mercoledì 23 novembre 2016

Centenario di P.K. Page

 

P.K. Page, poetessa canadese nacque a Swanage, nel Dorset, in Inghilterra, il 23 novembre 1916, ma emigrò in Canada già a tre anni al seguito dei genitori che la fecero vivere nel mondo non conformista dell’arte. Sposò un giornalista, che seguì poi in Brasile, Messico, Australia e Guatemala quando  intraprese la carriera diplomatica. P.K. Page, anche pittrice e scrittrice di libri per bambini, morì all’inizio del 2010 nella Columbia Britannica. Le sue poesie sono vestite di una consapevole eleganza e, come notarono i giudici che le conferirono nel 2003 il Premio Griffin, “vivono di intelligenza, saggezza, insolenza, suspense e di una dizione muscolare ma aggraziata. Sono audaci nello scopo, meticolose nella realizzazione, e sfacciatamente morali, con un sapore delizioso di brio amorale”.

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STEFAN

Stefan
undici anni
guardò il neonato e disse
"Quando pensa, dev'essere puro pensiero
perché ancora non ha parole"
e noi
genitori orgogliosi
ammirando gli amici
che avevano guardato il neonato

guardammo di nuovo il neonato.

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ASTRONOMO

Le stelle stesse sono giustificate.
La galassia
è in corsivo

Ho letto
e riletto
la bella scrittura.

Non ci sono
errori.

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QUESTO DURO MESTIERE

La cera si è sciolta
ma il sogno di volare
continua.
Io, Icaro, sebbene trattenuto
nella mia carne
ho una parte luminosa in me
dove un uccello
notte dopo notte di stelle
mentre dormo
spiega le sue ali fantasma
e si allena.

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POESIA D’AMORE

Ricordandoti e rivedendo
il nostro amore strutturale
il passato risorge
dalla sua polvere soffocante.

Per la memoria, che è solo decadente
nelle mani come l'amore per le cose
dell'avaro per la loro cosalità,
o nello sguardo dei collezionisti che valutano
la vastità, l'incredibile vastità, delle loro collezioni,
è possibile, nella mente profonda, creare e fare
nuovo il talvolta spaventoso antico presente
e pungolare la cosa addormentata
perché veda all'improvviso.

E come un albero che ha perduto tutte le foglie
può tremare alla memoria del vento
o le acque tranquille di uno stagno rammentano
la loro sorgente e salgono e scendono
ad un tratto sulla riva del bacino che le cinge —
così io, ricordando da adesso a ieri,
posso sapere e vedere e sentire di nuovo, come i gioielli
quando li colpisce un vivido raggio di sole.

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LA FRASE DEL GIORNO
Quando scrivo qualcosa che è accettabile trovo difficile credere che proviene direttamente da me. Sembra che sia venuto per così dire obliquamente – da dove io non lo so.
P.K. PAGE

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