venerdì 17 aprile 2015

Sull’alta prua

 

JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

NOTTURNO

Dovunque la mia anima
navighi o vada o voli, tutto, tutto
è suo. Quanto tranquilla
è dappertutto, sempre,
ora sull’alta prua
che apre in due argenti l’azzurro profondo,
scendendo al fondo o ascendendo al cielo!

Quanto serena l’anima
quando ha preso possesso,
quasi regina solitaria e pura,
del suo impero infinito!

(Nocturno, da Diario di poeta e mare, 1917 - Traduzione di Francesco Tentori Montalto)

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“La suggestione dell’acqua resa umana è evidente. In tal modo chiama la sua occulta  bellezza che col solo dire alla nostra anima «vieni con me» se la porta via. E il corpo allora, persuasivo, trascina l’anima stordita, con un grande sforzo delicatissimo, dalla murata alla cabina”: poesia pura quella che si manifesta al Premio Nobel spagnolo Juan Ramón Jiménez (1881-1958) sulla nave che lo riconduce in patria dagli Stati Uniti, dove è corso per inseguire l’amata Zenobia promessa a un altro. È riuscito a raggiungerla e a sposarla, e adesso con lei può tornare in Andalusia: la sua anima è pacificata e la bellezza, la poesia di quel cielo notturno sul mare entrano facilmente in essa.

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Night_Ocean

IMMAGINE © DEVIANT ART/BLACPLAGUE22

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LA FRASE DEL GIORNO
Questo istante /  di pace - ombra che veglia – / che l’anima s’immerge / fino al nadir del cielo del suo mondo!
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Diario di poeta e mare

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