EDITH SÖDERGRAN
ALTRI PAESI
L'anima mia ha una smania
tale d'altri paesi
che pare senza patria.
Sono in terre lontane, i grandi massi
su cui si posa il mio pensiero.
Uno straniero ha scritto strane frasi
sulla lavagna dura dell'anima mia.
Per notti e giorni sto ad almanaccare
su cose mai successe.
L'anima ha sete. Ma ha bevuto, un giorno.
(da Parnaso europeo – L’età contemporanea, 3, Lucarini, 1990 – Trad. Ludovica Koch)
Vi sono echi gozzaniani nelle poesie di Edith Södergran (1892-1923), poetessa finlandese di lingua svedese, come Gozzano uccisa dalla tisi nel fiore dei trent’anni. La smania d’altri paesi, che in un’altra poesia diventa “smania del paese inesistente, / perché desiderare l’esistente / mi ha stancata” rammenta quel desiderio così radicato nella poesia di Gozzano, le rose non colte divenute ormai oggetto di rimpianto, gli amori impossibili assurti a sola possibilità d’amare. Edith Södergran sogna paesi lontani, è una “viaggiatrice immobile” che si contenta dei libri, che sogna mari dove “scorrono sui fondali pesci insoliti”, consapevole che la malattia le ha rubato il futuro.
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Matthew Cusick, “Red and blue”
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LA FRASE DEL GIORNO
La mia esistenza è stata un delirio bruciante.
EDITH SÖDERGRAN
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