sabato 14 luglio 2012

Un povero bambino


DIEGO VALERI

PICCOLA MANO

Momi, tu vuoi ch’io tenga la tua piccola mano
(oh calda e molle e dolce, come uccellino implume),
così, nella mia mano tutta raccolta e chiusa;
però ch’io son la forza onnipotente e buona
che fuga il male tristo e le fosche paure,
e comanda alla vita, e regna sul destino.

E non sai, creatura mia, che il tuo babbo grande
è un bambino anche lui: un piccolo bambino
smarrito fra i terrori della terra e del cielo;
un povero bambino che dentro sé si strugge
di non poter posare nella mano di Dio
la sua mano impotente e il suo fragile cuore.

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Un padre e una figlia: la tenerezza di questa poesia è in quel riconoscersi fragile del padre, il poeta Diego Valeri (1887-1976) a dispetto di quello che invece pensa di lui la piccola Marina, familiarmente chiamata Momi. Quell’adulto che ai piccoli occhi è un essere onnipotente, capace di proteggere e di costituire un punto di riferimento, in realtà non è che un altro bambino smarrito davanti al mistero, alla grandezza della realtà.

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image

CAROL WHITEHEAD, “FATHER AND DAUGHTER AT THE BEACH”

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LA FRASE DEL GIORNO
Se studio, se faccio l'intellettuale, se scrivo, se sono autorevole, fammi comunque restare un po' bambino.

PAOLO GIUNTELLA, Strada verso la libertà

2 commenti:

Vania ha detto...

....colpiscono sia la poesia, che la frase del giorno....invitano a riflessioni "enormi"....
..non meno il dipinto che hai scelto....anche se può assume connotazioni molto positive...specialmente quando si vede un bambino/a coccolare/legato un adulto.

ciaoo Vania :)

DR ha detto...

non bisogna mai uccidere il bambino che è in noi, anche se non bisogna dargli le chiavi di casa...

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