mappe e di immagini” per il quale “l'universo eguaglia la sua fame immensa. / Com'è grande il mondo al lume delle lampade! / E piccolo, invece, agli occhi del ricordo!”. Viaggiare a ritroso nel tempo, verso le proprie radici è più affascinante di un viaggio verso i paesi lontani, i mari del Sud.

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VINCENT VAN GOGH, “VEDUTA DI ARLES CON IRIS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Tutto quello che io so non mi giova / a cancellare tutto quello che ho visto
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LEONARDO SINISGALLI, La vigna vecchia

2 commenti:

Vania ha detto...

...stamattina la Vale era seduta sul letto ...e girava il mappamondo....dopo averle letto animali selvaggi...leone, tigre... :)

ciaoo Vania

DR ha detto...

tutti sogniamo sulle mappe, da sempre...

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