martedì 30 dicembre 2014

Tra le nebbie

 

ALFONSO GATTO

INVERNO A MILANO

Vedete là nel cielo, in quel piccolo sole
d’inverno tra le nebbie, un ricordo del sole?
Come la luna guarda e si lascia guardare.
Milano a mezzogiorno è già crepuscolare.

E gli alberi anneriti in quel freddo d'argento
hanno rami gentili, a tratti passa il vento,
un vento senza voce, a poco a poco imbruna.
Solo il piccolo sole come una grande luna.

Così il Duomo fiorito di grigio e di lichene
appare nelle nebbie delle notti serene.

(da Il Vaporetto, Nuova Accademia, 1963)

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Una decina giorni fa, intorno a Natale, una nebbia abbastanza insolita ha invaso queste lande e anche la città di Milano – insolita perché ormai rari sono i nebbioni di una volta per merito (o colpa?) della cementificazione. Comunque, nel cielo del mattino brillava a tratti quel sole simile a una luna, a una particola appena luminosa nel grigio totale che avvolgeva le strade e i giardini. Quel sole che ritrovo adesso nella poesia di Alfonso Gatto (1909-1976),  così come quelle antiche nebbie capaci di trasformare in un gotico fantastico il volto delle città.

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Sole nebbia

FOTOGRAFIA © ROGER FORD

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LA FRASE DEL GIORNO
C'è della gente che parla male della nebbia di Milano. Io non conosco quella degli altri paesi, ma questa di Milano è una gran nebbia, simpatica, affettuosa, cordiale. Ti fascia tutto come una carezza.
CARLO CAMPANINI, Catene invisibili

2 commenti:

Vania ha detto...

...quasi rassicurante qui la nebbia...specie nella frase del giorno...soggettiva interpretazione da tenerMI a mente nelle mattine della mia pianura padana.....

p.s...certa che non cederò alla carezzevole rassicurazione..;)..:)


ciaoo Vania:)

DR ha detto...

È un discorso che già facemmo: la nebbia come madre oppure come matrigna. Rassicura oppure disorienta, ha molte facce

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