mercoledì 24 dicembre 2014

Ma oggi quale Natale?

 

GIOVANNI CRISTINICristini

SE LA CAPANNA È VUOTA

Ma oggi quale Natale
se sul dosso bianco di neve
più non arranca l’asino
con il suo traino dorato;

se gli alberi del prato
non hanno più cristalli sulle dita,
e il torrente ghiacciato
più non muove il mulino;
se i cammelli hanno perso
la strada della stella
e la capanna è vuota
e sulla buia pietra del camino
non c’è che un po’ di cenere
e carbone?

Quale Natale se oggi
per la tua e nostra fame
non c’è più pane,
e per scaldarsi il cuore
l’uomo alza le mani
tremanti - quasi una resa mortale -
al freddo fuoco del televisore?

(da Famiglia Cristiana, n. 51, 1995)

.

Siamo ormai giunti alla Vigilia di Natale, tra l’affannosa ricerca dell’ultimo regalo e l’equilibrismo per fare i conti con la crisi economica che ci stritola ormai da anni. Ho scelto per oggi i versi con cui il poeta bresciano Giovanni Cristini (1925-1995) denuncia la perdita di valori della nostra società, l’assenza della memoria, l’affidarsi forsennato ai mezzi di comunicazione che sembrano un mezzo per alleviare la solitudine e invece spesso altro non fanno che acuirla, allo svuotamento del senso spirituale del Natale, tramutato ormai in una festa commerciale, lontana dallo spirito del presepio.

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Preti

MATTIA PRETI, “ADORAZIONE DEI PASTORI”

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LA FRASE DEL GIORNO
Possiamo dirci umani / almeno per una notte / ancora.
DAVID MARIA TUROLDO, Lo scandalo della speranza

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