venerdì 2 marzo 2012

L’odore del dolore

 

XULIO L. VALCÁRCEL

L’ODORE DEL DOLORE

Che odore ha il dolore?
Come il freddo, la solitudine, la paura
o la morte,
anche il dolore ha un odore.
Tante volte ho provato a decifrarlo
ma si nasconde, si diluisce,
si camuffa. Offre piste fasulle.
Ha qualcosa di canfora, di chiuso, di rancido,
qualcosa di narcotico,
potrebbe essere alcool, adrenalina o mercurio,
come potrebbe essere ammoniaca,
vertigine o nausea.
Porta stimmate di chiarezza ulcerata,
poggia senza essere visto sulle sedie
e oscilla osceno sulle grucce della tristezza.
Poiché esiste, odora; sì, il dolore odora
nelle occhiaie violacee, nei calici dell’insonnia
e nelle cicatrici paonazze dell’attesa
o dell’angoscia.
Odorano i corpi nel dolore,
odorano la febbre e l’ombra
come odorano la stanchezza, la miseria o la fame.
Odora il dolore e ci opprime
la bocca uno spago,
una spugna nella gola,
quando riconosciamo nitido, pungente,
riconoscibile e insieme indecifrabile,
il suo aroma.

(da A melancolía dos corpos)

.

Ci sono tanti odori. Quello del ricordo, ad esempio, che ti fa risentire l’esatto aroma delle brioches della caffetteria dove andavi vent’anni fa, o il sentore della resina dei pini sul lungomare mischiatosi con la salsedine. O l’odore della pioggia, quello del vento, quello della notte, quando altri odori si assommano. Xulio L. Valcárcel, poeta spagnolo (Lugo, 1953) cerca di intercettare l’odore del dolore, anche questo composito, un miscuglio di tanti altri odori, di tante situazioni dove esso è di casa, dove regna sovrano, che siano le stanze degli ospedali o i bassifondi degradati della città. Ma si annida ovunque il dolore, sa essere nei quartieri alti, sa entrare nelle case felici, dilatare le fessure fino ad aprire crepe: canfora, anestetico, adrenalina, malessere, angoscia… Questo e altro ancora, finché un giorno non lo senti chiuderti la gola.

.

VINCENT VAN GOGH, “SORROW”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Spesso il piacere è un ospite passeggero; ma il dolore / Ci avvinghia crudelmente
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JOHN KEATS, Endymione

4 commenti:

Vania ha detto...

...l'uomo non è immune dal dolore..ma anche dalla felicità...per fortuna.:)
ciaoo Vania

DR ha detto...

"Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo. C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. [...] Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace".
ECCLESIASTE

Tra cenere e terra ha detto...

Parole di saggezza e poesia...

Mimì Bluette ha detto...

Ho sentito l'odore...

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